IL CICLO EVOLUTIVO DELLE STELLE
Introduzione
Le stelle iniziano la loro vita fondendo
idrogeno in elio nel nucleo. Nel corso dell’evoluzione cambia il tipo di
processo di fusione termonucleare e ciò porta a variazioni notevoli
nell’aspetto della stella.
Naturalmente, poiché le stelle hanno una
vita lunghissima rispetto a quella umana, non possiamo osservare l’intero ciclo
di una singola stella, ma possiamo dedurne le varie fasi studiando migliaia di
stelle, ognuna giunta a punti diversi della sua evoluzione.
Ricaviamo le informazioni che ci occorrono
studiando la radiazione che giunge da esse e dal loro moto nello spazio.
Possiamo così determinare la massa, il raggio, la temperatura e la densità in
ogni punto della stella, la sua posizione nella Galassia e l’orbita descritta
attorno al centro galattico.
Da tali parametri si cerca di ricostruire
il modo in cui le stelle si sono formate, la loro età e la fonte d’energia che
permette loro di brillare, per tempi che spaziano dai milioni ai miliardi
d’anni.
Sicuramente il parametro stellare più
importante è la massa: da essa dipende la posizione della stella nel diagramma
HR (quindi la luminosità e la temperatura), il tempo di permanenza nella
sequenza principale (in cui “brucia” idrogeno nel nucleo), il tipo di “combustibile”
che utilizzerà dopo aver lasciato la sequenza principale e il tipo di fine che
farà.
Suddivideremo per comodità le stelle in tre categorie, quelle di
piccola, media e grande massa, anche se la linea di suddivisione è alquanto
aleatoria, poiché le moderne teorie di evoluzione stellare non sono sofisticate
abbastanza per tener conto di tutti i complessi processi fisici in gioco.
Le stelle di piccola massa
(0,08 M¤ < m < 0,4 M¤)
Le “stelle” con
massa inferiore a 0,08 masse solari sono denominate nane brune. La temperatura centrale d 141d36b i questi oggetti non salirà
mai al punto tale da innescare le reazioni di fusione nucleare nel nucleo. In
pratica esse sono “stelle mancate”.
Probabilmente
nella nostra Galassia si trovano numerose nane brune, ma la loro osservazione è
molto difficile. Nel 1995 il Telescopio Spaziale Hubble ha fornito la prima
immagine di una nana bruna, in un sistema binario (Gliese 229B).
·
0,08 M¤ < m < 0,4 M¤
Le stelle con massa compresa tra 0,08 e 0,4 masse solari sono
denominate nane rosse. Queste stelle
appartengono alla sequenza principale e “bruciano” idrogeno nel loro nucleo, ma
sono più piccole, meno luminose e più fredde del Sole. Si stima che possano
risiedere nella sequenza principale per 300 miliardi di anni, valore di gran
lunga superiore all’età dell’Universo (14 ¸ 18 miliardi di anni), poiché consumano il loro combustibile molto
lentamente.
A causa della loro bassa luminosità queste stelle trasportano l’energia
dal nucleo all’esterno, interamente per moti
convettivi (cioè tramite trasporto di materia). Ciò porta la stella a un
rimescolamento continuo, tanto che essa è in grado di utilizzare tutto
l’idrogeno di cui è composta. Sempre a causa dei moti convettivi, l’elio
prodotto nel nucleo si troverà rimescolato in tutta la stella.
Quando tutto l’idrogeno sarà stato trasformato, la nana rossa
collasserà sotto la sua gravità e diverrà una nana bianca di elio. Con il passare del tempo essa diverrà sempre
meno luminosa e più fredda, sinché si trasformerà in una sfera gassosa morta,
denominata nana nera.
Le
stelle di media massa (0,4 M¤ < m < 4 M¤)
Le stelle
con massa compresa tra 0,4 e 4 masse solari sono stelle normali di sequenza
principale, simili al Sole, che fondono idrogeno nel loro nucleo per la maggior
parte della loro vita.
·
0,4 M¤ < m < 1,2 M¤
Se la massa è compresa tra 0,4 e 1,2 masse solari, le stelle non hanno
moti convettivi nel loro nucleo: il trasporto di energia è puramente radiativo,
dovuto cioè a fotoni. La caratteristica più importante di queste stelle è che
non si verifica un rimescolamento tra l’idrogeno non convertito dell’inviluppo
e quello del nucleo.
