L’ECOLOGIA MICROBICA è la disciplina che
studia i microrganismi e le interazioni che intercorrono tra questi e i loro
ambienti specifici.
La MICROBIOLOGIA AMBIENTALE è il settore della microbiologia generale che studia i microrganismi
presenti nei vari ambienti naturali(suolo,acque e atmosfera),le funzioni
svolte, le tecniche per il loro isolamento ed identificazione e le possibili
applicazioni biotecnologiche.
ECOLOGIA: termine coniato da Eaeckel e
definisce i rapporti che intercorrono tra le forme di vita e le loro
interazioni con l’ambiente.
AMBIENTE: si intende il complesso delle
condizioni esterne (fisico – chimiche e biologiche), che circondano ed
influenzano un organismo o una popolazione di organismi, è cioè il luogo
naturale dove un organismo vive e svolge le sue funzioni. Negli ambienti gli
esseri viventi svolgono 2attività principali:
§
La sintesi di nuove sostanze
organiche a partire dalla CO2 e da altri composti inorganici;
§
La decomposizione delle sostanze
organiche accumulate.
La Terra può essere divisa in tre ambienti:
1.
ATMOSFERA: comprendente la regione
gassosa che circonda il pianete;
2.
IDROSFERA: l’insieme di tutte le
acque della terra (oceani,laghi,mari,fiumi)
3.
LITOSFERA: costituita dalle rocce
e dal terreno.
L’habitat microbico ideale è il terreno
costituito da particelle derivate dalla disgregazione di materiali rocciosi,
come ghiaia e sabbia. Queste particelle favoriscono la formazione di uno strato
di umidità, di materiali organici e di microbi.
Un altro habitat ideale è l’acqua, soprattutto
quella marina e quella dolce, per due motivi:
§
La temperatura è più costante
rispetto all’ambiente terreno;
§
I raggi solari possono
attraversarla, consentendo la fotosintesi al di sotto della superficie. Queste
acque sono inoltre ricche di principi nutritivi che sono i prodotti di
decomposizione organica.
La BIOSFERA è l’insieme di tutte le regioni
terrestri abitate da organismi viventi; ne fanno parte gli oceani (fino a
8000m), le terre emerse (fino a 250m sotto il suolo), i fiumi e la parte
inferiore dell’atmosfera (fino a 10000m).
Nella biosfera esistono fattori viventi e non
viventi, in grado di delimitare l’habitat di un organismo. Sono fattori BIOTICI
gli animali, le piante e i microbi in grado di competere o interferire con un
certo organismo, mentre sono fattori ABIOTICI i fattori fisici e chimici come
la temperatura, il pH, la pressione osmotica e la pressione idrostatica.
La BIOSFERA è costituita da complessi
ecologici, chiamati ECOSISTEMI, le cui POPOLAZIONI sono formate da organismi
simili tra loro e viventi nello stesso ambiente. Sono definite COMUNITà i diversi tipi di popolazioni che
interagiscono tra loro, mentre il rapporto tra comunità ed il suo ambiente è
detto ECOSISTEMA. L’ecosistema è
quindi composto da una comunità di
organismi e dal loro ambiente fisico
– chimico che ne favorisce la vita, funzionanti come comunità ecologica.
Sono presenti tre categorie di organismi
viventi:
1.
PRODUTTORI: AUTOTROFI
2.
CONSUMATORI: ETEROTROFI
3.
DECOMPOSITORI: ETEROTROFI
Questi si distinguono in:
§
AUTOTROFI: sono organismi
fotosintetici, come alghe, cianobatteri, in gran parte vegetale, che sono in
grado di sintetizzare sostanze organiche a partire da sostanze inorganiche.
Essi sono i produttori.
§
ETEROTROFI: sono gli organismi
consumatori, come animali, microbi, protozoi, incapaci di produrre sostanze
organiche. Anche i decompositori, come i batteri e i funghi, sono eterotrofi e
decompongono le macromolecole organiche e i residui di animali o piante in composti più semplici
o in sostanze inorganiche, che possono essere impiegate dalle piante per la
loro crescita.
Questi organismi formano la catena alimentare.
Se l’habitat è l’ambiente specifico dell’organismo, la NICCHIA è il suo ruolo
peculiare nella comunità. La CONCORRENZA VITALE è la lotta che si instaura fra
organismi per l’occupazione di una nicchia ecologica, che comporterà la
sopravvivenza di una sola specie.
ORGANISMI FOTOSINTETICI PRODUTTORI: sono
procarioti (cianobatteri e solfobatteri) ed eucarioti (piante superiori, alghe
verdi, dinoflagellati e diatomee). Attraverso la trasformazione dell’energia
solare vengono prelevati dall’ambiente molti composti inorganici contenenti N,
O, C, S e P. Questi sono i CONSUMATORI PRIMARI. Questi elementi verranno poi
accumulati nei costituenti organici della cellule e dei tessuti; resteranno
incorporati per una parte allo stato organico.
I consumatori primari costituiscono una fonte
alimentare per i consumatori secondari e così via, fino a formare la catena
alimentare. La trasformazione di sostanze organiche in inorganiche è detta MINERALIZZAZIONE in gran parte attuata in
natura attraverso la decomposizione di animali e vegetali morti e dei prodotti
di rifiuto degli animali. Il più importante agente della mineralizzazione è la MICROFLORA TELLURICA
costituita da MICRORGANISMI DECOMPOSITORI come batteri e funghi non
fotosintetici.
Viene detto MICROAMBIENTE il luogo piccolo
dove in microrganismo vive. In natura i fattori ambientali influenzano la
crescita microbica molto più che in cultura. I parametri che influenzano sono:
§
Umidità: i batteri e gli altri
microbi hanno bisogno di un alto tasso di umidità, anche se possono resistere
all’essiccamento.
