LE
NUOVE TECNOLOGIE DI COMUNICAZIONE NEGLI ANNI SESSANTA
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IL "BOOM ECONOMICO" NEGLI ANNI SESSANTA
Tra la fine della guerra e i primi anni 70
l'economia capitalistica ha conosciuto la fase più travolgente di tutta la sua
storia, con una conseguente grande trasformazione della società e dei modelli
di vita.
Le cause del "boom" di questi
anni sono:
v La
liberalizzazione degli scambi. Infatti la ripresa delle economie liberiste, abbandonate prima del
secondo conflitto mondiale 323d33d e la creazione di organismi di controllo e di
distribuzione (come ad esempio la CECA) diedero un nuovo impulso non solo
all'economia italiana ma a tutta l'economia europea.
v Il
ruolo determinante degli Stati Uniti che erano diventati il paese più industrializzato del mondo e quindi
un paese da imitare; inoltre il nuovo mercato che si stava sviluppando in
Europa era aiutato dagli aiuti economici americani.
v La
diffusione del fordismo che
venne applicata per la prima volta nel 1913 da Henry Ford: egli introdusse la
catena di montaggio e la produzione in serie nelle fabbriche e che portarono a
un aumento di consumo a causa anche dell'aumento dei salari. Questa teoria, già
applicata negli Stati Uniti, si stava diffondendo in Europa all'inizio degli
anni sessanta permettendo anche qui il "consumo di massa".
v La
crescita demografica dovuta
al calo delle mortalità e ad un progressivo miglioramento delle condizioni di
vita determinato da alcune importanti innovazioni tecnologiche.
v Le
innovazioni tecnologiche
determinate dall'unione di sviluppo economico e scienza: come ad esempio la
nascita della plastica e del computer. La prima portò vantaggi immediati e
trovò applicazione in moltissimi settori industriali mentre il secondo portò
vantaggi solamente dagli anni ottanta. Un'altra importante innovazione
tecnologica di questi anni fu la nascita dell'elettronica con la conseguente
diffusione della televisione (nata in Italia nel 1954) e che, raggiungendo
anche chi non aveva nessun titolo di studio alzò decisamente il livello
culturale di tutti i cittadini. I nuovi mezzi di comunicazione di massa quali
la televisione e la radio fanno parte delle radio-telecomunicazioni.
Il funzionamento
di quest'ultime è determinato dalle onde elettromagnetiche le quali non necessitano di un mezzo
materiale per potersi propagare; la luce e le onde radio emesse dal Sole e dai
corpi celesti possono perciò viaggiare attraverso lo spazio interplanetario e
interstellare e giungere fino alla superficie terrestre.
Le onde elettromagnetiche, a seconda della
lunghezza d'onda, possono essere classificate in: microonde, onde infrarosse e
onde ultraviolette e possono avere diverse applicazioni pratiche. Le microonde,
o più comunemente dette onde radio, sono alla base del funzionamento dei radar,
della televisione e delle telecomunicazioni cellulari e satellitari. Queste
onde hanno una frequenza che varia da 3 kHz a 300
GHz. Entro questa gamma di frequenza e di lunghezza d'onda, le onde radio sono
ulteriormente suddivise in bande. Generalmente vengono impiegate per la
trasmissione di informazioni (conversazioni nella radiotelefonia, segnali
codice telegrafico, parole , musica, immagini e suoni) questi elementi vengono
dapprima convertiti da un trasduttore
(microfono, codificatore telegrafico, telecamera televisiva, ecc..) in segnali
elettrici di ampiezza variabile. In seguito tali segnali vengono modulati su un'onda, di ampiezza e
frequenza opportuna. Questa onda è chiamata portante
ed è generata da un circuito oscillante. Il segnale così ottenuto dopo essere
stato amplificato viene mandato all'antenna, che provvederà a irradiarlo nello
spazio sotto forma di radiazione elettromagnetica. I ricevitori captano il
segnale mediante un'altra antenna e dopo un processo di amplificazione e
demodulazione, ricavano in uscita dell'apparato ricevente l'informazione
trasmessa.
