ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
Turismo: leggi e mercati
GEOGRAFIA: Aspetti
caratteristici del fenomeno turistico nella società moderna
FINANZA: Risorsa turistica
all’interno della bilancia dei pagamenti
MATEMATICA: Grafico sull’andamento della bilancia turistica negli anni 1990-97
EC. AZIENDALE: Il marketing turistico
DIRITTO: Legge quadro sul turismo
FRANCESE: La Cote d’Azur
Il fenomeno turistico, inteso come spostamento di un numero elevato di
persone in regioni e nazioni diverse dalla propria residenza, nasce soltanto
dal secondo dopoguerra con l’avvento della società dei consumi e
dell’urbanesimo sfrenato e alienante che determinano, nell’uomo, una
propensione psicologica ad evadere dal proprio abituale ambiente per soddisfare
bisogni di rigener 959h71j azione fisica, psicologica e sociale lontano dalla routine
quotidiana. Il turista moderno non potrebbe, tuttavia, muoversi se il suo
reddito, la struttura della società e la sua organizzazione non fossero tali da
poterglielo permettere.
Il turismo è divenuto, negli ultimi decenni, un
settore fondamentale nell’economia di alcuni paesi, tra cui l’Italia. Esso
produce infatti una serie notevole di attività indotte (ristorazione, alberghi,
impianti sportivi, agenzie di viaggio, negozi specializzati, trasporti) e
contribuisce in misura cospicua alla ricchezza nazionale.
Nel corso degli ultimi anni l’industria turistica
mondiale ha registrato una continua crescita, raggiungendo nel 1996 un
fatturato annuo di 423 miliardi di dollari. Al giorno d’oggi circa 250 milioni
di persone lavorano, direttamente o indirettamente, in questo settore.
L’espansione del turismo ha generato, però, anche
fenomeni negativi. In generale, in paesi che hanno una struttura economica
debole, l’incremento della domanda turistica può favorire l’inflazione;
inoltre, la tendenza alla specializzazione turistica di alcune località può
provocare l’abbandono di attività minori ma consolidate: un fenomeno che alla
lunga si rivela controproducente. Non bisogna dimenticare infine che
l’espansione del turismo e delle attività indotte determina modificazioni di
ampia portata nel territorio, con effetti spesso negativi sull’ambiente.
Nel corso degli ultimi decenni è venuta a cambiare
la richiesta di servizi turistici. Una tendenza affermatasi negli ultimi anni è
quella della frammentazione della vacanze: si preferiscono vacanze brevi ma
frequenti e in luoghi diversi, distribuite nel corso dell’anno, a lunghi
periodi di soggiorno concentrati tutti nella stessa località Il turista, oggi,
tende a privilegiare le strutture ricettive alberghiere e semiresidenziali,
viaggia in aereo o in pullman gran turismo e cerca sempre nuove opportunità di
divertimento e di svago.
Un’altra differenza rispetto al passato è che
mentre negli anni sessanta e settanta il turismo si fondava su spostamenti a
breve e medio raggio, in genere all’interno dei paesi d’origine, dagli anni
ottanta si è affermata la tendenza alla internazionalizzazione della domanda
turistica. Questo fenomeno di internazionalizzazione è molto importante
all’interno delle singole economie nazionali.
Il turismo internazionale svolge, infatti, un ruolo
importante nella bilancia dei pagamenti.
I turisti stranieri in entrata costituiscono le
esportazioni per il Paese che li ospita, i turisti nazionali in uscita
rappresentano, al contrario, le importazioni; tali attività di esportazione e
di importazione vengono definite “indirette” in quanto non si ha spedizione di
“merci”, bensì movimenti di “persone”.
A livello nazionale le entrate e le uscite
valutarie vengono contabilizzate nella bilancia
dei pagamenti.
La “bilancia dei pagamenti” è un prospetto formato
da due sezioni (debiti e crediti) nel quale vengono indicate le somme che un
paese deve pagare o incassare da altri paesi; il periodo di riferimento è un
anno.
In tale bilancia individuiamo:
a)
le partite
correnti, formate dalle voci di entrata ed uscita valutaria della “bilancia
commerciale” (importazione ed esportazione di merci) e delle “partite invisibili”; quest’ultime
riguardano i movimenti valutari che non risultano da documenti doganali come
invece avviene per le merci.
