ECONOMIA AZIENDALE
Tutte le imprese si presentano come un
insieme d’elementi diversi e interrelati. L’impresa è dunque un’entità
complessa perché diversi e numerosi sono gli elementi che ne fanno parte,
tutti, sono concatenati tra loro in una rete di relazioni.
L’impresa è un SISTEMA
Il fine ultimo è REALIZZARE E VENDERE UN
PRODOTTO AD UN CLIENTE.
- Ogni prodotto è il risultato di un processo di
trasformazione. Esso può essere ottenuto combinando determinati
fattori produttivi).
- L’impresa opera e si organizza per servire il cliente. (in altre
parole il prodotto assume valore quando esiste un soggetto disposto a
pagare all’impresa un prezzo in cambio di quel prodotto.
L’IMPRESA ESISTE PER SODDISFARE I BISOGNI
PRESENTI NEL MERCATO.
L’impresa vive attraverso una serie continua
di scambi con l’ambiente circostante, è tenuta a convincere i potenziali
clienti della propria offerta e deve preoccuparsi di acquisire le risorse
necessarie per realizzare i prodotti che intende offrire.
L’IMPRESA è:
un SISTEMA = insieme di elementi integrati e
interdipendenti
ECONOMICO = finalizzato a soddisfar 414i84e e i
bisogni attraverso l’impiego di risorse limitate
APERTO = ha un costante rapporto di scambio
con l’ambiente esterno
DINAMICO = è sistematicamente in evoluzione
Gli elementi costitutivi del sistema
aziendale sono:
·
L’elemento umano: in senso individuale,
oppure gruppi di persone che interagiscono all’interno di un’impresa. Esso
rappresenta per l’impresa il SISTEMA SOCIALE
·
I mezzi tecnici: sono gli strumenti e i
materiali impiegati nelle attività.
Se gli elementi vengono
considerati nell’ambiente dinamico si dicono ATTIVITA’ D’IMPRESA (attivazione
dei mezzi tecnici per opera dell’elemento umano).
L’attività può solo
svolgersi attraverso UN’ORGANIZZAZIONE.
L’AMBIENTE nel quale è
inserita l’impresa non è solo il mercato ma anche l’ambiente generale
(rappresentati da vari aspetti di osservazione del Paese), sia da quello specifico
(che varia ed è costituito dal settore e dai mercati specifici dell’impresa medesima).
In particolare l’impresa
riceve:
·
Molti Fattori Produttivi che sono gli input
che riceve dall’ambiente o dagli scambi di mercato (tecnologie, materie
prime, fonti di energia, capitali che l’impresa utilizza nella sua gestione…)
sono scambi all’acquisto per i quali sostiene un dato costo, sono
delle “opportunità” che permettono di trarre vantaggi dal punto di vista
economico(norme di legge, rapporti sindacali…), o sono dei “vincoli” posti
dall’ambiente ( norme di salvaguardia dell’ambiente, obblighi di sicurezza…)che
vengono filtrati prima di entrare nell’impresa.
·
Trasforma gli input cioè i fattori produttivi
·
E ottiene gli output che ritrasmette
all’ambiente sotto forma di prodotti o servizi. Gli output possono essere o i
“risultati” del processo di trasformazione aziendale, cioè i beni e i servizi
prodotti dall’impresa che vengono collocati attraverso uno scambio di
mercato che genera ricavi nei mercati di sbocco. Oppure gli altri
output possono essere rappresentati dalle imprese di grandi dimensioni.
GLI SCAMBI DI MERCATO tra l’azienda e
l’ambiente esterno avvengono alle seguenti fasi:
·
Acquisizione di fattori di produzione
(materiale, tecnologie….)
·
Vendita nel mercato della produzione effettuata
·
Acquisizione o rimborso del capitale.
Ogni scambio di mercato è caratterizzato da
un PREZZO.
Le entrate o le uscite monetarie
rappresentano l’oggetto delle rivelazioni contabili che formano la “contabilità
generale” che si trasformerà poi in “bilancio d’esercizio”.
