VI Parte
Distribuzione dei
mangimi concentrati integrati
La distribuzione può avvenire in tre modi:
1) &nb 222d38c sp;
Tradizionale
2) &nb 222d38c sp;
Con autoalimentatori
3) &nb 222d38c sp;
Unifeed
Quando si aumenta la dose di mangime bisogna
darlo in maniera graduale cioè al
massimo con 2 – 2.5 Kg alla settimana.
Metodo tradizionale
Nel metodo tradizionale la dose giornaliera
di mangime viene divisa in 4 parti (o pasti):
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Una prima parte di mangime di somministra insieme ai
foraggi.
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Una seconda parte si somministra al momento della
prima mungitura.
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Una terza parte si somministra a metà giornata.
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Una quarta parte si somministra al momento della
seconda mungitura.
Metodo degli autoalimentatori
Gli
autoalimentatori sono delle particolari mangiatoie nelle quali il mangime cade
già regolato dal computer nel tempo e nella quantità. La dose giornaliera di
mangime viene divisa in 6-8 pasti che cadono ad intervalli di 3-4 ore.
Ogni
bovina ha intorno al collo un particolare “medaglione” (trasponder) che varia
da animale ad animale per quanto riguarda la dose di mangime. Quando la bovina
si avvicina all’autoalimetatore il trasponder fa scattare il computer che
provoca la caduta del mangime. Se la bovina si avvicina prima del tempo
all’autoalimentatore non riceve mangime.
Metodo unifeed
L’unifeed consiste nel miscelare tutti gli
alimenti della razione alimentare in un apposito carro miscelatore. Si ottiene
così un unico prodotto.
Vantaggi:
1) &nb 222d38c sp;
Evita la variazione di pH del rumine.
2) &nb 222d38c sp;
Aumento della produzione di latte da un punto di
vista quantitativo e qualitativo.
3) &nb 222d38c sp;
Migliore utilizzazione degli alimenti
4) &nb 222d38c sp;
Minori malattie
5) &nb 222d38c sp;
Minori costi per produrre latte
Svantaggi:
1) &nb 222d38c sp;
L’unifeed non è adatto per aziende piccole o
medio-piccole perché ha costi elevati.
2) &nb 222d38c sp;
L’azienda deve disporre di insilati per tutta la
durata dell’anno.
3) &nb 222d38c sp;
Bisogna dividere gli animali in quattro gruppi:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Le vacche ad alta produzione
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Le vacche a media produzione
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Le vacche a bassa produzione
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Le bovine in asciutta
Allevamento del vitello
Quando un vitellino nasce la
prima cosa da fare è facilitarne la respirazione:
1) &nb 222d38c sp;
Togliere delicatamente con le mani dal naso dalla
bocca le sostante mucose.
2) &nb 222d38c sp;
Si prende della paglia asciutta e pulita e con
questa si strofina il corpo del vitellino.
3) &nb 222d38c sp;
Si versa un po’ d’acqua (un bicchierino) dentro le
orecchie e sul collo del vitellino. Questo tipo di intervento stimola i centri
della respirazione.
4) &nb 222d38c sp;
Si prende il vitellino per le zampe posteriori e si
manda con la testa verso il basso. Anche
questo sistema stimola i centri della respirazione.
Una volta garantita la
respirazione bisogna disinfettare il cordone ombelicale.
Alcuni
allevatori lasciano il vitellino con la madre per poche ore, altri per pochi
giorni. Successivamente la madre viene riportata in stalla con le altre bovine
adulte, il vitellino invece non può essere portato con gli adulti perché non ha
ancora sufficientemente sviluppato la carica immunitaria. Il vitellino può
essere posto in due ambienti
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Vitellaie
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Box sigoli.
Le vitellaie sono delle stalle che
presentano le seguenti caratteristiche: Devono essere asciutte, ben areggiate
ma senza correnti d’aria, ben illuminate e con una temperatura di 15-20 gradi.
Nelle vitellaie i vitelli devono essere tenuti legati in modo tale che non si
tocchino l’uno con l’altro perché se si ammala uno trasmette la malattia a
tutti gli altri.
I box singoli sono delle piccole
gabbie riparate dalla pioggia e posti in modo tale che l’animale non riceva i venti direttamente sul muso. I box
singoli hanno ridotto l’incidenza delle malattie.
Il vitellino rimane nelle vitellaie o nei box
singoli per circa un mese dopodiché viene radunato in gruppi di circa 10 capi.
Schema di allevamento del vitello
1°
giorno di vita
Si
somministrano al vitello 2 litri di colostro nelle prime 2 ore di vita e altri
2 litri nelle prime 12 ore di vita. Per alcuni tecnici sono sufficienti 2 litri
di colostro nelle prime 6 ore di vita.
