AUGUSTE COMTE
BIOGRAFIA
Il 19 gennaio del 1789 nasce a Montpellier Auguste
Comte da una famiglia di cattolici e monarchici. Conquistato dalle idee
rivoluzionarie e liberali egli si allontana precocemente dal cattolicesimo. Si
iscrive all’Ecole polytechnique di Parigi che è costretto ad a 141g62b bbandonare perché
chiusa durante il governo della Restaurazione in quanto sospetta di
giacobinismo. Nel1817 diventa segretario di Saint-Simon di cui sarà amico e
collaboratore per diversi anni durante i quali pubblica diverse opere
sull’industrialismo. Dopo la rottura con questi e l’abbandono del tetto
coniugale della moglie egli ebbe una grave crisi nervosa dovuta pure al
sovraccarico intellettuale. Entra così in una casa di cura dove resta per otto
mesi. Solo dopo un tentato suicidio riesce a guarire e s’impone un regime
fisico e mentale severissimo per poter prevenire qualsiasi ricaduta. Nel 1848
fonda la SOCIETA’ POSITIVISTA che accoglie molti discepoli ma dopo pochi anni
nel 1851 molti se ne allontanano urtati dall’approvazione data da Comte al
colpo di stato di Luigi Napoleone. Nel 1857 a Parigi attorniato dai suoi
fedelissimi Comte si spegne.
Il pensiero
di Auguste Comte è segnato da 3 tappe fondamentali
connesse alle sue opere maggiori:
1.
Negli OPUSCULES il giovane laureato riflette sulla
società del suo tempo. La vecchia società
teologica e militare sta per morire mentre sta per nascere la nuova società scientifica e industriale. La fede nel trascendente è mutata nella fede nella
scienza ed i scienziati sono subentrati ai preti e ai teologi come categoria
sociale che fornisce la base intellettuale e morale dell’ordine sociale. I
banchieri e gli industriali subentrano invece ai guerrieri dal momento in cui
l’attività più importante della collettività diventa la lotta tra gli uomini e
la natura e non quella tra loro stessi. La società moderna secondo C. è in
crisi, la spiegazione è data dai disordini sociali e dalla contraddizione tra
un ordinamento sociale teologico e militare che va scomparendo e uno
scientifico e industriale che sta per nascere. Il compito della sociologia è
quello di comprendere tale divenire necessario della storia in modo da
contribuire alla piena realizzazione dell’ordine fondamentale.
2.
Nel CORSO DI
FILOSOFIA POSITIVA le idee
direttrici del pensiero di C. non cambiano ma la prospettiva si amplia. Mentre
negli Opuscules veniva presa in esame la storia dell’Europa ora vengono passate
in rassegna le diverse scienze e avviene la formulazione di 2 leggi
essenziali:
-
la legge dei tre stadi secondo cui lo spirito umano sarebbe
passato per 3 fasi successive: la prima, l’età teologica in cui esso spiega i fenomeni naturali attribuendoli a esseri o a forze
paragonabili all’uomo stesso ; la seconda, quella metafisica in cui invoca entità astratte come la natura; la terza, quella positiva in cui l’uomo osserva i fenomeni e fissa le connessioni tra essi sia nel
dato momento che nel tempo. Il passaggio tra queste fasi avviene
simultaneamente in tutte le discipline intellettuali.
-
Questa legge ha un senso rigoroso solamente se collegata alla classificazione delle scienze infatti
vuole provare che il metodo positivo impostosi prima in matematica, in fisica,
in chimica e in biologia deve alla fine imporsi anche nel campo della politica
portando alla costituzione di una scienza positiva della società: la
SOCIOLOGIA.
Le scienze da analitiche sono diventate
sintetiche. Le scienze della natura inorganica, fisica e chimica sono
analitiche nel senso che stabiliscono leggi tra fenomeni isolati mentre in
biologia ciò non può avvenire perché non è possibile spiegare un organo o una
funzione se non si considera l’essere vivente nel suo complesso. La materia
vivente in quanto tale è globale, totale, il tentativo di isolarne un elemento
non farebbe altro che consegnarci materiale privo di vita. Questa idea del
primato del tutto sull’elemento deve essere trasposta in sociologia: non si può
comprendere lo stato di un fenomeno sociale se non lo si ricolloca nel tutto
sociale. Questa logica porta all’idea che il primo e vero oggetto della
sociologia è la storia del genere umano che viene considerata come un’unità.