L’AMBIENTE:
Gli ambienti possono essere di due tipi:
·
AMBIENTE GENERALE che è la sede in cui l’azienda
principalmente risiede ed opera, è il quadro di riferimento. ( Per quanto
riguarda una Multinazionale: sono i gruppi di paesi interessati alle operazioni
dell’impresa).
·
AMBIENTE SPECIFICO rappresenta il contesto più
particolare nel quale opera ogni singola impresa, in altre parole il “settore”
o il “mercato” in cui ciascun azienda esercita la propria attività.
I vari ambienti possono essere correlati.
L’AMBIENTE GENERALE:
Ambiente fisico -naturale è composto
dai Fattori Naturali (clima, territorio…)e dai Fattori Sviluppati
dall’Uomo. Questi dati sono utili all’impresa perché definiscono delle
opportunità per l’operare dell’azienda, oppure delle limitazioni. I principali
influssi sono la localizzazione delle unità produttive, la disponibilità
delle risorse, i vincoli ecologici, i dati geografici e i dati demografici.
Ambiente culturale: rappresenta il contesto
in cui si esplicano le manifestazioni tradizionali della vita di una comunità.
Gli aspetti più significativi sono il livello di conoscenza di una
determinata società e i suoi valori. Questi dati aiutano l’impresa a
capire il comportamento delle persone che operano nell’impresa e dei
soggetti con cui l’azienda entra in contatto. Altri dati possono essere: il
sistema scolastico, livello culturale della popolazione, l’analfabetismo, la
religione, i valori culturali (stili di vita…).
Ambiente tecnologico è l’insieme delle
conoscenze tecniche di una collettività. I dati riguardano principalmente le
innovazioni in campo industriale ed il ritmo del loro progresso. Ad un’azienda
serve sapere se adottare tecniche più avanzate o più economiche. Altri dati
possono essere: fonti di energia, materie prime alternative, processi
produttivi, automazione della produzione.
Ambiente sociale: è la struttura della
società (i gruppi, le loro relazioni…). L’azienda deve esaminare i riflessi
sull’organizzazione formale dell’impresa, cioè la sua scala gerarchica e
la sua organizzazione informale, cioè i gruppi spontanei dell’impresa.
Altri dati sono: la stratificazione sociale, la sua mobilità e i problemi
etnici.
Ambiente politico – legislativo: è
dato da un regime politico, l’azienda deve individuare il clima
politico, l’ambiente politico come per esempio la forma di governo, i partiti…
e l’ambiente legislativo, la legislazione…
Ambiente economico: è rappresentato
dal sistema generale dell’economia, qui si devono esaminare i condizionamenti.
La struttura economica del paese, gli indici fondamentali della situazione
economica, la situazione finanziaria monetaria, il commercio con l’estero…di
norma influenza l’attività dell’impresa.
MA per quanto riguarda l’Amministrazione
dell’Impresa è più importante:
Intervento dello Stato nelle Attività Economiche
·
Tipo di sistema economico: fa riferimento a uno dei
due modelli teorici “L’economia di mercato”e “l’economia collettivistica”. I
parametri di riferimento sono: la proprietà dei mezzi di produzione è
privata nel modello di economia di mercato e statale o pubblica nella
collettività. Il meccanismo di formazione dei prezzi nell’economia di
mercato è affidata al mercato (domanda e offerta) e nell’economia
collettivistica e data dal piano globale. Negli Stati attuali
queste due economie si mischiano diventando un “sistema misto”. Nel nostro
paese, la proprietà dei mezzi in produzione è in parte pubblica e in parte
privata e i prezzi sono determinati in parte dal mercato e in parte dagli
organi pubblici di controllo.
Lo Stato può intervenire:
-
Interventi di integrazione: lo Stato interviene per stimolare l’iniziativa
privata (contributi a fondo…)
-
Intervento di condizionamento: lo Stato si affianca all’iniziativa privata ed
entra in “competizione di mercato” con le proprie imprese (mantenimento grado
di occupazione…).
-
Intervento di sostituzione: lo Stato si
sostituisce all’iniziativa privata per certi beni o servizi (FS, ENEL…).