Dal 2° al 5° giorno di
vita
Si somministrano al vitellino 4 litri di
colostro divisi in 2 pasti giornalieri.
Dal 6° al 9° giorno di
vita
Si somministrano al vitellino 6 litri di
latte artificiale in 2 pasti giornalieri.
Dal 10° giorno di vita
Si
lascia invariata la quota di latte artificiale ma si mettono a disposizione del
vitellino acqua MCI (mangimi concentrati integrati) e fieno. E’ consigliabile
mettere a disposizione del vitellino acqua fin dal primo giorno.
Quando il vitellino mangia qualche etto di
mangime si comincia a togliere il latte lentamente; quando il vitellino mangia
1.5 – 2 Kg di MCI e qualche etto di fieno si toglie definitivamente il latte
artificiale. Con questo schema si svezza il vitellino nel giro di 2-3 mesi,
circa.
A questo schema possiamo fare 3 osservazioni:
1) &nb 222d38c sp;
Se il vitellino è di sesso femminile questo schema
va bene
2) &nb 222d38c sp;
Se il vitellino è di sesso maschile ed è destinato
alla riproduzione, questo schema va rallentato. Lo svezzamento si effettua
all’età di 3-4 mesi.
3) &nb 222d38c sp;
Se il vitellino è di sesso maschile ed è destinato
alla macellazione, lo svezzamento va anticipato e va portato all’età di 1.5-2
mesi.
Alimenti utilizzati per lo svezzamento.
Gli alimenti utilizzati sono:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Colostro
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Latte artificiale
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
MCI
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Fieno
Colostro
Deve
essere somministrato al vitellino ad una temperatura di 37-38 gradi; il
colostro si può conservare ad una temperatura di –20 – 25 gradi; si deve
riscaldare a “ bagnomaria” altrimenti se si riscalda direttamente sulla fiamma
si altera. Il colostro e il latte artificiale vengono somministrati utilizzando
particolari secchi chiamati poppatoi. I poppatoi devono essere tenuti ad
un’altezza di circa 70 cm in modo tale che il vitellino debba alzare la testa
come quando prende il latte dalla madre. In questo modo quando le prime
goccioline di latte arrivano in bocca si chiude la doccia esofagea che è un
canale che collega l’esofago con l’abomaso (stomaco) attraversando i tre
pre-stomaci: rumine, reticolo, e omaso. In questo modo il latte non tocca le
pareti dei pre-stomaci, che altrimenti si altererebbe e provocherebbe problemi
all’apparato digerente del vitellino.
Latte artificiale
In
commercio ne esistono due tipi:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Spray
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Meccanico
Quello spray è caratterizzato da particelle
di grasso circondate da particelle di proteine; il latte meccanico è, invece,
caratterizzato da particelle di proteine circondate da particelle di grasso.
Il latte in polvere è formato da:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Acqua 5 %
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Proteine 25%
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Grassi 20%
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Fibra grezza 0.5%
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Sali minerali 10%
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Estrattivi inazotati tutto il resto
Questo latte viene sciolto in acqua ad una
temperatura di 60 C°, ma deve essere somministrato al vitellino a una
temperatura ambiente. Da qualche anno si sono diffusi i cosiddetti “latti
acidi” che hanno durata di 24 – 48 ore. Questi latti acidi permettono
il risparmio della manodopera. I latti acidi provocano una diarrea di tipo fisiologico,
e sono quindi sconsigliabili nell’alimentazione di vitelloni ad alto valore
genetico.
MCI
Questo
mangime deve essere:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Appetibile
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Digeribile
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Proteico (deve contenere il 20 – 25 % di proteine)
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Energetico (90 uf/q di mangime)
Fieno
Deve avere le seguenti caratteristiche:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Digeribile e ricco di foglioline
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Proteico
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Deve essere il miglior fieno presente in azienda.
Allevamento della Manza
Manza: Qualsiasi bovina destinata alla
riproduzione che non ha mai partorito.
L’allevamento della manza si divide in 3
fasi:
Primo
periodo (dallo svezzamento fino a 6° mesi di vita)
L’accrescimento
giornaliero è di circa 750g, si somministra alla manza 1.5 - 2 Kg di MCI più
fieno a volontà (il migliore dell’azienda).
Secondo periodo (dal 7°
mese fino al 12° mese di vita)
L’accrescimento
giornaliero ideale è di 600g, si somministra alla manza 1.5 – 2 Kg di MCI più
fieno a volontà, sia buono che scadente, perché il fieno scadente stimola
l’attività del rumine.
