METODI
DI VALUTAZIONE
la politica degli investimenti è fondamentale in quanto condiziona la
redditività dell’impresa; essa costituisce il punto di contatto tra l’aspetto
finanziario e quello manageriale; l’attività di valutazione può essere
scomposta per:
§
Finanziamenti indipendenti: la cui effettuazione è di tipo assoluto(non subalterno
ad altri investimenti)
§
Finanziamenti alternativi: consente di effettuare un’analisi
comparativa tra più iniziative(l’uno esclude l’altro)
Per selezionare gli investimenti, non ci si
basa solamente su ragioni tecniche ma anche, e soprattutto, su ragioni di tipo
economico su cui poi il
management deciderà la priorità degli investimenti. Il punto di partenza per ogni analisi sono i flussi
incrementali operativi dopo le imposte che il progetto è in grado di
generare nel tempo :
§
incrementali: si devono prendere in considerazione quei flussi che si possono
direttamente imputare se il progetto viene posto in essere; inoltre, devono
essere considerati gl 141h76b i effetti negativi dello “status quo” infatti bisogna
rispondere alla ccdd. “what
if analysis”: cosa accade
se l’investimento viene effettuato e quali
implicazioni si avrebbero se tali investimento non venisse effettuato.
§
Operativi: bisogna considerare solo i flussi derivanti dalla gestione
dell’investimento senza considerare gli oneri finanziari ad esso
imputabili in quanto essi falserebbero il giudizio
§
Dopo le imposte: poiché i ritorni finanziari saranno tassati come tutte le altre forme
di reddito
In questo tipo di analisi
vanno inoltre inclusi quei costi che derivano considerando il costo-opportunità
dell’investimento ma non devono essere calcolati i “costi irrecuperabili”
cioè quei costi che dovevano essere sostenuti indipendentemente dall’esecuzione
del progetto. Gli investimenti possono
essere distinti in
diverse tipologie: 1) il lancio
di nuovi prodotti 2)l’acquisto o il rimpiazzo dei macchinari
3) la ricerca
e lo sviluppo 4) l’esecuzioni di
grandi opere e 5) i piani di marketing.
Uno dei primi problemi che si incontrano in
questo tipo di analisi è quello temporale: si sa sempre qual è il
momento dell’esborso ma non è sempre noto il momento del ritorno; l’orizzonte
temporale deve essere tale da poter includere tutti i flussi di cassa
direttamente imputabili al progetto; nella pratica, si utilizzano degli
orizzonti temporali convenzionale definiti per classi di progetti simili al
fine di non sovrastimare o migliorare la performance finanziare
dell’iniziativa; questo non è possibile per le grandi opere per le quali è
necessaria un’accurata analisi ad hoc.
Un altro problema è l’inflazione; essa viene
trattata con due diverse analisi che verranno utilizzati in base all’impatto
che la stessa avrà sui cash flow e tenendo conto
dell’orizzonte temporale; naturalmente in assenza di asimmetrie si preferirà il
secondo:
§
A moneta nominale:si stima l’inflazione su
tutti gli elementi del cash flow;così facendo,si utilizzano variabili
nominali,crescenti nel tempo utilizzando anche tassi nominali; questo metodo è
più accurato
§
A moneta costante: trascura gli effetti inflativi e tutta l’analisi viene
condotta con moneta riferita al tempo in cui viene fatta;prevede l’utilizzo di
tassi reali per attualizzare i flussi; questo metodo è più facile e leggibile .
Per massimizzare il
proprio valore, l’impresa dovrebbe finanziare tutti i progetti aventi VAN>0;
questo nella realtà non è possibile a causa dei vincoli finanziari; quindi,teoricamente, è utile distinguere i vari progetti in:
1.
divisibili: il cui esborso iniziale può variare(a volte riducendosi rispetto al
minimo)
2.
indivisibili: il cui esborso iniziale non può variare: in questi casi, considerando
le possibilità finanziarie per l’anno, si finanziano progetti finché il totale
di esborsi non eguagli il budget previsto per l’anno considerato.