Tali interventi possono avvenire secondo le
esigenze del momento.
·
Collocazione dell’economia. Nel contesto
internazionale, può essere osservata in determinati aspetti:
-
Stadio di sviluppo raggiunto
-
Collocazione nell’ambito della divisione
internazionale del lavoro.
·
La situazione economica E’ rappresentata attraverso
gli indicatori tipici della contabilità nazionale (prodotto nazionale lordo…)
I SETTORI
Ogni impresa fa parte di un ambiente più
specifico ed esso può essere delimitato facendo riferimento al concetto di settore
di attività economica. Il settore può essere inteso come un aggregato di
più imprese assimilabili sotto una o più di questi aspetti:
a)
Nei processi economici di Acquisizione dei
fattori produttivi.
b)
Nei processi economici di Produzione di beni
o servizi.
c)
Nei processi economici di Distribuzione dei
beni o servizi.
Ogni impresa può simultaneamente appartenere
a settori differenti ma varia in rapporto a specifici obiettivi.
I Mercati Specifici possono essere
delimitati con criteri settoriali per esempio a) appartiene al mercato
delle materie prime, dei capitali, e dell’acquisizione del lavoro.
Il criterio b) è il mercato delle tecnologie,
il c) è impiegabile ai fini della demarcazione dei problemi posti dai
mercati di sbocco.
Il settore può anche essere preso a
fondamento di decisioni pubbliche concernenti gli interventi di politica
industriale usando il criterio merceologico (settore tessile, elettronico,
siderurgico…). Altro utilizzo del concetto di settore può esser quello delle analisi
economiche che esaminano la formazione della ricchezza di un determinato
Paese.
I MERCATI
Sono
collegati alla gestione dell’impresa per il tramite degli scambi di mercato.
Possono essere:
I mercati d’Acquisizione dei fattori
produttivi; mercato del lavoro, delle materie prime delle fonti d’energie
dei capitali. In altre parole l’impresa acquisisce i fattori di cui necessita
per i propri processi di trasformazione. Sono i Mercati come insieme di
scambi: è un luogo o un meccanismo che consente lo scambio tra soggetti del
tutto indipendenti, imprese e consumatori. Il modello di riferimento è quello
della concorrenza perfetta e il mercato è la mano invisibile che
regola le relazioni economiche (es: scambi tra titoli nel mercato di Borsa).
I Mercati di Sbocco: sono i mercati cui
l’impresa rivolge la propria offerta di beni o servizi. Sono i mercati come
Insieme di Relazioni sono intesi come delle reti di relazioni stabilite da
soggetti diversi. Viene analizzato l’insieme delle relazioni che formano un
sistema coordinato di scambi (accordi tra aziende che producono un bene e le
aziende fornitrici di determinati componenti).
I BISOGNI: DOMANDA E OFFERTA
Si dividono in:
Orientamento alla Produzione: quando
l’attenzione è concentrata sul prodotto dell’azienda. E’ tipico in ambienti con
eccesso di domanda sull’offerta, con consumatori non sensibili alla
differenza dei prodotti.
Orientamento al Prodotto: si cerca un
livello più elevato qualitativo del prodotto stesso.
Orientamento alla Vendita: enfasi
posta sulla funzione commerciale, eccessiva offerta sulla domanda. Il
successo può essere determinato dalla capacità di pressione dell’impresa sui consumatori.
Orientamento al Mercato (Marketing
Oriented): tipico delle imprese strutturate come “sistemi sociali aperti”.
L’impresa subordina il proprio comportamento ai bisogni espressi dal mercato.
LA DOMANDA: è l’insieme di soggetti che, in
un dato momento, esprimono un bisogno specifico da soddisfare.
L’OFFERTA: Le imprese che si rivolgono con i loro prodotti e servizi al
soddisfacimento del bisogno specifico.
I COLLEGAMENTI TRA DOMANDA E OFFERTA: la
definizione del Regime presente in un mercato Þ regime domanda + regime
offerta + le modalità d’incontro tra domanda e offerta.