Terzo periodo (dal 13°
mese fino al parto)
L’accrescimento giornaliero ideale è di 750g,
si somministra alla manza 1.5 – 2 kg di MCI più fieno (sia buono che scadente)
più 5 Kg di insilato di Mais. Quando manca poco meno di 2 mesi al parto la
manza deve essere alimentata come una vacca che si trova nel 2° - 3° periodo di
asciutta. Se la manza si trova al pascolo si somministrano 1.5 – 2 Kg di MCI
più fieno a volontà. Se la manza ha avuto un accrescimento modesto, inferiore a
400g/gg è consigliabile la tecnica del “flushing” che consiste nel
somministrare alla bovina 2 settimane prima e per 2 settimane dopo
l’accoppiamento 1.5 – 2 kg di Mais, questa tecnica aumenta la fertilità.
Allevamento del vitello a “carne bianca”
Il
vitello a carni bianche è un vitello che viene allevato per essere
esclusivamente macellato e che durante la propria vita viene alimentato solo
con latte artificiale escluso la prima settimana in cui riceve solo colostro.
Questo animale viene allevato in particolari
gabbie che hanno circa le seguenti dimensioni:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Lunghezza 150 cm
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Altezza 110 cm
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Larghezza 70 cm
Queste gabbie non devono essere costruite con
materiale ferroso altrimenti il vitello leccandole ingerirebbe particelle ferrose.
Queste particelle di ferro rendono le carni di colore rosso scuro e ciò non è
gradito al consumatore che pretende carni chiare. Queste carni hanno un basso
valore nutrizionale. Il vitello a carne bianca presenta le seguenti
caratteristiche:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Età di macellazione: 4.5 – 5 mesi
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Peso di macellazione: 180 – 250 Kg
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Resa al macello: 60%
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Accrescimento giornaliero: 1 Kg circa
Il vitello a carne bianca viene alimentato
utilizzando un latte in polvere sciolto in acqua che viene somministrato in 2
pasti giornalieri. Nella 2° settimana di vita si somministrano al vitello 6
litri di latte artificiale poi si aumenta gradualmente fino ad arrivare
all’ultima settimana in cui il vitellino riceve 15-20 litri di latte. Nella 2°
settimana si sciolgono 100 g di latte artificiale in 1 litro d’acqua, si
aumenta poi gradualmente fino ad arrivare all’ultima settimana in cui si
sciolgono circa 200 – 250g di latte per litro d’acqua.
Allevamento del vitellone















Il vitellone è un bovino maschio
che viene allevato per essere macellato.
Il
vitellone viene allevato dentro apposite stalle di forma rettangolare.
Al
centro di queste stalle è presente la corsia di servizio. Ai lati
della
corsia di servizio sono presenti le mangiatoie. Ai lati delle
mangiatoie
sono presenti i box.
Questi
box possono contenere anche 15 – 20 capi. Ogni capo
all’interno
del box deve avere uno spazio di 0.5 metri quadrati
per
quintale di peso vivo.
Ogni animale deve avere uno
spazio
sulla mangiatoia di circa 70 cm. Il pavimento dei box è
“grigliato”
cioè presenta dei fori di forma rotondeggiante o
allungata.
Attraverso queste aperture passano le deiezioni degli
animali
che finiscono in una fossa sottostante.
Successivamente
una pala meccanica porterà questi rifiuti al di
fuori della
stalla. E’ consigliabile mettere gli animali su di un
pavimento
grigliato solo dopo che hanno superato i 150 Kg di
peso altrimenti hanno problemi di
accrescimento.
In Italia
vengono allevati 3 tipi di vitelloni:
Vitellone
leggero: il
vitellone leggero si ottiene con vitelloni di razze da latte
Presenta
le seguenti caratteristiche:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Età
di macellazione:
15 mesi circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Peso
di macellazione:
450 Kg
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Accrescimento
giornaliero:
1 kg circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Resa
al macello:
60%
Vitellone
intermedio
si ottiene con vitelloni di razze a duplice attitudine. Presenta le seguenti
caratteristiche:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Età
di macellazione:
16 mesi circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Peso
di macellazione:
500 – 550 Kg
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Accrescimento
giornaliero:
1-1.2 kg circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Resa
al macello:
60%
Vitellone
pesante: si
ottiene con vitelloni di razze da carne. Presenta le seguenti caratteristiche:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Età
di macellazione:
18 mesi circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Peso
di macellazione:
600 – 700 Kg
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Accrescimento
giornaliero:
1.2-1.5 kg circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Resa
al macello:
60%
Il
vitellone pesante rispetto agli altri vitelloni presenta una maggiore percentuale
di tagli di 1°qualità e una minore percentuale di ossa e di grasso.
