Ricerca
Cina
La
Repubblica Popolare Cinese, in cinese Khonghua
Renmin Gongheguo, Stato dell'Asia orientale; 9.572.300 Km quadrati,
1.203.097.268 ab., densità: 126 ab. per Km quadrato.
Capitale
Pechino (Beijing).
Lingua
ufficiale: cinese mandarino.
Usati
molti dialetti (tibetano, Kazaco, mongolo, coreano).
La
Cina ha quasi 20.000 Km di confini terrestri: confina con Hong-Kong a sud;
Vietnam, Laos, Birmania, India, Bhutan, Nepal, Pakistan e Afghanistan a SO;
Tagikistan e Kirghizistan a ovest; Russia, Kazakistan e Mongolia a nord e Corea
del Nord a NE.
Le
coste sono lunghe 14.000 Km.
Il
paese è suddiviso in 22 province, 5 regioni autonome e 3 municipali.
Geografia.
-Geografia
fisica.
Si
distinguono due zone dal rilievo molto differente: una regione interna assai
uniforme e una regione orientale e meridionale, dal rilievo molto più
frazionato.
La
parte interna del territorio cinese è occupata da imponenti catene che
racchiudono altipiani e bacini spesso chiusi; le altitudini sono maggiori verso
ovest e verso sud.
L'altopiano
del deserto di Gobi è dominato a est dal Grande Khingan e a sud dai Nan shan.
La
catena dei Tian shan (7.000 m) separa il bacino della Zungaria dal bacino del
Tarim, a sud.
Le
catene e i bacini del Tibet, considerato spesso a torto un altopiano, sono a
più di 3.000 m d'altitudine e sono dominati dai massicci del Karakorum e
dell'Himalaya.
Molto
più complesso è il rilievo della Cina nordorientale, orientale e meridionale.
A NE
una vasta pianura è circondata dal Grande Khingam, dal Piccolo Khingam e dai
monti Changhai shan; la pianura si apre sul golfo del Bohai e ricompare
dall'altro lato per costituire la Grande Pianura settentrionale, circondata
dall'antico massiccio dello Shandong, dagli altipiani dello Shanxi e dello
Shaanxi e dai monti Qinling.
Nella
Cina meridionale i grandi allineamenti scompaiono.
Oltre
agli altipiani dello Yunnan e del Guizhou e la pianura del Bacino rosso, si
stendono basse catene e colline tra le quali si aprono i bacini dello Yangtze,
del Si e dei loro affluenti.
Le
regioni dell'interno non hanno grandi fiumi, se si eccettuano il Tibet
orientale, il Mekong, lo Yangtze e l'Huang he: turri gli altri corsi d'acqua si
perdono nelle sabbie o nelle zone semipaludose.
Verso
est e verso sud, invece, si aprono bacini più ampi (Sungari, Yangtze, Huang
he), oltre a numerosi piccoli fiumi costieri.
I
laghi sono veri e propri piccoli mari interni.
Il
clima varia molto a seconda delle zone: verso ovest e verso nord si stendono
regioni semidesertiche e molto aride; la Cina orientale è bagnata da piogge
estive determinate dai monsoni, più abbondanti a sud.
Le
temperature sono condizionate dalla latitudine e dalla distanza dal mare: sulla
costa meridionale e nel Bacino rosso non esiste inverno, ma a Shangai la media
invernale è di +3° e a Pechino di -5°.
La
Cina del Sud è colpita frequentemente dai tifoni del Pacifico.
-Geografia
umana ed economica.
Con
un miliardo e duecentomila persone i cinesi costituiscono un quinto della
popolazione mondiale.
Si
dividono in Han, i cinesi propriamente
detti, che rappresentano il 91,9% del totale, e altri cinquanta gruppi etnici
(i più importanti: Zhuang, Manciù, Hui, Miao, Uiguri, Yi, Tujia, Tibetani,
Mongoli).
Il
numero degli abitanti è raddoppiato fra il 1953 e il 1993.
Ora
il tasso di natalità si è più che dimezzato (16 per mille=, in seguito alle
insistenti campagne di pianificazione familiare intraprese dal governo; ma
anche il tasso di mortalità è sceso.
Il
tasso di crescita annuo che ne risulta (9 per mille) è ancora piuttosto
elevato; la popolazione al di sotto dei 14 anni rappresenta il 27% del totale.
Le
speranze medie di vita sono di 67 anni per gli uomini e di 69 anni per le
donne.
Nonostante
le spinte all'urbanizzazione il 75% della popolazione vive ancora in villaggi
rurali.
Genericamente
parlando, la Cina non è sovrappopolata: infatti la densità è di soli 122
abitanti per Km quadrato, anche se il 90% dei cinesi vive su appena un sesto
del territorio nazionale.
