LA
RICERCA E LO SVILUPPO
La funzione R&S è un'area funzionale caratteristica. L’attività
d’impresa nel campo della R&S è finalizzata alla produzione di fattore
produttivo “conoscenza”.
Essa richiede pertanto l’impiego di certe
quantità di fattori produttivi il cui efficiente utilizzo consenta di ottenere
risultati in termini di “nuove conoscenze”.
La presenza di una ben individuata funzione R&S non è tipica d’ogni
impresa. La scelta appare strettamente legata al tipo di strategia che esse
intendono assumere nei confronti dei mutamenti dell’ambiente in cui operano.
Tale atteggiamento potrebbe essere:
- atteggiamento
passivo o d’adattamento: la strategia dell’impresa consiste
nell’attesa dei mutamenti dell’ambiente ai quali successivamente si
adatterà à non si attiva
la funzione R&S;
- atteggiamento
anticipativo: se l’impresa mira a prevenire i mutamenti
dell’ambiente, anticipandoli e ponendo in essere i necessari provvedimenti
correttiviàla funzione
R&S potrebbe alternativamente:
Ø essere operata in
modo indistinto nell’ambito delle altre funzioni del sistema impresa;
Ø essere svolta da una
specifica e distinta funzione;
- atteggiamento
attivo o innovativo:l’impresa adotta una strategia di comportamento
con la quale mira non solo a prevenire i mutamenti, ma pone in essere
delle scelte anticipate capaci di far mutare l’ambiente stesso à tale
atteggiamento è possibile a condizione che l’impresa possegga un vantaggio
in termini di fattore produttivo conoscenza; che si realizza solo se,
all’interno dell’impresa, viene attivata una specifica funzione R&S.
L’atteggiamento innovativo sia nel proprio sistema che verso l’esterno
permette :
ü di adattare le
strategie alle modifiche ambientali;
ü di influenzare i
mutamenti dell’ambiente.
L’impresa con il proprio comportamento determina innovazioni sia
nell’ambito del proprio sistema che in quello più ampio relativo all’ambiente.
Tali innovazioni scaturiscono da un “processo innovativo”,
cioè: un insieme di fasi successive che consentono di trasformare le nuove idee
in prodotti o in processi realizzabili su scala industriale.
L’innovazione è sempre stata oggetto di numerosi studi, circa:
ü le teorie
dell’innovazione;
ü l’oggetto tipico di
questa.
Le teorie dell’innovazione:
J.Shumpter scinde l’innovazione in 2 elementi costitutivi:
invenzione: è la prima fase di realizzazione di un idea o di una
conoscenza scientifica ad opera di soggetti detti inventori che in passato
erano autonomi ed ora sono riuniti in gruppi di ricerca all’interno
dell’impresa stessa, dati gli elevati costi.
attuazione: è tipica dell’imprenditore che sfrutta economicamente le
opportunità offerte dalle invenzioni per tradurle in nuovi prodotti o processi.
Ad oggi egli, per motivi di diritti, riservatezza, pianificazione, ha tutto
l’interesse che questa si svolga, come l’invenzione all’interno della propria
impresa.
L’influsso combinato delle precedenti cause ha permesso al
realizzazione di un processo innovativo d’impresa, nel quale il
singolo ricercatore è stato sostituito da un gruppo, organizzato all’interno
dell’impresa stessa.
L’oggetto dell’innovazione può comprendere:
l’innovazione in senso lato (o amministrativa): cioè maggiore
efficienza e migliore efficacia in tutte le attività svolte da qualsiasi area
funzionale dell’impresa. Esempi sono maggiore efficacia del sistema informativo
o una riallocazione dei magazzini che permette livelli di giacenza ottimi.
l’innovazione in senso stretto (o tecnologica): riguarda
l’introduzione di nuovi prodotti o processi e richiede studi, analisi e
ricerche (è tipica della funzione R&S) che proiettino l’impresa in un
processo continuo d’apprendimento e di mutamento. In questa innovazione i
fattori produttivi sono ripartiti in :
ü parte utilizzata per
lo studio del nuovo;
ü utilizzo per la
gestione del presente di prodotti già esistenti.
