Magmi e vulcani
Pressione
litostatica e temperatura del magma:
Un corpo all’interno
della Terra è sottoposto a una pressione litostatica, proporzionale al peso dei
materiali che gravitano su di essi e quindi proporzionale alla profondità.
L’unità di misura della pressione litostatica è il bar.
Il meccanismo più
comune di formazione dei magmi consiste nel riscaldamento locale di rocce a
causa di un maggior apporto di calore proveniente dalle profondità della Terra.
Rocce calde che in superficie sarebbero fluide in profondità rimangono allo
stato solido perché sottoposte a forti pressioni.
La fusione è
facilitata se le rocce entrano a contatto con fluidi che le arricchiscono in
acqua. La presenza di acqua infatti abbassa in modo consistente la temperatura
di fusione di tutte le rocce.
Il luogo di origine
del magma è di solito il mantello, cioè lo strato interno della Terra.
La temperatura dei
magmi (tra 750°C e 1350°C) è stata misurata in occasione della loro fuoriuscita
all’esterno della crosta, quando sono comunemente denominati lava.
Una massa magmatica può rimanere per tempi molto
lunghi dove si è formata se si trova in equilibrio litostatica con le rocce
circostanti, Se però si verifica un aumento di temperatura del magma o una
diminuzione di pressione litostatica la massa si sposta verso la superficie.
Viscosità
del magma:
Un liquido scorre
meglio se ha una bassa viscosità. La viscosità dei magmi presenta veloci molto
variabili; essa cresce al diminuire della temperatura ma, a parità di
temperatura, dipende dalla composizione chimica
del magma.
I magmi sono tanto
più viscosi quanto maggiore è il loro contenuto di silicio, ossigeno e
alluminio.. Gli attriti che ostacolano il movimento tra particelle fluide sono
maggiori nei magmi felsici, mentre i magmi mafici hanno una bassa viscosità e
di conseguenza scorrono meglio.
Plutoni:
Gli ammassi di rocce
intrusive si formano in profondità per solidificazione del magma e sono
circondati da rocce di altri tipi I corpi magmatici consolidati nel sottosuolo
sono detti plutoni; essi hanno forma e dimensioni variabili.
I batoliti sono i plutoni di maggiori
dimensioni, quindi sono delle grosse cavità; nel caso di dimensioni minori
prendono il nome di ammassi (o masse
satelliti).
Corpi
ipoabissali:
alcuni corpi plutonici
di dimensioni medio-piccole possono solidificare a bassa profondità quando il
magma riesce ad aprirsi la strada fino quasi alla superficie (Þcorpi ipoabissali).
I filoni-strato sono corpi concordanti di
forma tabulare (= a strati) e spessore da qualche centimetro a centinaia di
metri.
I laccoliti si formano per iniezione di
magma lungo i piani di stratificazione delle rocce, ma invece di essere
tabulari sono convessi verso l’alto, assumendo la forma di un fungo.
I corpi discordanti,
detti filoni, sono tabulari e si
intrudono lungo le fessure aperte dalla pressione dell’iniezione magmatica o
nelle fratture che si verificano in zone in via di sprofondamento.
Anatessi:
Con il termine
anatessi si indica il processo in cui le rocce sono sottoposte a una fusione
parziale per azione dei gas e delle soluzioni ad altissima temperatura in
risalita dalle parti più profonde della crosta.
Le rocce che derivano
dal processo di anatessi sono dette graniti
anatettici.
Origine
dei magmi felsici e mafici:
Tra le rocce
magmatiche grandissima prevalenza hanno il granito, roccia felsica intrusiva, e
il basalto, roccia mafica effusiva.
I minerali più ricchi
di silice fondono a circa 700°C; perciò quando nella crosta si raggiungono i
700°C si verifica il processo di anatessi, le rocce quindi fondono parzialmente
e originano un magma granitico.
Per ottenere un magma
basaltico bisogna invece fondere rocce ricche di pirosseni e anfiboli, come la
peridotite.