La
maggior parte delle oltre venti città con più di un milione di abitanti è localizzata
nelle pianure della Manciuria, della Cina del Nord, dello Yangtze e sulla
costa, da Dalian a Canton.
Ufficialmente
la Cina è atea.
Sono
diffusi il confucianesimo e il buddhismo; i Tibetani sono lamaisti.
Sono
presenti minoranze di musulmani e cristiani.
A
partire dal 1978, pur senza abbandonare l'iseologia comunista e il regime
politico a partito unico, la Cina ha realizzato riforme economiche in direzione
della modernizzazione e della transizione al libero mercato.
Il
tasso di crescita medio è stato del 10% l'anno.
La
Cina è così diventata la terza economia mondiale per prodotto interno lordo,
dopo Stati Uniti e Giappone.
Il
terreno coltivato è pari al 10% del totale.
Il
41,7% del territorio è invece lasciato a prati e pascoli.
Il
settore agricolo è stato il primo a essere investito dalle riforme, con la
decollettivizzazione, l'abbandono delle comuni agricole e la libertà di
scambiare privatamente le eccedenze di produzione.
I
forti incrementi di produttività, dovuti anche all'utilizzo di mezzi meccanici
e di concimi chimici, hanno permesso di raggiungere nel 1984 l'autosufficienza
alimentare.
La
principale coltivazione è il riso, diffuso soprattutto nella parte meridionale
del paese, mentre a nord prevale il frumento.
Fra
gli altri cereali sono presenti in modo massiccio mais, orzo, avena, sorgo,
segale e miglio.
Un
contributo notevole all'alimentazione è dato dalle patate.
Nella
vallata del Chang Jiang e in alcune province costiere si coltiva il tè, bevanda
molto diffusa in tutti il Paese.
L'allevamento
si concentra su suini (400 milioni di capi), ovini (11 milioni) e caprini (105
milioni); nel Tibet caratteristica la presenza degli yak.
Intensa
la bachicoltura, per la produzione di seta.
Le
foreste danno circa 300 milioni di m cubi all'anno di legname; significativa
anche la pesca nelle città di Tianjin, Qingdao, Canton e Shangai.
Nel
settore industriale è stata ammessa la proprietà privata dei mezzi di
produzione e agevolata la costituzione di società a capitale misto, pubblico e
privato.
Il
nuovo corso ha anche aperto agli investimenti stranieri: da Hong Kong,
Giappone, Stati Uniti e Taiwan i capitali sono accorsi rapidamente per
impiantare imprese o creare joint
ventures, con l'obiettivo di sfruttare manodopera a basso costo e di
penetrare su un mercato potenziale di dimensioni straordinarie.
A
tale scopo sono state create cinque zone economica speciali (Zes), che hanno dato un notevole impulso
alla crescita economica cinese.
Anche
le condizioni di vita sono notevolmente migliorate (le spese per consumi sono
quadruplicate), accentuando però gli squilibri regionali tra dinamiche regioni
<<moderne>> e il resto del paese, ancora molto arretrato,
nonostante l'apertura di altre 200 zone di sviluppo economico-tecnologico.
L'introduzioni
di criteri di efficienza ha inoltre provocato un aumento della disoccupazione
per l'espulsione di manodopera eccedente, prima assorbita nelle zone comuni e
nelle imprese di Stato.
L'industria
principale è quella tessile, soprattutto per la lavorazione del cotone.
In
fase di rapido sviluppo la siderurgia; più arretrato il settore meccanico,
mentre tra le aziende alimentari hanno assunto caratteri di grande industria
quelle della brillatura del riso e la molitura del grano.
La
chimica produce acido solforico, soda caustica e fertilizzanti azotati.
Fra
le industrie minori, ma tipicamente cinesi spiccano quella del vetro, della
porcellana e dei ventagli.
Il
sottosuolo offre ricchi giacimenti di petrolio che vengono sfruttati sempre di
più.
Buona
l'offerta anche di carbone.
Si estraggono
inoltre tungsteno, antimonio, mercurio, ferro, piombo, manganese, molibdeno,
stagno.
La
rete ferroviaria comprende 68.485 Km, le automobili sono 2.300.000.
Di
televisori ne esiste uno ogni 32 abitanti, di telefono uno ogni 77.
Si esportano soprattutto prodotti tessili,
alimentari, minerali, macchinari e prodotti chimici.
Il
principale partner commerciale è il Giappone.
Date storiche della Cina
1911= crollò l'impero cinese
1949=
Repubblica Popolare Cinese
1976=
morte di Mao Tse Tung
1989= ribellione degli studenti: 7.000 dimostranti uccisi.