Le
modalità di allevamento delle vitelle di razze da latte comportano particolari
attenzioni e cure, la cui efficacia può
condizionare la futura carriera produttiva. Il candidato illustri le tecniche e
gli accorgimenti da adottare in detta fase con eventuali riferimenti a una
razza da lui prescelta. Indichi poi il valore nutritivo della razione
giorn 656j96g aliera per soggetti di 9-10 mesi di età appartenenti ad una allevamento ad
alta produzione lattea
Il primo periodo
della vita della vitella , quello che va dalla nascita allo svezzamento, è
senz’ altro il periodo più delicato, quello nel quale l’ allevatore deve avere
le massime cure per quanto riguarda sia l’ alimentazione che la detenzione del
giovane animale.
Le prime cure
alla vitella neonata.
Appena la vitella è nata bisogna accertarsi
che respiri bene. A tal proposito deve essere liberatà dalle mucosità che le
ostruiscono narici e bocca , poi va ripulita con teli di sacco o mannelli di
paglia. La madre, in questa operazione, spesso lecca volentieri la vitella
neonata, ma bisogna stare attenti che la bovina accidentalmente non rompa il
cordone ombelicale della vitella.
Nel caso che l’ animale, subito dopo il
parto, sembri privo di vita, occorre attivare l’ operazione tenendolo sospeso
per le zampe posteriori e sfregandogli la testa con acqua fredda; se non si
ottiene nessun risultato con questa operazione è necessario ricorrere alla
respirazione artificiale.;questa operazione viene effettuata nel seguente modo:
bisogna stendere la vitella sulla schiena , mentre ritmicamente si alzano e si
abbassano gli arti posteriori, le si afferra la lingua e per una ventina di
minuti la si tira fuori e la si lascia rientrare, alternativamente 10-15 volte
al minuto, mentre una seconda persona comprime , a ritmo, il costato.
Inoltre bisogna
accertarsi che sull’ animale bob siano presenti ferite o traumi.
Per quanto concerne
il cordone ombelicale , che costituisce, durante la fase di gestazione, il
mezzo di unione tra il feto e la placenta, questo deve essere troncato dalla
placenta. Il cordone si strappa spontaneamente al momento del parto sotto il
peso del neonato. Nel caso che , dopo la sua spontanea lacerazione , rimanesse
troppo lungo, il cordone ombelicale va troncato, e non tagliato ( ciò favorisce
una migliore cicatrizzazione) a tre- quattro dita dal ventre. Successivamente
bisogna disinfettarlo.
In qualsiasi
stagione il neonato nasca va messo libero in un recinto al di fuori della
stalla, in una luogo protetto dalle correnti d’ aria; per cui l’ animale non
deve essere mai legato, ma lasciato libero, così riesce a muoversi da solo e
prende forza.
Una cosa molto
importante è somministrare il colostro quanto prima, evitando di utilizzare
quello di bovine con problemi di mastite; la quantità consigliata come per il
latte ricostituito è pari al 10% del peso vivo in due pasti.
Poi la vitella deve
essere separata dalla madre entro 12 ore e sistemata in un luogo pulito al
riparo dalle correnti d’ aria.
Altre operazioni che
devono essere effettuate nei giorni successivi alla nascita della vitella sono : tenere le vitelle in box singoli,
limitare il contatto con altri animali e controllare il consumo di
alimenti,pulire le attrezzature per il latte ed i ricoveri (è necessario fare
tre o quattro settimane di vuoto sanitario),fare attenzione ai primi segnali di
malattia (inappetenza, temperatura corporea alterata e occhi lucidi),togliere
le corna tra i 10 e i 40 giorni togliere i capezzoli in soprannumero tra i 30
ed i 40 giorni,eseguire il programma di vaccinazioni previsto,attuare lo svezzamento
individuale in base al peso ed all’ingestione di mangimi.
In questo periodo l’
allevatore dovrà avere particolare attenzione per la salute degli animali,
curandone l’ igiene delle attrezzature dei ricoveri e del personale addetto;vuole
ottenere una buona crescita scheletrica (tre o quattro etti di incremento
ponderale giornaliero fino allo svezzamento e sette-nove etti nella fase
successiva) e un buon sviluppo ruminale che si ottiene mettendo a disposizione
fieno buono più mangime e se non si esagera con il latte che va somministrato
alla temperatura di 39°C e per stimolare il riflesso esofageo si deve usare
sempre la tettarella posta in alto.
Gli alimenti del
primo periodo di vita del neonato sono il colostro, il latte bovino, il latte
ricostituito, fieno e concentrati.
Bisogna ricordare
che il vitello è un monograstico funzionale; infatti nei suoi primi mesi di
vita il vitello ha lo stomaco ghiandolare(abomaso) abbastanza sviluppato,
mentre i prestomaci (rumine, omaso e reticolo) sono di volume molto ridotto. Il
latte che lo stesso vitello assume, difatti, per un riflesso della doccia
esofagea arriva direttamente all’ abomaso dove avvengono i processi digestivi.