Le principali partite
invisibili sono:
- il turismo estero;
- le rimesse degli emigrati;
- i noli marittimi ed aerei;
- i dividendi e gli interessi sui capitali investiti
all’estero.
b)
i movimenti di
capitale, relativi a spostamenti di capitali fra diversi paesi per
investimenti.
Pertanto, la bilancia dei pagamenti si può definire
come la comparazione tra il complesso delle operazioni di “credito” e di
“debito” relativamente:
- alla bilancia commerciale;
- alle partite invisibili;
- ai movimenti di capitale
La somma algebrica del saldo delle partite correnti e dei movimenti di
capitali determina il saldo finale della bilancia dei pagamenti e cioè la
posizione eccedentaria (in caso di avanzo) o deficitaria (se vi è disavanzo)
del paese nei suoi conti con l’estero.
Nella bilancia commerciale vengono registrate le importazioni e le
esportazioni di merci: tale prospetto rappresenta pertanto tutta l’attività
commerciale internazionale di un paese in un determinato periodo di tempo. Fino alla fine degli anni ’50 la bilancia
commerciale, a causa della particolare struttura economica italiana, è stata
cronicamente passiva ed il flusso valutario determinato dal turismo ha
costituito uno degli elementi basilari per il contenimento del suo disavanzo.
Tale rapporto, dall’inizio degli anni ’60
in poi, è andato sempre crescendo tanto che il disavanzo, della bilancia
commerciale non solo è stato da esso largamente arginato, ma spesso totalmente
assorbito, determinando, talvolta, degli avanzi nella bilancia dei pagamenti
che hanno formato riserve, anche cospicue, di valuta estera presso la Banca
d’Italia.
Il 1995 è stato un anno
eccezionale, forse irripetibile, per il commercio estero, il surplus
commerciale è salito, infatti, a quota 45 mila miliardi di lire, con un
incremento del 27% rispetto all’anno precedente.
Il turismo, rappresenta
attualmente la voce più importante delle partite invisibili. La stima delle
spese effettuate dai turisti stranieri in una nazione da un lato e delle spese
compiute dai turisti di quella nazione all’estero, dall’altro, determina la
nozione di bilancia turistica, il
cui saldo viene ad essere iscritto all’attivo o al passivo della bilancia dei
pagamenti nazionali.
La bilancia turistica rappresenta, quindi, una voce della bilancia dei
pagamenti, indicando l’andamento turistico di una nazione; essa può essere
definita come la comparazione tra la valuta estera introitata per beni e
servizi turistici consumati da turisti stranieri nel territorio nazionale e la
valuta nazionale sborsata all’estero per beni e servizi consumati dagli
italiani nei loro viaggi oltre frontiera. La
bilancia turistica si limita a “dar conto”, però, delle entrate e delle uscite
per turismo semplicemente da quanto risulta dalle statistiche ufficiali
nazionali
BILANCIA TURISTICA:
ATTIVO: SPESE DEI
TURISTI STRANIERI
IN ITALIA
PASSIVO: SPESE DEI
TURISTI ITALIANI
ALL’ESTERO
L’apporto valutario della bilancia turistica, cioè il gettito delle
entrate dovuto al fenomeno turistico, rappresenta, per l’Italia una partita di
rilevante importanza ed ha un peso, talvolta, determinante per l’equilibrio
della bilancia dei pagamenti nazionali. Secondo le statistiche elaborate dalla
Banca d’Italia per il primo semestre del 2001 l’attivo della bilancia turistica
è risultato pari a 5,9 miliardi di euro grazie al forte incremento delle spese
in Italia da parte dei turisti statunitensi. Nei successimi mesi si è invece
registrata una drastica riduzione dei viaggi per turismo legata alla forte
contrazione dei flussi per i trasporti aerei di passeggeri in relazione agli
attentati terroristici dell’11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York.
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1990
|
1991
|
1992
|
1993
|
1994
|
1995
|
1996
|
1997
|
|
entrate
|
19612
|
23168
|
28718
|
35667
|
39654
|
46803
|
46250
|
50847
|
|
uscite
|
12136
|
15118
|
23647
|
24547
|
21969
|
23686
|
23898
|
28394
|
|
saldo
|
7476
|
8050
|
5071
|
11120
|
17685
|
23117
|
22352
|
22453
|


Pochi paesi al mondo possono vantare una tradizione
in campo turistico consolidata da decenni di esperienza come nel caso
dell’Italia. Una tradizione che ha portato il settore ad essere componente
importante dell’economia del paese. Negli ultimi anni, poi, l’apporto valutario
dovuto al turismo estero è divenuto strumento fondamentale di politica
economica, grazie al contributo che esso fornisce al fine di controbilanciare
il crescente disavanzo dovuto alle poste agro-alimentari ed energetiche dei
conti con l’estero.