Quindi il nucleo non può attingere carburante dalle parti superiori
della stella e deve consumare solo quello presente al suo interno, per una
quantità compresa tra il 10% e il 13% della massa totale della stella. Per
questo motivo il Sole trascorre nella sequenza principale solo 10 miliardi di
anni e non 80 miliardi di anni, come potrebbe fare se utilizzasse tutto il suo
contenuto di idrogeno.
·
1,2 M¤ < m < 4 M¤
Le stelle con
massa compresa tra 1,2 e 4 masse solari hanno dei moti convettivi nel loro
nucleo, ciò porta a un piccolo rifornimento di idrogeno delle regioni centrali
(qualche percento), non sufficiente
tuttavia a prolungare di molto la vita della stella.
Ad ogni modo, quando la massa della stella
è compresa tra 0,4 e 4 masse solari, il risultato è sempre la formazione di un
nucleo di elio inerte al centro, il quale non è in grado di generare la
pressione sufficiente a impedire il collasso.
La fase di contrazione permette il rilascio
di energia gravitazionale: il nucleo deve ridurre le sue dimensioni di 40 metri
per anno per mantenere un’energia pari a 1 luminosità solare.
L’aumento di temperatura che ne consegue
permette la fusione dell’idrogeno in un guscio immediatamente a ridosso del
nucleo di elio (hydrogen shell burning).
Con questa nuova fonte di energia gli
strati esterni della stella iniziano a espandersi, a divenire meno densi e a
diminuire la propria temperatura. Le dimensioni della stella possono aumentare
sino a 25 volte quelle iniziali e la sua luminosità può salire di 10 volte. La
stella è diventata una gigante rossa.
Nel diagramma HR queste stelle
occupano il braccio delle giganti.
Mentre gli strati esterni si espandono il
nucleo di elio si contrae e si riscalda sempre più. Quando la temperatura
centrale raggiunge i 100 milioni di kelvin diventa sufficiente a fondere elio
in carbonio (e azoto e ossigeno) in un modo che dipende dalla massa.
·
0,4 M¤ < m < 2,5 M¤
Se la massa della stella è compresa tra 0,4 e 2,5 masse solari, il
nucleo è composto da elio degenere,
uno stato particolare della materia (dominato da effetti quantistici) che si
verifica ad altissima densità e che fornisce, tra l’altro, una pressione (pressione di degenerazione) verso
l’esterno di gran lunga superiore alla pressione derivante dalla materia in
condizioni ordinarie.
Nello stato ordinario un atomo si può immaginare come un sistema solare
in miniatura, con spazi vuoti tra le orbite degli elettroni. La materia degenere
è invece “super-impacchettata”, tanto che la struttura dell’atomo è distrutta e
i nuclei atomici e gli elettroni sono a stretto contatto. È questo processo che
crea la pressione di degenerazione,
capace di sostenere la stella.
La fusione dell’elio inizia tutta insieme nel nucleo, secondo un
fenomeno denominato helium flash, in
cui in un tempo di circa 1 secondo il nucleo emette una luminosità pari a 10
miliardi di stelle come il Sole.
La fusione prende il nome di processo
3-alfa, in cui tre nuclei di elio fondono per formare un nucleo di
carbonio.
Una reazione secondaria inoltre produce ossigeno.
Tuttavia nulla traspare all’esterno poiché viene tutto assorbito dal
nucleo.
·
2,5 M¤ < m < 4 M¤
Se la massa della stella è compresa tra di 2,5 e 4 masse solari, essa
non possiede un nucleo di elio degenere e la fusione dell’elio avviene
gradualmente.
In entrambi i casi la fusione dell’elio
frena la contrazione, porta a una piccola espansione del nucleo e l’inviluppo
esterno si contrae leggermente aumentando la temperatura. La stella quindi dopo
aver raggiunto l’apice delle giganti con l’helium
flash, si sposta nel braccio
orizzontale del diagramma HR. In questa regione del diagramma le
stelle convertono elio in carbonio nel loro nucleo e idrogeno in elio, in un
guscio attorno al nucleo.
Quando l’elio è stato convertito, il nucleo
risulta composto da carbonio e da una piccola percentuale di ossigeno. A questo
punto il nucleo si contrae ancora e si riscalda sino a innescare il bruciamento
dell’elio in un guscio attorno al nucleo e l’idrogeno in un guscio attorno a
questo. La stella raggiunge allora il braccio
asintotico delle giganti e diventa una supergigante
rossa. Per queste stelle di massa inferiore a 4 masse solari il nucleo non
sarà mai abbastanza caldo da fondere il carbonio.
La fusione dell’elio e l’idrogeno in gusci
concentrici “pompa” una notevole quantità di energia verso gli strati esterni
che iniziano a essere sospinti via, portando al processo di perdita di massa. In questo modo una
considerevole frazione della massa della stella viene scagliata nello spazio.