L’oggetto dell’innovazione tecnologica può riguardare:
i processi produttivi:
-
processi produttivi che comportano un salto
tecnologico (capacità tecniche e conoscenze nuove);
-
processi produttivi adattati e migliorati che non
comportano un salto (capacità tecniche simili alle precedenti).
i prodotti:
-
prodotti nuovi con conoscenze diverse dalle
precedenti;
-
prodotti adattati conoscenze simili alle precedenti.
le combinazioni innovative
“processi – prodotti”: nasce dal reciproco rapporto che lega le innovazioni
di un processo con quelle di un prodotto e viceversa.
|
Processi
Prodotti
|
Processi nuovi
|
Processi adattai e
migliorati
|
Processi Esistenti
|
|
Prodotti nuovi
|
(1.1)
|
(1.2)
|
(1.3)
|
|
Prodotti adattai e
migliorati
|
(2.1)
|
(2.2)
|
(2.3)
|
|
Prodotti esistenti
|
(3.1)
|
(3.2)
|
(3.3)
|
Ø
Innovazione nei processi:
-
prodotto esistente + processo nuovo (3.1); significa
che il prodotto viene creato in modo diverso;
-
prodotto esistente + processo adattato (3.2);
significa che il prodotto è caratterizzato da modificazioni nel processo
produttivo che non generano alcun salto tecnologico.
Ø
Innovazione nei prodotti:
-
processo esistente + prodotto nuovo (1.3); consiste
nel realizzare un prodotto nuovo con l’applicazione degli esistenti processi di
fabbricazione;
-
processo esistente + prodotto adattato e migliorato
(2.3); consiste in un miglioramento di carattere psicologico, e non comportano
migliorie tecniche.
Ø
Combinazioni innovative:
-
processi adattati e migliorati con prodotti adattati
e migliorati (2.2); non salto tecnologico;
-
processi adattati e migliorati con prodotti nuovi
(1.2); non salto tecnologico che dà il nuovo;
-
processi nuovi con prodotti adattati e migliorati
(2.1); salto tecnologico (automazione);
-
processi nuovi con prodotti nuovi (1.1); max dell’innovazione.
ARTICOLAZIONE
DELLA FUNZIONE R&S
Il fine della funzione R&S è l’innovazione nell’ambito
dell’impresa. I mezzi per giungere a questa innovazione sono:
_
ATTIVITA’ DI RICERCA: insieme degli studi
e delle analisi, delle elaborazioni per incrementare le risorse di conoscenze
sia scientifiche che tecniche in possesso dell'impresa. I risultati sono
rappresentati dalle invenzioni dalle conoscenze di processo. Può
riguardare:
RICERCA DI BASE:
- non ha
obiettivi specifici d’immediata applicazione;
- ha un carattere
essenzialmente esplorativo, in quei settori ritenuti attualmente o
potenzialmente interessanti in funzione delle strategie dell’impresa;
- l’obiettivo
fondamentale è fornire all’impresa nuove conoscenze, base per le
necessarie analisi e sperimentazioni tipiche della ricerca applicata;
- a questo
proposito i suoi costi sono convenienti solo se consento d influenzare in
modo positivo i costi delle successive attività. Essa pertanto si svolge
in laboratori centrali di ricerca, funzionali all’efficacia della stessa.
RICERCA APPLICATA:
- ha obiettivi
specifici di conveniente applicazione su scala industriale, di innovazione
nei processi e nei prodotti.
- ha obiettivi
differenti a seconda delle strategie dell’impresa:
Ø
ricerca DIFENSIVA: vuole consolidare i livelli
attuali di conoscenza ed è tipica anche dove la funzione di R&S non è
specifica.
Ø
ricerca D’INSEGUIMENTO: ha per oggetto la
produzione in proprio di prodotti di servizi di imprese in posizione di
temporaneo vantaggio tecnologici. Questo tipo di ricerca si realizza quando i
produttori non vogliono cedere il vantaggio tecnologico oppure chiedono un
corrispettivo giuridico ritenuto eccessivo. Bisogna tenere conto che si può
incorrere nel reato di spionaggio in quanto le invenzioni sono tutelate dai
brevetti o segreto industriale.
Ø
ricerca D’AVANGUARDIA: ha per oggetto la
produzione di conoscenze non ancora note o raggiunte da altre imprese o enti.
Essa mira al conseguimento di una leadership innovativa, possibile solo
in presenza di una struttura di R&S più complessa. In particolare essa
richiede un maggior investimento sia in termini di personale qualificato che di
mezzi strumentali. Inoltre tale ricerca applicata d’avanguardia presenta alcuni
rischi specifici che sono connessi con l’equilibrio o il disequilibrio
esistente tra l’attività della funzione, dell’impresa e l’ambiente:
ü rischio di intempestività,
del risultato della ricerca rispetto alle altre imprese concorrenti, che
possono sfruttare le opportunità di mercato;
ü rischio di non
riuscire a consolidare i risultati ottenuti, perché le imprese
concorrenti hanno sfruttato meglio le opportunità di mercato;
ü rischio di non
riuscire ad ottenere risultati concreti: il lato positivo è che si
avranno già delle conoscenze per il futuro.
RISULTATI
Ø
invenzione: soluzioni nuove di problemi
tecnici connessi all’attività produttiva non conosciute precedentemente da
nessuno (nuovo prodotto o nuovo processo).
