STIMA FONDI RUSTICI
La
differenza tra una stima analitica di un fondo rustico e un bilancio estimativo
1)
Calcolo PLV (parte attiva)
2)
Calcolo parte passiva (Q + Imp +
Con + Sa + St + Sv + I) = Bf
3)
Capitalizzazione del Bf (previa ricerca
del saggio) : Bf/r
= V
Il procedimento è la differenza, ma il
concetto di confronto è sempre lo stesso.
Più basso è il saggio r e maggiore è
il livello dell’azienda.
4)
La novità sarà dunque la ricerca
dei Comodi: ossia gli indici di gradevolezza del mercato, maggiore è il comodo
e maggiore sarà il prezzo del bene. Il comodo positivo abbasserà il saggio
mentre il comodo negativo lo alzerà. Dando ad ogni comodo un valore positivo o
negativo di un certo livello a seconda dell’importanza, potremmo quindi
sottrarlo o addizionarlo al saggio, aumentando o diminuendo così il saggio.
5)
Altra novità sarà la valutazione
delle caratteristiche.
Considerando il
valore trovato come valore ordinario, dobbiamo verificare se:
l’immobile che io
considero risponde pienamente all’ordinarietà di quel territorio o delle
aziende che vi gravitano intorno. Se ciò non fosse significa che questo valore
può essere rivisto in aumento o in diminuzione a seconda se prevalgono le
caratteristiche positive o quelle negative.
Principali caratteristiche positive:
- stima a cancello chiuso (più capitali agrari)
- fabbricati eccedenti all’ordinario fabbisogno
- cantina
- momentanei appezzamenti di terreno incolti
- ubicazione limitrofa a mercati
- miglioramenti fondiari rispetto all’ordinarietà
- servitù attive
Caratteristiche da valutare se positive negative:
- presenza al momento della stima di frutti pendenti o anticipazioni
colturali
- temporaneo aumento del reddito
Principali
caratteristiche negative
·
fabbricati insufficienti
·
mancati interventi di miglioramento
·
mutuo ipotecario
·
servitù attive
lunedì 25
settembre 2006
Semplificazione
della stima analitica
Per accorciare i tempi dell’esecuzione della
stima analitica, possiamo applicare delle percentuali relative alle voci
passive del bilancio analitico. Queste percentuali sono soltanto orientative,
in quanto ciascuna azienda ha caratteristiche proprie, e quindi da ciò dipende
la variabilità delle percentuali applicate.
Ciò che determina la differenza è soprattutto
il tipo di conduzione e fondamentale è l’ampiezza dell’azi 848e41i enda, tenendo
presente queste differenze è possibile identificare le seguenti percentuali
relative alle voci passive:
- Quote = 18/24 %
- Imposte = 4/10 %
- Spese Varie = 20/30 %
- Salari = 28/35 %
- Stipendi = 6/8 %
- Imposte + Contributi = 6/10 %
lunedì 9
ottobre 2006
STIMA DEI FABRICATI
I fabbricati possono avere diverse
destinazioni:
- Civili (abitazioni, negozi e servizi pubblici)
- Rurali ( al servizio dell’azienda agraria)
- Industriali (o commerciali)
La stima dei fabbricati comunque segue la
stessa procedura di sviluppo di quella vista per i fondi rustici e cioè mette
in evidenza dopo aver fatto il confronto, tutte quelle caratteristiche
intrinseche ed estrinseche, utili al fine della valutazione.
Caratteristiche estrinseche : ubicazione
dell’immobile :
- Presenza nella zona di uffici e servizi pubblici
- Collegamenti viari
- Vicinanze a zone climatiche favorevoli o sfavorevoli
- Intensità del traffico
- Tipologia della zona : residenziale o commerciale.