La modulazione consiste nel
modificare in funzione del tempo una grandezza caratteristica di un segnale
periodico. Il segnale periodico è utilizzato come vettore per la trasmissione,
pertanto viene chiamato portante, il
segnale portante modificato con le informazioni da trasportare viene chiamato modulato. Nella modulazione di ampiezza
detta AM (Amplitude Modulation) le
informazioni vengono trasmesse nel circuito variando l'ampiezza dell'onda
portante. Nella modulazione di frequenza detta FM (Frequency Modulation) le informazioni vengono trasmesse nel
circuito variando la frequenza dell'onda portante.

Modulazione di Onde Radio
IN ITALIA
Come per molti Paesi occidentali anche per
l'Italia i primi due decenni postbellici furono caratterizzati da profonde
trasformazioni sociali, economiche e culturali, infatti gli anni sessanta
rappresentano il passaggio all'era tecnologica.
Dal punto di vista economico il dato più
evidente del "boom" in Italia è rappresentato dal fortissimo
squilibrio che ancora esisteva tra lo sviluppo dell'industria e quello
dell'agricoltura (per questo si parla di economia "duale"): il primo
aveva livelli soddisfacenti di reddito e produttività mentre il secondo era
caratterizzato da bassi livelli d'investimento, da tecnologie arretrate e
quindi da redditi insufficienti.
In questi anni di industrializzazione il
divario tra nord e sud Italia diventa ancora più ampio: se al Nord l'economia
stava andando verso gradi rapidamente sempre più alti, al Sud l'agricoltura era
il settore preponderante anche se ancora decisamente arretrato.
Una spinta all'industrializzazione nel Nord
Italia fu data dalla migrazione di manodopera dal Mezzogiorno: 4,2 milioni di
meridionali (su un totale di 18 milioni) emigrò nel Nord-Italia.
Le industrie che venivano sviluppandosi nel
Nord potevano avvalersi di manodopera a basso costo espulsa dall'agricoltura
che consentiva di mantenere bassi i prezzi dei prodotti italiani che diventavano,
così, competitivi sul mercato internazionale.
Lo sviluppo economico italiano è uno sviluppo disordinato che determina gravi
impatti sull'ambiente e sul territorio; inoltre trova impreparati altri settori
della società: prima fra tutti la struttura dello Stato e, in secondo luogo, la
classe dirigente.
Le città vivono in questi anni
un'urbanizzazione "selvaggia" e all'insegna del degrado; questo, è un
problema particolarmente caro ad un autore italiano di questi anni, Italo
Calvino, il quale ne ha fatto tema principale di un suo libro: Marcovaldo.
Marcovaldo ovvero le stagioni
in città venne pubblicata
per la prima volta nel 1963 in una collana di libri per ragazzi dalla casa
editrice Einaudi e venne scritta in dieci anni, tra il 1952 e il 1963.
Il testo di presentazione dell'autore dice:
"In mezzo alla città di cemento e
asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura. Ma esiste ancora, la Natura?
Quella che egli trova è una Natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la
vita artificiale. Personaggio buffo e melanconico, Marcovaldo è il protagonista
di una serie di favole moderne… ".
Marcovaldo è il protagonista del libro, è
un padre di famiglia che viene ben descritto nella prima novella Funghi in città: "Aveva questo
Marcovaldo un occhio poco adatto alla vita di città: cartelli, semafori,
vetrine, insegna luminose, manifesti, per studiati che fossero a colpire
l'attenzione, mai fermavano il suo sguardo che pareva sulle sabbie del deserto.
Invece, una foglia che ingiallisse su un ramo, una piuma che s'impigliasse ad
una tegola, non gli sfuggivano mai ".
