1. PREMESSA
La strada progettata collega il punto A con
il punto B attraversando un territorio senza collegamenti con esso.
L’intervallo della velocità di progetto della strada è di 40-60 km/h,
determinata da motivazioni che non riportiamo. Il raggio minimo della strada è
di 110 m, come risulta dai calcoli appresso riportati.
Per il corretto dimensionamento della
sezione stradale si è analizzato il traffico che si prevede verrà interessato
dal nuovo tracciato. Tale studio concerne la determinazione dei seguenti
parametri:
-
traffico giornaliero medio
(T.g.m.), pari a 350 veicoli (prevalentemente traffico leggero)
-
traffico della trentesima ora (T30h),
che rappresenta il volume di traffico orario che nel corso dell’anno viene
superato solo 29 volte e ricavato in base alla formula seguente:
TXXXh
= 0,15 · T.g.m. = 0,15 · 350 = 53
veicoli/ora che è il valore di traffico orario preso in considerazione per la
verifica della sezione stradale.
Caratteristiche della strada
Le caratteristiche trasversali della strada,
come risulta dai calcoli appresso riportati, sono le seguenti:
sede stradale: la strada è di tipo VI con due
corsie di m 3.00 e due banchine laterali
di m
1.00;
pendenza trasversale: in rettilineo la
pendenza è del
2%, mentre in
curva varia a
seconda
del raggio:
per R1
si ha una pendenza del 2.7%
“ R2 “ “ 3.2%
“ R3 “ “ 3.9%
“ R4 “ “ 3.9%
pendenza longitudinale: la strada
è lunga m
2345, ha quattro
livellette, la prima
dalla
progressiva 0.00 alla
progressiva 767.5 con
una pendenza dello
0.26%, la seconda
dalla progressiva 767.5
alla progressiva 1485
con una pendenza
dello 0.29%, la terza dalla progressiva 148 959c23j 5 alla
progressiva 1900 con una pendenza
dell’ 1.75 %, la quarta dalla pro
gressiva 1900 alla
progressiva 2345 con una pendenza del 3.37%;
vertici: la poligonale di
base della strada è composta da quattro vertici: V1,
V2,
V3, V4. Gli elementi della curva di vertice V1
sono i seguenti:
R1 = 1000 m, a = 19°.77, S = 345 m,
T = 174.26 m;
gli elementi della curva di
vertice V2 sono: R2
= 700 m, a
= 29°.88,
S = 365 m, T = 186.75 m;
gli elementi della
curva di vertice V3 sono: R3
= 450 m, a = 44°.56,
p = 350 m,
T = 184.37 m;
gli elementi della curva di
vertice V4 sono: R4
= 450 m, a = 47°.75,
S = 375 m, T = 199.16 m;
2.
SCELTA DEL TRACCIATO OTTIMALE
L’andamento planimetrico della strada è
stato formulato sulla base di una planimetria in scala 1:2.000 e suddiviso in
due fasi composte da:
-
determinazione del tracciolino;
-
determinazione della poligonale
d’asse e della planimetria finale.
Tracciolino
Dovendo rispettare una pendenza massima del
10% e dato che la spaziatura delle curve di livello non è uniforme si procede
con la realizzazione del tracciolino, una spezzata a pendenza costante che
congiunge il punto di partenza A con il punto di arrivo B. Questa rappresenta
il tracciato ideale che congiunge i due punti con una pendenza costantemente
pari a quella massima prefissata, realizzando così la condizione di rendere
minima la lunghezza del tracciato.
Poiché il tracciato definitivo potrebbe
risultare leggermente più corto del tracciolino, si preferisce disegnare
quest’ultimo con una pendenza leggermente inferiore (del 5%).
Il disegno sarà eseguito considerando che
esso dovrà svilupparsi superando il dislivello tra un’isoipsa e la successiva
con pendenza costante pari al 5%. Essendo e
il dislivello tra due isoipse adiacenti pari a 2 m, la lunghezza d dei tratti che compongono il
tracciolino tra due isoipse è uguale a:
d = 2/0.05 = 40 m
Passando quindi da una curva di livello alla
successiva è stato sufficiente puntare un compasso sul punto di partenza e con
apertura pari a 2 cm determinare il punto successivo.
