VITA DI UNA GALASSIA
Tutti hanno visto in una notte serena e senza luna, lontano dalle luci
abbaglianti e dallo smog delle grandi città, quella fascia biancastra che
descrive nel cielo una specie di arco immenso: è la Galassia o Via Lattea, che
i grandi telescopi ci mostrano formata dall'addensarsi di innumerevoli stelle.
Ma gli antichi, privi di questi mezzi di osservazione, non sapevano cosa
pensare di qu 323h75d esta strana figura che sembra avvolgere il cielo, con la Terra nel
suo interno, e vi riconoscevano gocce di latte sparse da Giunone nell’allattare
Ercole. Il nostro sommo Poeta Dante ce la descrive: "distinta da minori e
maggi lumi / biancheggia tra poli del mondo / Galassia, sì, che fa dubbiar ben
saggi". (Paradiso XIV,97)
Infatti il grande scienziato e filosofo Aristotele riteneva che la Via
Lattea fosse una condensazione delle parti superiori dell'atmosfera, mentre
l'altro filosofo greco, Democrito, affermava che essa era un agglomerato di
stelle troppo deboli e troppo fitte per potersi distinguere individualmente.
Il dubbio fu risolto definitivamente da Galileo con il suo
cannocchiale, che mostrò la Galassia quale effettivamente era: una congerie di
stelle, innumerevoli, delle quali parecchie si vedono abbastanza grandi e
distinte, accanto alla moltitudine delle stelle piccole e del tutto
inesplorabili.
Dopo Galileo molti scienziati specularono sopra la natura della
Galassia, ma, il primo a farne uno studio sistematico fu Guglielmo Herschel.
Questi era un suonatore di bada tedesco fuggito in Inghilterra per sfuggire al
servizio militare. Egli era un appassionato di astronomia e si costruì i più
grandi telescopi del suo tempo e anche più perfezionati; per mezzo di questi
egli compì numerosi osservazioni, che lo collocarono al primo posto tra gli
astronomi non solo della sua epoca, ma forse di tutti i tempi. Tra le altre
cose egli compì uno studio sistematico della Galassia e riuscì, in qualche
modo, attraverso considerazioni di carattere statistico, a darne anche un' idea
della forma e delle dimensioni. Secondo Herschel, e anche secondo le idee
moderne, la Galassia é un agglomerato di un numero enorme, centinaia di
miliardi di stelle, che riempiono uno spazio simile a quello di una lente.
Naturalmente, guardando nella direzione del piano della lente, noi vediamo più
stelle che non guardando nelle direzioni perpendicolari, perché lo spessore
della lente va da 15.000 anni luce al centro, a mille anni luce verso il bordo;
il suo diametro è di 100.000 anni luce.
La difficoltà principale nel riconoscere dall'interno la struttura
della Galassia sta nel fatto che le osservazioni celesti ci danno solo una
immagine bidimensionale, piatta, della realtà. Guardando una fotografia del
cielo non possiamo dire quali stelle siano più vicine e quali più lontane:
nella costellazione del Cigno la brillante Deneb o a Cigni é lontanissima,
mentre la stella che porta il n 61, ed é a stento visibile a occhio nudo, é una
delle più vicine. Fortunatamente, il nostro Sole si muove tra le stelle, e ciò
dà luogo ad un effetto di prospettiva, per cui le stelle più vicine sembrano
scorrere davanti a quelle più lontane, proprio come gli alberi e le case
vicine, viste dal treno in moto, sembrano scorrere davanti a quelle
più lontane. Anche questo moto è stato scoperto da Herschel.