L’analisi operativa dei mercati di sbocco
deve tener conto delle diverse modalità di soddisfacimento del medesimo bisogno
nelle seguenti situazioni:
Bisogno soddisfatto con beni identici Il
Prezzo viene determinato dall’incontro della domanda e dell’offerta in
corrispondenza di un dato volume di prodotto.
Bisogni soddisfatti con beni dello stesso
“tipo” ma con caratteristiche differenti bisogna:
-
Costruzione di un’opportuna curva di domanda in
differenti segmenti definiti dalle fasce di qualità e di prezzo.
-
Ogni segmento è costituito dall’insieme di
soggetti che richiedono beni o servizi dello stesso tipo ma di diverso livello
qualitativo e di prezzo rispetto agli altri segmenti.
Quindi nell’analisi degli elementi che compongono il mercato deve
essere condotta facendo riferimento ad ognuno degli individuati segmenti.
I DATI di ciascun segmento nella DOMANDA:
§
Dimensione attuale e potenziale del segmento.
- Individuazione del grado di concentrazione della domanda.
I DATI di ciascun segmento nell’OFFERTA:
- Dati sulla dimensione dell’offerta.
- Dati sulla struttura dell’offerta
- Dati sulla differenza dei prodotti presenti in ogni
segmento di mercato.
DATI sul COLLEGAMENTO TRA DOMANDA E OFFERTA:
- Confronto fra dimensione e struttura della domanda e dell’offerta
per individuare posizioni di vantaggio.
- Analisi delle opportunità per impostare le proprie politiche.
IL REGIME DI MERCATO:
E’ dato dal potere di mercato di ciascuna
componente in un dato momento e la possibilità o meno delle singole imprese di
influire sull’esistente equilibrio di mercato. Esso concorre a condizionare il
comportamento dei singoli operatori che influisce sul meccanismo di formazione
dei prezzi.
Si possono raggruppare in:
- Oligopolio
- Concorrenza imperfetta
- Monopolio: unico venditore
-
a domanda concorrenziale: se esistono “Molti”
acquirenti.
-
A domanda oligopsonistica: se esistono “Pochi”
acquirenti.
-
A domanda monopsonistica se esiste 1 acquirente.
Bisogni soddisfatti con beni di tipo
diverso possono essere:
-
L’impresa deve costruire tante curve di domanda
quante sono i beni di tipo diverso volti a soddisfare il medesimo bisogno.
-
Indagini sulla composizione di mercato e sul
meccanismo di formazione dei prezzi devono essere riferiti o al segmento o alla
fascia del mercato di ogni prodotto.
-
L’ampiezza e i confini di ogni segmento di
mercato possono essere influenzati dai corrispondenti segmenti degli altri
prodotti che tendono a soddisfare il bisogno
-
E’ necessario esaminare gli effetti provocati
da ogni variazione dei prezzi.
AREE FUNZIONALI DI UN’AZIENDA
Le funzioni sono un insieme di operazioni di
gestione come “produrre”, “commercializzare”, “acquisire”… con cui il sistema
aziendale realizza il proprio oggetto e persegue gli obiettivi della propria
gestione.
Ogni azienda che
opera sul mercato deve necessariamente progettare i suoi prodotti, realizzarli
materialmente, collocarli sul mercato, acquistare le risorse occorrenti e
svolgere altre funzioni ancora.
Le aree
funzionali verranno esaminate con riferimento ad aziende industriali
produttrici di beni (trasformazione fisica delle materie prime).
Marketing
Produzione e Logistica
Ricerca e Sviluppo
Sono aree caratteristiche,
perché sono più direttamente rivolte al perseguimento degli obiettivi della
gestione aziendale.
Pianificazione strategica
Finanza
Organizzazione e Personale
Amministrazione e Controllo
hanno caratteristiche integrative e di
supporto.
Ora vediamole più attentamente:
Ricerca e sviluppo (R&S): si
occupa di innovazione vale a dire di creazione di nuovi prodotti e di
nuovo processi produttivi. Sono due funzioni molto importanti, pena
l’emarginazione e a volte anche l’uscita di mercato.