Il colostro, anche
chiamato primo latte, è il prodotto della mammella nei primi giorni successivi
al parto. Questo prodotto favorisce l ‘ espulsione del meconio, che è il
prodotto del catabolismo fetale del vitello, ed importantissimo poiché
trasmette al vitello l’ immunità passiva; infatti questo primo latte è ricco in
immunoglobuline , importanti per la formazione degli anticorpi. Al momento
della nascita queste proteine si trovano scarsamente contenute nel sangue dei
vitelli neonati in quanto, a causa della complessa costituzione della placenta,
le immunoglobuline del sangue materno non possono passare nel sangue fetale del
neonato. Con l’ alimentazione colostrica delle prime 24-36 ore di vita, queste
proteine nel sangue del neonato aumentano notevolmente dando al vitello la
difesa immunitaria che gli mancava e preparandolo a fronteggiare l’ insorgenza
di eventuali infezioni.
Otto, dieci giorni
dopo dopo il parto la secrezione
mammaria si fa normale ed il latte può essere usato, oltre che per l’ alimentazione umana e l’ industria,
anche per l ‘alimentazione dei vitelli. Il latte, infatti, è l’ alimento ideale
per la nutrizione dei giovani nati: l’ alimento capace da solo di assicurarne
per un certo tempo l’ accrescimento regolare. Il latte contiene i principi
alimentari necessari ai neonati per il loro sviluppo nel primo periodo della
vita e , dato lo scarso sviluppo dell’ apparato digerente dei neonati stessi, è
per loro possibile utilizzare solamente un alimento concentrato liquido.
In commercio si
trovano miscele lattee adatte per essere sciolte in acqua calda e somministrate
ai vitelli con il poppatoio con il secchio. Generalmente questi latti
ricostituibili sono preparati a base di polvere di latte magro, grassi vegetali
e animali, nonché vitamine ed integrativi. Il latte ricostituito, essendo più
nutritivo e più completo del latte naturale, può assicurare l’ accresimento
regolare dei vitelli per un lungo periodo di tempo.
Per quanto riguarda
il fieno destinato ai vitelli deve essere un fieno molto buono , proveniente da
erbe falciate giovani, ben conservato e ben appetibile . dato che l’ apparato
digerente dei giovani vitelli è inerte e poco voluminoso, e che bisogna
cominciare gradatamente a farlo lavorare iniziando con foraggi digeribili e
nutritivi, il fieno più adatto è quello di prato polifita ( graminacee e
leguminose)di secondo taglio, molto foglioso, falciato giovane e perciò poco
legnoso.
Per quanto riguarda
i mangimi concentrati hanno la caratteristica di contenere in poco volume molte
sostanze nutritive.
Per un buon svezzamento è accrescimento è
importante mettere fieno a disposizione per attivare le papille ruminali e il
mangime starter va messo a disposizione dal quarto giorno fino a 40-60 giorni
dopo lo svezzamento; è meglio se il concentrato è macinato in modo grossolano ed
un buon mangime starter deve avere sul 18-20% di Proteine Grezze, 15%di ADF,
non più del 25% di NDF ed il 3-5% di grassi;è indispensabile mettere acqua
pulita e fresca a disposizione;il rumine sarà funzionale tra i due ed i quattro
mesi d’età, quando la vitella riesce a mangiare almeno 1 Kg di mangime al
giorno.
Le
vitelle da allevamento,contrariamente ai vitelli, possono essere
svezzate più precocemente e cioè a 85-90 di età.
Anche per vitelle, però, l’ alimentazione del primo periodo di vita deve
essere sostanziosa e di poco volume, per passare poi gradatamente a foraggi più
grossolani e di basso livello energetico ( ma sempre di buona qualità),
costringendole ad ingerire molti alimenti per stimolare la ginnastica
funzionale del digerente e del rumine.
Per questo le vitelle stesse debbono essere
abituate precocemente ad utilizzare miscele di concentrati, fieno e silo-mais,
favorendo l’ instaurazione di una flora ruminale prevalentemente
cellulosolitica.
Dallo svezzamento le vitelle potranno
beneficiare del pascolo, però non deve essere sospesa la somministrazione di un
paio di chilogrammi giornalieri di una buona miscela di concentrati, pastone di
mais o granella di mais.
Bisogna, però, assicurarsi che il loro
sviluppo sia regolare, ma che non ingrassino eccessivamente. Un IPG (
incrementi ponderati giornalieri) di 600-700 g è il più adatto fino alla pubertà.
La più idonea alimentazione della vitella da
latte.
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PERIODO
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ALIMENTAZIONE
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Dalla nascita al
7° giorno , in gabbia singola o all’ aperto
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4 litri di
colostro in 2 volte
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Dall’ 8° giorno al
30° giorno in gabbia singola o all’ aperto
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4 litri di latte
ricostituito in 2 volte, mangime a volontà, fieno a volontà, acqua a
disposizione
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Dal 2° mese al 90°
giorno
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4 litri di latte
ricostituito in 2 volte, mangime a volontà, fieno a volontà, acqua a
disposizione
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PERIODO
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SS kg
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con latte kg
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con foraggi kg
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IPMG (in grammi)
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1° mese
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0,900
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0,700
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0,200
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400
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2° mese
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1,300
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0,700
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0,600
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800
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