Marcovaldo vive in una città che non viene
mai nominata: per molti versi potrebbe essere Milano oppure Torino (città che
negli anni sessanta erano il simbolo del boom economico italiano); il
protagonista lavora come manovale in una ditta (la ditta SBAV) misteriosa visto
che non viene mai detto cosa si fabbrichi: la SBAV diventa così l'azienda per
eccellenza di tutti i cittadini di tutte la città industriali, il simbolo del
progresso.
In ogni novella Marcovaldo inizialmente
osserva il ritorno della nuova stagione in ogni suo segnale; sogna il ritorno
ad uno stato di natura per poi andare incontro ad una delusione.
L'amore verso la natura che ha Marcovaldo è
l'amore che solo un abitante di città può avere, il libro è dunque una condanna
alla civiltà industriale che si stava sviluppando in Italia e nel resto
d'Europa negli anni '60 e in cui tutti i valori si riducevano a merci da
acquistare e in cui tutto viene valutato in termini di produzione e di consumi.
Un elemento sempre presente nella vita
cittadina e quindi in quella di Marcovaldo è la pubblicità: nella novella Il bosco sull'autostrada i cartelloni
pubblicitari vengono scambiati dai figli di Marcovaldo per legna con cui
accendere un fuoco, gli abitanti della città, ma soprattutto i bambini
confondono le stelle con le insegne luminose delle ditte in Luna e gnac (in cui gnac sta per cognac:
un'insegna luminosa non troppo funzionante che i figli di Marcovaldo scambiano
per le stelle, impossibili da vedere in città a causa dell'eccessiva
illuminazione). In Fumo, vento e bolle di
sapone le campagne pubblicitarie dei detersivi sono la causa dell'invasione
di schiuma in città che alla fine si confonde e si mescola con il fumo delle
ciminiere.
Marcovaldo è un bambino un po' cresciuto
che ama la natura e prova noia per la città che è sempre uguale, con i suoi
orari, il traffico e lo smog; è comico perché la realtà è contraria ai suoi
sogni: sogna di rifare la città con la neve (che è un elemento purificante) ma
i suoi sogni vengono distrutti dall'avanzare imperterrito della tecnologia che
non lascia spazio alla natura ma solo alle macchine e dalla pubblicità:
immagini che scorrono velocemente per non lasciarti il tempo di pensare.
Negli anni sessanta ci fu un'artista che
riuscì a porre al centro dell'attenzione quelle immagini pubblicitarie da cui
anche Marcovaldo ne era circondato, le più banali, quelle a cui siamo
maggiormente abituati e della cui esistenza quasi neppure più ci accorgiamo: Andy
Warhol.
Nel periodo del suo apprendistato Andy
Warhol venne a contatto con il mondo della comunicazione e della pubblicità e
proprio di questo dirà: "La pubblicità più ancora che prodotta viene
subita e consumata con assuefatta passività; non è tanto un progetto aperto ma è
una cosa definita una volta per tutte e che poi scorre, si ripete,
scompare."
Dunque, quando cominciò a lavorare come
artista indipendente, Andy Warhol rifiutò l'invenzione e la produzione nelle
sue opere: si limitò a rifare le immagini che stavano sotto gli occhi di tutti
per renderle, almeno per una volta, visibili e conosciute realmente perché le
immagini dei cartelloni pubblicitari e della televisione scorrevano senza
essere ricordate e memorizzate. Warhol riproduceva quelle immagini che ogni
giorno bombardavano il mondo consumistico, ha immortalato sulla tela i volti
delle più famose star del momento, dei prodotti consumistici, le immagini dei
fatti di stretta attualità che ricoprivano i giornali.


Quando Warhol iniziò a
elaborare l'immagine della scatola di zuppa Campbell, prima ne riprodusse la
forma in modo convenzionale; successivamente iniziò, con pennello e colore, a
stampare su tela l'immagine con la tecnica della serigrafia, un procedimento
attuato attraverso un tessuto di seta fissato ad un telaio e reso impermeabile
con colla o altre sostanze in tutte quelle parti che non devono lasciar
filtrare il colore.
