Copenaghen (Danese, København),
capitale della Danimarca, capoluogo della contea omonima, sorge in parte sulla costa
orientale dell'isola di Sjaelland e in parte sull'isola di Amager.
Copenaghen è situata di fronte alla città svedese di Malmö, da cui risulta
separata dallo stretto dell'Øresund. Il porto di Copenaghen, il maggiore del 111g66b
paese e uno dei più attivi dell'Europa settentrionale, gestisce gran parte dei
traffici esteri e domestici. I principali prodotti d'esportazione sono
bestiame, lana, cereali e latticini, mentre l'importazione si concentra
principalmente su carbone, petrolio e materiali industriali grezzi. Principale
centro commerciale e industriale del paese, Copenaghen è sede di cantieri
navali, distillerie e raffinerie di zucchero, industrie chimiche, meccaniche,
tessili, alimentari (cioccolato, birra), dei pianoforti, della pelle, e del
tabacco. La città è internazionalmente nota per la fabbricazione di porcellane.
Paesaggio urbano
Le
due isole su cui sorge la città sono collegate tra loro da innumerevoli e
caratteristici ponti. La porzione più piccola della città (Christianshavn) è
situata sull'isoletta di Amager. La zona commerciale, che si estende sull'isola
di Sjaelland, comprende la Kongens Nytorv, la piazza principale di Copenhagen.
A nord e a est di Kongens Nytorv si trovano i quartieri residenziali, gli
edifici reali e del governo. L'estremità settentrionale dell'isola ospita il
Frihavn (porto franco), costruito nel 1894. Copenaghen è in parte circondata da
giardini e viali che nel 1863 andarono a sostituire le antiche fortificazioni.
Tra i monumenti cittadini di maggiore interesse si ricordano la cattedrale, Vor
Frue Kirke (Chiesa di Nostra Signora), edificata su una precedente struttura
del XII secolo; il palazzo di Charlottenborg, costruito nel 1672, ora sede
dell'Accademia delle Arti, fondata nel 1754 e il palazzo di Prinsens, Museo
nazionale delle antichità nordiche, fondato nel 1807. L'antico palazzo reale di
Christiansborg, eretto nel 1731-1745, venne distrutto due volte da incendi,
ricostruito nel 1903, e dal 1918 è sede del Parlamento, della Corte suprema e
del ministero degli Affari esteri danesi. Di particolare interesse il museo
Thorwaldsen, inaugurato nel 1848, il Teatro Reale, del 1874, e la Biblioteca
Reale, contenente circa 600.000 volumi. Tra le principali attrazioni cittadine
i Giardini di Tivoli, parco divertimenti di fama internazionale, e la celebre
Sirenetta. Centro culturale di rilievo, Copenaghen è sede di diversi atenei:
Università di Copenaghen (1479), Università reale di veterinaria e agraria
(1856), Università tecnica di Danimarca (1829). Importante centro della
letteratura e dell'arte nordeuropee, Copenaghen è sede dell'Accademia reale
danese di scienze e letteratura, fondata nel 1742.
Storia
Villaggio
di pescatori fino alla metà del XII secolo, la città acquisì importanza quando
divenne proprietà del vescovo Absalon, che la fece fortificare nel 1167. Grazie
alla sua posizione strategica, sulle vie di traffico tra il mare del Nord e il
mar Baltico, il porto di Copenaghen divenne ben presto un importante luogo di
scambi e di commerci. Nel 1443 Cristoforo III, re di Danimarca, Svezia e
Norvegia, la scelse come capitale del paese. Nel 1658-1659 resistette a un duro
assedio da parte degli svedesi guidati da Carlo X. Durante il
XVIII secolo venne più volte colpita da incendi e epidemie di peste. Nel 1801,
nel corso delle guerre napoleoniche, una flottiglia britannica comandata da Orazio Nelson distrusse una
flotta danese nel porto di Copenaghen nel tentativo di costringere i danesi a
riconoscere agli inglesi il diritto di navigazione in quei mari. La città venne
devastata nel 1807 dai bombardamenti dei vascelli britannici, intervenuti per
evitare che la flotta danese si arrendesse a Napoleone. Abitanti: 471.300
(1995).[1]