CIRCUITI SEQUENZIALI
Si dicono circuiti combinatori i circuiti logici in cui l'uscita
dipende dallo stato degli ingressi nell'istante considerato.
Si dicono circuiti sequenziali i circuiti in cui l'uscita dipende
non solo dallo stato degli ingressi nell'istante considerato ma anche da quello
che erano gli ingressi e le uscite negli istanti precedenti quello considerato.
In pratica il circuito sequenziale ricorda quello che è avvenuto nel circuito
negli istanti precedenti.
Un circuito logico si dice asincrono quando l'uscita si adegua allo stato
degli ingressi senza attendere il consenso di un segnale di sincronismo. Un
circuito si dice sincrono quando
l'uscita si adegua allo stato degli ingressi solo all'arrivo di un impulso di
sincronismo. Si dice clock un impulso di
sincronismo in grado di stabilire l'istante preciso in cui i circuiti devono
commutare. Vi sono circuiti che commutano sul fronte di salita dell'impulso di
clock, oppure sul fronte di discesa dell'impulso di clock, oppure quelli che
hanno bisogno dell'intero impulso di clock per poter commutare. Usiamo la
seguente simbologia:

circuito
che commuta sul fronte positivo del clock

circuito
che commuta sul fronte negativo del clock
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LATCH
TIPO S - R
Il latch tipo S-R è un circuito base
della logica sequenziale e costituisce una elementare cella di memoria. Può
essere realizzato o con due porte NOR o
con due porte NAND. Lo schema elettrico
e lo schema a blocchi con porte N 525h71f OR sono i seguenti:

Il latch S-R ha due morsetti di
ingresso: il SET che pone l'uscita Q a
1; il RESET che pone l'uscita Q a zero.
Vi sono due uscite, l'una l'opposto dell'altra, una la indichiamo con Q e l'altra con Q
negato.
La tabella di verità del latch S-R è
la seguente:
|
S
|
R
|
Qn+1
|
|
0
|
0
|
Qn
|
|
0
|
1
|
0
|
|
1
|
0
|
1
|
|
1
|
1
|
n.v.
|
|
|
|
|
Indichiamo con Qn lo stato dell'uscita prima dell'applicazione
dei segnali di ingresso e con Qn+1
lo stato dell'uscita dopo che sono stati applicati i segnali di ingresso,
quindi se Qn+1 = Qn
vuol dire che l'uscita è rimasta invariata, cioè se era 0 è rimane a zero, se
era 1 rimane a 1. La combinazione S=1 e R=1 non è consentita in quanto non logica, quindi
non valida.
Utilizzando le porte NAND lo schema elettrico è il seguente:

invece la tabella di verità diventa
la seguente:
|
S
|
R
|
Qn+1
|
|
0
|
0
|
n.v.
|
|
0
|
1
|
1
|
|
1
|
0
|
0
|
|
1
|
1
|
Qn
|
|
|
|
|
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CIRCUITO
ANTIRIMBALZO
Una delle applicazioni del latch S -
R è quella di un circuito antirimbalzo. Infatti nei circuiti sequenziali lo
stato delle uscite dipende dalla sequenza dei segnali applicati in ingresso.
Poiché la semplice chiusura di un contatto elettromeccanico dà luogo a dei
piccoli rimbalzi nella chiusura dell'interruttore che possono dare luogo a
delle variazioni di tensione prima di raggiungere la tensione finale. Come dal
seguente diagramma:

Tali variazioni di tensione danno
luogo a degli errori di tipo logico. Un circuito antirimbalzo può essere il
seguente:

Quando il pulsante P si trova verso l'alto si ha S = 0; R = 1; Q = 1. Mentre il pulsante scende
verso il basso il falso contatto nella parte superiore del pulsante non riesce
a portare R a 0, anche se S può oscillare tra 0 e 1; una volta che il pulsante
ha toccato la parte inferiore R = 0; S = 1; Q = 0;
successivi falsi contatti nella parte inferiore non riusciranno più a far
commutare l'uscita, infatti perché ciò avvenga, occorre che il pulsante ritorni
verso l'alto.
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LATCH
S - R CON ABILITAZIONE
L'abilitazione è un particolare
ingresso che ha il compito di stabilire l'istante in cui l'uscita si deve
adeguare allo stato degli ingressi. Il morsetto di abilitazione si può indicare
con la sigla EN oppure G. Consideriamo il seguente circuito:

