
Scopo e caratteristiche
della cooperazione:
Le cooperative sono
società a responsabilità limitata che si costituiscono per atto pubblico con un
numero illimitato di soci, ma non inferiore a 9. Sono dotate di personalità
giuridica e vengono iscritte, come tutte le società, presso il Tribunale, la
Camera di commercio e la Prefettura per i necessari controlli. La cooperazione
si prefigge il raggiungimento di uno scopo mutualistico o di solidarietà.
Hanno l’obbligo di destinare ogni anno alla
riserva non meno del 20 % dell’utile e di ripartire fra i soci un dividendo non
superiore a quello risultante applicando, sul capitale versato, il tasso dei
buoni fruttiferi postali (maggiorato del 2,5 %) o il tasso legale (10 %).
La cooperazione ha principalmente queste
caratteristiche:
a)
di svolgere un’attività diretta a
favore di tutti i soci i quali ottengono dei vantaggi economici; essa non deve
avere fini speculativi propri;
b)
di ripartire gli utili in base al
lavoro prestato o al prodotto conferito;
c)
di consentire a ogni socio di
avere un solo voto in assemblea, qualunque sia la quota di capitale versato;
d)
di essere sempre aperta ai terzi
che nella cooperativa desiderano entrare, purché in essa abbiano particolari
interessi comuni da difendere. Al cessare dell’interesse il socio viene escluso
dalla cooperativa;
e)
di poter variare il capitale
sociale senza dover modificare lo statuto. Quest’ultimo può prevedere dei
limiti circa l’apporto di capitale da parte di ciascun socio.
I vantaggi economici si constatano quando si
devono effettuare le lavorazioni o trasformazioni di alcuni prodotti grezzi
(latte, uva, olive…), quando si devono acquistare i fattori produttivi e
vendere i prodotti della terra, allorché si devono impiegare in azienda delle
macchine molto costose.
I produttori agricoli possono far sorgere
anche in campagna le grandi imprese con le quali riescono ad ottenere la
diminuzione dei costi unitari di produzione e trasformazione, nei grandi
complessi si realizzano l’ economie di scala.
Con la cooperazione i produttori agricoli
possono difendere meglio i prezzi dei loro prodotti e, con essi, incrementare i
loro redditi. La cooperazione va vista come uno degli istituti più idonei a
favorire lo sviluppo economico delle imprese familiari, a conferire alle stesse
i vantaggi della grande impresa capitalistica, senza i relativi difetti.
Le diverse forme di
cooperazione:
1)
Cooperative di consumo. Sono le più numerose e antiche nel mondo e si prefissano come scopo
quello di offrire ai consumatori i beni a loro necessari ad un prezzo che non
vada soggetto alle manovre speculative e al rialzo.
2)
Cooperative di produzione e
lavoro. I soci sono imprenditori e lavoratori. Lo
scopo è quello di condurre un’azienda (edile, agricola, della pesca…). Ai soci
lavoratori spetta una paga oraria; a fine anno viene destinato il 20 % alle
riserve e l’utile viene ripartito in due quote: quella minore per compensare il
capitale ad un tasso non superiore a quello dei buoni fruttiferi postali
(maggiorato del 2,5 %) o a quello legale (10 %).
3)
Cooperative nel settore della
pesca. Hanno lo scopo di aiutare i piccoli pescatori
nell’esercizio della loro attività, con l’acquisto in comune dei materiali
occorrenti alla pesca e specialmente con la vendita in comune del prodotto
pescato.
4)
Cooperative edilizie. Assistono i soci interessati nella costruzione delle abitazioni di
cui necessitano. Alle volte le cooperative di cui si parla si propongono di
amministrare gli stabili già costruiti dei soci.
5)
Cooperative
agricole:
Aiutano i piccoli
imprenditori agricoli quando devono risolvere problemi di questo genere:
-A monte della produzione aziendale. Trattasi
di acquistare fattori produttivi a prezzi ragionevoli (cooperative di
acquisto).
-Durante la fase produttiva aziendale.
Trattasi di mettere in comune tutti o alcuni fattori per ottenere una
produzione migliore ad a costi più bassi (cooperative di produzione, di
servizi…).
-A valle della fase produttiva aziendale.
Trattasi di risolvere i problemi della trasformazione, conservazione e vendita
dei prodotti agricoli (cooperative di trasformazione, di conservazione,
vendita…).
Cooperative di acquisto:
Al fine di ottenere
un’alta forza contrattuale, gli imprenditori conseguire i seguenti scopi,
riunendosi in cooperativa: acquistare i mezzi di produzione a prezzi più
convenienti, di qualità maggiore, con più facili agevolazioni creditizie.
Cooperative di vendita:
Soltanto mediante
la cooperazione gli imprenditori agricoli possono acquistare una sufficiente
forza contrattuale per vendere le loro produzioni (latte, olio, granoturco…) a
prezzi remunerativi. La cooperativa deve essere anche in grado di poter
corrispondere al conferente, quando la produzione non viene subito venduta, un
congruo anticipo e di sottrarre, così, gli agricoltori più bisognosi di denaro
alle speculazioni di qualche commerciante poco scrupoloso.