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Caratteristiche
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Magma basaltico
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Magma granitico
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Profondità
di origine
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100-150 km
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Meno di 40 km
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Variazione della temperatura di fusione durante l’ascesa
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diminuzione
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aumento
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Temperatura
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1200-1400 °C
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650-800 °C
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Arrivo in superficie
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Molto frequente
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Molto raro
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Prodotti
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Basalto molto
frequente gabbro molto raro
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Riolite molto rara
granito molto frequente
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Il magma granitico
deriva da una rigenerazione in situ
di rocce esistenti e può essere visto come il prodotto di un metamorfismo
estremo. Il magma basaltico è composto invece da materiali del mantello o della
crosta profonda che salgono per la prima volta in superficie. Il diverso
comportamento dei magmi felsici e di quelli mafici risiede anche nella diversa
influenza che la pressione ha sulla temperatura di fusione.
La temperatura di fusione del magma granitico
aumenta quando diminuisce la pressione, mentre quella del magma basaltico
diminuisce con la diminuzione della pressione.
Eruzioni
vulcaniche e contenuto di gas nel magma:
Un magma in
condizioni di minore densità rispetto alle rocce circostanti risale all’interno
del mantello e durante la risalita costituisce grandi corpi a forma di goccia,
i diapiri magmatici. Essi, se le
condizioni di disequilibrio litostatica persistono, continuano a spingere verso
l’alto deformando e fratturando in questo modo le rocce sovrastanti.
Durante la risalita
l’azione del magma determina quindi una tipica attività sismica; i terremoti
associati al movimento del magma si chiamano tremori.
Giunti in prossimità
della superficie i diapiri tendono a fermarsi per un periodo di tempo, e lo
spazio da loro occupato costituisce la cosiddetta camera magmatica.
Quando si verifica
una variazione dell’equilibrio litostatica si ha l’eruzione vulcanica, cioè
l’emissione all’esterno di materiale magmatico solido, liquido e gassoso.
Ogni magma è caratterizzato
da un certo contenuto di gas e quando la pressione litostatica esercitata sul
magma diminuisce, diminuisce anche la solubilità dei gas.
I gas che sfuggono al
liquido si accumulano nella parte superiore della camera magmatica ed
esercitano una spinta sulle rocce sovrastanti. E’ proprio questa spinta che
provoca la frantumazione delle rocce e la creazione di un varco verso
l’esterno: il camino vulcanico.
Il
meccanismo eruttivo:
I gas sono
responsabili anche del trasporto in superficie del magma. Dopo l’esplosione
essi ancora disciolto nel magma hanno una pressione notevolmente più bassa;
questo provoca l’espansione del magma e la rapida espansione dei gas. Il
meccanismo eruttivo consiste nella formazione di bolle nel magma sempre più
grandi che si spostano verso l’alto e trascinano il magma lungo il camino
vulcanico fino a farlo traboccare all’esterno.
Il magma emesso in
superficie è chiamato lava; la
differenza tra magma e lava consiste nel fatto che la lava è quasi
completamente priva dei gas che erano contenuti nel magma.
Una volta che
l’espansione dei gas che hanno provocato l’eruzione si esaurisce, il condotto
vulcanico viene chiuso da magma solidificato.
La presenza dei gas
favorisce l’attività esplosiva. L’abbondanza di silice rende il magma viscoso,
poco mobile, e quindi in presenza di gas favorisce anch’essa le esplosioni; con
minore presenza di gas i magmi viscosi determinano la formazione di prodotti
semisolidi che fuoriescono dall’edificio vulcanico e prendono il nome di estrusioni. Altri prodotti semisolidi
possono insinuarsi nelle fratture delle rocce, formando protrusioni.
La scarsità di gas e il minore contenuto in
silice favoriscono invece le colate laviche fluide, senza esplosioni.
