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CARLO ZANOTTI
COMPITI DELLE VACANZE DI
BIOLOGIA
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TRATTAZIONE
SUI MECCANISMI relativi ai trasporti di membrana
La
membrana plasmatica è
un sottile rivestimento che avvolge la cellula. Essa ha il compito di regolare
gli scambi di sostanze, separa la cellula dall’ambiente esterno, interviene
nella comunicazione cellula-ambiente a 454h76e ttraverso le proteine intrinseche,
perfetto canale di passaggio, e nella comunicazione cellula-cellula per mezzo
delle proteine estrinseche, che servono a costruire, riparare ecc. la
cellula.
La
membrana è costituita da un doppio strato fosfolipidico. Questa struttura
permette di formare una membrana selettivamente permeabile, cioè
consente il passaggio di alcune sostanze mentre impedisce il passaggio di altre.
Il citoplasma costituisce la massa cellulare all’interno della membrana.
Ha una consistenza vischiosa ed è composto prevalentemente di acqua, sali
minerali e sostanze organiche. Sopra la membrana possiamo trovare i recettori,
carboidrati che captano gli ormoni.
I.
LA
DIFFUSIONE
Il
moto di molecole o ioni da un’area a maggiore concentrazione ad una di minore
concentrazione
fino a raggiungere l’equilibrio in ogni punto è detto diffusione. La diffusione può essere denominata semplice
quando le sostanze che vengono trasportate sono O2 , C2 ,
acqua pura ecc., o denominata facilitata quando le sostanze a cui ci si
riferisce sono zuccheri, ioni ecc.
II.
LA
PERMEABILITA’
Quindi,
oltre a muoversi attraverso liquidi e gas, le molecole possono diffondersi
anche attraverso sostanze più consistenti, purché dotate di spazi attraverso i
quali esse possono passare. Un materiale è detto permeabile a certe
molecole se permette loro di attraversarlo.
La
diffusione di molecole attraverso una membrana è dovuta a differenze di
concentrazione e non richiede alcun consumo energetico da parte della cellula,
perciò si chiama trasporto passivo il movimento di molecole attraverso
una membrana senza utilizzazione di energia (ATP).
La
diffusione è un tipo di trasporto passivo.
III.
PERMEABILITA’
SELETTIVA E OSMOSI
Una
barriera che consente solo a particolari sostanze di attraversarla è selettivamente
permeabile o semipermeabile. La membrana plasmatica, come
abbiamo detto prima, è appunto semipermeabile. Piccole molecole, come ossigeno
e anidride carbonica, si muovono facilmente fra le molecole proteiche e
fosfolipidiche, mentre certe molecole o ioni di grosse dimensioni non sono in
grado di farlo.
L’osmosi
si ha invece quando molecole di solvente si diffondono
attraverso una membrana semipermeabile da un’area di maggiore a una di minore
concentrazione. Tanto nella diffusione quanto nell’osmosi le molecole si
muovono secondo un gradiente di concentrazione, cioè da una maggiore a
una minore concentrazione, perciò il processo non richiede dispendio di energia
da parte della cellula ed anche l’osmosi è una forma di trasporto passivo.
Dato
che le molecole d’acqua continuano a entrare nel sacchetto più velocemente di
quelle che escono, la pressione all’interno aumenta. La pressione prodotta
dall’osmosi è detta pressione osmotica. L’aumento della pressione
osmotica fa cambiare la forma del sacchetto, che si gonfia nel medesimo modo in
cui la tensione dell’aria modifica la forma di un palloncino. Dal momento che la
pressione osmotica aumenta, le molecole interne collideranno più frequentemente
e gli urti spingeranno alcune molecole fuori dal sacchetto. Ad un certo punto
le molecole che urtandosi verranno spinte fuori dal sacchetto saranno tante
quante le molecole che entreranno per osmosi. Tale punto, in cui il numero di
molecole che escono dal sacchetto è uguale a quello delle molecole che vi
entrano, si chiama equilibrio.
IV.
CELLULE
ANIMALI E OSMOSI
Le
cellule animali si comportano all'incirca come il sacchetto di cellulosa.
-
Un globulo
rosso, per esempio, è costituito per circa l’80% da acqua; se viene posto in
acqua pura, il suo contenuto sarà ipertonico, e saranno pertanto più le
molecole che tenderanno ad entrare di quante cercheranno di uscire; la cellula
quindi si rigonfia e, se il processo continua, alla fine la pressione osmotica
può provocarne l’esplosione. Tale fenomeno è descritto come emolisi
o in genere citolisi.
-
Se un globulo
rosso viene posto invece in una soluzione ipertonica, le molecole tenderanno a
lasciare la cellula, la pressione osmotica diminuirà e, come risultato della
perdita di acqua, la cellula si raggrinzirà fino a morire per disidratazione.
V.
TURGORE
E PLASMOLISI
A
differenza delle cellule animali quelle vegetali sono circondate da una rigida
parete cellulare:
-
Quando una
cellula vegetale è immersa in una soluzione ipotonica le molecole
d’acqua che entrano ne causano l’espansione; la cellula però non scoppia
in quanto la parete cellulare resiste alla pressione osmotica.
La
pressione osmotica che agisce all’interno della cellula vegetale è detta turgore.
-
Quando una
cellula vegetale è immersa in un liquido ipertonico si avrà una
fuoriuscita di molecole d’acqua; in conseguenza di ciò la pressione osmotica, e
quindi il turgore, diminuisce ed il citoplasma si distacca dalla parete
cellulare.
Questa
perdita di turgore è detta plasmolisi ed è ciò che provoca
l’appassimento delle piante.
