La repubblica di Weimar
La sconfitta militare nella prima guerra mondiale condusse la Germania
alla caduta del Reich, alla
proclamazione della repubblica e alla fuga dell'imperatore Guglielmo II.
La crisi del primo dopoguerra in questo paese ebbe intensità e
dimensioni gravi.
Solo nel novembre del 1918 si costituisce la repubblica di Weimar che prese il
nome dalla nuova capitale.
Il primo governo fu assunto dalla socialdemocrazi 343c25d a (SPD) con il
presidente provvisorio della repubblica Friedrich
EBERT.
Nei mesi successivi la repubblica dovette affrontare un periodo
difficile a causa del partito socialista che progettava una nuova democrazia
d'ispirazione sovietica. In particolare i socialisti Karl Liebknecht e
Rosa Luxemburg fondarono la lega di
Spartaco. Proprio dalla lega di Spartaco nacque, nel 1919 il partito comunista tedesco. All'inizio dello stesso
anno il movimento tentò un tentativo d'insurrezione popolare a Berlino, che riuscisse
a rovesciare il governo in carica, ma l'insurrezione fu stroncata e, nella
repressione rimasero uccisi i due leader della lega.
Si tennero, quindi, le elezioni dell'Assemblea Costituente che furono
vinte dalla socialdemocrazi 343c25d a.
Ebert, eletto presidente della repubblica costituì un governo formato
da socialisti, cattolici e liberali democratici. Nell'agosto fu promulgata
la nuova costituzione. La Germania fu divisa in 17 regioni (langer) di cui ogni rappresentante formava
il parlamento.
Nonostante questo, rimase in piedi la vecchia struttura di potere in
mano ai possidenti, i Junkers prussiani,
che detenevano il maggiore potere sociale.
Iniziò a crescere un apparato militare anche se, per le decisioni prese
nel trattato di Versailles, la Germania non poteva.
A livello sociale si crearono nuovi disordini tra i settori delle
classi operaie che avevano nuove tendenze rivoluzionarie.
La frustrazione per la guerra persa, il sentimento di protesta per
l'ingiusto trattamento da parte degli stati vincitori e in particolare la
"pugnalata alla schiena " (dei pacifisti e dei socialisti che non
fecero continuare la guerra), alimentavano un'estrema destra violenta ed aggressiva.
A questa situazione del resto già pericolante, la Francia e le potenze
vincitrici impongono condizioni di pace eccessivamente pesanti come
l'indennizzo di 132 miliardi di marchi in oro a rate e amputazioni territoriali.
Quanto più si diffondeva il malcontento, tanto emerge il partito di
destra con il suo esponente principale: Adolf HITLER, austriaco di nascita ma trasferitosi a Monaco.
Hitler aveva fondato il partito tedesco dei lavoratori che nel 1920 si
trasformò in partito nazionalsocialista.
Il partito più forte, in questo periodo sarà il partito di centro, d'ispirazione
cattolica, che si coalizzerà con la destra per contrastare il comunismo.
Nel 1923 si formerà un governo di coalizione con Gustav STRESEMANN, leader del partito tedesco-popolare.
Pochi mesi prima, le truppe francesi e belghe avevano occupato il
bacino della Ruhr, il territorio più sviluppato ed industrializzato, poiché
la Germania aveva mancato al pagamento di una rata dell'indennizzo di guerra.
Ne era seguita una resistenza passiva degli abitanti della regione cioè
andava delineandosi una nuova crisi interna e internazionale per la Germania.
Hitler, in queste condizioni tenta
un complotto a Monaco di Baviera, centro del nazionalismo de destra
in Germania, chiamato il Putsch di Monaco.
Ma il complotto rimase isolato e fallì, Hitler fu
condannato a 5 anni di carcere.
Dal 1924, dopo il tentato complotto, la Germania attraversò un periodo
di relativa stabilità fino al 1929. La situazione economica migliorò nettamente
soprattutto grazie alla soluzione trovata, il cosiddetto "piano Dawes": grazie a
quest'accordo la Germania poté ricevere aiuti finanziari dagli Stati Uniti.
Questo non durò a lungo perché la crisi mondiale del '29 investì sia
gli Stati Uniti che la Germania che in breve fu travolta dalla crisi.
Con la crisi, Hitler e i nazionalsocialisti sarebbero tornati in prima
linea sulla scena.