Ø
conoscenza di prodotto o “know - how” : capacità tecnica di
eseguire particolari combinazioni produttive che consentono di ottenere
particolari risultati.
I due punti precedenti devono essere protetti
dalle imprese concorrenti e questo avviene grazie al deposito di brevetti o
al segreto industriale.
Come la ricerca di base anche quella
applicata può essere eseguita o centralmente o in modo decentrato presso
le varie unità operative.
_
ATTIVITA’ DI SVILUPPO: prosecuzione logica
dell’attività di ricerca che consente di selezionare le idee innovative attraverso
le sperimentazioni e la realizzazione di prototipi. Si sostengono costi che non
sicuramente andranno a buon fine.
I compiti della funzione di sviluppo
sono:
- esame dei
risultati scaturiti dall’attività di ricerca;
- loro
elaborazione al fine di coglierne gli aspetti di realizzabilità operativa;
- selezione dei
progetti, convenientemente realizzabili su scala industriale;
- predisposizione
di tutte le conoscenze necessarie su piano operativo.
In pratica tali compiti si eseguono
attraverso un processo iterativo e continuo di “realizzazioni” e
“sperimentazioni”.
REALIZZAZIONI: traduzione dei risultati
della ricerca in possibili e convenienti attuazioni di prodotti o processi:
(operazioni in cui si
traduce l’attività di realizzazione):
ü elaborazione dei
progetti: tipico collegamento tra l’attività di ricerca e quella di sviluppo.
Tali progetti di norma indicano diverse fasi in cui lo sviluppo si dovrà
articolare e individuano sia i tempi di realizzazione che i responsabili delle
varie fasi.
ü fabbricazione dei
modelli o prototipi: rappresenta il primo passo verso l’eventuale
realizzazione del nuovo prodotto. Attraverso il modello e possibile misurare e
individuare il grado di difficoltà insito nella realizzazione del nuovo
prodotto.
ü fabbricazione delle
prime serie sperimentali: consente un’ulteriore verifica tecnica circa la
realizzabilità del progetto. Questa fase si differenzia dalla precedente dalla
quantità di prodotti sufficientemente elevata.
ü piano operativo di
fabbricazione sistemica: è la fase che chiude il processo di realizzazione.
SPERIMENTAZIONI: anello di collegamento tra
l’attività di sviluppo ed il mercato di sbocco dell’impresa (cioè integrazione
fra la funzione marketing e quella R&S).
DEI PROCESSI: tende a verificare
empiricamente la fondatezza e l’applicabilità dei progetti in corso.
L’accennata sperimentazione ha come oggetto la ricerca di un giusto
equilibrio tra:
- ricerca del
massimo grado di efficacia tecnologica.
- raggiungimento
del massimo grado di efficienza dal punto di vista operativo dell’economia
dell’impresa.
Bisogna cercare un equilibrio tra a e b (se
prevale a = efficacia tecnologica ottima ma dispersione di risorse; se prevale
b = bassa affidabilità).
1.
SVILUPPO IN SENSO STRETTO: l’obiettivo è di
sviluppare su scala industriale quei risultati della ricerca che consentano
all’impresa di ottenere prodotti e processi richiedenti conoscenze diverse da
quelli correnti. Essa pertanto si occupa delle attività finalizzate a
sviluppare:
-
nuovi prodotti o processi destinati a settori nuovi;
-
nuovi prodotti o processi
destinati a settori esistenti;
(a) à attività di sviluppo in
senso stretto;
(b) à attività di sviluppo di
adattamento e miglioramento.
2.
SVILUPPO DI ADATTAMENTO E MIGLIORAMENTO: l’obiettivo
è tradurre su scala industriale quei risultati della ricerca che permettono
all’impresa di realizzare una strategia di sviluppo non diversificato nei
prodotti e nei processi. Esso tende:
-
per i prodotti: ad individuare nuove possibilità
applicative nel soddisfacimento di bisogni;
-
per i processi: ad individuare opportune
modificazioni nell’ambito delle tecnologie già utilizzate.
|
Settori
Processi e
Prodotti
|
Nuovi
|
Esistenti
|
|
Nuovi
|
(a)
|
(a)
|
|
Adattati e Migliorati
|
(b)
|
(b)
|
Il “prodotto” della funzione sviluppo varia
in relazione all’oggetto tipico dell’attività medesima. Può essere
rappresentato:
-
dal piano operativo di lancio del prodotto
nuovo o del prodotto adattato migliorato nel caso di sviluppo di prodotti;
-
dal processo di fabbricazione reso
prontamente utilizzabile nel caso di sviluppo di processi.