Pertanto una seria attività di marketing si presenta sempre più necessaria anche nel settore
turistico.
L’evoluzione della vita sociale ed economica che
incessantemente influisce sul comportamento della domanda turistica impone alle
imprese turistiche la necessità di basare la gestione aziendale non più su
intuizioni più o meno valide, ma su informazioni e su valutazioni che devono
scaturire dall’esame analitico del mercato.
Le imprese turistiche, pertanto, per elaborare le
proprie politiche di prodotto, di prezzi e di vendita, cioè le proprie
strategie di marketing, hanno bisogno, in via prioritaria, di conoscenze e dati
riguardanti:
a)
il consumatore, protagonista del
mercato turistico e principale oggetto d’indagine; del consumatore occorre
conoscere, preventivamente, i gusti, le aspettative, le motivazioni e le
abitudini al consumo turistico;
b)
la concorrenza, di imprese dello
stesso settore che va analizzata con particolare attenzione per valutarne
l’efficienza, la validità dei prodotti, le strutture di distribuzione e di
vendita e le modalità di attuazione delle attività promo-pubblicitarie.
Una corretta strategia di marketing si avvale di
molteplici elementi che opportunamente combinati tra loro rappresentano la
politica di marketing di un’impresa. Obiettivo principale di tutte le attività
di marketing è l’incentivazione delle vendite, ma la domanda turistica è particolarmente a
molteplici variabili in parte controllabili dalle imprese, in parte derivanti
da fattori esterni.
Il marketing-mix
consiste dunque nel coordinare al meglio, in ogni fase del ciclo di vita del
prodotto, gli strumenti di marketing che l’impresa può controllare, in funzione
degli obiettivi programmati.
Gli strumenti operativi che l’azienda utilizza per
definire le proprie politiche di marketing sono:
- Le ricerche di
mercato
- Il prodotto
- Il prezzo
- La distribuzione
- La promozione
Le ricerche
di marketing consistono, nelle attività turistiche, nella raccolta
sistematica e nella elaborazione di tutti gli elementi idonei a formulare e
caratterizzare un prodotto turistico, in funzione degli interessi espressi dai
consumatori stessi. Più precisamente hanno lo scopo di individuare le
caratteristiche strutturali del mercato mediante lo studio di dati riguardanti:
la tipologia dei consumatori, il ventaglio dei prodotti esistenti ed i loro
prezzi, le potenzialità del mercato, le forme di pubblicità da praticare.
Le ricerche di mercato vanno condotte su segmenti
di mercato opportunamente scelti. La segmentazione del mercato, fondamentale
nel marketing turistico, è un processo mediante il quale il mercato viene
suddiviso in segmenti omogenei di consumatori, in base a determinati parametri
(sesso, età, professione, reddito e criteri geografici, sociali, economici) che
per la loro omogeneità possono essere considerati obiettivi raggiungibili da
particolari combinazioni del marketing-mix.
In definitiva, la “ricerca di mercato” è una fase
preventiva all’attivazione delle quattro strategie di marketing riguardanti: il
prodotto, il prezzo, la distribuzione e la promozione.
Il prodotto assume
un ruolo centrale per l’esistenza e lo sviluppo dell’impresa e può considerarsi
la variabile del marketing-mix che si pone a monte di tutte le altre. La
conoscenza del consumatore, acquisita
grazie alle ricerche sui segmenti di mercato esaminati, consente di realizzare
e formulare facilmente il prodotto più rispondente, tipologicamente e
qualitativamente, ai gusti ed alle attese dei clienti e di determinare il
giusto prezzo; infatti condizione di successo per l’impresa turistica e di
avere un’offerta di prodotti costantemente in sintonia con le esigenze di
mercato. Quando ciò non si verifica, l’impresa non ha possibilità di successo
duraturo qualunque sia la combinazione degli altri elementi del marketing-mix.
Lo schema logico dell’azione che conduce al lancio
di un nuovo prodotto può essere così schematizzato: Segmentazione del mercato;
Individuazione del mercato-obiettivo; Posizionamento del prodotto; Lancio del
nuovo prodotto.