Dopo aver scelto il tipo di progetto si passa
alla determinazione dei flussi di cassa; vi sono tre tipologie:
1.
investimenti iniziali: è negativo in quanto si tratta di
tutti gli esborsi iniziali: investimenti di capitale, di marketing, incremento
del capitale circolante(un lancio di un nuovo prodotto) a anche altri costi
2.
flussi intermedi: di norma sono positivi e stabili :
i ricavi di vendita sono maggiori dei costi di produzione, degli ammortamenti,
degli altri costi connessi all’investimento e degli effetti di “cannibalizzazione” dell’azienda su prodotti
esistenti(costi-opportunità); questo risultato sarà l’utile operativo lordo da
cui, sottraendo le imposte, si arriva all’utile operativo netto e aggiungendo
le variazioni del capitale circolante,delle immobilizzazioni e gli ammortamenti
si determina il flusso di casso intermedio
3.
flussi finali: è caratterizzato dall’ultimo
flusso intermedio, in più
§ dalla
variazione finale del capitale circolante lordo:la
somma dei precedenti effetti cambiati di segno
§ valore residuo
dell’investimento e dei beni immobili: è una delle
variabili più incerte;è il valore dell’investimento alla fine dell’orizzonte
temporale oppure è un valore di smantellamento (o di riallocazione
del bene);è un valore di scarto; può essere pari ad un valore vicino allo
zero(si ha un orizzonte temporale da esaurire il valore economico del bene), ad
una rendita perpetua o a multipli dell’ultimo cash flow.
Vi sono diversi metodi di valutazione finanziari
di un progetto;I principali (modelli neo-marginalisti) si basano sui redditi attualizzati che
esso genererà in futuro: le ipotesi sono che si opera in condizioni di
certezza (il mondo circostante sia incorporato nelle variabili del modello) e
che i vari investimenti siano tra loro indipendenti ; conoscendo i flussi di
cassa prodotti, la spesa sostenuta e il costo medio di finanziamento[(WACC : i = Ce * E/(D+E) + Cd * D/(D+E)); questo metodo assume che la struttura finanziaria rimanga immutata
dopo aver effettuato l’investimento.questo tasso
incorpora, anche, il rischio relativo all’impresa (infatti la fonte più onerosa
è il capitale di rischio in quanto lo comprende);
anche Cd dipende dal rischio d’impresa poiché si riferisce al prezzo che si paga per
il capitale preso a debito da una banca che si basa sul rating dell’impresa. Il
fatto che attualizzo i flussi futuri al tasso WACC vuol dire che il
rischio d’investimento sia pari al rischio aziendale; così facendo si
sottostima il rischio: bisogna diversificare l’investimento tra varie
componenti in quanto l’impresa ha un rischio minore rispetto ad un singolo
investimento;]
§ VAN o NPV : valore
attuale netto : differenza tra il valore attuale di tutti i flussi futuri meno
la spesa sostenuta; nella pratica, esso è pari al costo medio ponderato del
capitale; il VAN, per accettare un progetto, deve essere ≥ zero cioè che renda più del costo del
capitale necessario per l’effettuazione;esso consente di misurare l’effetto
dell’investimento sul valore dell’impresa ma è una misura assoluta che
prescinde dalla dimensione del progetto.
§ TIR o IRR : tasso
interno di rendimento : è quel tasso di attualizzazione
che rende uguali gli esborsi iniziali di cassa con i successivi introiti;si
valuta un investimento come se fosse un titolo. Quando TIR =
WACC, il VAN=0; ciò significa che per accettare un progetto il TIR deve essere ≥
WACC; esso è di facile lettura e inoltre, fornisce una stima della redditività
relativa di un progetto.
Presenta, però, alcuni inconvenienti:
o
Fornire informazioni non
corrette: essendo invariabile al variare del wacc
o
molteplicità di soluzioni: problema di natura matematica
(vi è un’alternanza di flussi negativi e positivi)
o
reinvestimento flussi
intermedi: non si possono reinvestire al TIR stesso in
quanto si sovrastimerebbe il tasso stesso;è più giusto pensare che i flussi si
reinvestano al wacc.