Sono state realizzate due possibilità delle
quali solo una è sembrata più adatta al raggiungimento dell’obiettivo perché
meno tortuosa e con rettifili più lunghi.
Poligonale
d’asse
Il tracciolino, non potendo rappresentare il
tracciato definitivo visto il numero elevato di tratti rettilinei è stato
sostituito con una spezzata formata da lati più lunghi, detta poligonale
d’asse, che una volta raccordata con curve circolari e tornanti e una volta
effettuati i raccordi con strade esistenti rappresenterà l’asse definitivo
della strada.
In questa fase si è cercato di non
allontanare troppo l’asse dal tracciolino, perché altrimenti i riporti e gli
sterri di terreno in tali zone risulterebbero eccessivi.
I tratti rettilinei sono 7 e secondo le
norme del C.N.R. del 1980 devono avere una lunghezza massima di non superiore
al valore:
Lr,max =
(20-22) · v = 20 · 60 = 1.200 m
e non inferiore (per consentire i sorpassi)
al valore:
Lr,min = (5-5,5) · v = 5,5 · 40
= 220 m
(dove v è la velocità di progetto espressa
in km/h), per uno sviluppo totale di 338 m che sulla lunghezza totale della
strada rappresentano il 52% dello sviluppo dell’intero tracciato.
Per raccordare i tratti rettilinei sono
stati inseriti dei tratti circolari aventi raggi di curvatura e pendenze
trasversali diversi a seconda delle esigenze progettuali.
Come si vede dalla tabella “Raggi Minimi”
(norme C.N.R. 1980), per una velocità di progetto di 40 km/h è richiesto un
raggio minimo di 40 m. Nel progetto, a favore di sicurezza e per migliorare le
condizioni di guida, si è comunque mantenuto un raggio minimo di 110 m.
Calcolo del raggio minimo del
tracciato orizzontale
Il raggio minimo da assegnare ad una curva
planimetrica, in funzione di una prefissata velocità di progetto, viene
determinata in base a due diverse considerazioni:
stabilità del veicolo in curva, visibilità
in curva.
Il calcolo del raggio minimo viene
effettuato con la seguente formula:
V2
1) R = Rmin = -----------
g(fT+j)
che tiene conto dell’equilibrio dinamico del
veicolo; inoltre bisogna garantire la visibilità in curva tenendo presente il
valore della distanza di arresto (Da) ed eventualmente quella di sorpasso (Ds).
La relazione che soddisfa questa seconda
condizione è la seguente:
2)
s = R(1-cosD/2R) D =
distanza di sicurezza
Il valore di D varia a seconda se si voglia
consentire o meno il sorpasso in curva. Se il sorpasso è consentito allora D =
distanza minima per il sorpasso = 5-5.5 Vmax. Se il sorpasso non è
consentito D deve essere almeno uguale a due volte Da, che nel nostro caso è di
m 36, ricavata in funzione della massima velocità di percorrenza del veicolo in
curva che è di 40 km/h e della massima pendenza negativa (10%).
Nel nostro caso dalla 1) si avrà:
V2 V2 402
Rmin = --------- = ----------- =
------------------- = 40.64 m
g(fT+j) 127(fT+j) 127(0.24+0.07)
poichè per V = 40 km/h si ha fT =
0.24
Dalla 2), nel caso non si voglia consentire
il sorpasso si ha:
s =
R(1-cosD/2R) = R(1-cosDa/2R) = 110(1-cos36/220) = 1.47 m
Il valore così calcolato, per un raggio R =
110 m, ci assicura la visuale in quanto tale valore è inferiore alla
semilarghezza della corsia interna che è di 1.50 m.
Poichè il valore del raggio minimo deve
soddisfare sia la 1) che la 2) si avrà che Rmin = 110 m.