L’ORGANIZZAZIONE DELLA FUNZIONE R&S:
Essa non presenta generalmente una ripetitività di compiti e
situazioni. Pertanto si presta meno di altre funzioni ad essere rappresentata
tramite MODELLI E SCHEMI.
L’analisi organizzativa riguarda:
1) la struttura
organizzativa;
2) variabili
organizzative.
STRUTTURA ORGANIZZATIVA DELLA FUNZIONE R&S:
dipende dalla struttura organizzativa dell’impresa all’interno della
quale si trova e possiamo avere 3 situazioni:
1.
STRUTTURA FUNZIONALE
E’ tipica delle imprese che perseguono una
strategia di sviluppo non diversificato e si svolge prevalentemente in un'unica
direzione centrale, da cui dipendono direttamente i laboratori, i progetti
e tutte le attività di R&S.
La DIREZIONE si occupa:
a) degli obiettivi dell’impresa dell’intera
ricerca,
b) pianificazione x gli anni previsti dal
piano dell’impresa,
c) programmazione annuale (budget preventivo
di R&S),
d) controllo e verifica.
La direzione centrale si articola in diversi
organi:
ORGANI DI R&S:
-
direzione progetti, che si occupa di seguire e
coordinare tutti i progetti in corso;
-
direzione di ricerca pura, ce si occupa delle diverse
discipline scientifiche (ingegneria, fisica,…);
-
organi di ricerca delle tecnologie, che conducono
ricerche sulle tecnologie meccaniche,…
-
organi di ricerca applicata, che si occupano di
applicare su scala industriale i risultati della r. di base;
-
organi di sviluppo in senso stretto, che si occupano di
realizzare e sperimentare prodotti per settori già connessi all’impresa;
-
organi di adattamento e miglioramento, che si occupano di
individuare nuove possibilità applicative per prodotti e processi esistenti.
ORGANI AUSILIARI:
sono addetti ai
servizi tecnici ed hanno il compito di fornire una serie di prestazioni sovente
collegate all’utilizzazione di macchinari, impianti, attrezzature. Tali
prestazioni possono essere riferite:
a) agli organi che compongono la funzione
R&S;
b) agli organi di altre funzioni (produzione,
marketing);
c) ad altri enti o imprese esterne al sistema
d’impresa.
Tali servizi potrebbero riguardare l’analisi
e il controllo dei materiali in laboratorio, la manutenzione di questi,
l’informazione documentale,…
Gli organi di direzione di R&S
rispecchiano una struttura per sub-funzioni. Questa struttura prevede che l’attività di
ricerca applicata, di sviluppo stretto, di sviluppo di adattamento e
miglioramento siano svolti n modo distinto da specifici organi e ciò comporta,
che un problema o un progetto di ricerca, vengano trasferiti da una sub
funzione all’altra a seconda degli studi e delle elaborazioni che si debbono
eseguire.
Un’altra soluzione organizzativa potrebbe
essere la struttura per progetti , che consiste nel suddividere il lavoro delle
persone dipendenti dalla direzione di R&S in base, simultaneamente, a due
criteri:
ü delle
specializzazioni funzionali;
ü di suddivisione “per
progetti”.
Si istituisce la funzione del
“responsabile di progetto” che coordina il lavoro interdisciplinare degli
specialisti nelle varie specializzazioni scientifiche, fino alla conclusione
del progetto. Scorrendo il grafico in verticale si osserva la divisione del
lavoro svolto dalle risorse di ogni disciplina fra i diversi progetti cui le
stesse sono interessati. Scorrendo in senso orizzontale, si osserva i
contributo che uno specifico progetto riceve dalle risorse delle diverse
discipline.
- STRUTTURA
MULTIDIVISIONALE
Si individuano due tipi di organi posti su
livelli differenti che si occupano di R&S:
ORGANO DI
LIVELLO CENTRALE:
rappresenta uno
staff della direzione generale. Esso definisce gli obiettivi di tutta
l’attività di R&S e si occupa prevalentemente del coordinamento di tutti
gli organi di ricerca di livello periferico. L’accentramento delle dette
attività è particolarmente utile quando certe tecnologie di produzione sono caratterizzate
da un livello di conoscenze in continua evoluzione e progresso. In questo caso
appare opportuno che specifici organi centrali si aggiornino sullo stato delle
conoscenze per evitare la formazione di “distacchi” (lags) conoscitivi.
ORGANI DI LIVELLO PERIFERICO:
lavorano per il conseguimento di conoscenze
suscettibili di applicazione industriale nel breve periodo.
Essi debbono adeguatamente possedere tutte
quelle conoscenze produttive caratterizzanti ciascuna unità operativa e si
occupano della ricerca applicata e delle sviluppo delle innovazioni di prodotto
e processo che interessano ciascuna divisione.