§
Temperatura: Mesofili à 20/45°C; Termofili à 45/75°C;
Psicrofili à max m30°C.
§
Pressione: la Pressione ambientale
può modificare il volume molecolare.
§
Pressione Osmotica: le conc. di
NaCl molto elevate sono incompatibili con la vita dei m.o.
§
Concentrazione salina: i batteri
stanno bene a 0,9%di NaCl. Alcuni batteri, gli ALOFILI, stanno bene a conc.
Elevate di Sali fino ad un max di 15/25%NaCl.
§
pH: à deve essere tra 4 e 9
§
Nutrienti: fattore fondamentale
che condiziona la crescita microbica.
METODI DI STUDIO IN AMBIENTE MICROBICO
Sono 2 i temi principali della ecologia
microbica:
1.
l’isolamento, l’identificazione e
l’analisi quantitativa dei m.o. nei vari habitat;
2.
lo studio e la misurazione delle
attività microbiche negli ambienti naturali.
- Il sistema più semplice adottato il laboratorio pericolare e
coltivare m.o. da un ambiente naturale è la tecnica delle culture di
arricchimento;
CULTURA SU AGAR –
PIASTRA: Si aggiunge ad una serie di provettoni contenente terreno agarizzato
fuso e raffreddato le diluizioni del campione; poi il ,contenuto dei provettoni
si mette in piastra Petri.
COLTURE DI
ARRICCHIMENTO: è finalizzata a potenziare la crescita di una particolare
tipologia di m.o., che si svilupperà più degli altri presenti nell’inoculo.
COLONNA DI
WINOGRADSKY: viene utilizzato per ottenere ed isolare batteri fototrofi rossi e
verdi oltre ad i batteri anaerobi. Si riproduce in laboratorio un ecosistema
anaerobio in miniatura. Si prende un cilindro, lo si riempie con 1/3di fango
ricco di sost. Organiche e substrati carboniosi (ottenibili aggiungendo
segatura, uova bollite, paglia…), si aggiunge una fonte di S (CaSO4)
e un tampone (CaCO3). Al di sopra viene introdotto fango privo di
altre sostanze e alla fine, la colonna è viene riempita con acqua di lago,
fiume, coperta da stagnola ed esposta a luce moderata per 3-5settimane.
COLTURA PURA: si
effettua uno striscio in piastra partendo da una colonia ben isolata.
IDENTIFICAZIUONE
QUANTITATIVA
ESAME MICROSCOPICO
DIRETTO.
IL RUOLO DEI
MICRORGANISMI NEI CICLI BIOGEOCHIMICI
I m.o. risultano
centrali nei processi di trasformazione degli elementi indispensabili alla vita
(N,C,S,O,P)che si compiono continuamente nella biosfera. Tale funzione si deve
ai M.O. FOTOSINTETICI che, comportandosi da produttori, trasformano le sostanze
inorganiche in sostanze organiche e ai M.O. DECOMPOSITORI che ritrasformano le
sostanze inorganiche in sostanze organiche. In sintesi risultano determinanti
per il mantenimento costante nel tempo della biosfera, in quanto sono
all’inizio ed alla fine dei processi ciclici che vedono nelle tappe intermedie
organismi consumatori come gli animali.
la comunità
microbica è però fondamentale nelle reazioni chimiche che ciclizzano e
trasformano le sostanze nutritive necessarie ai microbi, agli animali ed alle
piante: basti pensare che per molti
elementi i m.o. sono i soli agenti biologici in grado di rigenerare materie
utilizzabili da altri organismi, le piante in particolare.
Nei cicli si
verificano reazioni REDOX e possibili cambiamenti delle caratteristiche chimico
– fisiche dei nutrienti.
CICLO DEL CARBONIO
Questo ciclo
consiste nella fissazione e nella
rigenerazione della CO2. il CARBONIO è presente come CH4
e la materia organica è in forme ossidate come la CO e la CO2. La CO2
è presente nell’aria e viene utilizzata dagli organismi
fotosintetici per la produzione di sost.
Organiche. Il ciclo del Carbonio
costituisce il meccanismo con cui l’energia solare viene immagazzinata dalla
biosfera per essere poi utilizzata. Il PROCESSO DI FISSAZIONE DI CO2
consiste nella conversione di essa in composti organici e può avvenire
attraverso i processi foto e che mio autotrofi. La reazione di fotosintesi è
fatta da piante verdi e da m.o. acquatici (cianobatteri, alghe verdi, batteri
forosintetici come CHROMATIUM o il CHLOROBIUM). Fotosintesi: CO2 +
H2O --luceà O2 + calore + zuccheri.
I consumatori
utilizzano gli zuccheri per la respirazione o la fermentazione, per produrre
energia e CO2 che quindi tornano come prima. Altro meccanismo di
ritorno di CO2 nell’0ambiente è la combustione delle foreste e di
fossili combustibili. Poi, alcuni batteri, ossidano i resti animali e vegetali à CO2 e calore. Questa è la RIGENERAZIONE DELLA
CO2 .
Una piccola parte di
CO2 può disciogliersi nelle acque o essere intrappolata nei ghiacci,
oppure formare ioni che reagiscono con ioni Ca e formano roccia calcarea.nel
ciclo influiscono sia i riducenti, come l’H, sia gli ossidanti come l’O2 .
l’Hpuò essere prodotto per la degradazione dell’organico, soprattutto in
anaerobiosi. Se si forma H e CH4 questi possono muoversi nelle zone anaerobiche
permettendo ai loro ossidatori biologici di funzionare.