Le caratteristiche intrinseche ed estrinseche
dei fabbricati sono fondamentali nella valutazione di un immobile. Non sempre
agevole è il peso che ciascuna di esse ha sulle valutazioni del bene perché in
ogni situazione può variare l’importanza di esse: un attico in città è
sicuramente un elemento positivo mentre un appartamento all’ultimo piano senza
ascensore è sicuramente una caratteristica negativa.
Caratteristiche intrinseche:
- Esposizione,
- Luminosità
- Orientamento delle facciate
- Panoramicità
- Tipologia dell’edificio
- Superficie commerciale e cubatura
- Esistenza di servitù attiva o passiva
- Numero e ampiezza dei vani
- Grado di rifiniture
- Età del fabbricato
- Impiantistica
- Accorgimenti tecnici (isolamento termico e acustico)
- Caratteristiche statiche
- Stato di conservazione e manutenzione
- Vincoli giuridici (possibili trasformazioni)
- Vincoli legati al piano regolatore (possibilità di esproprio).
Tuttavia è possibile intuire altre
caratteristiche.
La valutazione di questi elementi risente di
una certa soggettività per tanto è opportuno per uniformare il giudizio
attenersi ad una scala percentuale (3,6,9%) come già fatto per i beni rustici.
Nonostante ciò l’aspetto personalistico rimane e per tanto è opportuno che il
perito si riferisca ad una situazione concreta.
giovedì 2
novembre 2006
Stima dei
fabbricati civili
La valutazine di un fabbricato civile può
essere effettuata considerando uno dei seguenti aspetti economici in funzione
dello scopo per cui è richiesta la stima:
- valore di mercato
- valore di costo: costruzione o ricostruzione
- valore di capitalizzazione
- valore di trasformazione
- valore complementare
Sono tre i modi per decidere il percorso
estimativo da seguire: il committente ci chiede una stima precisa, non ci viene
chiesto niente e dobbiamo valutare lo scopo della stima (scopo economico),
oppure può essere obbligatorio seguire una certa strada.
ESPROPRIO PER PUBBLICA UTILITà
L’esproprio è l’unica azione legale che può
sottrarre la proprietà privata, è differente dalle servitù in quanto
quest’ultime sono solo momentanee, mentre l’esproprio eccetto casi rari è
perenne, ed avviene (in Europa) quando porta beneficio alla comunità e serve
quindi per la società. L’esproprio per pubblica utilità avviene quando la
necessità pubblica sovrasta quella privata. La prima legge fu emanata nel 1865,
poco dopo l’Unità d’Italia, ed è detta Legge Fondamentale, forse è la più equa
mai siglata, le ultime leggi, ma anche a partire dalla seconda, sono
penalizzanti per l’espropriario e favorevoli allo stato. La seconda legge,
siglata nel 1884 fu valida sino al 1960.
Legge
Fondamentale (25 giugno 1865)
Riguarda 3 argomenti dell’esproprio:
- L’esproprio totale regolato dall’articolo 39
- L’esproprio parziale regolato dall’articolo 40
- L’occupazione temporanea che può essere totale o parziale,
regolata dall’articolo 68.
L’esproprio totale
L’indennità da corrispondere al proprietario è
il giusto prezzo che a giudizio dei periti dovrebbe avere l’immobile
espropriato in una libera contrattazione di compravendita (quanto
verrebbe pagato il terreno in un mercato ordinario senza speculazioni).
L’esproprio parziale
L’indennità viene stabilita per differenza tra
il valore di mercato che avrebbe l’immobileprima dell’esproprio e quello che
potrà avere dopo l’esproprio della parte mancante.
L’occupazione temporanea
Ha una durata massima di 5 anni e l’indennità
deve essere riconosciuta sulla base di 1/12 dell’indennità d’esproprio per ogni
anno di occupazione, e per ogni mese 1/12 dell’indennità annua, questo secondo il
Testo Unico al 2003.