Un effetto simile, ma un poco più complicato, fu scoperto una
cinquantina di anni fa dall'astronomo olandese Jan Oort, il quale riconobbe in
tal modo che tutte le stelle della galassia descrivono orbite immense intorno
ad un centro che si trova nella costellazione del Sagittario, a grande distanza
dal Sole. Dense nubi di polvere interstellare coprono la regione centrale della
Via Lattea, che sembra perciò dividersi in due rami. Queste nubi sono in tutto
simili a quelle che si osservano in alcune Galassie, le quali si devono
considerare simili alla Galassia di Andromeda, ma viste di taglio.
Ma anche queste osservazioni non danno ancora un'idea chiara della
struttura della Galassia, anche se hanno consentito ad Oort di darne
un'immagine schematica e di fissarne le dimensioni. Si trovò così che la lente
o disco aveva un diametro di quasi centomila anni luce, ma uno spessore cento
volte minore (1000 anni luce).
La Via Lattea apparirebbe molto più brillante se non vi fossero le nubi
di polvere che sottraggono una grande parte della luce alle stelle che si
trovano vicine al piano del disco. Tuttavia solo attraverso le osservazioni
radioastronomiche, che utilizzano le radiazioni elettromagnetiche di
grande lunghezza d'onda, come quelle impiegate nelle trasmissioni radiofoniche e
televisive, é stato possibile riconoscere che anche la nostra Galassia possiede
una struttura spirale.
I radiotelescopi non vedono le stelle,
perché la radioemissione delle stelle é estremamente debole; però negli spazi
tra una stella e un'altra, negli spazi interstellari, esiste anche un gas
estremamente rarefatto costituito essenzialmente da idrogeno. I suoi atomi
possono emettere radiazioni di una particolare lunghezza d’onda, circa 21 cm.
In altre parole, ogni atomo di idrogeno è come una minuscola antenna che
irradia, che emette onde di 21 cm; quindi basta sincronizzare un
radiotelescopio sulla lunghezza d’onda di 21 cm e questo radiotelescopio vedrà
non gli atomi individuali, ma le nubi di idrogeno formate appunto da questi
atomi che stanno emettendo. Ora, sfruttando opportunamente le proprietà della
rotazione di tutto il sistema galattico, é possibile determinare non soltanto
la direzione in cui si trovano queste nubi emittenti, ma anche la loro
distanza. In altre parole, si può costruire una mappa dell’Idrogeno
interstellare; appunto il disegno corrispondente a questa mappa ci ha fatto
riconoscere in maniera ineccepibile che la nostra Galassia è una Galassia a
spirale, perché le nubi di idrogeno disegnano precisamente le spire di questa
grande Galassia a spirale. Un problema che ha causato perplessità agli
astronomi per più di un secolo è: spiegare questa straordinaria forma a spirale
della Galassia.
In verità non tutte le Galassie sono a spirale, una metà circa appare
di forma ellittica più o meno schiacciata. Queste ultime corrispondono a quello
che ci si aspetta da una massa fluida rotante, ma naturalmente le molecole di
questo fluido sono le stelle.
La teoria della forma a spirale è stata invece sviluppata in modo
convincente solo una decina di anni fa dall’Astronomo cinese, naturalizzato
americano LIN. Secondo questa teoria le spirali sono onde di densità
autogravitante; le stelle e le nubi di gas ruotano intorno al centro della
Galassia; ma quando arrivano in vicinanza di un braccio della Galassia, sono
dapprima accelerate, ma poi frenate dall'attrazione del braccio stesso, e
quindi la loro densità aumenta, come la densità del traffico automobilistico
quando le vetture sono costrette a rallentare. I bracci delle spirali sono
quindi regioni di maggiore densità, che si spostano ruotando con una velocità
diversa, più lenta di quella delle stelle e delle nubi di gas.
Per gli studi di questi processi i teorici dispongono oggi di complessi
di calcolo che consentono di simulare ciò che si svolge in natura. Ciò ha
permesso di sviluppare una teoria alternativa a quella di LIN, che però non la
esclude. Questa nuova teoria associa la formazione dei bracci delle spirali
alla nascita delle stelle entro la Galassia. Le stelle si originano a seguito
di esplosioni o burst di attività provocate da una esplosione di stelle
massicce di una generazione anteriore. Le esplosioni generano la formazione di
generazioni successive di stelle lungo il fronte dell'onda; la sua forma a
spirale é determinata dal moto generale di rotazione. (vedi film al computer).