Possiamo notare che gli ingressi S ed R non
sono stati applicati direttamente al latch S - R ma mediante due porte AND che
hanno lo scopo di abilitare, quella superiore l'ingresso SET, quella inferiore
l'ingresso di RESET. La tabella di verità diventa la seguente:
|
EN
|
S
|
R
|
Qn+1
|
|
0
|
X
|
X
|
Qn
|
|
1
|
0
|
0
|
n.v.
|
|
1
|
0
|
1
|
1
|
|
1
|
1
|
0
|
0
|
|
1
|
1
|
1
|
Qn
|
Dove X sta a indicare che,
qualunque sia la combinazione di S e di R, quando EN = 0 l'uscita resta invariata.
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FLIP FLOP J - K
I flip flop sono dei circuiti
sequenziali analoghi ai latch S- R, tuttavia si differenziano perché nei flip
flop l'istante in cui avviene la commutazione delle uscite è stabilito con
certezza, e si evita il difetto della trasparenza; dove trasparenza vuol dire
che l'uscita si adegua immediatamente allo stato degli ingressi, non appena
variano gli ingressi, ciò è un difetto quando si vogliono circuiti
perfettamente sincronizzati, nei quali gli istanti di commutazione devono
essere decisi con precisione. Lo schema di un flip
flop J - K è il seguente:

notiamo che vi è l'ingresso J, che corrisponde a SET
del latch S-R; l'ingresso K, che
corrisponde al RESET del latch S-R;
l'ingresso di clock CK, che fa commutare
il circuito durante il fronte di salita dell'impulso di clock; il morsetto Pr, che sta per PRESET, cioè pone l'uscita Q = 1
indipendentemente dagli ingressi e dal clock; il morsetto Cl, cioè CLEAR, che pone l'uscita Q = 0,
indipendentemente dagli ingressi e dal clock; infine le due uscite Q e Q
negato. La presenza del clock rende il circuito di tipo sincrono.
Lo schema interno è il seguente:

La tabella di verità è la seguente:
|
CK
|
J
|
K
|
Qn+1
|
|
0
|
X
|
X
|
Qn
|
|
Ý
|
0
|
0
|
Qn
|
|
Ý
|
0
|
1
|
0
|
|
Ý
|
1
|
0
|
1
|
|
Ý
|
1
|
1
|
Qn
|
Il simbolo
Ý indica il fronte di salita dell'impulso di
clock. In assenza di clock l'uscita resta invariata.
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FLIP
FLOP MASTER SLAVE
Il flip flop di tipo master slave è
diviso in due flip flop, uno principale, detto master, uno secondario detto
slave. In tal modo si elimina del tutto il problema della trasparenza, infatti
il flip flop principale memorizza il valore degli ingressi J e K durante il
fronte di salita dell'impulso di clock, invece il secondario adegua l'uscita
allo stato degli ingressi solo al fronte di discesa dell'impulso di clock,
quindi occorre un intero impulso perché avvenga la commutazione. Lo schema
elettrico è il seguente:

La tabella di verità è la seguente:
|
CK
|
J
|
K
|
Qn+1
|
|
0
|
X
|
X
|
Qn
|
|
_ é ù _
|
0
|
0
|
Qn
|
|
_ é ù _
|
0
|
1
|
0
|
|
_ é ù _
|
1
|
0
|
1
|
|
_ é ù _
|
1
|
1
|
Qn
|
Il simbolo _ é ù _ indica l'intero impulso di clock.
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FLIP
FLOP TIPO D
Il flip flop di tipo D ha lo scopo di trasferire all'uscita Q il dato presente in ingresso quando arriva l'impulso
di clock. Lo schema è il seguente:

Notiamo la presenza di un invertitore
che fa in modo che il valore dell'ingresso K sia sempre opposto a quello dell'ingresso
J. La tabella di verità è la seguente:
|
CK
|
D
|
Qn+1
|
|
0
|
X
|
Qn
|
|
Ý
|
0
|
0
|
|
Ý
|
1
|
1
|
La lettera D sta per dato. Un flip flop di tipo D è un elemento di
memoria, che memorizza il dato in ingresso su D e lo trasferisce tale e quale
all'uscita Q, quando arriva il segnale di clock. In pratica viene usato da
buffer. Un buffer a 8 bit può essere il seguente:

Può essere usato come divisore di
frequenza, cioè divide per 2 la
frequenza applicata sull'ingresso di clock, come dal seguente schema:

Infatti occorrono due impulsi di
clock per ogni impulso ottenuto sull'uscita Q.
Un altro modo di ottenere un divisore
di frequenza è quello di utilizzare il flip flop di tipo T, secondo il seguente schema:

Possiamo notare che gli ingressi J e K sono
collegati tra di loro. Mantenendo a livello alto l'ingresso T, ad ogni impulso di clock l'uscita commuta;
però occorrono sempre due impulsi di clock per uno da ottenere in uscita. La
tabella di verità è la seguente.
|
CK
|
T
|
Qn+1
|
|
0
|
X
|
Qn
|
|
Ý
|
0
|
Qn
|
|
Ý
|
1
|
Qn
|
Esercizi
Scuola Elettrica