Nell’ambito di ciascuna divisione
l’organizzazione dell’attività decentrata di R&S potrebbe articolarsi
secondo le medesime modalità già esaminate per la struttura funzionale.
- STRUTTURA A
MATRICE
L’attività aziendale si svolge
sistematicamente per progetti per progetti e gli organi di R&S
rappresentano un’area funzionale dell’impresa e partecipano alla realizzazione
di particolari progetti interfunzionali.
In questo caso, l’organizzazione del lavoro
basato sui “progetti” non coinvolge solo l’area di R&S, ma tutte le
funzioni aziendali.
ALTRE VARIABILI ORGANIZZATIVE:
Riguardano problemi organizzativi non strutturali della funzione
R&S, il cui scopo è creare un clima organizzativo favorevole
all’innovazione:
1. SISTEMA DI CONTROLLO
DELLA GESTIONE
Presenta caratteristiche sue proprie in relazione alle difficoltà di
misurazione sia preventiva che consuntiva dei cosiddetti risultati della
ricerca e dello sviluppo.
2. SISTEMA INFORMATIVO
Deve permettere ai vari organi delle
medesima funzione di assumere le decisioni razionalmente più opportune ai
diversi livelli di responsabilità. Deve essere finalizzato a consentire un
efficace coordinamento:
-
tra diversi organi (centrali e periferici) della
R&S e le altre funzioni d’impresa:
-
tra la medesima funzione ed il più vasto ambiente
tecnologico in cui si colloca l’impresa.
Una caratteristica di questa variabile appare la tempestività, che è
collegata alla presenza di fasi sperimentali in cui sono necessarie decisioni
immediate e sovente di importanza rilevante per la prosecuzione o meno della
sperimentazione medesima.
3. TECNICHE DELLA
GESTIONE DEL PERSONALE
Riguardano essenzialmente l’adozione di
particolari criteri in sede di:
Ø
selezione del personale;
deve permettere di individuare le
persone più adatte per il loro bagaglio conoscitivo allo svolgimento di
determinati compiti. Le figure ricercate saranno:
-
operatori (eseguono materialmente le operazioni);
-
sperimentatori (osservano e gestiscono la
sperimentazione);
-
ricercatori (formulano programmi di ricerca,
esaminando i risultati).
Ø
formazione del medesimo;
tende a realizzare un processo formativo
continuo volto
-
all’aggiornamento;
-
alo sviluppo delle capacità di ciascun operatore a
svolgere un’attività organizzata sotto forma di gruppi (learning by doing).
Ø
fissazione dei meccanismi “premi – punizioni”;
sono anch’essi finalizzati al
raggiungimento ed al mantenimento di un clima organizzativo favorevole
all’innovazione. Oltre a basarsi su stimoli monetari, devono usare
opportunamente sistemi non-monetari che:
-
conferiscano prestigio ed opportunità di carriera;
-
non penalizzino gli sforzi magari infruttuosi.
4. STILI DI DIREZIONE
Concernono le modalità con cui i dirigenti
conducono il rapporto di lavoro e di collaborazione coi rispettivi dipendenti.
Anche lo stile di direzione deve permettere di mantenere la funzione R&S in
un clima organizzativo favorevole all’innovazione. Niente autoritarismi né
eccessive burocratizzazioni.
LA FUNZIONE R&S NEL SISTEMA DELL’IMPRESA:
La presenza di un’autonoma funzione di R&S crea problemi
d’integrazione con le altre aree funzionali. In particolare occorre studiare
le:
1. INTERRELAZIONI TRA
R&S PIANIFICAZIONE, PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO:
_
PIANIFICAZIONE:
Si occupa di indicare i piani ed i programmi
di R&S, anticipatori della gestione futura dell’impresa. In base sempre
all’analisi del principio della convenienza economica.
Nel definire gli obiettivi a lungo termine
medio e breve della funzione R&S bisogna fare riferimento:
q
al tipo di strategia competitiva attuata la quale
delimita la portata degli obiettivi della stessa funzione R&S:
-
obiettivi minimi: se si attua strategia
concorrenziale fondata sui prezzi.
-
obiettivi medi: se si attua strategia fondata sui
fattori di marketing
-
obiettivi massimi: se si attua strategia
concorrenziale fondata sulla capacità innovativa.
q
alla collocazione dell’impresa nell’evoluzione
tecnologica dell’ambiente (definire l’ampiezza delle competenze da attribuire
alla funzione R&S):
-
attivazione totalmente interna del processo
innovativo
-
svolgimento solo di alcune fasi del processo
innovativo
-
delimitazione dell’oggetto di innovazione.
Le risorse necessarie al conseguimento degli
obiettivi vengono stabilite in modo da mantenere sempre una riserva
di risorse non programmate al fine di non dover rinunciare
all’opportunità di completare eventuali ricerche a priori non prevedibili.