L’espressione “nuovo prodotto” può stare a
significare diverse situazioni:
- può trattarsi di un prodotto completamente nuovo
tendente a creare un nuovo mercato;
- può trattarsi di un prodotto già esistente che viene
riposizionato e lanciato su un nuovo mercato;
- può trattarsi di un prodotto già esistente che viene
riposizionato sullo stesso mercato.
Il prezzo
è, tra le variabili mercatistiche, quella che maggiormente influenza le vendite
di un prodotto.
Il metodo di determinazione del prezzo di vendita
per via matematica è quello più usato ma anche il più semplice; esso consiste
nell’aggiungere una percentuale di ricarico alla somma dei costi specifici. Il
prezzo effettivo di vendita dovrà, però, essere determinato tenendo conto,
soprattutto, degli obiettivi di marketing prefissati. Il “pricing” indica il
processo di fissazione dei prezzi di vendita attuato da un’impresa nel quadro
delle proprie scelte di marketing-mix. La politica di prezzo deve essere
attuata in modo da rispettare il posizionamento del prodotto, da assicurare il
conseguimento degli obiettivi di vendita e da assicurare la copertura dei costi
e il conseguimento di un utile.
Riassumendo, nella realtà operativa, sono quattro
gli elementi da prendere in considerazione ai fini della determinazione del
prezzo:
- i costi;
- l’elasticità della domanda;
- la concorrenza;
- la strategia di marketing (prezzo di richiamo, prezzo
stagionale, prezzo di lancio, prezzo psicologico).
La
distribuzione del prodotto turistico è una decisione di vitale importanza;
infatti una scelta sbagliata potrebbe avere conseguenze negative sia
sull’immagine aziendale del tour operator, sia sulla commercializzazione del
prodotto che sul segmento di mercato da raggiungere.
La decisione del tour operator deve riguardare la
scelta tra la vendita diretta e quella indiretta costituita da agenzie
dettaglianti.
I tour operators “puri” che non hanno propri punti
vendita possono scegliere tra la vendita diretta per corrispondenza, al cliente
o ad organismi sociali e culturali, ed in questo caso non pagherebbero
provvigioni ma avrebbero un mercato ristretto, e la vendita tramite le agenzie
retailers alle quali, però, va corrisposta una provvigione non inferiore al
10%, più delle “over-commissions” come premio per contingenti elevati di
clienti, il che incide, ovviamente, sul prezzo di vendita del prodotto.
I tour operators che hanno propri punti di vendita,
invece, possono vendere direttamente attraverso la propria rete agenziale o
indirettamente utilizzando le strutture sopra indicate.
Nel mercato vacanze italiano il canale di
distribuzione più comune e più usato, è: Tour Operator - Agenzia di viaggio –
Cliente.
La
promozione rappresenta, nel marketing turistico, il momento conclusivo di
tutte le azioni compiute, dall’analisi della domanda all’offerta del prodotto
sul mercato, e costituiscono la premessa indispensabile per le operazioni di
vendita. Vengono effettuate mediante la predisposizione e trasmissione di
informazioni e messaggi relativi all’offerta turistica, formulati con razionali
e convincenti argomentazioni, in modo da determinare nella clientela il
desiderio di scegliere ed acquistare il prodotto proposto.
Le attività promozionali vengono raggruppate in tre
categorie fondamentali:
- pubblicità;
- promozione vendite;
- pubbliche relazioni.
La pubblicità ha lo scopo di indurre i turisti
potenziali ad essere maggiormente propensi verso l’offerta dell’impresa, ma non
può essere mai in grado di compensare da sola una eventuale scarsa qualità dei
servizi offerti.
La pubblicità dell’impresa è la voce che arriva
alla clientela, reale o potenziale, per informarla dell’esistenza del prodotto
che lo sforzo produttivo di tutta l’impresa ha immesso sul mercato con una
marca o un logo particolare, facilmente individuabile; tale messaggio ha lo
scopo non solo di promuovere le vendite, ma di mantenerle ai livelli ottimali
raggiunti.
La pubblicità turistica viene fatta:
- attraverso i mass-media;
- attraverso la vasta gamma di stampati pubblicitari
come il volantino, il depliant, l’opuscolo, il manifesto, il catalogo;
- attraverso la vetrina per le agenzie dettaglianti che
sono a diretto contatto col pubblico.
