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Pianta
appartenente alla famiglia delle Graminacee a ciclo annuale, monocotiledone,
primaverile-estiva.
L’apparato
radicale molto espanso e fascicolato assicura alla pianta un solido
ancoraggio al terreno e tramite radici avventizie aeree ne evita
l’allettamento. Lo stelo o culmo ha un’altezza che varia da 1 a 3 m,
provvisto di nodo e internodi. Le foglie, opposte e alterne, variano da 10 a
20 a seconda della precocità dell’ibrido e si suddividono in tre parti:
ligula, lamina e guaina.
L’infiorescenza
femminile è comunemente chiamata pannocchia e si trova in uno dei nodi
mediali dello stelo; l’infiorescenza maschile invece è una pannocchia
comunemente chiamata pennacchio che si trova all’apice dello stelo.
Il frutto è una
cariosside di colore, forma e dimensioni variabili a seconda della varietà.
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La durata del
ciclo biologico varia a seconda delle classi FAO a cui appartiene l’ibrido
che si utilizza.
Il mais svolge 111g68b
il suo ciclo in tre fasi principali:
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Germinazione
e attecchimento, periodo in cui la pianta cresce sfruttando le sostanze di
riserva che si trovano nel seme;
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Sviluppo
vegetativo, periodo in cui la pianta inizia a prodursi da sola le sostanze
elaborate che utilizzerà successivamente durante l’accrescimento e avviene
inoltre la differenziazione delle infiorescenze maschile e femminile;
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Fioritura
e maturazione, periodo in cui le sostanze di riserva vengono accumulate nella
granella.
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Il mais è una specie
generalmente brevidiurna.
Il processo di
germinazione si avvia con temperature superiori a 8°C ed è fortemente
danneggiato da temperature inferiori; lo sviluppo della pianta è ritardato da
temperature sotto i 15°C.
Le temperature
migliori per la crescita della pianta sono comprese tra 24° e 30°C.
Il mais è una
pianta molto esigente dal punto di vista luminoso e a causa
dell’ombreggiamento sulle foglie più basse si possono avere limitazioni della
produzione.
Un terreno da
mais deve essere particolarmente dotato di sostanza organica e azoto, di cui
è molto esigente, e di una buona riserva di fosforo e potassio.
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Non si
consiglia l’utilizzo di ibridi a ciclo eccessivamente lungo poiché si rischia
di raccogliere il prodotto in epoca troppo tardiva; altresì non si consiglia
l’utilizzo di ibridi a ciclo eccessivamente breve in quanto le produzioni
sarebbero scarse a causa del non adeguato sfruttamento del tempo utile per la
coltura.
Per la scelta
varietale bisogna tener conto della destinazione e dell’epoca di semina del
mais: per mais da granella seminato ad aprile gli ibridi migliori sono quelli
della classe 600, mentre per mais da foraggio sempre seminato ad aprile
risulta migliore una classse 700; più tardiva è l’epoca e più l’ibrido da
utilizzare deve essere precoce.
Generalmente
gli ibridi migliori utilizzati nell’Italia settentrionale sono quelli
medio-tardivi appartenenti alle classi FAO 600-700.
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L’epoca di
semina del mais varia a seconda dell’ambiente di coltivazione, tenendo
presente che serve una temperatura media di 12°C del suolo per ottenere una
buona germinazione,
Le semina
possono perciò cominciare dalla prima decade di aprile.
La deposizione
del seme viene effettuata da seminatrici di tipo pneumatico, con distanza tra
gli elementi distributori di circa 75 cm. Sono consentite interfile variabili
da 45 a 75 cm; se si tiene l’interfila a 45-50 cm si può aumentare la densità
del 10 %.
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