La comunicazione commerciale spinge
l'immagine a moltiplicarsi e a ripetersi in serie: le immagini della Coca-Cola
e dei barattoli della zuppa Campbell vengono disposte in maniera monotona e
ordinata sulle tele esse non possono servire che a ribadire la loro suprema
inutilità.
CIVILTA' DEI CONSUMI:
I modelli di consumo nei paesi
industrializzati sono propagandati da messaggi pubblicitari, amplificati dai
mass media e favoriscono un processo di standardizzazione dell'uomo moderno. La
vecchia classe operaia di fine Ottocento e inizio novecento si trasforma e
diventa quella che viene chiamata la "civiltà dei consumi".
Gli anni sessanta sono un periodo
caratterizzato dalla presenza di forme di contestazione anticonsumistica e
anticapitalistica derivata dalla delusione per le promesse di benessere non
mantenute; queste critiche trovano forza anche grazie all'influenza esercitata
presso i giovani dagli studiosi della scuola di Francoforte. Da questo gruppo
la società capitalistica ed industriale è descritta come una società
totalitaria che nega ogni manifestazione di cultura individuale e che usa i
mezzi di comunicazione per appiattire e livellare tutto nella cultura di massa.
La Scuola di Francoforte elaborò quel programma passato alla storia delle idee
col nome di "teoria critica della società ".
La teoria critica della società sorge per
far emergere la contraddizione fondamentale della società capitalistica. La
teoria critica vuol essere comprensione totalizzante e dialettica della società
umana nel suo complesso e dei meccanismi della società industriale avanzata, al
fine di promuoverne una trasformazione razionale che tenga conto dell’uomo, della
sua libertà, della sua creatività, del suo armonico sviluppo in una
collaborazione con gli altri.
All'analisi della crisi della
società contemporanea e della possibilità di risolverla, Erich Fromm ha
dedicato uno tra i suoi libri più letti: Avere
o essere? (1976), dove esamina le "due basilari modalità di esistenza:
la modalità dell'avere e la modalità dell'essere". Per la prima modalità
Fromm dice che la nostra cultura c'impone ad avere sempre di più, ci dice che
"l'essenza vera dell'essere è l'avere", per cui "se uno non ha
nulla, non è nulla. Infatti, secondo Fromm, i consumatori moderni etichettano
se stessi con la seguente espressione: io sono = ciò che ho e ciò che consumo.
Nella società moderna, secondo
Fromm, la maggior parte delle persone considera la modalità dell'avere più
naturale rispetto a quella dell'essere.
Se, dunque, per la modalità
dell’avere, un uomo è ciò che ha e ciò che consuma, le caratteristiche della modalità dell’essere sono "
L’indipendenza, la libertà e la presenza della ragione critica ". La
caratteristica fondamentale della modalità dell’essere consiste "
nell’essere attivo ", che non va inteso nel senso di un’attività esterna,
nell’essere indaffarati, ma di attività interna, di uso produttivo dei nostri poteri
umani. Essere attivi significa dare espressione alle proprie facoltà e talenti,
alle molteplicità di doti che ogni essere umano possiede, sia pure in vario
grado.
Secondo Fromm la modalità
dell'avere si pone nel tempo: passato, presente e futuro; noi, infatti siamo legati
a ciò che abbiamo accumulato nel passato (per esempio denaro o proprietà) e il
futuro è l'anticipazione di quel che diverrà il passato. L'essere, invece, può
avvenire solo qui e ora (Hic et nunc), non è fuori dal tempo ma "il tempo
non è la dimensione che governa l'essere".
Secondo Fromm la grande
illusione che il progresso industriale e tecnologico illimitato portasse la
felicità per tutti, attraverso la soddisfazione di tutti i desideri e
ristabilisse la pace sociale e l'armonia dell'uomo con la natura, è fallito.