Attività
vulcanica esplosiva:
La fuoriuscita di magma
viscoso prende il nome di attività esplosiva ed è tipica delle rocce riolitiche
ricche in gas. Il magma si avvicina alla superficie e la pressione scende
improvvisamente, quindi i gas si liberano con una violenza esplosiva. Il magma
viene sminuzzato e le rocce circostanti sono rotte in frammenti, che prendono
il nome di piroclasti. I frammenti
più piccoli sono chiamati ceneri e
all’aumentare delle dimensioni si hanno lapilli,
bombe e blocchi. Polveri e ceneri vulcaniche possono essere trasportate a
grandissime distanze.
I piroclasti dopo l’esplosione ricadono al suolo
dove accumulandosi generano potenti successioni di depositi piroclastici.
Si distinguono tre tipi principali di depositi
piroclastici che derivano da tre differenti meccanismi di deposizione:
·
CADUTA GRAVITATIVA: è il
meccanismo di deposizione proprio dei piroclasti lanciati in alto che
successivamente ricadono a varie distanze dal centro eruttivo. I depositi
piroclastici che si formano dalla compattazione e trasformazione in roccia dei
frammenti più fini sono detti cineriti.
All’aumentare della dimensione seguono poi i tufi vulcanici e le brecce
vulcaniche. Se cristalli frammenti vetrosi e ceneri finiscono in acqua possono essere rielaborati da onde e correnti
o addirittura mischiarsi con altri sedimenti e formare le tufiti. I depositi piroclastici da caduta gravitativi sono ben
stratificati.
·
COLATA PIROCLASTICA: deriva
dal movimento verso valle di materiale piroclastico altamente concentrato, in
cui una certa proporzione di gas presente tra i frammenti agisce da
lubrificante. Le nubi ardenti sono
un fenomeno del tutto particolare legato ad esplosioni con forte emissione di
gas. Si tratta di valanghe molto pericolose in cui ceneri e altri frammenti
incandescenti a volte salgono verso l’alto ma spesso fluiscono lungo i fianchi
del vulcano a grandissima velocità. Quando si depositano i prodotti solidi di
una nube ardente sono ancora incandescenti per cui saldano assieme e si
compattano a formare le ignimbriti.
Un altro fenomeno associato a eventi esplosivi è quello delle colate di fango (o lahar), che
consistono in flussi di materiale formato da frammenti di piccole dimensioni
che, reso fluido dall’acqua, scende verso valle. Esse si formano in seguito
allo scioglimento dei ghiacci.
·
ONDATA BASALE: sono flussi
molto diluiti di gas e materiale
piroclastico che si espandono raso terra
dal condotto vulcanico. L’ondata basale si verifica spesso quando le acque
sotterranee entrano nel condotto vulcanico e talvolta nella camera magmatica.
L’acqua date le altissime temperature evapora e la grande quantità di vapore
determina un velocissimo aumento di pressione e quindi l’esplosione del
vulcano. Questo fenomeno prende il nome di esplosione freatomagmatica, in quanto provocata dall’acqua sotterranea. Il
risultato è il lancio di materiale solido e vapore verso l’alto con formazione
di un’ondata basale che si propaga rasoterra. I depositi piroclastici che
derivano dalle ondate basali sono ben stratificati.
Attività vulcanica effusiva:
La fuoriuscita di lava molto fluida, in assenza
di fenomeni esplosivi prende il nome di attività effusiva ed è tipica delle
lave basaltiche, cioè lave fluide e scorrevoli.
Le lave si distinguono in base a forme
particolari delle superfici e a strutture
interne dipendenti dalla loro genesi.
Il magma basaltico che trabocca dai crateri, se
è ricco di gas, origina scorie bollose dovute alla fuoriuscita dei gas e dà
origine alle lave scoriacee.
Se invece il magma è povero di gas si forma sulla superficie della lava una pellicola consolidata al di sotto della
quale la corrente lavica continua a
defluire e deforma la pellicola superficiale, dando origine alle lave a corda.
Nel caso di lave assai viscose la parte
superficiale della colata può suddividersi in blocchi isolati che la corrente
trascina in superficie; le lave di questo tipo sono dette lave a blocchi.
