Simbiosi
incestuosa
Il processo di maturazione psicologica che porta
all'individuazione,
rappresenta un processo di liberazione dai legami primari e di presa di
coscienza della propria identità e del mondo circostante; esso a livello
individuale indica il passaggio da uno stadio di identificazione totale con la
madre e l'ambiente esterno, a quello in cui si assume consapevolezza di essere
un individuo diverso, distinto e indipendente rispetto agli altri.
Ciononostante, l'uomo conserva permanentemente un vincolo affettivo, più o meno
intenso, più o meno represso, alla sua origine biologica, molto spesso anche di
carattere erotico, che può costituire la causa di disturbi nevrotici e portare
alle estreme conseguenze della distruttività e dell'istinto di morte.
Secondo Fromm il mantenimento di una dipendenza
affettiva morbosa verso la madre o la ricerca di legami che sostituiscano
quelli primari non hanno effetti solamente sulla sfera della psicologia
individuale, ma interferiscono anche a livello sociale; per Fromm fra i fattori
all'origine dell'attrazione esercitata dallo stato totalitario e dal leader
nei confronti delle masse vi è il fenomeno della simbiosi incestuosa.
Secondo le analisi di Fromm, l'attaccamento
pre-edipico alla 131b16b madre, come da lui definito, costituisce un fenomeno
basilare nello sviluppo psichico dell'individuo che, distinguendosi
dall'attaccamento incestuoso della fase edipica,
può essere riferito sia ai maschi che alle femmine; esso precede la fase
genitale (ove, essendo l'attenzione degli impulsi
libidici rivolta agli organi genitali, presenta un carattere prettamente
sessuale) e si esplica attraverso un bisogno di protezione dal mondo esterno
("dai rischi della responsabilità, della libertà, della coscienza"),
e un desiderio di soddisfazione narcisistica (che l'amore incondizionato della
madre è in grado di offrire).
L'aspirazione ad uno stato di benessere e di
sicurezza, rappresentato dalla figura materna, non appartiene esclusivamente al
bambino, ma anche all'individuo adulto, il quale è ancora più consapevole dei
pericoli e delle sofferenze della vita. L'uomo "è diviso tra due tendenze
sin dal momento della nascita: una, venire alla luce e l'altra regredire nel
grembo; una per l'avventura e l'altra per la certezza; una per il rischio
dell'indipendenza e l'altra per la protezione e la dipendenza".
Per quanto riguarda il rapporto fra sessualità e
attrazione nei confronti della madre, Fromm inverte le conclusioni a cui Freud
era giunto,
rilevando che i desideri sessuali del bambino che hanno come oggetto il
genitore, e che sono dovuti all'"esistenza della spinta genitale in età
precoce", "non sono la causa della fissazione alla madre, ma il
risultato";
una prova di questa affermazione è fornita dalla differenziazione del
comportamento fra maschi e femmine. Mentre il bambino è attratto sessualmente
dalla madre, la bambina lo è rispetto al padre, tuttavia entrambi sono
interessati da una fissazione incestuosa (ma priva di stimoli sessuali) per la
madre; se ne deduce che il legame incestuoso con la madre sorge indipendentemente
dalla sfera sessuale, anche se per il maschio è connesso ad essa.
Il legame con la madre implica un senso di
sicurezza ed insieme un sentimento di timore verso di lei, causato dalla
mancanza di una propria forza ed indipendenza,
ma anche dal desiderio di ritornare nel suo grembo;
se per un verso l'angoscia derivante da questo rapporto incestuoso spinge alla
rottura del legame, dall'altro lo rafforza, in casi estremi l'ossessione per la
madre conduce il figlio a temere di essere divorato o distrutto da lei stessa.
Anche all'interno del fenomeno del legame
incestuoso esistono diversi livelli regressivi, prima di giungere ad un grado
di fissazione talmente patologico da provocare conseguenze di carattere distruttivo
(simbiosi incestuosa),
l'attrazione moderata per la madre in un certo qual senso può prospettarsi come
un fatto positivo (benigno): è questo il caso in cui l'adulto cerca nel partner
le stesse caratteristiche della madre, per sentirsi di nuovo protetto e amato.
All'aumentare dell'intensità del legame con la
madre aumentano i disturbi della personalità dell'adulto. Essi possono
presentarsi generalmente come bisogno della presenza continua di una figura
materna, desiderio di sottomissione ad una personalità autoritaria associato ad una 'paralizzante' paura nei suoi
confronti (quando l'immagine della madre assume le sembianze di un 'carceriere'
dal quale è impossibile fuggire); oppure all'opposto possono determinare forte
narcisismo (quasi esclusivamente di tipo maligno), atteggiamenti seduttivi e
di sopravvalutazione della propria persona, assoluta dipendenza
dall'ammirazione altrui e contemporanea indifferenza e freddezza a livello
sentimentale (quando la madre dimostra una preferenza per il figlio rispetto al
padre, concentrando su di lui ogni attenzione e diventandone l'unico e grande
amore).