Marketing: Si occupa dei rapporti
tra l’azienda e i mercati di sbocco, in pratica studia le esigenze presenti e
future dei clienti. Vende nel senso letterale della parola, questa
funzione deve garantire non solo un efficiente orientamento nel mercato
ma anche un soddisfacimento del cliente.
Produzione e Logistica: Produce ovvero
trasforma le materie prime in prodotti finiti. La Logistica è quella
funzione che si occupa del movimento dei materiali lungo il loro
percorso: dal fornitore ai magazzini aziendali, ai reparti produttivi, ai
magazzini dei prodotti finiti, al cliente finale.
La Finanza: deve recuperare i mezzi
finanziari occorrenti per l’acquisto dei fattori produttivi. Con il fattore capitale
si acquistano tutte le “risorse specifiche”.La finanza aziendale intrattiene
tutti i rapporti con il mercato dei capitali dove operano Banche, Borse e
finanziatori.
Organizzazione e Gestione del Personale:
Si occupa del fattore produttivo lavoro sia a livello direzionale sia a
livello esecutivo. L’organizzazione dà all’azienda la sua struttura
organizzativa, dividendo il lavoro tra le persone e coordinandone l’operato. La
Gestione del Personale provvede all’acquisizione delle risorse umane
occorrenti e alla loro gestione.
Pianificazione strategica: La
direzione aziendale deve valutare con largo anticipo le prevedibili conseguenze
delle scelte che oggi l’alta direzione compie per garantire all’azienda lo
sviluppo o la sopravvivenza nel lungo periodo. Si manifesta con dei piani
pluriennali (piani strategici) debitamente pianificati e quantificati,
rivolti al raggiungimento di precisi obiettivi. La P.S. serve per
razionalizzare la gestione aziendale.
L’Amministrazione e Controllo: Possono
produrre informazioni in quanto il Controllo ha come destinatari il
management d’azienda, in pratica tutti coloro che devono prendere decisioni.
L’Amministrazione si occupa di contabilità e di bilancio, le proprie
informazioni sono destinate agli “esterni” come gli azionisti.
Cominciamo con l’analizzare una per una
partiamo dalla:
PAINIFICAZIONE STRATEGICA
E’ una funzione Unificante e con essa
si mira a:
1)
Formulare in maniera esplicita e precisa gli obiettivi
a lungo termine.
2)
Formulare le scelte strategiche per
raggiungere gli obiettivi.
3)
Formulare piani d’azione per tradurre in
pratica le intenzioni strategiche.
La funzione consente di proiettare l’azienda
in un Futuro Lontano. Significa costruire un futuro della gestione
aziendale in maniera organizzata e consapevole e con cui si prendono decisioni
che daranno un volto durevole all’azienda, cioè di grande impatto sulla sua
competitività ed economicità di lungo periodo. Ma la pianificazione non avrebbe
senso se non si procedesse ad un Controllo Sistematico della sua
attuazione e dei suoi risultati. Le altre decisioni sono quelle Operative
o di gestione corrente, esse si pongono in rapporto di mezzo, rispetto alle
strategiche, in quanto servono a rendere concrete le scelte strategiche e per
dare loro attivazione. La Durata dell’arco temporale abbracciato dalla
pianificazione strategica nella prassi aziendale è un periodo che va dai 3 ai 5
anni (anni solari). Esso dipende dalla durata dei vari piani d’azione e dei
specifici progetti. Un altro motivo è la Periodicità con cui i piani vanno
sottoposti ad analisi critica ed ad eventuali revisioni, si chiama Controllo
Strategico dovrebbe svolgersi ogni qual volta un significativo mutamento di
scenario lo imponga.
Ha delle fasi:
v
Analisi della situazione di partenza e della sua
prevedibile evoluzione. E’ un Analisi dell’Ambiente che si propone di
prevedere il probabile andamento futuro di alcune varabili ambientali
particolarmente significative. Schematicamente l’analisi consiste in:
-
Uno studio della situazione nazionale e
internazionale attuale e prospettica. Si tenta di delineare le probabili tendenze
evolutive dei sistemi socio – economici – politici di riferimento.