_
CONTROLLO
Dell’attività svolta. Comporta un esame complessivo delle relazioni tra
la R&S e le altre funzioni d’impresa. In particolare occorre controllare la
capacità di utilizzo dei risultati della ricerca da parte
tipicamente della produzione e del marketing al fine di utilizzare per primi,
in forma duratura e conveniente il prodotto della ricerca.
Spetta agli organi della pianificazione il
detto controllo al fine di valutare la convenienza economica a proseguire gli
studi e le sperimentazioni dei diversi progetti. Infatti dopo che un progetto è
avviato possono formarsi dei meccanismi di inerzia, che tendono a
conservarlo e fargli superare ogni esame critico. La pianificazione deve
fermare quei progetti che sottoposti a tali meccanismi siano controproducenti
per l’impresa.
La pianificazione aziendale si occupa solo
di quei prodotti o processi che hanno positivamente superato i successivi stadi
di verifica sperimentale. Per essi l’inserimento nella pianificazione
aziendale si concretizza in piani o programmi che contemplano:
-
l’investimento “tecnico – produttivo”;
-
il graduale sfruttamento economico dell’innovazione
che consente il realizzo degli investimenti effettuati.
2.
LE INTERRELAZIONI TRA LA RICERCA E
SVILUPPO E LE FUNZIONI PRODUZIONE E MARKETING.
Le funzioni produzione e marketing sono
fortemente collegate con la funzione di R&S.
Infatti esse costituiscono, nel sistema aziendale, un sotto sistema
operativo, caratterizzato dal fatto che esse nell’ambito della propria
competenza operano più meno direttamente sul prodotto dell’impresa, inteso come
lo strumento offerto dall’impresa medesima per soddisfare i bisogni espressi.
La R&S opera sul prodotto futuro; la
produzione fabbrica materialmente il prodotto attuale; il marketing si occupa
di commercializzare, promuovere, il prodotto attuale.
Il momento d'incontro tra le suddette funzioni si realizza proprio quando
un prodotto futuro si trasforma in attuale.
Le tre funzioni opportunamente coordinate sono volte a raggiungere una
sinergia operativa detta
nucleo centrale del management. In particolare sono
da notarsi le relazioni tra:
_ R&S e
PRODUZIONE:
La produzione, come fase realizzativa del
processo innovativo, comprende tutte le attività necessarie per avviare ed
attuare la fabbricazione in serie.
Il rapporto tra le due funzioni è assai
delicato, perché quest’ultima realizza su scala industriale ciò che è stato
precedentemente predisposto dall’altra.
Spesso il comportamento degli uomini della
produzione s’ispira al principio N.I.H (not invented here) per ostacolare
l'accettazione e la realizzazione in serie dei risultati della R&S.
L'eliminazione di questo atteggiamento è possibile solo se si rende partecipe
anche la produzione dell'attività di R&S, attraverso:
-
il collegamento e il coordinamento degli operatori;
-
una struttura di R&S decentrata rispetto a
quella produttiva, cioè unità della prima in unità della seconda
(integrazione).
Il tutto non deve pertanto risolversi in un
assorbimento, ma in una integrazione che non sacrifichi le rispettive
competenze.
_ R&S e MARKETING:
Il marketing, come fase realizzativa del
processo innovativo, si occupa del lancio del prodotto nel mercato e del
successivo graduale consolidamento e sviluppo attuando un opportuno dosaggio
delle componenti del marketing mix.
L'integrazione tra la funzione R&S e la
funzione marketing appare evidente dall'esame del ciclo di vita del prodotto: la
R&S costituisce la cosiddetta fase "zero" della vita del prodotto
In termini organizzativi il passaggio dalla
R&S al marketing avviene col passaggio di responsabilità dal project
manager al product manager.
3.
LE INTERRELAZIONI TRA LA FUNZIONE
R&S E LA FUNZIONE DI ORGANIZZAZIONE E PERSONALE:
Le funzioni di organizzazione e del personale sono rivolte a :
ü definire la
struttura organizzativa più adeguata per indirizzare il comportamento aziendale
verso gli obiettivi prefissati.
ü assicurare
un'opportuna gestione del personale.
_
L'ORGANIZZAZIONE della funzione R&S
varia in relazione alla struttura organizzativa adottata dall'impresa nel suo
complesso.
_
IL PERSONALE della funzione R&S deve
operare:
-
in clima organizzativo ed in un’atmosfera che
permettano di superare le eventuali resistenze interne al cambiamento talvolta
presenti nell’ambito dell’impresa;
-
in un contesto di intensa attività formativa,
affinché le risorse umane siano adeguate ai nuovi compiti che si presentano
come conseguenza dell’innovazione. L’indicato processo deve riferirsi a tutti i
dipendenti, per impedire lags formativi.
