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L’orzo è una
graminacea.
Per quanto
riguarda i caratteri morfologici , l’orzo è molto simile al frumento. Le
foglie si differenziano da quelle degli altri cereali per la presenza di
grandi auricole, mentre la ligula non è appariscente; la lamina fogliare
presenta superiormente dei solchi.
L’infiorescienza
a spiga porta inserite ad ogni nodo del rachide 3 spighette.
Ogni fiore è
racchiuso in due glumette: quella inferiore, lemma, con una nervatura mediana
e termina con una resta, quella superiore avvolta dalla inferiore.
Entrambe
aderiscono a maturazione avvenuta, alla cariosside.
Il colore delle
cariossidi può essere giallognolo, biancastro o rossastro.
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Il ciclo
biologico dell’orzo non si discosta molto da quello del frumento; la capacità
da accestimento dell’orzo però è maggiore, così come maggiore è anche la
velocità di crescita durante la fase di levata.
Il ciclo
biologico dell’orzo è più breve di quello del frumento.
La granella
dell’orzo giunge a maturazione prima delle alte temperature estive.
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L’orzo si
adatta bene negli ambienti dove si producono altri cereali vernini, dove però
manifesta una resistenza maggiore alla siccità.
In climi aridi
e subaridi l’orzo supera come produttività il frumento.
Tollera le alte
temperature ma soffre le condizioni di clima caldo-umido, mostrando elevata
sensibilità alle malattie.
E’ meno
tollerante al freddo dell’avena e della segale.
La temperatura
ottimale per lo sviluppo vegetativo è di 15°C.
Le condizioni
di caldo asciutto favoriscono la maturazione della granella.
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La scelta della
varietà deve tener conto di fattori quali l’epoca di semina, le condiìzioni
pedoclimatiche della zona, l’utilizzo finale del prodotto.
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La semina può
essere sia invernale che primaverile.
Le epoche di semina variano molto da regione a
regione; in generale si consiglia una anticipazione dell’epoca di semina
negli ambienti più freddi, mentre semine più tardive sono indicate per le
varietà più precoci e per quelle meno resistenti all’allettamento.
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