Questi due metodi, possono
però, dare risultati discordanti: basti pensare a due progetti che hanno
simile dimensione ma profilo dei flussi di cassa completamente diversi oppure
se hanno un orizzonte temporale diverso(è preferibile in entrambi i casi, il
VAN). In caso di discordia è preferibile
ricorrere al VAN.
§
IP : indice di profittabilità : è il rapporto
tra il valore attuale dei cash flow(a partire dal
secondo in poi)e il primo cash flow; serve per
“relativizzare” il VAN(se VAN= 0 IP = 1): esso è
sempre concorde con il VAN
Un altro metodo non finanziario è il payback period:
primo cash flow/valore costante dei cash flow successivi; indica l’arco di tempo
necessario per il completo ritorno del capitale investito grazie ai cash flow prodotti. Esso fornisce un tempo di recupero che,
confrontato con il tempo massimo, indica se l’investimento deve essere
scartato. Gli inconvenienti sono che questo metodo ignora i cash flow successivi all’anno di payback e che,non essendo finanziario, non tiene conto del
valore del denaro nel tempo;
Oltre ai
metodi descritti, esistono dei metodi
avanzati di valutazione:
§
Analisi di sensitività: informa sul gradi di rischio che si corre al
modificarsi di alcune variabili (prezzo,costi e quantità) rispetto alla
previsione effettuata;costruendo delle matrici a doppia entrata si è in grado
di ottenere informazioni su come reagisce il rendimento al modificarsi delle
variabili che lo caratterizzano sull’eventuali manovre compensative da
effettuare;
§
Analisi del rischio: inteso come variabilità del risultato rispetto al valore atteso;
bisogna, quindi, analizzare due tipi di rischi: quello generico aziendale( a
cui corrisponde il wacc) e quello specifico del
progetto( a cui corrisponde un van e tir minimi);
utilizzando specifici software, si ottengono due distribuzioni di probabilità
tra cui,considerando un intervallo di confidenza pari
al 10%, si assume il valore di massima prudenza.
§
Modelli dinamici: ogni qualvolta che si effettua un’azione
strategica, il mercato e i competitors agiscono in
modo tale da fronteggiare tale innovazione e da non perdere la propria quota di
mercato; siccome di sicuro vi sarà una contro-offerta,bisogna monitorare e
mettere a punto l’investimento(fine tuning)
atto a correggere il tiro che può derivare anche solo da valutazioni errate.
Le opzioni reali: tutti i modelli di
valutazioni analizzati, forniscono un’analisi parziale : quelli tradizionali
non tengono conto dell’“incertezza”, quelli dinamici non incorporano
l’incertezza ma tengono conto di un monitoraggio continuo dell’investimento. Il
valore di un investimento è determinato, non solo dall’aspetto tecnico, ma
anche dalla capacità del management di cogliere le opportunità offerte:
infatti, un investimento può essere peggiori di altri sotto il profilo dei
flussi finanziari ma può avere in sé un’opzione
strategica reale che lo porta ad essere preferito rispetto ad altri.ogni investimento, può aprire la strada a determinate
opzioni strategiche di cui bisogna tener conto;
Per valutare ad esempio, l’NPV deve essere integrato da altri strumenti
valutari(simulazioni,analisi della sensitività) che diano al manager la
possibilità di cogliere l’opzione reale(che fornisce flessibilità al
progetto) superando la rigidità del VAN ma partendo dalle stesse basi logiche.
Può essere così introdotto l’NPV esterno: che
partendo dalle stesse basi, introduce il valore delle opportunità
manageriali di risposta ai cambiamenti del mercato. Esistono
diversi tipi di opzioni:
§
D’attesa: investimenti per acquisire il diritto a divenire operativi o a
raggiungere il posizionamento in un settore
riservando,in un secondo momento, la decisione circa l’esercizio di tali
diritti(licenza estrazione)
§
D’apprendimento: investire per acquisire la conoscenza necessaria per creare
opportunità future di business (ricerca &sviluppo,farmaceutica)
§
Di crescita: investimenti volti a precostituire le
condizioni necessarie per garantire opportunità di crescita dall’azienda in
futuro ( ogni tipo di business!)
Tutti questi
tipi d’investimenti devono essere giudicati tenendo conto dell’opzione reale intrinseca.