Una cellula per mantenere l’omeostasi,
cioè la stabilità dell’ambiente interno, deve essere in grado di mantenere alte
concentrazioni di sostanze che possono trovarsi viceversa in basse
concentrazioni nell’ambiente circostante. Per conseguire un tale risultato è
spesso necessario muovere molecole attraverso la membrana plasmatica contro la
direzione della diffusione, cioè contro il gradiente di concentrazione.
Affinché tale movimento avvenga, la cellula deve spendere energia. Lo
spostamento di molecole che richiede energia cellulare è detto trasporto
attivo.
I.
LE
PROTEINE DI TRASPORTO
Molecole
idrosolubili quali gli aminoacidi sono portate all’interno della cellula grazie
ad una forma di trasporto attivo. In questo processo la cellula utilizza una
proteina specifica, detta proteina di trasporto, immersa nella membrana
plasmatica. Quando una particolare molecola giunge a contatto della cellula, la
proteina di trasporto si lega ad essa e ne facilita l’ingresso girando a 180° e
rilasciandola all’interno della cellula grazie all’energia ATP.
II.
TRASPORTO
PER MEZZO DI VESCICOLE
Alcune
macromolecole possono entrare nelle cellule senza coinvolgere le proteine di
trasporto, in quanto vengono inglobate grazie ad estroflessioni della membrana
plasmatica.
Il
trasporto di molecole nella cellula per mezzo di vescicole è chiamato endocitosi
e richiede energia cellulare. Più propriamente, quando le sostanze introdotte
sono solide, si parla di fagocitosi, mentre quando sono in soluzione si
usa il termine pinocitosi.
Molecole
di grandi dimensioni possono anche essere rilasciate dalle cellule mediante
vescicole per mezzo di un processo chiamato esocitosi. Tanto
l’endocitosi quanto l’esocitosi richiedono energia cellulare.
Lo
spostamento delle molecole d’acqua durante l’osmosi dipende dalla
concentrazione.
-
Una soluzione
ipertonica è caratterizzata da una concentrazione di sostanze disciolte
maggiore di una soluzione di confronto e le molecole di solvente tendono a muoversi verso la soluzione
ipertonica , dove la loro concentrazione è minore (es. un sacchetto contiene il
10% di amido e il 90% d’acqua).
-
Una soluzione
ipotonica contiene una concentrazione di sostanze disciolte inferiore a
quella di una soluzione di confronto e le molecole di solvente tendono a
fuoriuscire (es. un sacchetto contiene il 10% di amido e il 90% di acqua,
mentre il liquido circostante è costituito per il 20% da amido e per l’80% da
acqua).
-
Una soluzione
isotonica presenta lo stato d’equilibrio, poiché la composizione del
sacchetto è identica a quella del liquido circostante e quindi le molecole di
solvente attraversano la membrana di cellulosa in entrambe le direzioni alla
stessa velocità.
ESPERIMENTO DI LABORATORIO
In laboratorio abbiamo osservato il
fenomeno dell’osmosi e del turgore attraverso l’uso della membrana da dialisi.
Dalle parole quindi siamo passati ai fatti.
1)
Nel primo
esperimento abbiamo posto in un sacchetto (che funge da membrana cellulare) una
soluzione di acqua e amido, mentre abbiamo messo in un becker una soluzione di
iodio e acqua. Abbiamo quindi annodato il sacchetto introducendolo
successivamente nel becker.
Abbiamo
osservato che:
lo
iodio entra nel sacchetto, che si colora e si
gonfia, poiché entra anche l’acqua cercando l’equilibrio da una zona a maggiore
concentrazione ad una a minore (osmosi secondo gradiente). Questo
avviene infatti perché dal sacchetto non può uscire l’amido e neanche l’acqua,
poiché è meno concentrata di quella contenuta nel becker. L’ambiente esterno è
quindi ipotonico rispetto all’ambiente interno.
2)
Successivamente
abbiamo provato l’esperimento al contrario; abbiamo quindi messo in un secondo
sacchetto una soluzione di acqua e iodio, in un becker invece una soluzione di
acqua e amido. Abbiamo introdotto il sacchetto annodato nel becker.
Abbiamo
osservato che:
poiché
l’ambiente esterno è ipertonico rispetto a quello interno, il sacchetto si
restringe, cosicché escono l’acqua e lo iodio. Dunque avviene anche qui
l’osmosi.
3)
Nel terzo
esperimento, dopo aver messo in un sacchetto acqua pura, lo abbiamo immerso in
un becker contenente una soluzione di acqua e sale.
Abbiamo
osservato che:
il
sacchetto si restringe perché dentro c’è
maggiore concentrazione di acqua rispetto all’esterno (ambiente ipotonico),
essa quindi esce per cercare l’equilibrio. Avviene quindi un terzo fenomeno di
osmosi.
4)
Abbiamo
simulato la parete cellulare di una cellula vegetale, usando, insieme alla
membrana da dialisi contenente acqua e cloruro di sodio (sale), anche una
provetta contenente H2O. In questo caso avviene il turgore, perché
il sacchetto si gonfia, ma non scoppia grazie alla protezione della parete
cellulare.
CONCLUSIONE:
In conclusione sono riuscito ad osservare ad occhio nudo il fenomeno
dell’osmosi e del turgore. Tutto questo è stato possibile grazie soprattutto
alla disponibilità di membrane da dialisi, sacchetti che fungono da membrane
cellulari. Ho costatato che, se si verifica l’osmosi, si ha come conseguenza
l’esplosione del sacchetto, se si verifica il turgore invece il sacchetto si
gonfia, ma non scoppia, perché protetto dalla parete cellulare.