Al fine di attuare un coordinamento normativo per
quanto concerne la regolamentazione delle imprese ricettive lo Stato italiano
si è dato con la legge n. 135 del 29 marzo 2001, una nuova legge quadro
riguardo la materia turistica.
L’articolo 1
della L. 135/2001 definisce i principi ai quali il legislatore si è ispirato
nella stesura della riforma della legislazione nazionale del turismo.
In sintesi, si afferma che la Repubblica riconosce
il ruolo strategico che il turismo ha per lo sviluppo economico e occupazionale
del Paese nel contesto internazionale e dell’Unione europea, per la crescita
culturale e sociale della persona e della collettività e per favorire le
relazioni fra i popoli. La Stato favorisce lo sviluppo turistico sostenibile a
tutela delle risorse ambientali e il riequilibrio, attraverso il turismo, delle
aree territoriali depresse. Infine, lo Stato, si ripromette di sostenere le
piccole e medie imprese operanti nel settore turistico al fine di migliorare
l’offerta turistica promuovendo l’applicazione dei nuovi sistemi tecnologici.
L’articolo 2
afferma che lo Stato e le regioni riconoscono il ruolo dei comuni e delle
province nei riguardi delle politiche intersettoriali e infrastrutturali, che
necessariamente qualificano l’attività turistica. L’art.2 ai commi 3 e 4 si
concentra sul ruolo dello Stato, che viene esercitato, per competenza, dal
Ministero delle Attività produttive. Esso cura il coordinamento all’interno
dello stato stesso e le attività promozionali all’estero. Infine il Ministero
delle Attività produttive rappresenta l’Italia in sede di Consiglio dell’UE in
materia di turismo.
Per dare attuazione alla legge viene data delega al
Presidente del Consiglio dei Ministri di fissare per decreto i principi e gli
obiettivi per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema turistico.
Una delle novità contenute nella riforma della
legislazione turistica è l’istituzione della Conferenza nazionale del turismo.
La conferenza, disciplinata dall’articolo
3, deve essere convocata almeno ogni 2 anni dal Presidente del Consiglio
dei Ministri e organizzato dal Ministero delle Attività produttive, di intesa
con la Conferenza Stato-Regioni. Ne fanno parte i rappresentanti delle Regioni,
delle Province, dei Comuni, delle Comunità montane, del CNEL, delle
associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, delle associazioni Pro
Loco, delle associazioni ambientaliste. Compito della Conferenza è verificare
l’attuazione delle linee guida e favorire il confronto tra le istituzioni e le
rappresentanze del settore.
Un’altra novità prevista dalla L.135/2001 all’articolo 4 è l’introduzione della Carta
del turista. Si tratta di un documento contenente informazioni sui diritti del
turista per quanto riguarda la fruizione di servizi turistico-ricettivi;
informazioni sui diritti e sugli obblighi del turista quale utente delle
agenzie di viaggio e turismo; informazioni sulle norme vigenti in materia di
rispetto e tutela del sistema turistico ed artistico nazionale e sugli usi e le
consuetudini praticati a livello locale.
L’articolo 5
della L.135/2001 introduce una nuova figura: il Sistema turistico locale(STL).
Si tratta di un contesto turistico omogeneo ed integrato, comprendente ambiti
territoriali appartenenti anche a Regioni diverse, caratterizzato dall’offerta
integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i
prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale. Per costituire un
STL è necessario il riconoscimento da parte delle Regioni.
In effetti, un STL può essere predisposto da
soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata, che perseguono
determinati scopi:
- Sostenere attività e processi di aggregazione e di
integrazione tra le imprese turistiche;
- Attuare gli interventi necessari alla qualificazione
dell’offerta turistica e alla riqualificazione urbana e territoriale delle
località ad alta intensità di insediamenti turistico-ricettivi;
- Sostenere l’innovazione tecnologica degli uffici di
informazione e di accoglienza ai turisti;
- Promuovere il marketing telematico dei progetti
turistici tipici, per l’ottimizzazione della relativa commercializzazione
in Italia e all’estero.
La legge da, infine, una definizione di impresa e
di professione turistica.
Sono imprese turistiche quelle che esercitano
attività economiche organizzate per la produzione, la commercializzazione,
l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, di infrastrutture e di
esercizi, compresi quelli di somministrazione, facendo parte dei STL e concorrenti
alla formazione dell’offerta turistica.