Legge
Per Napoli (Istituita nel 1885)
È stata valida sino agli anni 70, poi ritenuta incostituzionale perché gli
espropriati per la legge per Napoli hanno fatto ricorso al Tar, vincendo.
Questa legge venne promulgata per risolvere un grave problema sanitario che
riguardava la città: le frequenti epidemie di colera che avevano origine nei
quartieri spagnoli, i più vicini al porto.
Ovviamente lo stato non poteva corrispondere
compensi equi per gli espropriati di tutto il quartiere, perciò il risparmio fu
dovuto alla non equità degli indennizzi.
Il legislatore pensò di applicare una formula
che considerava la media del valore venale (valore di mercato venale, valore
dell’oggetto in quelle determinate condizioni) dell’immobile e degli affitti
coacervati (accumulati) nell’ultimo decennio, ma con data certa.
In mancanza di contratto d’affitto si
sostituivano le dieci annualità d’affitto con 10 volte il reddito imponibile
catastale su terreni e fabbricati:
Indennizzo→ (Vv + 10 Ca) / 2 in mancanza di canone invece
(Vv + 10 Ri) / 2, dove Vv e il valore venale, Ca il canone di affitto e Ri il
reddito imponibile catastale.
Tale legge fu ritenuta anticostituzionale
perché fu utilizzata per espropri anche più recenti.
Nella prima formula il canone di affitto oltre
ad essere netto nelle spese di parte padronale, era ancora più basso dei canoni
reali, in quanto allora il catasto era di tipo descrittivo, ossia anziché
l’accertamento catastale del valore dell’immobile veniva accettata la
dichiarazione del proprietario, perciò il canone dichiarato dal proprietario
era più piccolo a tutto suo vantaggio.
Legge
sulla bonifica integrale (emanata nel 1933)
Tale legge obbligava i proprietari dei terreni
interessati alla bonifica a compiere determinati lavori. Qualora ci fossero
stati dei rifiuti, lo stato interveniva espropriando il terreno sulla base di
un indennizzo calcolato sul reddito medio annuo (Bf) di tali terreni
(bassissimo) capitalizzando al saggio medio fondiario, fornito al tempo dalle
tabelle fondiarie, del 5% con la seguente formula: Bf / r, con uno scarto massimo i mezzo punto
percentuale (o,oo5).
Successivamente ci furono altre leggi di una
certa importanza, ma limitate a determinare alcuni obiettivi, come quella
sull’acquisizione da parte dello stato di suolo pubblico.
Legge
per l’acquisizione di aree per l’edilizia pubblica
(pubblicata nel 1962)
Legge numero 167 del 1962, e resa celebre per
la sua importanza poiché fu la prima legge ad occuparsi dell’edilizia popolare.
L’indennità viene calcolata sulla base del Valore venale espresso nella legge
fondamentale del 1865, calcolato però per i 2 anni prima della delibera del
comune sugli espropri. Questa legge f ritenuta incostituzionale, si stabilì
così di determinare l’indennità nel momento in cui si attuava l’esproprio. Il
criterio di calcolo fu poi modificato adottando la formula relativa alla legge
per Napoli con un aggiunta del 2 % sull’indennizzo, per ogni anno compreso tra
la data dell’approvazione del piano d’esproprio e la data relativa effettiva
all’esproprio.
Legge
Bucalossi (redatta nel 1971)
Legge numero 865 del 1971., fu la prima legge
che istituì gli oneri pubblici.
Denominata anche legge casa in quanto si
propose fra le altre cose di urbanizzare aree ex-agricole (periferiche) e successivamente
acquisirle per realizzare opere di edilizia popolare.
