Rocce.
Sono aggregati di minerali a loro volta costituiti da elementi
combinati tra loro in modo ordinato, così come è possibile trovare sostanze di
derivazione organogena (fossili).
ELEMENTI = sostanze che non
possono essere scisse in forme più semplici di materia attraverso i normali
processi chimici. Sono 92 in natura, giungono a 108 insieme a quelli ottenuti
in laboratorio. Sono costituiti da atomi,
con uno stesso numero di protoni
entro il nucleo (stesso numero atomico), con carica positiva e massa all’incirca
uguale a 1. All’intorno del nucleo poi si hanno i neutroni, che insieme ai protoni costituiscono il peso atomico, con
massa leggermente superiore e carica neutra. Attorno al nucleo si muovono gli elettroni (carica negativa e 444g68e massa
piccolissima) su vari livelli.
Atomi con uguale numero atomico, ma diverso peso atomico sono detti isotopi. Alcuni di questi sono
instabili e si disintegrano spontaneamente (radioattività naturale) emettendo
energia.
Gli elementi si formano all’interno delle stelle attraverso reazioni
termonucleari innestate dalle alte temperature, e quindi, a partire
dall’idrogeno e dall’elio, per fenomeni di contrazione e surriscaldamento si
innescano reazioni da cui deriveranno tutti gli altri elementi. Questi tendono
a riunirsi e a dare origine a dei composti, cioè l’insieme di elementi tenuti
da legami di natura elettrica, scindibili solo attraverso processi chimici. Una
configurazione stabile del composto viene ottenuta principalmente attraverso
tre legami, quali:
§
Legame
ionico, dove gli ioni sono atomi non neutri (anioni se acquistano elettroni
[-] e cationi [+]). Il legame si verifica quando vengono attratti ioni con
carica elettrica opposta. Da
caratteristiche di durezza e di alto punto di fusione.
§
Legame
covalente, si ha quando degli atomi mettono in compartecipazione gli elettroni,
con caratteristiche di massima durezza ed elevato punto di fusione.
§
Legame
di Van der Waals, legame debole che si ha quando ci sono asimmetrie
elettriche (altri legami lasciano cariche negative libere a cui si possono
unirsi cationi). È un legame che interessa le argille.
I raggi ionici saranno maggiori di quelli atomici nel caso degli anioni
e minori nel caso dei cationi.
Figura
10. Il ciclo geologico e i cicli che lo compongono.
Figura 1.
Il ciclo delle rocce.
Minerali.
Sono composti inorganici allo stato solido caratterizzati da una
composizione chimica ben definita o variabile entro ambiti ristretti, con una
disposizione ordinata degli atomi e una forma definita. La loro struttura è
detta cristallina. Nei reticoli cristallini dei minerali si può avere la
sostituzione (vicarianza) di alcuni
elementi con altri, nel caso in cui il raggio ionico tra i due sia simile ed il
legame sia unico. Il cristallo ha una forma poliedrica e chimicamente è diviso
in:
1. Minerali non silicatici:
-
Solfuri, composti metallici
dello zolfo, che si formano nelle fasi tardive del vulcanismo (fasi idrotermali) oppure nelle fasi tardive della consolidazione dei
magmi, o all’interno dei sedimenti prima che diventino roccia. Vi si può
ricavare ferro, zinco, rame, piombo e magnesio (ad esempio, pirite,
calcopirite, ecc.).
-
Ossidi e idrossidi,
si formano durante la consolidazione dei magmi basici, ad esempio la magnetite.
Si possono formare anche per ossidazione di minerali ferrosi (ematite,
limonite. La limonite è un idrossido perché contiene molecole d’acqua
intrappolate d’acqua).
-
Alogenuri, si formano per
precipitazione chimica diretta delle acque marine in climi caldi con forte
evaporazione (ad esempio salgemma e silvite).
-
Carbonati, si possono formare
per precipitazione diretta in acque marine e climi caldi con forte evaporazione
aiutate anche da attività biologiche che alterano il rapporto CO2/H2O,
oppure dall’attività diretta dell’organismo che fissa il carbonato nel guscio.
La dolomite deriva da una trasformazione della calcite. Esistono carbonati che
si formano anche nelle acque continentali, quando si hanno acque dure
(travertini).
-
Solfati, si formano per
evaporazione o per sublimazione (deposizione) diretta dalle fumarole vulcaniche
(ad esempio gesso, solfato idrato e anidrite, solfato anidro).
-
Fosfati, legati alla
presenza di invertebrati (sono i componenti maggiori delle ossa) e quindi in
depositi fossili degli invertebrati.
-
Quarzo, è un ossido, un minerale
silicatico ma viene considerato a parte per la sua rilevanza.
2. Minerali silicatici, hanno una
struttura base a tetraedro, e in funzione dei diversi modi di associazioni
avremo minerali diversi.
MISCELE ISOMORFE = minerali che
possono variare come composizione chimica attraverso due termini estremi, per
mezzo della vicarianza.
MINERALI PIù COMUNI DELLE ROCCE IGNEE.