3.
Anni dopo, successivamente alle disavventure coniugali, nel SISTEME DE POLITIQUE POSITIVE anche se stile e lingua sono diversi
permane la tendenza centrale del pensiero comtiano a cui l’autore appunto tenta
di dare fondamento filosofico al concetto dell’unità. Affinché la storia sia
una è necessario che l’uomo in tutte le società e in tutte le epoche possieda
una natura riconoscibile e definibile ma è necessario pure che ogni società
comporti un ordine essenziale individuabile attraverso la diversità delle
organizzazioni sociali.
LA
SOCIETA’ INDUSTRIALE
Il pensiero
scientifico dominava le menti degli uomini moderni e con la teologia stava per
sparire la struttura feudale e l’organizzazione monarchica. Gli scienziati e
gli industriali si accingevano a dominare la società di quel tempo. L’industria
come fatto nuovo aveva aspetti originali:
1.
Era fondata sull’organizzazione scientifica del lavoro, abbandonata la
tradizione la produzione era progettata in vista del massimo rendimento;
2.
Grazie all’applicazione della scienza all’organizzazione del lavoro
l’umanità sviluppa le sue risorse;
3.
La produzione comporta la concentrazione di operai nelle fabbriche e nei
sobborghi costituendo così un nuovo fenomeno sociale: l’esistenza della massa
operaia;
4.
Ciò crea un’opposizione latente o dichiarata tra operai e datori di
lavoro o capitalisti;
5.
La sovrapproduzione crea una crisi, la povertà nell’abbondanza
rappresentando uno scandalo per la mente umana;
6.
La connessione tra sistema economico e organizzazione industriale è
caratterizzata dalla libertà degli scambi e dalla ricerca del profitto, ciò
porta alla conclusione per alcuni che lo Stato non deve intervenire perché
aumenti la produzione e la ricchezza.
Comte
considera decisive la prime tre caratteristiche: l’industria è definita
dall’organizzazione scientifica del lavoro dalla quale derivano l’aumento
costante della ricchezza e la concentrazione degli operai nelle fabbriche.
L’opposizione tra operai e capitalisti è un aspetto secondario che deriva dalla
disorganizzazione della società e può essere corretto con delle riforme. Le
crisi sono fenomeni episodici e superficiali mentre il liberalismo è un
elemento patogeno. C. muove critiche sia agli economisti liberali che ai
socialisti.
La sua
versione della società industriale può essere definita come teoria dell'organizzazione. Non crede esista una reale opposizione di interessi
tra proletariato e capitalisti perché lo sviluppo della produzione è conforme
secondo lui agli interessi di tutti.
Si può
scrivere che C. appartiene alla scuola dei POLITECNICI, ostile al socialismo o,
più esattamente, a quelli che lui chiama comunisti. La civiltà materiale per
lui non può crescere se ciascuna generazione non produce più di quello che le è
necessario per vivere e non trasmette alla generazione successiva una quantità
di ricchezza maggiore di quella che ha ricevuto. La capitalizzazione dei mezzi
di produzione è caratteristica dello sviluppo della civiltà materiale e
comporta la concentrazione. In qualsiasi società il comando è nella mani di un
ristretto numero di uomini che hanno concentrati nelle loro mani i capitali.
Questa proprietà deve essere svuotata del carattere di arbitrarietà personale perché i capi devono adempiere al loro
compito come una funzione sociale.
La proprietà privata è necessaria,
inevitabile ed indispensabile ma è tollerabile soltanto quando è concepita come
non più come il diritto di usare ed abusare ma come l’esercizio di una funzione
collettiva da parte di pochi designati dalla sorte o dal merito. C. assume così
una posizione intermedia tra liberalismo e socialismo, è un organizzatore che
vuole conservare la proprietà privata trasformandone il significato.
A questa
teoria egli ne aggiunge un’altra quella della gerarchia temporale: l’esistenza degli uomini non è legata
solamente alla posizione che detengono nella scala economica o sociale ma al di
fuori dell’ordine temporale esiste un ORDINE SPIRITUALE che è quello dei meriti
morali. Tale ordine non è un ordine trascendente come concepito dalla religione
cristiane ma è un ordine terreno che sostituisce alla gerarchia temporale del
potere quella delle virtù morali. Ognuno deve proporsi come scopo supremo di
essere il primo in tale gerarchia e non in quella del potere visto che la
società industriale non può esistere in modo stabile se non regolata da un
potere spirituale. C. assume la parte del profeta della pace ritenendo che la
guerra non assolvesse più alcuna funzione nella società industriale. Nel
passato le conquiste avevano potuto essere un mezzo legittimo o almeno
razionale per accrescere le proprie risorse. Nel secolo in cui la ricchezza
dipende dall’organizzazione scientifica del lavoro e la trasmissione dei beni
avviene attraverso il dono e lo scambio, il bottino ha perso significato
diventando anacronistico.