N.B. In generale il valore di D viene
assunto pari al doppio di Da, allo scopo di evitare la collisione con un
veicolo marciante in senso opposto che abusivamente abbia occupato la corsia ad
esso vietata. Tuttavia, per ragioni di carattere economico e considerando la
scarsa importanza del tipo di strada (VI), allo scopo di non pervenire tramite
la 2) a valori eccessivi del Rmin è stata assunta D = Da. Sempre per
ragioni di economicità, in alcuni casi, non è stato rispettato il valore del Rmin
affinchè la poligonale d’asse non
si discostasse di molto dal tracciolino a uniforme pendenza, evitando grossi
volumi di scavo e di riporto.
3.
ALTIMETRIA
Una volta definito il tracciato planimetrico
della strada si deve progettare anche l’andamento altimetrico della strada
stessa, che non può certamente seguire quello del terreno a causa delle
continue variazioni di pendenza che ne risulterebbero. Si è proceduto allora
con la realizzazione del profilo longitudinale.
Profilo
longitudinale
IL profilo longitudinale può essere
teoricamente inteso come lo sviluppo su foglio di carta della superficie
generata dal movimento lungo l’asse stradale di una verticale che trasla
parallelamente a se stessa. Per disegnare il profilo l’asse stradale è stato
suddiviso in 16 sezioni numerate progressivamente.
Poiché i dislivelli tra i vari punti sono
sempre molto piccoli rispetto alle distanze da rappresentare, per una migliore
leggibilità le altezze sono riportate in scala 1:200 e le distanze in scala
1:2.000.
Esso è composto dal profilo del terreno,
chiamato profilo nero, disegnato
determinando la quota dei punti dell’asse stradale in corrispondenza delle
varie sezioni tracciate sulla planimetria. Questa quota è stata calcolata
mandando la linea di massima pendenza e misurando le distanze tra il punto
considerato e la curva di livello inferiore e tra le due isoipse.
Risultando piuttosto irregolare l’andamento
del profilo nero è stato rettificato con il profilo di progetto, il cosiddetto profilo rosso, mediante tratti più o
meno lunghi a pendenza costante: le livellette.
Quest’ultime sono state realizzate adottando
i seguenti criteri:
-
gli sterri compensano
approssimativamente i riporti, in modo da ridurre i costi;
-
le livellette non devono essere
troppo corte;
-
le variazioni di livelletta sono
da evitare all’interno di una curva o di un rettifilo, cercando di inserirle
nei punti di tangenza delle curve;
-
evitare brusche variazioni di
pendenza tra una livelletta e l’atra ;
-
utilizzare pendenze massime del
2-3% in corrispondenza dei tornanti;
-
utilizzare pendenze massime del
3-5% in corrispondenza dei ponti;
Inoltre il profilo longitudinale è composto
da una tabella contenente:
-
numero identificativo delle
sezioni;
-
distanze parziali e progressive;
-
quote di terreno e di progetto;
-
andamento planimetrico (che mette
in evidenza la successione dei rettifili e delle curve mediante tratti
sfalsati).
Infine vengono rappresentate graficamente in
corrispondenza di ogni sezione le quote rosse (differenza tra quote di progetto
e quelle di terreno), e vengono inserite le pendenze e le lunghezze relative
tra una variazione di livelletta e l’altra.
4.
CALCOLO DEI VOLUMI
A questo punto la strada è completamente
definita, sia dal punto di vista planimetrico che altimetrico. Si è operato
quindi con il calcolo dei volumi, comprendente:
-
determinazione delle sezioni
trasversali e calcolo dei volumi;
-
elaborazione del profilo delle
aree con indicazione dei paleggi;
-
elaborazione del profilo di
Brückner e del profilo delle aree depurato dai paleggi;
-
determinazione zone di
occupazione.
Sezioni
trasversali
Queste permettono di determinare sia
l’ingombro effettivo della sede stradale, sia l’entità dei movimenti di terra,
cioè degli sterri e dei riporti, sia la necessità di eseguire opere particolari
come la terra armata, in corrispondenza di certi tratti della strada.