La novità più importante dal punto di vista
estimativo è il metodo di calcolo che si basa non più sulle leggi precedenti,
ma sulla base del valore agricolo medio della cultura in atto (V.A.M.)
calcolata da appositi commissioni provinciali nominati dal catasto, costituite
da geometri, ingegneri e architetti. Il valore viene stabilito in base alla
rendita presunta dei terreni coltivati. Se esistono costruzioni su questi
terreni, vengono stimati a parte, a valore di costruzione. Se il proprietario è
un coltivatore diretto ha diritto ad un’indennità aggiuntiva uguale al valore
agricolo della zona. Anche per questa legge esiste un’indennità di occupazione
ed è calcolata sulla base di 1/20 del V.A.M. per ogni anno di occupazione; se
l’occupazione dura mesi o frazioni di mesi sarà calcolata sulla base di 1/12
dell’indennità annua. Tale legge verrà poi sostituita nel 1977.
Legge
sulla edificabilità dei suoli n° 10 (anno 1977)
Istituisce gli oneri urbanistici variabile dal
5 al 10% sul costo di costruzione dell’edificio. Istituisce anche la
concessione edilizia che contiene l’inizio e il termine dei lavori. Di
particolare interesse sono le modifiche che questa legge attua sulle indennità
e cioè: se il proprietario accetta quello che gli viene proposto subito,
l’indennità aumenta del 50% e viene pagata entro 2 mesi. Se il proprietario è
coltivatore diretto, l’indennità viene triplicata, non si considera ovviamente
l’aumento del 50% relativo all’indennità promissoria.
Differenze con la legge precedente:
- Trasforma la licenza edilizia in concessione separando il diritto
di edificazione da quello di proprietà
- La tassa comunale (oneri di urbanizzazione) rimane la misura dal 5
al 10%
- Aumento del 50% in caso di accettazione dell’indennità provvisoria
- Si fa sempre riferimento al V.A.M. con delle percentuali in
aggiunta a seconda dell’area dove ricade l’esproprio
- Resta in vigore il V.A.M. x 3 con l’esclusione però dell’aumento
del 50% con sentenza 25-01-1980, alcuni articoli della legge furono
ritenuti incostituzionali in particolare per il V.A.M. che veniva adottato
per terreni agricoli quando era evidente la caratteristica di
edificabilità. Per queste aree si devono adottare le leggi espresse dalla
legge fondamentale in materia di esproprio.
Dal 1980 al 1993 non furono emesse sostanziali
novità fino all’emanazione appunto della legge fondamentale in materia
d’esproprio. Questa normativa ha il merito di lasciare alle spalle 140 anni di
materia d’esproprio, prevedendo un modello unico di procedimento espropriativi
abrogando tutte le norme precedenti.
Testo
unico sull’espropriazione (in vigore dal 1° luglio
1993)
Le
principali innovazioni furono le seguenti:
- Il decreto di esproprio può essere emanato quando: l’opera da
realizzare sia inserita nel piano regolatore generale, vi sia stata
dichiarazione di pubblica utilità, si sia determinato anche in via
provvisoria l’indennità
- Il decreto suddetto ha durata di 5 anni, poi decade.
- Il passaggio di proprietà avviene con l’esecuzione dell’esproprio
e non col decreto
- L’eventuali controversie (ricorsi) sull’indennità dell’esproprio
competono al giudice ordinario.
Per il calcolo delle indennità non ci sono
sostanziali differenze nei confronti delle vecchie leggi, pur distinguendo aree
edificabili ed aree agricole.
Art. 40 Aree non edificabili (terreno agricolo) = V.A.M. + Vc
V.A.M. (coltura
effettivamente praticata) + valore di costruzione o ricostruzione degli
eventuali manufatti. Qualora l’area non sia coltivata realmente l’indennità è
pari al V.A.M. della coltura prevalente nella zona. Per il proprietario che
cede volontariamente l’immobile, l’indennità verrà aumentata del 50% = V.A.M. x
1,5 (cessione volontaria). Se il proprietario è coltivatore diretto il V.A.M.
viene moltiplicato x 3 senza tener conto dell’aumento del 50%. Se il fondo è
coltivato da almeno 1 anno dall’affittuario o dal mezzadro a loro spetta
un’indennità aggiuntiva pari al V.A.M. percepito dal proprietario.