L’inviluppo in espansione forma una nebulosa planetaria, mentre al centro
rimane il nucleo scoperto, bianco e molto caldo, con una temperatura di 10
milioni di kelvin: una nana bianca.
Il termine nebulosa planetaria a volte genera confusione, poiché le nebulose molecolari sono zone di nascita
di stelle, mentre le nebulose planetarie
sono solo i residui di stelle morte.
Le
stelle di grande massa (m > 4 M¤)
Per le stelle di grande massa il nucleo di
carbonio, azoto e ossigeno, formato dalla fusione dell’elio, diverrà caldo
abbastanza da innescare la fusione del carbonio. Esaminiamo i tre casi
principali:
·
4 M¤ < m < 8 M¤
Per masse
comprese tra 4 e 8 masse solari il nucleo è composto da carbonio degenere quando la fusione inizia. L’innesco della
reazione prende il nome di detonazione
del carbonio, che, come lascia intuire il nome, è molto più violenta dell’helium flash e può portare alla completa
distruzione della stella. Si ha così una supernova
di tipo I, cui spetta il primato di luminosità tra le stelle, poiché la sua
luminosità aumenta di qualche centinaio di milioni di volte (con un salto di
oltre venti magnitudini) in poche settimane e poi diminuisce gradualmente in un
periodo di almeno sei mesi.
·
8 M¤ < m < 11 M¤
Le stelle più
massicce di 8 masse solari non hanno un nucleo di carbonio degenere quando si
innesca la fusione del carbonio, la quale procede regolarmente, producendo
neon, silicio, magnesio e zolfo.
La stella
diventa una supergigante rossa e si innescano delle oscillazioni nell’involucro
che la portano a diventare una variabile Cefeide.
La temperatura
del nucleo non è però sufficiente a innescare altre reazioni termonucleari in
un nucleo composto da materia degenere. La stella perciò, priva di fonti di
energia, fa implodere il nucleo e lo trasforma in una stella di neutroni con una massa compresa tra 1,4 M¤ e 3,2 M¤,
concentrata in qualche chilometro di raggio. Gli strati superiori invece
esplodono, generando una supernova di
tipo II, la quale raggiunge una
luminosità 10 volte inferiore a quella di tipo
I.
·
m > 11 M¤
Per masse
maggiori di 11 masse solari iniziano a fondere nel nucleo elementi via via più
pesanti del carbonio: neon, ossigeno e così via. La stella assume così una
struttura a strati concentrici, come quella di una cipolla. Le reazioni di
fusione nucleare sono esoenergetiche (cioè producono energia) sino alla
produzione del ferro, dopo di che per gli elementi più pesanti le reazioni
diventano endoenergetiche (cioè richiedono energia).
A questo punto
la stella è incapace di sostenersi poiché le reazioni nucleari invece di
produrre l’energia necessaria a impedire il collasso, la assorbono. Il
risultato è che il collasso viene accelerato e la stella termina la sua esistenza in modo
cruento, trasformandosi in una supernova
di tipo II. Al suo centro si genera una stella di neutroni, se la massa
residua è compresa tra 1,4 M¤ e 3,2 M¤, o
un buco nero se la massa residua è maggiore di 3,2
M¤.
Il
tempo di vita delle stelle
Il tempo in cui una stella risiede nella
sequenza principale del diagramma HR, cioè il periodo in cui essa converte
idrogeno in elio nel nucleo, si può stimare partendo dall’importante relazione massa-luminosità, che lega,
seppur in modo approssimato, la massa (M)
alla luminosità (L) delle stelle:
L µ M 3,5
Il “tempo di vita” è
direttamente proporzionale alla “quantità
di carburante” (massa) e inversamente proporzionale al “tasso di consumo” (luminosità):
Da questa formula è possibile ricavare la
seguente tabella:
|
Tipo spettrale
|
Tempo
di permanenza
nella
sequenza principale
(in
anni)
|
|
O5
|
1
milione
|
|
B0
|
5
milioni
|
|
B5
|
80
milioni
|
|
A0
|
1
miliardo
|
|
F0
|
3
miliardi
|
|
F5
|
5
miliardi
|
|
G0
|
9
miliardi
|
|
G5
|
10
miliardi
|
|
K0
|
*20 miliardi
|
|
K5
|
*40 miliardi
|
|
M0
|
*200 miliardi
|
|
M5
|
*300 miliardi
|
|
*valore maggiore dell’età attuale dell’Universo
|