La tipologia più grave di fissazione alla madre
si riscontra nella simbiosi incestuosa, caratterizzata da un rapporto
affettivo di tipo morboso, nel quale "la persona simbioticamente attaccata
è parte e appendice della persona ospite alla quale è attaccata, senza la quale
non può vivere",
la dipendenza dall'altro può anche essere reciproca. Il legame diventa
talmente stretto che le persone perdono la loro individualità e si fondono l'un
l'altro in un'unica entità; in tal modo una eventuale minaccia all'integrità
del legame rappresenta una minaccia all'integrità delle persone simbioticamente
legate;
si viene a creare un mondo parallelo, che si sostituisce alla realtà, condiviso
esclusivamente da chi fa parte di questo rapporto.
La simbiosi incestuosa si differenzia dal
semplice legame edipico (che si contraddistingue da una contenuta forma di
dipendenza e dalla tipica attrazione sessuale per il genitore) per un più
massiccio e deleterio coinvolgimento emotivo, avendo come nucleo centrale
della sua patologia un sentimento di costante angoscia originato dal timore
inconscio nei confronti della madre, tale da interferire sul normale corso
della vita di un individuo. L'idolatria della figura materna, derivante da
questo attaccamento morboso, conferendo doti di onniscienza e onnipotenza al
suo oggetto, altera l'obiettività del figlio; di conseguenza, mettere in
dubbio la perfezione del 'dio-madre' significa contestare una verità
assoluta.
Allargando la prospettiva di osservazione,
dall'ambito del singolo a quello della collettività, emerge il fatto che, in
ogni settore dell'organizzazione sociale, il ruolo della madre biologica
(incarnazione di potere e protezione) viene assunto da nuove entità: la
famiglia, il clan, il partito, la nazione, la razza, la religione, la natura.
Questo meccanismo di traslazione del legame libidico in senso verticale, come
avviene con il passaggio dal narcisismo individuale al narcisismo di gruppo,
presenta dei vantaggi di ordine pratico; l'esistenza di una madre superiore,
comune ed immortale, da un lato colma il vuoto provocato dall'eventuale
scomparsa della madre biologica, dall'altro permette l'unione degli uomini
accomunati dal culto per lo stesso idolo.
La psico-patologia simbiotica si ricollega e si
integra con il disturbo narcisistico, e per quanto riguarda gli effetti
negativi rivolti all'esterno, i due fenomeni risultano molto simili; sia nella
sfera individuale che in quella relativa al gruppo, infatti, si riscontrano:
la distorsione della capacità di giudizio, l'assenza di contatti relazionali
con l'esterno e la reazione violenta alle critiche.
Il gruppo, trovandosi legato da una relazione simbiotica, che nel nostro caso
potrebbe avere come fattore di unione il rapporto con un regime totalitario e
con il suo leader, presenta un'alterata visione della realtà in cui le
qualità dei suoi membri vengono esaltate ed in cui l'esistenza di altri gruppi
genera un senso di oppressione; il gruppo simbiotico si pone in contrapposizione
con il mondo degli altri gruppi pronto a reagire ad ogni 'altra'
presenza, che si è percepita come minaccia.
Nell'ambito sociale la simbiosi incestuosa ha la
possibilità di manifestarsi esteriormente per mezzo delle ideologie religiose e
politiche (o di qualsiasi altro tipo di convinzione radicale ed omologatoria
legata all'oggetto della fissazione).
Lo spostamento della figura materna alla famiglia, alla nazione o alla razza,
rende meno evidente l'elemento patologico, in quanto maggiormente razionalizzato
(attraverso i doveri civili e morali), ma non toglie le conseguenze
catastrofiche di una violazione della sacralità dell'idolo, al pari di quelle
derivanti da un ferimento del narcisismo individuale.
Un importante fattore della simbiosi è
rappresentato dalla "mancanza di esperienza nei confronti di un altro
essere, inteso come pienamente umano",
ciò significa che la persona si muove in un contesto psicologico in cui
dominano rapporti basati sull'omogeneità e sulla consanguineità, ove
l'estraneo, l'altro è considerato un'imperfezione, con la conseguente
riduzione dei confini dell'umanità percepibile e della capacità di amare a
quelli tracciati dalla relazione simbiotica.
L'individuo si trova in una sorta di prigione le
cui sbarre sono costituite dalle fissazioni incestuose di identificazione, le
quali pur nella molteplicità e mutevolezza dei contenuti, hanno come conseguenza
inevitabile l'impossibilità di aprirsi all'alterità e quindi la fissazione in
un sé chiuso, sia esso un individuo o un gruppo. La tendenza dell'uomo a
ricostituire i legami primari, che la sua evoluzione, sia psicologica che
sociale, dissolve, nella visione di Fromm rappresenta una risposta regressiva
alla crescita, allo sviluppo e in generale alla conservazione della vita.