Se in
stalla sono presenti delle manze sterili queste ultime vanno
ingrassate (alimentate) come se fossero vitelloni; però devono essere macellate
ad un peso massimo di 400 – 420. E’ bene non superare questo peso altrimenti
questi animali si ingrassano troppo.
Alimentazione
del vitellone con insilato di mais
Una
volta svezzato questo animale fino ai 6 mesi deve essere alimentato con 1.5 –
2Kg di MCI più fieno a volontà. Quando il vitellino raggiunge i 6 mesi di età
l’allevatore si trova di fronte a 3 diversi piani alimentari:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Piano
alimentare a livello nutritivo alto: Questo piano alimentare viene
utilizzato per vitelloni pesanti.
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Piano
alimentare a livello nutritivo moderato: viene utilizzato per vitelloni leggeri
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Piano
alimentare a livello nutritivo intemedio: Andrebbe utilizzato per i vitelloni
intermedi però gli allevatori di questi animali utilizzano o il piano
alto o quello moderato.
Piano
alimentare a livello nutritivo alto
Si
divide in due fasi.
I
fase: va dai
6 mesi fino a 450 Kg di peso. In questa fase al bovino vengono somministrati,
ogni giorno, i seguenti alimenti:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
1Kg
di MCI per quintale di peso vivo
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
2-3
Kg di fieno e/o paglia
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
insilato
di mais a volontà.
II
fase: va dai
450Kg fino alla macellazione. In questa fase al bovino vengono somministrati i
seguenti alimenti:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
1.2
-1.3kg di MCI per quintale di peso vivo
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
2-3
Kg di fieno e/o paglia
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
insilato
di mais a volontà.
Piano
alimentare a livello nutritivo moderato
Si divide
in due fasi.
I
fase: va dai
6 mesi fino a 350 Kg di peso. In questa fase al bovino vengono somministrati,
ogni giorno, i seguenti alimenti:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
0.8Kg
di MCI per quintale di peso vivo
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
2-3
Kg di fieno e/o paglia
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
insilato
di mais a volontà.
II
fase: va dai
350Kg fino alla macellazione. In questa fase al bovino vengono somministrati i
seguenti alimenti:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
1kg
di MCI per quintale di peso vivo
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
2-3
Kg di fieno e/o paglia
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
insilato
di mais a volontà.
In
entrambi i casi quando mancano 2 o 3 mesi alla macellazione si deve effettuale
il finissaggio
che consiste nel sostituire il mangime che stiamo utilizzando con un mangime
specifico chiamato mangime per finissaggio. Al posto del mangime per finissaggio
possiamo usare delle farine di orzo e mais. Il finissaggio serve per migliorare
la qualità delle carni.
Produzione
di carne
La
studiamo sotto vari aspetti:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Accrescimento
giornaliero:
E’ quanto cresce l’animale al giorno. Nei vitelloni l’accrescimento giornaliero
oscilla fra 1Kg e 1.5Kg
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Indice
di conversione animale:
E’ il rapporto tra la quantità di alimento somministrato all’animale e
l’accrescimento giornaliero. La quantità di alimento somministrato all’animale
si può esprimere in peso (kg) o in energia (uf).
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Resa
al macello:
E’ il rapporto tra il peso della carcassa e il peso vivo dell’animale il tutto
espresso in percentuale. La resa al macello nei bovini è del 60% circa. Il peso
vivo è il peso dell’animale poco prima della macellazione e tenuto a
digiuno per circa 12 ore. Il peso della carcassa è la
differenza tra il peso vivo e il quintoquarto. Il quintoquarto nei bovini è
costituito da: la pelle, la testa, il sangue, parti distali degli arti (dal
ginocchio in giù), dalle viscere (organi interni), dagli apparati genitali e
mammari.
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Fattori
che modificano la produzione di carne: sono la razza, l’età, il sesso, le
condizioni alimentari e ambientali, le regioni zoognostiche: esistono zone che
forniscono carne di prima qualità (cosce e natiche, dorso, lombi e groppa),
esistono zone che forniscono carne di seconda qualità (garrese, spalla e
braccio), tutto il resto viene considerato di terza qualità.
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Tasti
o maneggi:
sono delle zone del corpo bovino in cui si accumula facilmente grasso.
L’allevatore, toccando queste zone è in grado di determinare se l’animale è
pronto o meno per la macellazione. I tasti o maneggi più importanti sono:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Cuore
e controcuore
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Punta
del petto
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Grassella
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Cimiera:
(alla base della coda) .
Composizione
della carne bovina.
La
carne bovina è costituita da:
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Acqua: 75% circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Proteine: 18-19% circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Grassi: 2-3% circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Zuccheri: 1-2% circa
- &nb 222d38c sp; &nb 222d38c sp;
Altre
sostanze:
2-3% circa