LA
SOCIOLOGIA SCIENZA DELL’UMANITA’
Comte espone
la sua concezione della nuova scienza chiamata SOCIOLOGIA negli ultimi volumi
del Corso di filosofia positiva richiamandosi a tre autori che
presenta come suoi predecessori: Montesquieu,
Condorcet e Bossuet. Il primo ha il merito di avere sostenuto il determinismo
dei fenomeni storici e sociali mentre manca dell’idea del progresso che viene
trovata in Condorcet. Quest’ultimo pretende di scoprire nel passato un certo
numero di fasi attraverso le quali lo spirito umano si è evoluto. Combinando
queste due idee centrali si ottiene la concezione centrale di Comte e cioè che
i fenomeni sociali sono soggetti a un determinismo rigoroso che si presenta
sotto forma di un inevitabile sviluppo della società umana, determinato dal
progresso dello spirito umano. Egli è proprio il sociologo dell’unità umana il
suo scopo è quello di ricondurre l’infinita varietà delle società umane a un
disegno unico che porta ad uno stadio finale dello spirito umano. La storia è
concepita come necessaria e una perché il disegno è stato fissato da Dio o
dalla natura dell’uomo. L’evoluzione è necessaria o perché la provvidenza ne ha
fissato le tappe o perché la natura stessa della società ne ha determinato le
leggi. La mente positiva ha il compito di osservare ed analizzare i fenomeni
per scoprirne le leggi che ne governano i rapporti.
Nella prima
fase della storia era necessaria la filosofia teologica o feticista che offriva
al genere umano una sintesi provvisoria per dargli fiducia in se stesso e nella
sua capacità di superare gli ostacoli. La tappa conclusiva è invece quella del
positivismo universale a cui si è giunti attraverso uno sviluppo progressivo
della mentalità scientifica. Il processo delineato da C. è unico presuppone la
storia umana come storia di un popolo unico ma le diversità esistono tra le
fazioni dell’umanità. Il filosofo le spiega elencando 3 fattori di variazioni:
1.
La razza, la cui diversità è
interpretata attribuendo ad ognuna alcune disposizioni predominanti (ad es. la razza negra era caratterizzata particolarmente
dall’impulso sentimentale) sulla base però di una natura comune .
2.
Il clima che indica l’insieme
delle condizioni naturali in cui si è trovata ciascuna delle frazioni
dell’umanità che ha dovuto superare ostacoli più o meno grandi e ha incontrato
situazioni geografiche più o meno favorevoli.
3.
L’azione politica che ha
influenzato attraverso le occasioni e i grandi uomini l’evoluzione necessaria
della storia rendendola un processo più o meno rapido e costoso (il caso di Napoleone fa da esempio: egli costituì un
limite allo sviluppo della società in quanto non aveva compreso il senso della
storia tentando di restaurare il regime militare ha moltiplicato i conflitti
per giungere a nulla) .
Grazie alla
sociologia l’umanità potrà accorciare i tempi e ridurre il costo dell’avvento
del positivismo. Questa scienza è fondata sull’osservazione e il confronto come
le altre scienze e per questo sarà inquadrata secondo le concezioni della
statica e della dinamica che sono le due categorie centrali della sociologia
comtiana:
·
La statica sociale consiste
nello studio di quello che egli chiama consenso sociale. Una società è
paragonabile ad un organismo vivente , così come è impossibile studiare il
funzionamento di un organo senza collocarlo nell’essere vivente così non
possono essere studiati politica e stato senza ricollegarli nell’insieme della
società. Dall’analisi positiva dell’anatomia delle diverse società e dei legami
di reciproca solidarietà si arriva allo studio dei principi essenziali
dell’ordine sociale.
·
La dinamica sociale è
subordinata alla statica in quanto è la descrizione delle tappe successivamente
e necessariamente percorse del divenire dello spirito e delle società umane.