-
Una quantificazione della stessa mediante opportuni
indicatori, economici e d’altra natura. Gli indicatori sono: tassi
di crescita del prodotto nazionale lordo;
tassi di inflazione; tassi di
interesse; tassi di cambio delle
valute estere di riferimento; tassi
salariali; prezzi principali delle
materie prime e delle risorse energetiche;
tassi di crescita della popolazione e numerosi altri…
-
Un’identificazione dei vincoli e delle opportunità
all’operare dell’azienda. Le varie norme come: norme anti – inquinamento,
norme anti – trust, esigenza di tutela dell’occupazione….
L’esigenza di dare al top management valutazioni
di sintesi semplici e mirate, sono utilizzabili per orientare il processo
di decisione strategica.
v
Determinazione degli obiettivi di fondo della
gestione. A questo punto si dovrebbero formulare gli obiettivi nel medio –
lungo periodo (arco di tempo pluriennale). Gli obiettivi presentano alcune caratteristiche
importanti:
-
Sono obiettivi della gestione globale d’azienda; mira a costruire
il futuro dell’azienda non singoli settori, business…
-
Hanno natura economico - finanziaria; poiché sono
definibili aziende profit oriented, cioè orientate al conseguimento di
risultati economici e finanziari predeterminati.
-
Vengono perseguiti nel lungo periodo;
-
Vanno esplicitati con precisione e quantificati.
I principali obiettivi della gestione
strategica sono:
-
Redditività: E’ l’attitudine a dare una remunerazione congrua o soddisfacente
al fattore capitale (in particolare del capitale azionario, degli azionisti che
dell’azienda sono proprietari).
-
Creazione di valore economico: Incremento del
valore economico del capitale azionario.
(valore economico dell’azienda)
-
Lo Sviluppo: è un obiettivo strumentale
può riguardare il volume d’affari, il capitale investito…
Gli obiettivi comunque vanno sempre
temporalmente controllati nel lungo periodo, questo vuol dire che
l’impresa pensa ad equilibri più durevoli tali da garantirle una propria
autonomia stabilizzata nel tempo.Þ Principio fondamentale e irrinunciabile. Essi comunque vanno
quantificati opportunamente.
Ma naturalmente potrebbero esistere una pluralità
di obiettivi da perseguire.
v
Definizione delle regole di comportamento verso gli stakeholders.
Gli
stakeholders sono le diverse categorie di soggetti che risultano
interessati alle vicende aziendali, perché con l’azienda intrattengono i
rapporti e dalla gestione aziendale traggono delle aspettative, possono essere:
azionisti, dipendenti, fornitori, banche, fisco, clienti, istituzioni… Verso
costoro l’impresa deve decidere quale comportamento tenere o a quali
“politiche” ispirare le proprie scelte.
Le scelte sono le linee –
guida su cui si fondono le decisioni di strategia vere e proprie, dal
rapporto che l’azienda intende instaurare con le categorie sociali ed
economiche da cui dipende il suo sviluppo e la sua sopravvivenza.
v
Definizione dei business in cui operare Sono le scelte
strategiche vere e proprie e sono denominate: Business o Aree Strategiche
(A.S.A.). Per raggiungere gli obietti bisogna prima di tutto decidere che
cosa produrre e per chi ma in ogni caso la scelta dell’oggetto va
periodicamente messa in discussione se l’azienda non vuole perdere
competitività. Il business comporta delle scelte in merito a:
.
- Prodotti da realizzare in
relazioni alle funzioni d’uso che i beni o servizi possono soddisfare.
Significa che in sede di pianificazione si parte dalla conoscenza dei Bisogni
da soddisfare, ci si interroga sulla tipologia dei prodotti con cui è possibile
appagare tali bisogni e poi si sceglie.
-
Mercati da servire (classi, clientela, aree
geografiche).
