Organizzazioni di marchio e FLO
Fin dal 1986 l’obiettivo di allargare i canali distributivi dei
prodotti del commercio equo, unito all’esigenza di mantenere integri i principi
applicati nel processo di produzione e commercializzazione, avevano stimolato
la ricerca di un sistema di certificazione che consentisse nuovi sbocchi, anche
all’interno del circuito commerciale tradizionale.
Figura 1:
Numero dei supermercati che vendono prodotti del commercio equo
Oggi le organizzazioni dei marchi di garanzia stabiliscono
gli standard per i prezzi e le condizioni di lavoro dei prodotti a contenuto
etico. Attraverso la concessione in licenza dei marchi di certificazione è
stato possibile espandere i canali di vendita dei prodotti (Fig.1), offrendo
nello stesso tempo maggiore affidabilità ai consumatori. Le etichette 313e45d del
circuito fair trade rendono infatti
riconoscibile il prodotto indipendentemente dal marchio commerciale,
garantendone il contenuto in termini di eticità e solidarietà.
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QUOTA DI MERCATO
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CAFFE’
|
TE’
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BANANE
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4% o maggiore
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Svizzera 4%
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Svizzera 15%
Paesi Bassi 4,2%
Lussemburgo 4%
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3-3,9 %
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Lussemburgo 3,3%
Svizzera 3%
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2-2,9%
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Paesi Bassi 2,7%
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Germania 2,5%
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Danimarca 2%
Svezia 1,8%
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1-1,9%
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Danimarca 1,8%
Regno Unito 1,5%
Belgio 1%
Germania 1%
|
Danimarca 1,8%
|
Italia 1,22%
|
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-1%
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Svezia 0,8%
Austria 0,7%
Irlanda 0,5%
Finlandia 0,3%
Norvegia 0,3%
Italia 0,13%
Francia 0,1%
|
Regno Unito –1%
Svezia 0,8%
Austria 0,7%
Paesi Bassi 0,7%
Italia 0,67%
Finlandia –0,1%
Francia 0,1%
Lussemburgo –0,1%
Norvegia –0,1%
|
Germania –1%
Regno Unito –1%
Belgio 0,6%
|
Tabella 4: Quote di mercato dei prodotti a marchio equo nei paesi europei
Le organizzazioni di marchio offrono dunque ai potenziali
importatori e ai consumatori:
a) un’etichetta che distingue
chiaramente i prodotti del fair trade
da quelli convenzionali
·
un
registro dei gruppi di produttori monitorati
·
una
serie di criteri relativi al modo di “fare commercio” del mercato equo.
Esistono attualmente in Europa diverse
organizzazioni nazionali di marchio; le principali sono Max Havelaar e
Transfair International, che sono presenti in diversi paesi europei, oltre che,
per quanto riguarda Transfair, negli Stati Uniti e in Giappone. Altre
organizzazioni sono Fairtrade Foundation, Fairtrade mark, Reilun Kaupan e
Rattvisemarkt, tutte facenti parte di FLO, l’organismo internazionale che
riunisce gli enti nazionali.
I prodotti venduti con marchio etico hanno
acquistato rilievo sul mercato, affermandosi all’interno del circuito
commerciale tradizionale secondo proporzioni differenti a seconda dei paesi
(tab.4).
Max Havelaar Foundation
Il primo marchio di garanzia per i prodotti del commercio
equo fu adottato nel 1989 per il caffè dalla Max Havelaar Foundation, in
Olanda. Il nome dell’organizzazione, fondata ad opera di alcune ONG olandesi e
con il sostegno di alcune cooperative di produttori del Sud, rimanda al romanzo
scritto da E.D. Dekker e pubblicato in Olanda nel 1860, “Max Havelaar or the
Coffee Auctions of the Dutch Trading Company” (Max Havelaar o delle aste del
caffè della Società Commerciale Olandese). Il romanzo, che ebbe un immediato
impatto politico a causa delle accuse alla politica coloniale olandese in esso
contenute, rappresentò un atto di denuncia delle ingiustizie subite dagli
indigeni nelle vecchie colonie.
Lo scopo dell’organizzazione è quello di proporre al
mercato, ad aziende di distribuzione, di torrefazione e di commercializzazione
, l’acquisto di prodotti del Sud a condizioni fair trade. I primi prodotti introdotti sul mercato tradizionale
con il marchio olandese furono caffè e tè. Oggi la quota di caffè garantito
venduta nelle catene di supermercati e nei negozi tradizionali rappresenta
circa il 2,7% del mercato olandese.
L’etichetta Max Havelaar è stata adottata in seguito anche
in Svizzera (dal 1993), Belgio, Francia, Norvegia e Danimarca.
Transfair International
La creazione del marchio Max Havelaar aveva creato
scontento fra quelle ATO’s che ritenevano che l’allargamento della
commercializzazione di prodotti equi fino a comprendere la grande distribuzione
e negozi non specializzati avrebbe potuto danneggiare l’immagine dei prodotti
stessi. Fino a quel momento, infatti, la rete del fair trade aveva utilizzato per la distribuzione esclusivamente il
circuito delle Botteghe del Mondo, tramite fra consumatori e importatori ben
caratterizzato e riconoscibile.
L’esigenza di offrire un meccanismo di
garanzia dei prodotti anche all’interno dell’EFTA, portò alla creazione di
Transfair International, organizzazione di marchio nata nel 1992, di cui sono
membri le ATO’s di Germania, Austria, Lussemburgo, Italia, Giappone, Canada e
Stati Uniti. Fondata grazie al concorso di ONG religiose tedesche e di alcune
organizzazioni della società civile tedesca, quali Misereor, Brot fur die Welt,
SPD, sindacati, cominciò la distribuzione dei prodotti con il proprio marchio
dapprima in Germania, Austria e Lussemburgo.