NATURA
UMANA E ORDINE SOCIALE
C. espone le
sue teorie sulla natura umana nel c.d. quadro
cerebrale che vuole essere uno studio scientifico delle localizzazioni
cerebrali, ma questo è un elemento tralasciabile delle teorie comtiane. E’
importante invece sottolineare come egli considera la natura umana come doppia
o tripla. L’uomo infatti è composto da un cuore ed un’intelligenza e se si
vuole suddividere il cuore nelle sue due parti, sentimento e attività, avremo
che l’uomo è allo stesso tempo sentimentale, attivo e intelligente. L’uomo infatti vive per agire e tale
impulso viene dal cuore, dal sentimento e non dall’intelligenza che tuttavia lo
controlla. C. dice “bisogna agire sotto la spinta
del sentimento e pensare per agire” Da qui la critica al razionalismo in quanto secondo lui l’intelligenza
non è altro che un organo di direzione e controllo.
L’INTELLIGENZA
può essere scomposta in:
1.
CONCEZIONE, che può essere attiva e quindi astratta o concreta, o passiva
e dunque induttiva o deduttiva;
2.
ESPRESSIONE, che può essere mimica, orale o scritta.
L’ATTIVITA’
si divide in 3 tendenze il CORAGGIO di intraprendere, la PRUDENZA nell’eseguire
e la FERMEZZA nel portare a termine e nel perseverare.
I SENTIMENTI
infine vengono classificati a seconda che portino all’EGOISMO, all’ALTRUISMO o
al DISINTERESSE. Innanzitutto egli classifica gli istinti meramente egoistici (nutritivi,
sessuali, materni), poi quelli legati agli altri (militari e industriali), poi l’orgoglio che è l’istinto del dominio e la
vanità che è la ricerca dell’approvazione altrui, già legata all’altruismo. Le
disposizioni altruistiche infine sono 3: l’attaccamento ad un’altra persona sul piano dell’uguaglianza, la venerazione e la bontà.
Da questo
quadro si rileva che l’uomo è innanzitutto egoista ma non in modo esclusivo e
che la storia non cambia la sua natura. Ma ciò non significa che la successione
delle società non apporti nulla all’uomo anzi la storia favorisce la
maturazione delle sue disposizioni altruistiche e gli procura la possibilità di
utilizzare l’intelligenza come guida all’azione dopo aver assorbito il pensiero
positivo. Ciò significa scoprire le leggi che governano i fenomeni e si giungerà
a tale scopo solo con il tempo. Gli uomini saranno mossi sempre dai sentimenti
ma grazie all’intelligenza saranno quelli altruistici a prevalere.
Da tale
interpretazione della natura umana si passa poi all’analisi della natura
sociale.
Nel Système de politique positive viene analizzata innanzitutto la religione che nasce da una duplice
esigenza: ogni società esige un consenso che a sua volta per esserci esige il
riconoscimento di un principio di unità da parte di tutti gli individui, cioè una
religione. Quest’ultima implica un aspetto intellettuale –DOGMA-, un aspetto
affettivo –AMORE o CULTO-, e un aspetto pratico –REGIME-. Il culto regola i
sentimenti mentre il regime la condotta pubblica o privata dei cittadini.
Dopo la
religione C. analizza la proprietà,
che è la proiezione dell’attività nella società, e il linguaggio, che è la proiezione dell’intelligenza. Entrambi hanno
in comune la legge d’accumulazione : la civiltà progredisce perché le conquiste
materiali ed intellettuali non scompaiono con coloro che le hanno realizzate. L’umanità
esiste perché esiste una tradizione e una trasmissione. La proprietà è l’accumulazione
dei beni materiali da una generazione all’altra e il linguaggio è il serbatoio
della cultura da cui attingiamo venendone a conoscenza.
Di seguito viene
analizzata la famiglia entro la
quale questo rapporto di trasmissione viene realizzato. All’interno della
famiglia si realizzano rapporti di uguaglianza tra fratelli, di venerazione per i genitori, di bontà per
i figli, di comando ed ubbidienza tra marito e moglie. Per C. è naturale che sia l’uomo a comandare in
quanto è attivo ed intelligente mentre la donna deve ubbidire perché è
sensibile. La superiorità spirituale però proprio per questo è della donna.
Il principio
primo del positivismo per quanto urtante possa essere consiste nel proclamare
il primato della forza nell’organizzazione pratica della società e la funzione
secondaria, ma necessaria, del potere spirituale di controllare, regolare il
potere temporale.