Cooperative
di trasformazione:
Si tratta di
organismi industriali preposti alla trasformazione dei prodotti grezzi e
facilmente deperibili in altri più finiti e conservabili. La nascita degli organismi
di secondo grado, dovrebbe essere favorita da quelli di primo grado (ad
esempio, dalle attuali cantine e lattiere sociali). Infatti le informazioni di
mercato, l’assistenza tecnica ed amministrativa, la propaganda, la lavorazione
dei sottoprodotti, l’imbottigliamento lontano dal luogo di trasformazione, sono
ormai problemi che trascendono le possibilità delle singole cooperative.
Cooperative
di produzione:
Esse sorgono quando
più persone mettono in comune i mezzi produttivi (terra, capitale e lavoro) per
dar vita ad un’azienda più vasta, nella quale possa diminuire il costo
d’impiego dei mezzi strumentali ed aumentare la produttività del lavoro.
Le stalle sociali
rappresentano un particolare aspetto delle cooperative di produzione, nelle
quali i soci mettono in comune il bestiame ed il foraggio di cui possono
disporre.
Rientra fra le
cooperative di produzione anche l’affittanza collettiva a conduzione unita. In
essa, i soci affittuari lavorano insieme i terreni presi in affitto, dando vita
ad un’unica impresa con un’unica direzione tecnica ed amministrativa. I soci
lavoratori ricevono durante l’anno, dalla cooperativa, un compenso orario e
concorrono, a fine gestione, alla divisione dell’utile dell’impresa
proporzionalmente alle ore lavorate.
Cooperative
di servizi:
Si chiamano anche
“cooperative agromeccaniche” che si incaricano di eseguire, per conto dei soci
aderenti, particolari lavori agricoli a costi più bassi. Solitamente le
macchine motrici di piccola potenza, dato che vengono usate continuamente nelle
aziende, appartengono ai singoli imprenditori; in comune vengono per lo più
acquistate le macchine operatrici e quelle motrici di grande potenza (trattori
pesanti, mietitrebbie…) molto costose.
Cooperative
di credito e di assicurazione:
Le casse rurali,
nate in Germania verso la fine dello scorso secolo, si diffusero rapidamente
anche in Italia. Esse hanno lo scopo di favorire il piccolo risparmio e di
concedere prestiti a modico tasso d’interesse agli agricoltori. Poiché di
fondano sulla conoscenza e fiducia degli associati, non hanno circoscrizioni
molto vaste.
Nel campo
assicurativo meritano di essere ricordate le mutue bestiame, anche se non
funzionano più come un tempo, con le quali vengono ripartiti fra tutti i soci i
danni patiti nelle stalle da alcuni di essi.
Aspetti
umani della cooperazione e agevolazioni fiscali:
La cooperazione
favorisce la solidarietà fra gli uomini quando richiede che vengano risolti in
comune alcuni problemi della vita; promuove il costume democratico con l’esercizio
del voto e le sane discussioni; eleva la personalità umana quando chiama a
raccolta le persone per la loro istruzione; fa sentire di più la fratellanza
umana quando invita ad agire conformemente al motto dei cooperatori: “Uno per
tutti e tutti per uno”.
Per le ragioni
esposte, lo Stato italiano accorda notevoli agevolazioni fiscali alle
cooperative agricole. Le più importanti vengono qui sotto riportate:
-
I redditi
conseguiti mediante l’allevamento di animali, con foraggi raccolti per almeno
un quarto sui terreni dei soci, non sono soggetti né all’IRPEG, né all’ILOR.
-
I redditi
conseguiti mediante la trasformazione, conservazione e commercializzazione dei
prodotti conferiti dai soci, non sono soggetti all’IRPEG e all’ILOR.
-
I
passaggi di prodotti agricoli (ed ittici) a cooperative e relativi consorzi ai
fini della vendita per conto dei produttori soci (anche previa manipolazione o
trasformazione) non sono considerati cessioni di beni agli effetti dell’IVA e,
quindi, non vengono fatturati.
-
Gli
immobili di proprietà delle cooperative agricole e loro consorzi non vengono
colpiti dall’INVIM decennale.
-
Gli atti
costitutivi delle cooperazione agricole e loro consorzi sono esenti
dall’imposta di bollo e vengono registrati a tassa fissa.
-
L’imposta
comunale per l’esercizio di imprese, arti e professioni (ICIAP) non colpisce le
attività produttive agricole e, quindi, nemmeno le cooperative di produzione in
agricoltura.
-
La tassa
annuale di concessione governativa per l’attribuzione del numero di partita IVA
è ridotta a £. 100.000 per tutte le cooperative e, quindi, anche per quelle
agricole.
Andrea Marone
21/05/2001