Il virtuale e i suoi effetti
Il virtuale
come trasformazione da una modalità dell’essere a un’altra non si contrappone
alla realtà, ma ne rappresenta piuttosto una estensione. Il virtuale non ha
niente a che vedere con l’illusorio, l’effimero, o l’irrazionale ma è piuttosto
il pro 737e43h dotto dell’intelligenza e della razionalità dell’uomo, della sua fantasia
e forza creatrice che cerca di estendersi per superare il reale, al di là di
ogni vincolo di distanza e di tempo, di risorse e di opportunità.
Un
movimento generale di virtualizzazione investe oggi non solo l’ambito
dell’informazione e della comunicazione, ma anche il sistema economico e i
parametri collettivi della sensibilità e dell’intelligenza. La virtualizzazione
si estende persino alle modalità di convivenza, di costituzione della società,
influenzando la scrittura, la comunicazione e il calcolo, l’immagine e
l’informazione. Nella proliferazione delle informazioni e delle elaborazioni
possibili, i segni prendono il posto degli oggetti concreti e delle azioni
tangibili, mentre le simulazioni si sostituiscono all’evoluzione della realtà.
Il mondo reale si dissolve e risorge in potenza sotto le vesti del virtuale.
La
virtualizzazione trasforma tutti gli oggetti - vicini e lontani - e tutti gli
eventi - passati e futuri - in pura informazione permettendo:
·
la rimozione di vincoli di tempo,
spazio e forma;
·
la composizione dell’offerta da
parte di più fornitori;
·
il servizio
al point of need “when you need it and
how you need it”, per il raggiungimento della tripla A (“Anywhere, Anytime, Anymean”).
1.2 Una nuova economia
L’avvento
del virtuale ha portato notevoli cambiamenti che hanno incrinato alcuni
capisaldi dell’economia.
Nell’economia
industriale classica il valore delle cose è determinato dalla loro scarsità.
Nell’era Internet, invece, accade il contrario: è l’abbondanza, non la
scarsità, che determina il valore delle cose e il fatto che possano essere
collegate in rete.
Gratis
conviene, nell’età industriale le cose migliori sono anche le più care. Oggi,
invece, le cose migliori diventano ogni anno più economiche: dimezzano il
prezzo e aumentano le prestazioni ogni dodici mesi,
Fino a
oggi, chi creava un sistema chiuso, difficile da replicare, era considerato
valido. Oggi i sistemi che non favoriscono copie e imitazioni cadono in
disgrazia. I sistemi che favoriscono più connessioni possibili moltiplicano le
opportunità di utilizzo di una tecnologia e anche quelle di guadagno. Dunque,
un’azienda non deve cercare solo il proprio profitto, ma anche quello della
rete a cui appartiene.
Molti beni transiteranno
direttamente dal produttore al consumatore, ma gli intermediari non spariranno.
Oltre ai prodotti, venderanno le informazioni: sarà sempre più essenziale
sapere tutto su quello che si compra:
In passato
l’inefficienza era considerata il male peggiore. Nella nuova economia perdere
tempo, navigando in Internet, può far guadagnare molto, scoprendo nuove
opportunità. Nei prossimi anni le fortune si costruiranno insegnando alle
macchine a essere efficienti e dedicandosi al altro.
Quando tutto può essere
connesso, la combinazione di tanti pacchetti di bit può produrre un sistema
informativo complesso come uno sciame di api. I dati raccolti da un promotore
finanziario da soli valgono poco ma, se vengono interconnessi con quelli
raccolti da tutti gli altri via Internet, permettono di avere una fotografia
chiara in tempo reale sul mercato locale e sui bisogni dei clienti.
Nell’economia di rete, invece, l’aggiunta di un nuovo cliente permette
di aumentare il traffico in modo esponenziale. Nell’economia di rete spesso i
successi si innestano ai margini e poi esplodono. Vincono coloro che sanno
lasciarsi alle spalle i prodotti migliori, le tecnologie più avanzate le marche più famose e coltivare una
“distruzione creativa” del proprio successo per andare avanti.