4.
LE INTERRELAZIONI TRA LA FUNZIONE
RICERCA E SVILUPPO E LA FUNZIONE FINANZA
La funzione finanza ha l'obiettivo di conferire una adeguata LIQUIDITA'alla gestione
dell'impresa attraverso un equilibrio tra:
q l'entità e la natura
degli impieghi di capitale,quindi gli impieghi di capitali occorrenti
alla funzione R&S;
q l'entità e la natura
delle fonti presso quali attingere il capitale necessario per la
copertura dei fabbisogni precedenti; nella fattispecie quelli della R&S.
_
Dal punto di vista degli IMPIEGHI la funzione
finanza deve:
- valutare la
convenienza economica delle diverse alternative d'investimento:
tale valutazione avviene secondo criteri di
convenienza economica i quali sono:
-
metodi aritmetici
-
criteri finanziari
Questi metodi di calcolo si fondano
tipicamente su giudizi di redditività ma talvolta possono privilegiare
l'aspetto della liquidità generata dall'investimento.Invece quando di tratta di
R&S la funzione finanza deve privilegiar la redditività a
medio e lungo termine, di tutto il sistema d’impresa.
Se infatti si privilegiasse la
redditività di breve periodo e la liquidità, la non potrebbe destinare del
capitale in investimenti strategici per lo sviluppo dell'impresa.
- predisporre le
risorse finanziarie che si rendono necessarie per
realizzare gli investimenti scelti:
-
nel breve temine: per l’attuazione dei programmi di
investimento;
-
nel medio – lungo termine: per la successiva
realizzazione su scala industriale dei risultati positivi raggiunti.
Il problema della valutazione degli
investimenti in R&S è tipicamente rappresentato dalla considerazione del
livello di rischio che caratterizza ogni investimento innovativo. Il rischio
si compone di:
ü fattibilità tecnica
del progetto innovativo;
ü dalla capacità
dell’impresa a reggere le strategie imitative dei concorrenti.
_
Per quanto attiene alle FONTI di capitale:
Esse
devono essere equilibrate rispetto alla natura del fabbisogno finanziario
collegato agli impieghi in attività di R&S. tali impieghi sono
caratterizzati da:
ü un elevato grado di
rischio;
ü una dimensione
temporale di medio – lungo periodo.
Le fonti più
idonee sono:
q Autofinanziamento in
senso stretto: è il mezzo più consono per finanziare la funzione
R&S dell'impresa, in quanto:
-
è a disposizione dell’impresa senza obblighi di
rimborso;
-
non genera necessità remunerative con esborsi di
altri flussi finanziari.
q Aumenti a pagamento
del capitale sociale: consiste nell’apporto di mezzi finanziari da parte
dei soci vecchi o nuovi dell'impresa. In questo caso occorrerà tener presente
che:
-
in futuro occorrerà poter disporre di mezzi
finanziari atti remunerare congruamente un maggior numero di capitale proprio;
-
l’aumento di capitale può costituire una minaccia al
precedente gruppo di comando dell’impresa, fattore destabilizzante.
q Finanziamento con
vincolo di credito: esempi sono i prestiti obbligazionari, prestiti a
breve medio o lungo periodo, ma entrambi comportano:
-
soggezione a rigidi piani di rimborso;
-
onere degli interessi passivi.
Si potrebbe finanziare l'investimento
utilizzando un mix adeguato tra autofinanziamento, aumento di capitale sociale
a pagamento e capitale di credito.
Evidentemente nel decidere la struttura delle
fonti da cui reperire capitale necessario per l’investimento occorre
congiuntamente considerare:
ü le possibilità
concrete di ciascuna fonte di “fornire” capitale;
ü il costo che il
finanziamento comporta.
_
Quando le fonti di autofinanziamento o di aumento
del capitale sociale appaiono carenti sarebbe conveniente ridurre le spese per
R&S.
È in questo caso che l’“OPERATORE PUBBLICO”
interviene attraverso l’adozione di opportuni incentivi agli investimenti
strategici d’impresa.
Tali investimenti di solito sono realizzati
tramite:
q strumenti di generico supporto
ed incentivo che coinvolge tutte le imprese anche se non
interessate a programmi di R&S. (sgravi fiscali, ammortamenti,…);
q strumenti specifici di intervento
pubblico per finanziare gli investimenti delle imprese in campo innovativo:
-
finanziamenti a fondo perduto;
-
finanziamenti a tasso agevolato;
q grandi programmi di intervento
finalizzati a promuovere progetti di valore strategico per il Paese.
L'UTILIZZAZIONE ECONOMICA DEI RISULTATI DELLA
FUNZIONE R&S : PRODUZIONE DIRETTA E CESSIONE DELLA TECNOLOGIA.