-
GRUPPO
DELL’OLIVINA, è una miscela isomorfa, con termini estremi quali forsterite – fayalite (a seconda delle maggiori/minori combinazioni magnesio -
ferro). Sono stabili a temperature elevate (1800 °C – 1200 °C), quindi sono i
primi a formarsi dalla solidificazione del magma, specialmente se basico (o ultrabasico). Si possono trovare anche nelle rocce metamorfiche.
-
GRUPPO
DEI PIROSSENI, miscela isomorfa, stabili intorno a 1100 °c,
presenti in rocce basiche, i più comuni sono il diopside, il diallaggio,
l’augite.
-
GRUPPO
DEGLI ANFIBOLI, hanno un peso specifico più basso del gruppo
precedente perché contengono acqua all’interno del loro reticolo
cristallografico. Sono diffuse in rocce acide e in rocce metamorfiche
(actinolite, orneblenda, glaucofane).
-
GRUPPO
DELLE MICHE, caratterizzati da legami di Van der Waals, quindi caratterizzati da
una facilità di separazione per lamine. Le più diffuse sono le biotite e la
muscovite, nelle rocce acide e metamorfiche.
-
GRUPPO
DEI FELDSPATI, si suddividono in
1. alcalini (silicati di potassio e in
parte di sodio), come l’ortoclasio che è stabile a temperature tra gli 800-4500
°C, il sanidino tra gli 800-1000 °C, il microclino stabile a temperature
immediatamente inferiori, formandosi negli ultimi stadi di raffreddamento del
magma;
2. alcali - calcici (miscele isomorfe
di sodio – calcio, rappresentati dai minerali estremi albite – anortite),
diffusi in rocce acide mentre i termini calcici sono diffusi maggiormente nelle
rocce basiche.
-
GRUPPO
DEI FELDSPATOIDI, come la leucite e la nefelina. La leucite è
presente in rocce basiche e alcaline. Sono facilmente alterabili (soprattutto
al leucite in analcime).
-
QUARZO, caratterizzato da
un reticolo compatto, quindi con caratteristiche di durezza e resistenza
chimica e meccanica. È diffuso in tutti i tipi di rocce.
PROPRIETà DEI MINERALI.
DUREZZA = è la resistenza a
lasciarsi scalfire, confrontabile sulla scala
di Mohs, dipendente dalle strutture cristalline e quindi dal tipo di
legame.
SFALDATURA = tendenza di un
cristallo a rompersi lungo piani ben
definiti, di minore coesione. Il silicio non ha piani di sfaldatura, ma si
rompe secondo superfici irregolari, mentre la sfaldatura è evidente nelle
miche.
COLORE, LUCENTEZZA, ecc.
In funzione del processo che le ha originate le rocce si distinguono in
IGNEE, SEDIMENTARIE e METAMORFICHE.
ROCCE IGNEE (o MAGMATICHE).
Si formano a seguito del raffreddamento di masse fuse residenti
all’interno della litosfera. A seconda che il raffreddamento avvenga
all’interno della crosta terrestre, in superficie o a breve profondità si
otterranno rocce con caratteristiche proprie (rocce intrusive, effusive e
ipoabissali).
Magma = massa fusa che da
origine a prodotti dal suo raffreddamento. È costituito da due parti
fondamentali: una fluida, che
origina le rocce per solidificazione ed una gassosa o volatile che
verrà allontanata. Questa ultima conferisce alla massa fusa notevole fluidità,
favorendo, perciò, la cristallizzazione, o meglio, la mobilità dei reticoli
cristallini. I componenti gassosi vengono infatti chiamati agenti
mineralizzatori. La componente gassosa è costituita da 90% di vapore acqueo e
da gas quali anidride carbonica, monossido di carbonio, argento, anidride
solforosa, acido solforoso.
La componente fluida originerà le rocce: questa è costituita da forme
semplici, dette preforme magmatiche, generalmente di tipo
silicatico e con un alto punto di fusione (dai 900 ai 2000 °C). durante il
raffreddamento di un magma, i minerali si separano secondo l’ordine definito
dalle rispettive temperature di fusione (cristallizzazione frazionata). I
cristalli possono mutare nella massa che si sta solidificando aggiungendosi a
quelli già presenti (in pratica, si hanno reazioni dei minerali con il fuso).
Ad esempio, da un magma basaltico, si formerà per prima l’olivina dove i
minerali rimarranno sospesi nel fuso. Al diminuire dalla temperatura, alcuni
reagiranno col liquido e si formeranno i pirosseni, poi si avranno gli
anfiboli, ecc.
Il fuso residuale rimarrà, quindi, arricchito in silice e alcali
progressivamente (sarà cioè più acido). Questa serie è detta discontinua,
dato che si passa da una specie mineralogica ad un’altra. Un’altra serie è
detta continua (dato che rimane
sempre nell’ambito dei plagioclasi): durante il raffreddamento si ha soltanto
un adattamento dalla composizione alle nuove temperature con progressivo
arricchimento in sodio. Da notare, inoltre, che nella serie discontinua si
passa da strutture più semplici a strutture più complesse (da mesosilicati a tettosilicati), i minerali idrati sono presenti nella parte bassa
della serie, la sequenze di cristallizzazione influisce sulla forma dei
cristalli dato che quelli femici otterranno la loro forma caratteristica (idiomorfa), mentre quelli sialici si
disporranno nello spazio rimanente (allotriomorfa).