Le differenze rispetto a Max Havelaar, oltre alla maggiore
rigidità dei criteri per i licenziatari dei marchi, sono riscontrabili nella
esistenza di un coordinamento centrale presso la sede di Stoccarda e in una
maggiore omogeneità e collaborazione fra le varie organizzazioni nazionali.
Esistono quindi alcune linee di condotta applicate nei
rapporti tra produttori e importatori europei, riconosciute e ritenute fondanti
nella gestione di una relazione commerciale equa. Tali linee di condotta, che
fungono da discriminanti nell’attribuzione del marchio, rispecchiano i criteri
generali del commercio equo.
FLO (Fair
Labelling Organization)
A partire dal 1993 le organizzazioni di marchio
stabilirono, nonostante alcune divergenze, protocolli d’azione comuni, criteri
omogenei nei confronti dei produttori, nonché la suddivisione delle aree di
contatto e di monitoraggio, al fine di mettere insieme in modo sinergico le
esperienze. I prodotti e i paesi verso cui effettuare le azioni di monitoraggio
furono definiti, come all’interno dell’EFTA, sulla base delle esperienze storiche
delle organizzazioni di commercio equo.
Sulla base di tale presupposto l’Olanda si è occupata del
registro dei produttori del caffè, la Svizzera di quello dei produttori del
cacao e la Germania dei settori del tè, del miele e dello zucchero.
Nell’aprile 1997, dopo diciotto mesi di negoziati, la
nascita in Olanda di FLO International,
Fairtrade Labelling Organizations
International, in cui sono confluiti Max Havelaar, Transfair International
e le altre organizzazioni di marchio, ha stimolato la ricerca e lo sviluppo di
un marchio unico, oltre che di criteri unitari. La costituzione della prima
organizzazione, infatti, aveva suscitato un ampio e prolungato dibattito sulla
concessione del marchio e sul relativo grado di rigidità da applicare.
Transfair International, fondata quattro anni dopo, si distingueva dalla prima
proprio per la maggiore rigidità nei criteri di concessione e per una immagine
unica a livello mondiale.
|
Paese
|
ORGANIZZAZIONE DI MARCHIO
|
FATTURATo (milioni euro)
|
|
Austria
|
TransFair
Austria
|
3100
|
|
Francia
|
Max Havelaar
France
|
3200
|
|
Belgio
|
Max Havelaar
Belgium
|
5000
|
|
Germania
|
TransFair
Germany
|
66500
|
|
Canada
|
TransFair
Canada
|
n.d.
|
|
Gran
Bretagna
|
Fairtrade
Foundation
|
36600
|
|
Danimarca
|
TransFair
Fonden Denmark
|
8050
|
|
Italia
|
TransFair
Italia
|
6700
|
|
Irlanda
|
Fairtrade
Mark Ireland
|
410
|
|
Norvegia
|
Max Havelaar
Norge
|
190
|
|
Finlandia
|
Reilun
Kaupan edistamisyhdistys ry.
|
390
|
|
Giappone
|
TransFair
Japan
|
n.d.
|
|
Lussemburgo
|
TransFair
Minka Luxemburg
|
520
|
|
Svezia
|
Foreningen
for Rattvisemarkt
|
3400
|
|
Olanda
|
Stichting
Max Havelaar
|
34000
|
|
Svizzera
|
Max Havelaar
Stiftung
|
40900
|
|
USA
|
TransFair
USA
|
n.d.
|
Tabella 5: I membri di FLO
Lo scopo di FLO è dunque quello di coordinare il lavoro
delle diverse organizzazioni di marchio.
Il Meeting
of Members, composto da Full Members
e da Associate Members, è l’organo
dell’associazione che prende le decisioni più importanti. Altri organi sono il
Consiglio, il Segretariato Generale e il Coordinamento dei Registri. I Registri
dei Produttori, che includono circa trecento partners produttori in ventinove
paesi, sono organizzati in Comitati responsabili della registrazione dei
produttori stessi legati al circuito equo. Per l’ammissione ai registri sono
stati fissati alcuni criteri, quali l’organizzazione dei produttori in
strutture democratiche, l’assenza di forme discriminatorie all’interno delle
cooperative, la qualità dei prodotti.
I coordinatori dei registri si occupano del monitoraggio
dello scambio di beni tra produttori e importatori, del conferimento e
dell’utilizzo dei pagamenti per il bonus del fair trade.
FLO inoltre rappresenta gli interessi dei marchi di
garanzia presso gli organismi internazionali.
I membri, da parte loro, sono responsabili per la
promozione e il marketing di garanzia nei rispettivi mercati; decidono se e
quando lanciare un prodotto a marchio equo, dopo che i criteri di produzione e
commercializzazione sono stati approvati a livello internazionale. Una volta
che il prodotto è stato importato, i singoli membri si occupano dell’attività
di monitoraggio sui relativi mercati nazionali; infine decidono collegialmente
nel Meeting of Members sulle
iniziative intraprese per loro conto dalle strutture dell’organizzazione.
FLO offre servizi ai membri, oltre a
svolgere la funzione di foro e di momento di incontro per le discussioni
relative ai nuovi potenziali prodotti, all’accettazione dei criteri, alle
decisioni sul coordinamento dei registri dei produttori.
Attualmente i prodotti garantiti da FLO
comprendono banane, cacao, caffè, caramelle,cioccolato, miele, zucchero, te e
succhi di frutta. La possibilità di estendere la gamma dei prodotti garantiti
incontra attualmente difficoltà dovute ai costi di monitoraggio e di promozione
dei prodotti, che spingono l’associazione a concentrarsi sugli articoli che
interessano un significativo volume di scambi.