L'utilizzazione economica dei risultati dell'attività di R&S svolta
dall'impresa implica che la medesima trasferisca verso l'ambiente tecnologico
esterno l'innovazione conseguita.
Questo collegamento tra impresa e ambiente forma un mercato particolare
che ha assunto notevole importanza negli ultimi anni: il MERCATO
DELLA DIFFUSIONE DELLE TECNOLOGIE, in cui
q LA DOMANDA: è rappresentata dai
soggetti compratori di innovazioni che in tal modo intendono soddisfare i
propri bisogni o colmare le proprie carenze tecnologiche;
q L'OFFERTA: è rappresentata
dalle imprese che dietro corrispettivo cedono le proprie innovazioni di
prodotto o di processo.
Questo mercato si caratterizza per la poca trasparenza,
dovuta a numerosi vicoli:
-
l’imperfezione dei canali di comunicazione;
-
la presenza di barriere;
-
la naturale tendenza alla segretezza;
-
gli accordi far le imprese;
Inoltre il comprare la tecnologia non significa acquisire un vantaggio:
spesso tale innovazioni restano inutilizzate per mancanza di conoscenze
specifiche.
Le modalità attraverso le quali le imprese possono sfruttare
economicamente i risultati della loro attività di R&S nel mercato di
diffusione della tecnologia possono essere le seguenti:
_
vendita indiretta del fattore conoscenza
incorporato in un prodotto finito;
in questo caso il prezzo va formulato in modo
da tener conto di tutti i costi sostenuti per la sua ideazione, fabbricazione,
commercializzazione. In ogni caso l’impresa deve tener conto che la concorrenza
può operare nei suoi confronti con strategie di imitazione per copiare il
prodotto senza sopportare gli investimenti di R&S e porlo in vendita a
prezzi più bassi.
_
vendita diretta del fattore conoscenza,
attraverso:
-
cessione di brevetti;
-
cessione di know how, che comporta il
trasferimento di dati, documenti, disegni… a differenza dei brevetti, questa
cessione non viene difesa da un diritto di privativa, ma attraverso un segreto
industriale.
Di norma il corrispettivo di tale
licenza viene pattuito in:
ü una certa somma
iniziale
ü una percentuale del
fatturato annuo realizzato dall'impresa acquirente il segreto di processo
(royalties)
ü uno scambio
reciproco di licenze (cross-licenging).
L’impresa concedente la licenza deve tenere
conto però di due problemi:
Ø
l’eventualità che il licenziatario
possa in un futuro più o meno prossimo entrare in concorrenza diretta
con l’impresa concedente;
L’impresa potrebbe decidere di:
·
non produrre più quel prodotto;
·
proteggere il proprio mercato con
azioni come obblighi o accordi su zone del mercato.
Ø
la necessità di formalizzare i controlli sul
fatturato del licenziatario per il conteggio delle relative royalties;
L’impresa potrebbe decidere di:
·
farli eseguire direttamente da un suo controller;
·
farli eseguire da soggetti scelti di comune accordo.
_
costituzioni di imprese o joint ventures
è una forma di collaborazione che serve per rafforzare o meglio
difendere alcuni contratti di cessione di tecnologia. La collaborazione tra chi
cede e chi acquista non si esaurisce in una licenza, ma prosegue nella gestione
in comune di una nuova società, la joint – venture, che è la destinataria del
trasferimento tecnologico.
Tali società sono caratterizzate da:
q forme di legami tra
due o più imprese, non facenti parte di un gruppo;
q partecipazioni di
minoranza nella società diretta in comune, la quale è sottoposta ad un
controllo congiunto da parte di tutte le società interessate.
Generalmente l'impresa che cede la propria tecnologia
interviene nella joint assumendo contemporaneamente due distinti ruoli:
-
concedente del know how, che gli frutterà le relative
royalties;
-
socio, il che permette all’impresa di una remunerazione
(dividendo) collegata:
-
all’andamento economico della gestione della joint –
ventures;
-
alla percentuale di partecipazione al capitale
sociale.
Ma anche di esercitare un controllo
sull’altro socio per:
-
conoscere con precisione il fatturato;
-
mantenere la qualità desiderata dal prodotto.
Il socio che acquista la tecnologia, infine, intravede
nella joint –venture la possibilità di conseguire i seguenti vantaggi:
-
ricevere un apporto finanziario dall’altro socio a
titolo di capitale di rischio;
-
vincolare la controparte con un impegno di
partecipazione al rischio d’impresa e quindi coinvolgerlo maggiormente
nell’operazione;
-
acquisire in breve tempo una propria capacità
tecnologia sulla base di un processo di “learning by doing”.