-
Tecnologie con cui la produzione in oggetto sarà
realizzata. Riguarda il come produrre, con know – how, metodologie
produttive e strumenti che spesso costano molto e condizionano
l’organizzazione.
-
Grado d’Integrazione Verticale di attuazione
delle attività richieste dalla produz. Aziendale. Significa stabilire se le
produzioni prescelte saranno realizzate in tutte le loro fasi all’interno
dell’impresa o se saranno delegate ad altre aziende specializzate.
Il business, insomma, è un’analisi dell’universo
delle alternative percorribili in termini di prodotti, mercati, tecnologie
ed altre variabili.
v
Analisi del profilo competitivo di ciascun business.
L’azienda
deve valutare il profilo competitivo dei vari business in cui opera cioè deve
valutare i principali punti di forza e di debolezza, tale analisi deve
essere condotta nei confronti del Leader di mercato.
L’analisi è articolata in
una serie di fasi:
-
Individuazione del vantaggio competitivo naturale
del business: può essere definito in termini di costo oppure in differenziazione.
Praticamente il cliente dai prodotti ricerca in primo luogo il prezzo più
basso, (vantaggio di costo) oppure l’unicità del prodotto dal punto
di vista della funzionalità, qualità, livello di servizio, immagine (vantaggio
di differenziazione).
-
Individuazione dei fattori da cui dipende il
conseguimento di tale vantaggio (fattori critici di successo). Le
variabili principali da cui dipende il successo di un’azienda relativamente a
quel business. E’ un lavoro d’analisi complesso per evitare conclusioni
generiche.
-
Valutazione, con riferimento ai fattori critici di
successo, dei punti di forza e di debolezza. Questa valutazione comporta
non solo la conoscenza di se stessi ma anche uno studio accurato della
concorrenza.
-
Individuazione delle azioni idonee a
consolidare i punti di forza e a correggere i punti di debolezza. La
valutazione comporta anche un posizionamento competitivo nei confronti dei
concorrenti più forti, in maniera da prendere le decisioni opportune.
Questa fase del processo di pianificazione
svolge un ruolo operativo nel senso che una volta individuati i prodotti e le
loro funzioni d’uso occorre disegnare linee di azioni coerenti e precise per
contrastare la concorrenza e garantire all’azienda il successo desiderato.
v
Scelta della missione di ciascun business. Per Missione si
intende il percorso strategico fondamentale che l’azienda intende
seguire in futuro.Tali fasi sono contraddistinte da differenti gradi di aggressività
verso il mercato e da differenti impegni finanziari. Corrispondono
grosso modo alle fasi di vita dei prodotti:
-
Ingresso
-
Sviluppo
-
Difesa o sfruttamento
-
Disinvestimento
Infatti, un prodotto viene introdotto sul
mercato, poi si sviluppano le sue vendite, entra in una fase di maturità,
quindi diventa obsoleto ed è prossimo all’uscita di mercato.
Tipici strumenti utili per identificare le
alternative strategiche del business e per orientare le scelte sono le
cosiddette matrici di attività – posizionamento, che tentano di definire
per ogni business aziendale la sua attrattività, in funzione del tasso di crescita
del corrispondente mercato, e il posizionamento dell’azienda, in base alla
sua quota
di mercato. Il tasso di crescita del mercato segnala se le vendite di
quei prodotti sono in vendite e stagnanti. La quota di mercato data dalle
percentuali di vendite dell’azienda sul totale delle vendite di mercato, indica
se rispetto ai leader l’azienda è più o meno forte. Le matrici di
posizionamento hanno natura prevalentemente descrittiva, sono utili per
stimolare riflessioni che altrimenti potrebbero facilmente essere trascurate
nella prassi quotidiana del management.
v
Definizione della strategia di
“portafoglio” dei business.E’ uno dei momenti di massima
sintesi della strategia, qui l’azienda viene veramente concepita come sistema.
Portafoglio vuol dire l’insieme delle aree strategiche d’affari in cui
l’azienda si è impegnata, queste scelte mirano a combinare i vari business in
modo equilibrato e coordinato dal punto di vista economico – finanziario. E’
equilibrato quando i vari business:
§
non si trovano tutti nella stessa fase
del ciclo evolutivo.