Sono professioni turistiche quelle che organizzano
e forniscono servizi di promozione dell’attività turistica, nonché servizi di
assistenza, di accoglienza, di accompagnamento e di guida dei turisti. Resta la
competenza delle Regioni nel rilasciare l’autorizzazione all’esercizio, ma
essa, una volta rilasciata, è valida per tutto il territorio italiano.
Una delle regioni a più alta frequentazione turistica è sicuramente la
“Cote d’Azur”.
“Cote d’Azur” c’est le nom donné à la cote
méditerranéenne entre la frontière italienne et Cannes, mais parfois on étend
cette définition à toute la cote jusqu’à Marseille.
Dans
ce domaine aussi tout est possible. Si vous aimez l’agitation, les sorties, le
cinéma, les casinos alors les villes du bord de mer sont pour vous. Par contre
si vous préférez le calme et une vie plus paisible orientez vous plutôt vers
les villages de l’arrière pays.
L’accroissement
démographique et l’essor du tourisme entraînent le renforcement du secteur
tertiaire qui représente le 70% des emplois en Cote d’Azur, contre le 60% en
France. Dès 1975, le chiffre d’affaires du tourisme égale celui de la
production agricole régionale, mais c’est une activité saisonnière, qui crée
peu d’emplois qualifiés et dont l’arrière-pays immédiat tire peu de profit.
Mais l’encombrement des plages et des routes, la pollution, la dissémination
des constructions qui «mitent» des espaces forestiers fragiles, finissent
par avoir raison du pittoresque de nombreux sites. Cet essor a transformé
l’économie et les paysages du littoral provençal ; seules les cultures
florales et légumières sous serres, très intensives, ont pu résister à
l’augmentation du prix des terrains.
Le
ville plus représentative de la cote d’Azur sont :
CANNES:
ville touristique, de 72000 hab., les Cannois, qui est située dans le dép. des
Alpes-Maritimes, en Cote d’Azur. Cette ville doit son succès à la beauté de son
site, à la douceur de son climat et à la splendeur des fêtes qui s’y déroulent.
Station estivale de première grandeur, Cannes est une des villes touristiques
les plus prestigieuses d’Europe. La ville a une renommée mondiale pour ses
fêtes : les batailles de fleurs, sur la Croisette, célèbre boulevard,
centre du commerce de luxe ; la fête du mimosa (en Février) qui consomme
plusieurs tonnes de fleurs coupées. Le Festival International du Film, que la
ville ospite dès 1946, décernant les prestigieux Palmarès, reste la plus
importante manifestation artistique de la Côte qui fait de Cannes, chaque année
au moi de Mai, la capitale mondiale du cinéma dont les Cannois sont fiers. Le
palais des Festivals se trouve sur la Croisette, entouré de célèbres hôtels de
luxe.
NICE: Cette ville, d’environ
345 000 habitants, les Niçois, est la capitale du département des alpes
Maritimes et de la Côte d’Azur. C’est une véritable métropole: au fait, elle
est la cinquième ville de France par sa population. Située au fond de la Baie
des Anges et dominée par la colline de l’ancien château, Nice est une
importante station hivernale et estivale, centre de tourisme privilégié. Nice a
plusieurs industries : huile d’olive, fleurs et parfumerie, fruits
confits, confection et possède aussi une manufacture de tabac.
Nice est renommée par son
fameux carnaval, qui se déroule deux semaines avant le mardi gras sur la
fameuse avenue qu’on appelle La promenade des Anglais: toujours fleurie, elle
longe la courbe de la Baie des Anges. Nice est
également une ville d'art et de culture, après Paris c'est la ville qui compte
le plus de musées: un mix bien réussi entre les musées et l’architecture, entre
le style baroque et le modèle Belle Epoque.
BIBLIOGRAFIA:
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Autore
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Titolo
|
Edizione
|
|
Baron
Maurizio
|
Discipline Turistiche Aziendali (vol. 1)
|
CLITT
|
|
Baron
Maurizio
|
Discipline Turistiche Aziendali (vol. 3)
|
CLITT
|
|
|
|
|
|
Maurizio
Gentile
|
Professione Turismo
|
CLITT
|
|
Pepe De Rosa
|
Turismo, leggi e mercati
|
Simone
|
|
|
|
|
|
Turletti Aleotti
|
Geografia del mondo e sistemi economici
|
Garzanti Scuola
|
|
http://www.studenti.it
|
La cote d'Azur
|
|
|
http://www.studenti.it
|
Turismo internazionale e bilancia dei
pagamenti
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