Le sezioni sono state disegnate in scala
1:100, senza considerare la pendenza trasversale della strada e come se fossero
viste da un ipotetico osservatore che percorre la strada a ritroso.
Sulle tracce delle sezioni indicate in
planimetria si individuano due punti, posti a una certa distanza dall’asse, dei
quali si determina la quota. Tali punti sono stati riportati assumendo una
linea di riferimento posta a quota opportuna e sono stati congiunti con il
punto in corrispondenza dell’asse, la cui quota è stata calcolata per il
tracciamento del profilo longitudinale. Per questo calcolo si è considerata
uniforme la pendenza del terreno lungo le linee di massima pendenza, e la linea
della traccia delle sezioni che risulta irregolare è stata approssimata con una
spezzata.
Sono state considerate le scarpate con
pendenza di 1:1 fino ad intercettare il terreno per le sezioni in trincea e di
3:2 fino ad intercettare il terreno nel caso delle sezioni in rilevato, dove il
terreo ha minor consistenza. Le cunette sono state dimensionate con una
larghezza di 70 cm e una profondità di 25 cm.
Delle 16 sezioni solo la prima e l’ultima
(figura B) sono miste, mentre 6 sono di sterro e 8 di riporto. Nella sezione 14
si nota la presenza della terra armata,
visto il troppo ingombro che comportava una semplice scarpata con pendenza 3:2.
Le parti di sterro sono state indicate con un tratteggio inclinato di 45°
rispetto all’asse orizzontale, quelle di riporto sono state indicate con un
riempimento a puntinatura.
Con uno
spessore maggiore è stato indicato il profilo del terreno e per ognuna sono
state indicate le quote di terreno, di progetto e la larghezza di occupazione
della scarpata.
E’ stato
effettuato inoltre il calcolo analitico della superficie di una sezione
mista:la n. 16.
Cunetta = 75 cm larghezza · 25 cm profondità
Scarpa AB = 1:1
Scarpa
DE = 3:2
Come ricordato precedentemente è stata
rappresentata nella sezione 13 la struttura di contenimento denominata terra
armata.
Ebbene, il principio meccanico della terra
armata è lo stesso del calcestruzzo: gli sforzi di trazione vengono affidati ad
armature metalliche, poiché la terra non potrebbe assorbirli.
Essa viene costruita per strati, composti da
pannelli che compongono il paramento esterno e da una serie di armature
metalliche in acciaio zincato. Queste armature presentano delle nervature superficiali
per migliorare l’attrito col terreno, e sono attaccate ai pannelli da una
estremità e liberi dall’altra. Il vantaggio di questa metodologia di
contenimento del terreno è il minimo spazio di ingombro che questa comporta e
trattandosi di prefabbricati la loro installazione è rapida, non essendo
necessarie le usuali operazioni di carpenteria, getto e maturazione delle opere
in calcestruzzo armato.
Profilo
delle aree con indicazione dei paleggi
Dai dati ricavati dalle singole sezioni si
può procedere a calcolare il volume del solido stradale, non considerando le
irregolarità tra una sezione e l’altra, supponendo che il solido stradale sia
un prismoide limitato dalle sezioni
stesse e dalla superficie generata da una retta che si muova mantenendosi costantemente
appoggiata al contorno delle sezioni.
Il volume di questo solido è espresso allora
dalla formula delle sezioni ragguagliate:
V = 
Sono state riportate in un diagramma le aree
di tutte le sezioni (sopra all’asse di riferimento quelle di sterro, sotto
quelle di riporto) che costituiscono il tracciato, in scala 1cm = 4 m² per le
ordinate e 1:2000 per le ascisse, e unendo tra loro gli estremi delle queste si
sono ottenuti dei trapezi le cui aree corrispondono ai volumi che si ricavano
con la formula delle sezioni ragguagliate.