§
Si trovano in fasi da consentire
di finanziare i
fabbisogni
di capitale che altri business richiedono.
Le scelte
implicano la necessità di studiare con largo anticipo il lancio e
l’eliminazione dei prodotti.
v
Pianificazione operativa. Si intende concretizzare
il disegno strategico in precisi programmi e progetti, nel quale
l’enfasi è posta sulle risorse quantitativamente e qualitativamente
occorrenti, sulla fattibilità finanziaria, sui tempi di
esecuzione e su chi all’interno dell’azienda sarà chiamato in prima
persona ad attuare i piani. Una volta stesi i piani operativi di ampiezza
pluriennale, si redige il programma operativo annuale, il Budget.
Potrebbe essere suddivisa in
queste fasi:
§
formulazione dei piani di respiro strategico
mirati a disciplinare l’innovazione ed il cambiamento. Normalmente
coincidono con i precisi progetti tramite i quali si individuano le azioni
§
Formulazione di piani di gestione corrente mirati a
disciplinare la continuità (non il cambiamento). Si propongono di regolare la
continuità attraverso delle scelte tipo: manutenzione programmata, assunzione
personale qualificato…
§
Formulazioni di piani operativi.E’ il risultato dei
vari progetti e piani. Ha delle caratteristiche:
-
Quantifica le conseguenze dei vari programmi in
termini economico – finanziari
-
Ha un orizzonte temporale predefinito (es:
quinquennale).
-
Si uniforma alla struttura organizzativa aziendale.
I Progetti e i programmi
hanno:
-
un riferimento temporale variabile da caso a caso
(alcuni durano pochi mesi, altri pochi anni)
-
Attraversano orizzontalmente la struttura
organizzativa in quanto coinvolgono una pluralità di aree funzionali.
Esso recepisce i progetti
strategici come tranche che cade nell’arco temporale predefinito, perché
la direzione intende valutare le conseguenze economiche e finanziarie dei vari
progetti e programmi onde accertare la loro compatibilità con gli obiettivi di
fondo della gestione, cosa che può essere fatta solo in relazione ad un periodo
di tempo prestabilito. Il piano operativo, poi, suddivide progetti e programmi
tra le varie funzioni se la struttura organizzativa è plurifunzionale.
Esso
si concretizza in un bilancio preventivo di ampiezza pluriennale
articolato, che contiene valori aggregati (non analitici) è nei seguenti modi:
-
conto economico
-
stato patrimoniale
-
prospetto dei flussi finanziari
v
Pianificazione di lungo periodo e strategia. Sono:
-
Strategie fondate sui prodotti e linee di prodotto
esistenti: frequentemente si adottano nelle fasi iniziali di vita aziendale e
consistono nell’espandere le vendite ed eventualmente la capacità produttiva
nell’ambito delle produzioni già presenti nella gamma aziendale, senza entrare
in nuove produzioni.
-
Strategie fondate su prodotti nuovi nell’ambito
della linea o delle linee esistenti: consistono nel modificare la composizione
delle linee esistenti sostituendo prodotti vecchi con prodotti più evoluti.
-
Strategie fondate sull’avvio di nuove linee di
prodotto, collegate a quelle esistenti: comportano l’ingresso in
nuove linee produttive collegate alle preesistenti, esse possono realizzarsi
attraverso un processo di integrazione verticale (ad esempio un’azienda che
opera nell’abbigliamento entra anche nella produzione dei tessuti) oppure
diversificando la gamma di produzione.
-
Strategie fondate sull’avvio di nuove linee di
prodotto, non collegate a quelle esistenti: Consistono nei processi di
diversificazione della gamma veri e propri, senza collegamenti con le
produzioni già esistenti. Nei casi estremi si vengono a creare i cosiddetti
“conglomerati, cioè insiemi di business completamente eterogenei sotto il
profilo tecnico commerciale. (ad esempio: produzioni alimentari, farmaceutiche,
editoriali nella medesima azienda).