I grandi computer sono anche impiegati nella elaborazione delle
classiche osservazioni fotografiche.
Le Galassie non sono mai isolate nello spazio, ma si trovano riunite
sempre in gruppi più o meno numerosi, che vanno dai piccoli gruppi di tre o
quattro Galassie, che sono come i satelliti di una galassia più grande: per
esempio le Nubi di Magellano e la nostra Galassia e i due satelliti della
grande Galassia di Andromeda, fino ai grandi ammassi, come Virgo, Coma, Hercules.
Non é ben chiaro se esista una specie di gerarchia di ammassi di Galassie,
ammassi di ammassi e così via, ma è quasi certo che questa distribuzione
rispecchia la turbolenza del moto di espansione de gas che riempiva l'universo
dopo la grande esplosione iniziale o BIG BANG. Se ciò fosse vero, si dovrebbe
concludere che tutte le galassie si sono formate insieme o, perlomeno, che
l'Universo ha attraversato un’epoca in cui le Galassie si sono formate con una
frequenza maggiore, condensandosi dal gas primordiale e proseguendo poi la loro
vita come individualità separate. Questo si può comprendere pensando che prima
di quell’epoca la temperatura del gas era troppo alta; dopo, la densità è
divenuta troppo bassa.
La nascita delle Galassie sarebbe allora un evento unico e irripetibile
nella storia dell'Universo. A un certo momento, il plasma uscito dal BING BANG
che riempiva l’universo ha cominciato a frazionarsi in masse distinte che si
separavano sempre più l'una dall’altra. Come ciò sia avvenuto non è ben chiaro,
ma il frazionamento deve essersi verificato quasi simultaneamente dappertutto
una quindicina di miliardi di anni fa, quando la temperatura del plasma, che
all'epoca del BING BANG era molto più elevata, discese a circa duemila gradi.
Quella particolare massa gassosa da cui doveva poi sorgere la nostra
galassia, quella cioè che noi chiamiamo la protogalassia, doveva avere in
origine probabilmente una forma pressappoco sferica e ruotava lentamente
intorno ad un certo asse, mentre andava assestandosi verso una situazione di
equilibrio, cioè condensandosi sempre di più verso il centro; ma nel
condensarsi così anche questa massa si è frammentata a sua volta in masse più
piccole. Questo ha certamente accelerato il processo di condensazione e, da
quel momento, la massa si è divisa in due componenti: la componente che
potremmo chiamare stellare, cioè le stelle, le quali hanno continuato il loro
movimento; e le grandi nubi di gas, le quali continuavano sempre nel loro
movimento di rotazione. Mentre le stelle non urtavano tra loro perché erano di
piccole dimensioni, le grandi masse di gas urtavano l’una contro l'altra
dissolvendosi e riformandosi continuamente in un grande disco gassoso, mentre
le stelle hanno continuato a ruotare intorno ad orbite più o meno regolari.
Le stelle della prima generazione sono riunite nei grandi ammassi
globulari; quelle delle generazioni successive sono nate e nascono ancora nelle
grandi nubi gassose sopravvissute, le nebulose.
Le osservazioni radio, infrarosse e quelle ai raggi X ci mostrano che
proprio al centro della GALASSIA c'é qualcosa di strano: un corpo simile o più
corpi si trovano anche al centro della Galassia di Andromeda, e corpi simili,
ma estremamente più attivi, cioè dotati di una potenza emissiva più elevata,
esistono nel centro delle radio-galassie. E' probabile che questa attività sia
identica a quella che si svolge nella lontanissime e misteriose QUASAR.