Nel caso di sezioni miste si è operato
dividendo il solido stradale in due tronchi longitudinali, separati dal piano
verticale che passa per i punti di passaggio delle sezioni miste. Inoltre in
questi tipi di sezione il terreno di sterro è stato utilizzato per compensare
il riporto nella medesima sezione, effettuando un paleggio (figura C).
Profilo
di Brückner e profilo delle aree depurato dai paleggi
Nel diagramma di Brückner o profilo dei
volumi eccedenti è rappresentata graficamente la colonna dei volumi,
determinata integrando graficamente il profilo delle aree. La costruzione è
stata ottenuta considerando i trapezi e i triangoli rettangoli delimitati dalle
tracce del profilo delle aree e dall’asse delle ascisse (sempre in scala
1:2.000).
La curva integrale ottenuta rappresenta, in
corrispondenza delle sezioni, approssimativamente nei tratti intermedi, la
somma algebrica dei volumi di terreno necessari per realizzare la strada fino a
quel punto (figura D). Tali valori poi sono stati letti tramite il fattore di
scala 1cm = 4m² . Nei tratti dove il profilo di Brückner è in discesa si sono
determinati riporti, nei tratti dove esso è in salite sterri.
E’ di norma preferibile avere un eccesso di
sterro rispetto ad un eccesso di riporto, poiché se questa seconda ipotesi si
verificasse l’impresa necessiterebbe dell’acquisto di terra da fonti esterne.
E’ altrettanto vero che il terreno in eccesso poi avrà dei costi per il
trasporto in discarica.
L’ottimale sarebbe ottenere un valore molto
basso di sterro, in modo da ottimizzare i costi che l’impresa deve sostenere.
Zone
di occupazione
Nel grafico delle zone di occupazione sono
state riportate in ascissa (in scala 1:200) le varie sezioni disposte secondo
la distanza progressiva lungo l’asse stradale rettificato e in ordinata (in
scala 1:2000) la larghezza di occupazione del solido stradale.
E’ stato così possibile determinare la
quantità di terreno che dovrà essere soggetta ad esproprio (anche se dovrà essere
considerata un ulteriore fascia a ridosso dei cigli di scarpata per la
possibilità di realizzare ampliamenti della sede stradale, costruzione dei
fossi di guardia, passaggi per il personale addetto alla manutenzione e per
rettificare il profilo irregolare).
Il diagramma è stato eseguito considerando
che in ogni sezione si può ricavare la zona di occupazione, data dalla distanza
dall’asse dei cigli delle scarpate. Se due sezioni sono ambedue di sterro o di
riporto si è semplicemente congiunto gli estremi delle sezioni stesse per
ottenere la zona in quel tratto, altrimenti si è determinato il punto di
passaggio ottenuto ribaltando in corrispondenza dei rispettivi cigli le quote
rosse, unendo i due estremi e ottenendo sull’intersezione dei cigli il punto cercato.
6.
CONCLUSIONI
Il progetto in esame risulta abbastanza
semplice nella sua realizzazione e comporta oneri tecnici ed economici
abbastanza contenuti.
Lo studio qui riportato presenta un progetto
semplice ma estremamente razionale nelle scelte fatte specchio dell’animo e del
carattere del progettista.
Le caratteristiche di fattibilità ed
economicità dell’opera sono state le guide che hanno portato ad alcune scelte
piuttosto che ad altre.
Tutti gli aspetti non direttamente esposti
in questa relazione sono comunque stati presi in considerazione durante le fasi
di studio delle varie soluzioni progettuali.
Da tenere conto anche considerazioni di
impatto ambientale sulle aree attraversate dalla strada visto il contesto
collinare a scarsa urbanizzazione.
Nonostante tutto però il nuovo asse stradale
rappresenta, per le considerazioni fatte all’inizio di questa relazione, una
necessità per le zone interessate e lo studio qui proposto ne conferma la sua
piena realizzabilità operativa.
A questo punto la decisione di una sua
eventuale realizzazione è solo subordinata alle scelte di politica di sviluppo
della zona che gli enti interessati decideranno di attuare nei prossimi anni.