Art. 37 Aree edificabili (Vv + 10 Rd) / 2
L’indennizzo si
ottiene dalla media aritmetica del valore venale della zona dell’area più 10
volte il reddito domenicale del terreno rilevato all’attualità, diviso due.
Questa indennità vale se il proprietario accetta l’indennità provvisoria,
altrimenti si applica la riduzione del 40% : [(Vv+Rd10)/2] x 40%. Nel caso in
cui l’Area sia coltivata per scopi agricoli al proprietario spetterà una
indennità aggiuntiva pari al V.A.M. della coltura affettivamente pratica
Questo articolo è
molto simile a quello della legge per Napoli, con la differenza che la rendita
domenicale è aggiornata all’anno prima.
Art. 38 Nel caso in cui
sull’Area via sia una costruzione legittimamente edificata l’indennità risulta
determinata pari al valore venale, se fosse abusiva la costruzione non verrà
presa in considerazione
Art. 36 Nel caso in cui
l’esproprio riguardi opere private di pubblica utilità che non rientrano
nell’ambito dell’edilizia residenziale, l’indennità in questo caso è
determinata sulla base del valore venale (valore di mercato ordinario)
Art. 50 Occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio
Nel caso di un
terreno al proprietario è dovuta un’indennità pari ad 1/12 dell’indennità
calcolata sull’area per ogni anno di occupazione: 1/12 x ind. ogni anno; per
ogni mese invece è così calcolata: 1/12 ind. annua. Il medesimo calcolo è
valido per i terreni agricoli coltivati considerando però il V.A.M., ossia 1/12
V.A.M. (per l’anno) mentre per ogni mese 1/12 dell’annuo.
SUCCESSIONE EREDITARIA
È un passaggio di beni, colui che defunte
lascia dei beni che vanno ai familiari fino al quarto grado, ovviamente con una
scala gerarchica di diritti. La successione è regolata in parte dal diritto ed
in parte dal defunto. Per questo si differenziano due successioni: una testamentaria
e una legittima.
- Successione testamentaria:
si ha quando il defunto lascia le sue volontà scritte, le volontà
hanno un limite di legge, perché una parte è obbligatoriamente legata già
ai familiari. Ci sono quote disponibili che il defunto può lasciare a chi
desidera, e quote necessarie che per legge deve lasciare ai familiari
- Successione legittima: è quando tutti i beni automaticamente vanno
ai familiari in quanto il defunto non ha lasciato niente di scritto,
seguendo quote prestabilite dalla legge.
- Una terza successione è quella necessaria, quando la successione
testamentaria non rispetts le quote legittime.
Il geometra in caso di richiesta di stima di
una successione di immobili deve seguire la seguente scala di stime da
svolgere:
- Stima per riunione fittizia
- Stima per collazione
- Stima per divisione
- Stima per accertamento di lesione oltre il quarto
1.
Prima di procedere con la
divisione, il geometra deve accertarsi che il defunto non abbia intaccato la
quota legittima di qualunque erede. Si ricorre alla riunione fittizia che
consiste nello stimare tutti i beni lasciati detraendo quelli che sono i debiti
e tenendo conto delle donazioni fatte in vita.
2.
La collazione fa parte della
riunione fittizia. La collazione fa la somma di tutte le donazioni effettuate
in vita da parte del defunto, sia mobili che immobili. Obbligo da parte degli
eredi di conferire tutti i beni ricevuti in donazione dal defunto, in
conclusione la collazione quindi è strumento utile per la formazione della
massa ereditaria.
3.
La divisione ereditaria prevede
tre tempi:
I.
Stima dell’asse ereditario (per i
singoli beni)
II.
Divisione di diritto
III.