L'uomo contemporaneo, diventato un ingranaggio dell'enorme macchina
industriale, è alienato, manipolato dai mass media, isolato e angosciato;
l'uomo non riesce più nemmeno a comunicare con chi lo circonda costruendosi una
vita assurda e priva di significato. Questi sono i temi principali del teatro
dell'assurdo il cui maggior esponente è Samuel Beckett.
Samuel Beckett
was born near Dublin
on April 13, 1906.
Beckett's great
success came on January 5, 1953, with Waiting
for Godot. All of Beckett's major works were written in French because he
believed that French forced him to be more disciplined.
In 1969 he
received the Nobel Prize for Literature and he continued to write until his
death in 1989, but towards the end he remarked that each word seemed to him
"an unnecessary stain on silence and nothingness."
WAITING
FOR GODOT:
The main
characters, Vladimir and Estragon, are waiting endlessly for Godot; waiting
represent an universal situation, a symbol of our time, Godot can be understood
as one of the many things in life that people wait for but the common
interpretation of Godot is that it might mean "God" but is certainly
wrong.
Waiting for
Godot has a circular structure: the place and the time are always the same on
the first and second acts which have no conclusion because the second end like
the first.
Characters:
Estragon is a
bum and sleeps in a ditch, he has no memory and relies on Vladimir
to remember for him, he is impatient and constantly wants to leave Vladimir. Estragon has been
compared to a body without an intellect, and Vladimir is the intellect.
Vladimir is a bum like
Estragon, but, while Estragon is inconstant and silent, Vladimir is pratical, protective and
rational.
The other
characters are Pozzo and Lucky. The first is the master, he is rich, he orders;
Lucky is the servant, he has nothing, he had to obeys. In the play there are
two pairs of character: Vladimir
and Lucky who represent the intellect, and Estragon and Pozzo who represent the
body.
Waiting for Godot incorporates many of the
themes and ideas that Beckett had previously discussed in his other writings.
§
Memory:
In Fact Beckett
often focused on the idea of "the suffering of being" and most of the
play deals with the fact that Estragon and Vladimir are waiting for something to
alleviate their boredom (that in the play is represented by the repetitive and
circular structure).
§
Time:
The concept of
the passage of time leads to a general irony. The passage of time is evidenced
by the tree, which has grown leaves, possibly indicating a change of seasons.
Time since Pozzo goes blind and Lucky mute also transform Pozzo and Lucky.
A direct result of this
hopelessness is the daily struggle to pass the time. Thus, most of the play is
dedicated to devising games, which will help them pass the time. Vladimir and Estragon
maybe stay together because they need one another to pass the time.
§
Incommunicability:
Beckett said
that there is no communication because there are not vehicles of communication.
On the rare occasion when word and gesture happen to be valid expression of
personality, they lose their significance on their passage through the cataract
of the personality that is opposed to them.
BIBLIOGRAFIA
·
SAMUEL BECKETT, Waiting for Godot, Mondadori,
Milano 1998
·
ITALO
CALVINO, Marcovaldo, Mondadori, Milano, 1999
·
ERICH
FROMM, Avere o Essere?, Mondadori, Milano, 1980
·
ANDY
WARHOL, La Filosofia di Andy Warhol, Costa&Nolan, Milano, 2001
·
ALBERTO
BOATTO, Warhol, Giunti, Firenze, 1995
·
CALZA,
HERNANDEZ, VARINI, Lezioni di arte 3, Electa-Bruno mondadori, Milano,
2001
· GIOVANNI LEONE, Italia e italiani dal
1945 a oggi, Dario Flaccovio, Palermo, 1997
Capitolo secondo: l'Italia degli anni
cinquanta
Capitolo terzo: l'Italia degli anni
sessanta
LIBRI DI TESTO
·
DE
BERNARDI, GUARRACINO, La conoscenza storica, Mondadori, Milano, 2000
Pagg. 312-320
·
PIERO
ADORNO, L'arte italiana, G.D'Anna, Firenze, 1999