Se l’eruzione avviene sott’acqua il magma in
superficie consolida rapidamente e si formano così le lave a cuscini.
Quando il raffreddamento è veramente rapido si
formano invece le lave autoclastiche
che assumono l’aspetto di una breccia detta ialoclastite.
Eruzioni centrali:
Si verificano quando il magma fuoriesce da
sorgenti puntiformi dopo essere salito attraverso il camino vulcanico. Se dal
condotto escono colate laviche di tipo basaltico, molto fluide, si formano
vulcani detti vulcani a scudo.
La lava basaltica solidificata può presentarsi
come una caratteristica fessurazione; la lava felsica invece ha viscosità molto
elevata.
Una lava molto silicica non riesce nemmeno a
traboccare dal cratere dove forma un accumulo detto cupola di ristagno.
Quando l’eruzione centrale è di tipo esplosivo,
si formano i coni di scorie. Se un
vulcano emette a intermittenza sia lava che piroclasti si forma un cono
composto o strato-vulcano, il
vulcano più comune tra quelli continentali.
Le caldere
sono grandi depressioni occupate spesso da un lago o dal mare che si formano
per esplosione o collasso di un vulcano.
Lo svuotamento dei serbatoi magmatici poco
profondi a causa di un’intensa effusione di lava provoca il collasso di un
edificio vulcanico. Si formano in questo modo le caldere di sprofondamento.
In qualche caso la violenza dell’esplosione può
essere tale da buttare in aria tutta la sommità del cono; può formarsi così una
grande cavità a forma di imbuto, chiamata caldera
di esplosione.
Diatrema è il termine che si usa per indicare il riempimento di un camino
vulcanico; il materiale di riempimento è generalmente una breccia formatasi in
seguito a un’esplosione.
Eruzioni lineari o fessurali:
In questo tipo di eruzione i prodotti vulcanici
escono da lunghe e strette fratture della terra. Le colate laviche impilandosi
eruzione dopo eruzione originano i plateau
basaltici, sorta di tavolati o altipiani dello spessore di qualche
chilometro.
Quando il magma è felsico, invece di lava, dalle
fratture fuoriescono nubi ardenti e si formano estesi accumuli di ignimbriti
definiti plateau ignimbritici.
Manifestazioni gassose:
Il vapore acqueo è il principale costituente
seguito da anidride carbonica e biossido di zolfo, con tracce di azoto, ossido
di carbonio e idrogeno. Le quantità di gas che si liberano durante
un’esplosione sono enormi; le ultime fasi dell’attività vulcanica consistono
infatti in emissioni di gas e vapori. Le acque vaporizzate contenute in un
vulcano possono risalire e dare origine a sorgenti termali, geyser, soffioni e
fumarole.
I geyser
emettono alti getti d’acqua molto calda e ricca di sostanze disciolte, la quale
è spinta verso l’alto con notevole forza. Il fenomeno si verifica in presenza
di una camera magmatica poco profonda che riscalda acque di falda.
Fumarole e soffioni sono invece
dovuti alle emissioni di gas di tipo vulcanico da fratture del terreno. I getti
di vapore e gas sono meno violenti nel caso delle fumarole e più violenti nel
caso dei soffioni. Gas e vapori così emessi contengono in soluzione sostanze che precipitano quando l’acqua
evapora e formano diversi tipi di deposito come zolfo e travertino.
Schema caratteristiche del magma e edificio
vulcanico:
|
Composizione
del magma
|
Viscosità
|
Attività
|
Edificio
formato da eruzione centrale
|
Edificio
formato da eruzione lineare
|
|
Felsico
|
Alta
|
Esplosiva
|
Cono si scorie
Diatrema
Guglia
Cupola
Caldera
|
/
/
Plateau ignimbritici
/
/
|
|
Intermedio
|
Media
|
Mista
|
Strato-vulcano
|
/
|
|
Mafico
|
Bassa
|
Effusiva
|
Vulcano a scudo
|
Plateau basaltico
|