Divisione di fatto
La divisione di
fatto è complessa perché sono stimati dei beni, ed il valore da conferire agli
eredi nella divisione di diritto invece è una monetizzazione ipotizzata. Per
questo ci saranno eventuali problemi.
Ø
Stima dell’asse ereditario (per i
singoli beni): riguarda beni immobili e mobii e deve essere effettuata al
prezzo di mercato al momento dell’apertura della successione. Titoli e denaro
liquido costituiscono una riserva utile per eventuali conguagli tra gli eredi.
Per il valore di mercato si intende il valore venale dei beni, cioè nello stato
in cui si trovano al momento della successione.
Ø
Divisione di diritto: la formazione delle quote che lo attuano
vengono determinate dalla legge per la divisione legittima, in relazione al testamento per la successione
testamentaria. Al coniuge spetta 1/3 dell’eredità, e al figlio o eventuali
figli toccherà il restante 2/3.
Ø
Divisione quote di fatto: segue i
seguenti punti che non sono vere e proprie regole, ma piuttosto consigli:
ü
Evitare di dividere sia terreni
agricoli sia terreni edificabili, perché ciò potrebbe comportare una grave
svalutazione del bene stesso. Per i terreni agricoli potrebbero scendere sotto
la minima unità colturale; per terreni edificabili scendere sotto l’ampiezza
edificabile.
ü
È necessario fare in modo che
ciascuna quota entri in parte uguale nelle varie tipologie di beni (mobili, immobili, denaro, azioni)
ü
Fare in modo che le quote di fatto
corrispondano quanto più possibile a quelle di diritto, riducendo i conguagli
in denaro.
ü
Evitare di formare delle servitù,
soprattutto quelle prediali.
ANNULLAMENTO E RESCISSIONE DELLA SUCCESSIONE
Si ha la rescissione quando uno degli eredi
prova di essere leso oltre il quarto, perciò la rescissione o l’annullamento
può avvenire solo per la successione testamentaria, quando il decuius lascia ai
successori con differenza tra loro superiori ad ¼ del patrimonio totale.
L’azione si prescrive in due anni dal giorno
in cui è stata eseguita la divisione, ovvero da quando è letto il testamento.
I doveri degli eredi si rifanno all’imposta di
successione e/o donazione, entro sei mesi dall’apertura della successione del
decuius. L’erede deve presentarsi entro sei mesi all’ufficio del registro della
provincia del defunto e denunciare la sua eredità.
Al valore denunciato (relativo all’asse
ereditario) andrebbe aggiunto un importo pari al 10% per i beni mobili avuti in
successione. Le percentuali di imposta di successione possono essere verificate
nel momento in cui si fa la successione.
MILLESSIMI CONDOMINIALI E RIPARTO DELLE SPESE
COMUNI
In un condominio ci sono proprietà esclusive
dei singoli condomini e proprietà comuni, per ciò che riguarda le proprietà
comuni è necessaria un’attribuzione delle spese per la manutenzione e gestione
delle stesse proprietà in proporzione alle quote di proprietà di ciascun
condomino.
Quando il condominio supera le 10 unità
immobiliari è obbligatorio un regolamento condominiale, il quale stabilisce
regole di convivenza tra i condomini, e deve stabilire anche la tabella dei
millesimi di proprietà, indispensabile per stabilire le spese comuni.
Una tabella millesimale si può realizzare
utilizzando due procedimenti:
- si basa sui valori di mercato delle singole unità
- si basa su alcuni parametri (superficie o cubatura)
1) si determina
attraverso una stima a valore di mercato di ciascuna unità immobiliare e si
sommano i valori trovati uguagliando la somma ottenuta a mille (ecco perché si
chiamano millesimali). Quindi avremmo per ciascuna unità immobiliare la
seguente proporzione → Vt : 1000 = V1 : X; ove Vt è la
somma dei singoli valori. Il rapporto 1000/Vt è sempre costante e perciò andrà
moltiplicato per V1, V2, V3, ecc. .
ESTIMO FORESTALE
Stima dei Boschi
Possono essere classificati in base al
governo.
Il governo del bosco è il modo in cui
rinnovare il bosco stesso e sono sostanzialmente due: fustaia e ceduo.
ü
Il fustaia comporta un governo del
bosco con un rinnovamento per seme o per trapianto di piantine provenienti da
vivai. In genere si fa crescere fino all’età del massimo tornaconto. Il
tornaconto è un termine economico che indica il miglior momento per tagliare il
legname ottenendo la miglior quantità di legname. Un bosco di abete a fustaia
per esempio con le piante inserite oggi, il massimo tornaconto lo si avrà tra
25 anni, quando il volume del legname (mc) sarà al massimo.
Generalmente il
legname ottenuto del governo a fustaia è assai pregiato ed utilizzabile per
realizzare manufatti di pregio.
ü
Il governo Ceduo invece viene
interrotto l’accrescimento naturale dell’albero con dei tagli periodici
sfruttando le capacità di queste specie di emettere polloni dalla ceppaia
rimasta per terra. Si distinguono varie forme di governo del ceduo e sono:
1.
ceduo semplice
2.
ceduo matricinato
3.
ceduo composto
1)
è costituito solo dai polloni che
nascono dalle ceppaie, con riproduzione spontanea
2)
è un ceduo con circa 50 piante per
ettaro dette matricine, le quali si incaricano di produrre seme e disseminarlo
sul terreno, generando così nuove piantine. Le matricinature stanno in
produzione al massimo fino a 3 turni, un turno dura dai 12 ai 25 anni, verranno
poi tagliate e lasciate solo quelle più giovani.
3)
il ceduo composto si può
considerare una varietà di ceduo-matricinato, ma si distingue da questo per il
numero delle matricinature, in quanto il numero è superiore a 120 per ha.
Possiamo
considerarlo un insieme di ceduo e fustaia.
Il turno del ceduo può essere breve se non
supera i 15 anni, medio inferiore se giunge ai 25 anni e alto se supera i 35
anni.
Classificazione in base al trattamento
Per quanto riguarda la fustaia il taglio può essere:
ü
raso: cioè quando il bosco viene
tagliato nel momento della sua maturità e il rinnovamento viene effettuato per
piantagione artificiale
ü
successivo: quando l’abbattimento
delle piante è svolto in più tempi, in turni di circa 30 anni.
ü
Saltuario: quando vengono
abbattute soltanto le piante che hanno raggiunto la maturità. Di conseguenza
avremmo un bosco disertarlo. In questo caso il taglio viene fatto ogni 5 anni.
Per quanto riguarda il ceduo il taglio può
essere:
ü
a ceppaia: quando il taglio si
effettua all’altezza del colletto
ü
a capitozza: quando il taglio si
effettua al livello dell’inserzione dei rami
ü
a sgamollo: quando il taglio si
effettua tagliando solo i rami laterali.
Ipsometria
È la scienza che studia l’altezza delle piante
in piedi, come la dendometria è una scienza che valuta i boschi.
I metodi di calcolo sono differenti:
1)
metodo delle paline:

2)
metodo della croce del boscaiolo
(resa obsoleta dal Benn Leiss), è costituita da uno strumento di 2 asticelle di
ugual lunghezza inserito ad angolo retto, l’operatore spostandosi potrà
rilevare l’apice e la base dell’albero:

Dendometria
È la scienza che
misura il volume dell’albero e dei boschi coetanei e disetanei.
Per la misurazione
dei diametri si usa il cavalletto dendometrico, attraverso questo parametro,
conoscendo l’altezza, possiamo calcolare la cubatura del legname abbattutop e
del legname già lavorato (travature).
ü
Formula di Huber:

Ove Sm è la sezione
media
ü
Formula di Smaliam:

ü
Formula Cavalieri:
