LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO
Abbiamo visto come il criterio fondamentale
per registrare un fatto di gestione durante l'esercizio sia quello di verificare
se esso abbia dato luogo ad una manifestazione finanziaria, cioè una variazione
in aumento o in diminuzione dei valori finanziari (cassa, crediti, debiti).
Se vi è stata una variazione finanziaria, che
indichiamo come aspetto originario,
si avrà una connessa variazione, che indichiamo come aspetto derivato, che può consistere in una variazione finanziaria
(di segno opposto alla precedente) oppure economica, od anche in una loro
combinazione.
Questo criterio, di facile applicazione
pratica, non consente però il raggiungimento immediato degli obbiettivi
fondamentali della Contabilità Generale, cioè :
a) determinare il reddito dell'esercizio;
b) determinare il patrimonio di
funzionamento.
Infatti, abbiamo visto come il reddito
d'esercizio sia dato dalla differenza tra i Ricavi ed i Costi di competenza
dell'esercizio in esame ed il patrimonio di funzionamento sia composto dai Costi
e dai Ricavi non di competenza dell'esercizio (pluriennali e sospesi) oltre che
dai valori finanziari e dai valori economici patrimoniali.
Seguendo perciò il criterio di registrare
solo quei fatti di gestione che abbiano dato luogo ad una manifestazione
finanziaria durante l'esercizio, si commettono due tipi di "mancanze"
:
1) non
vengono registrati Costi e Ricavi che sono in tutto o in parte attribuibili per
competenza all'esercizio, ma che non hanno avuto nell'esercizio stesso alcuna
manifestazione finanziaria (ad esempio, l'imprenditore prende in affitto un
locale commerciale per i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, con pagamento
totale a fine febbraio; in questo caso, essendo la manifestazione finanziaria
posticipata, nel primo esercizio non si registra nulla);
2) vengono
registrati Costi e Ricavi la cui manifestazione finanziaria è avvenuta
nell'esercizio, ma che sono in tutto o in parte di competenza di altri esercizi
(ad esempio, i costi pluriennali, cioè quei costi la cui partecipazione alla
gestione avviene per più di un esercizio).
Come si può vedere, se consideriamo i dati
della Contabilità Generale così come si sono andati formando durante
l'esercizio, non arriveremo alla determinazione del primo obbiettivo, cioè il
reddito dell'esercizio. Quest'ultimo scaturisce infatti dalla differenza fra
Ricavi e Costi di competenza economica dell'esercizio stesso, mentre noi
abbiamo finora rilevato soltanto ricavi e costi che si sono manifestati
finanziariamente, senza curarci della loro competenza economica.
Anche il secondo obbiettivo, cioè la
determinazione del patrimonio di funzionamento, risulta impossibile da raggiungere,
sempre per il fatto che non si è distinta la competenza economica dei costi e
dei ricavi, per cui non possiamo ricostruire con esattezza quei valori
pluriennali e sospesi che vanno appunto a comporre il patrimonio.
Prima di procedere alla chiusura generale dei
conti ed alla conseguente formazione del bilancio d'esercizio, è quindi
necessario operare una serie di "aggiustamenti" alla Contabilità Generale
allo scopo di porre rimedio al mancato rispetto del criterio della competenza
economica avvenuto nelle normali rilevazioni contabili effettuate durante
l'esercizio.
Tali "aggiustamenti", denominati
più correttamente scritture di
assestamento, dovranno naturalmente avvenire soltanto successivamente al
termine delle normali scritture d'esercizio, in data 31/12, prima quindi di
operare la chiusura generale dei conti.
Lo schema di riferimento cronologico sarà
dunque :
SCRITTURE D'ESERCIZIO-->
SCRITTURE DI ASSESTAMENTO-->SCRITTURE DI CHIUSURA DEI CONTI
Le scritture di assestamento si suddividono
in :
- scritture di completamento
-
scritture di imputazione o di integrazione
-
scritture di storno o di rettifica
-
scritture di ammortamento
Vediamo quali sono i loro caratteri
prin 222j95c cipali.
a) le
scritture di completamento
Rilevano costi e ricavi interamente di
competenza dell'esercizio misurati da variazioni finanziarie il cui importo
preciso può essere conosciuto soltanto alla fine dell'esercizio stesso. Non
presentano particolari difficoltà, trattandosi di normali scritture
d'esercizio, con la sola specificità di venire effettuate in data 31/12.
Le più comuni sono le seguenti :
-
interessi attivi e passivi maturati sui conti correnti bancari e postali
-
interessi attivi e passivi maturati verso clienti e fornitori
- canoni ed interessi interamente maturati
nell'esercizio e pagabili in via posticipata nell'esercizio seguente
-
raggruppamento dei saldi dei conti correnti bancari in un unico conto
denominato "Banche c/c attivi" e/o "Banche c/c passivi"
-
rilevazione del credito o del debito per IVA
Vediamo alcuni esempi di scritture di
completamento :
1) al
31/12 sono maturati sul c/c acceso presso la Banca XYZ interessi passivi per
euro 418,67 e spese per euro 45,70
|
31/12
|
|
INTERESSI PASSIVI BANCARI
|
418,67
|
|
|
|
|
ONERI BANCARI
|
45,70
|
|
|
|
|
BANCA XYZ C/C
|
|
464,37
|
2) al
31/12 sono maturati sul c/c acceso presso la Banca ABC interessi attivi per
euro 483,00 (per semplicità, non affrontiamo in questa sede gli aspetti fiscali
relativi alle ritenute alla fonte)
|
31/12
|
|
BANCA ABC C/C
|
483,00
|
|
|
|
|
INTERESSI ATTIVI BANCARI
|
|
483,00
|
3) per
i locali ad uso ufficio presi in affitto è dovuto un canone annuo posticipato
di euro 780,00 pagabile il 1/1
|
31/12
|
|
FITTI PASSIVI
|
780,00
|
|
|
|
|
DEBITI DIVERSI
|
|
780,00
|
4) i
saldi dei vari conti correnti bancari vengono raggruppati
|
31/12
|
|
BANCHE C/C ATTIVI
|
8.910,50
|
|
|
|
|
BANCA ABC C/C
|
|
560,55
|
|
|
|
BANCA KKK C/C
|
|
7.950,84
|
|
|
|
BANCA ZZZ C/C
|
|
399,11
|
|
31/12
|
|
BANCA XYZ C/C
|
1.563,32
|
|
|
|
|
BANCA YYY C/C
|
88,25
|
|
|
|
|
BANCHE C/C PASSIVI
|
|
1.651,57
|
5) si
rileva un debito IVA di euro 1.080,00 (differenza tra IVA a credito ed IVA a
debito del periodo)
|
31/12
|
|
ERARIO C/IVA
|
1.080,00
|
|
|
|
|
DEBITI PER IVA
|
|
1.080,00
|
b) le
scritture di imputazione o di integrazione
Rilevano costi e ricavi ( o quote di costi e
di ricavi) che sono economicamente di competenza dell'esercizio che si chiude,
ma che avranno in futuro la loro manifestazione finanziaria.
Le più comuni sono le seguenti :
-
ratei attivi e passivi
-
fatture da emettere e fatture da ricevere
-
fondi rischi ed oneri futuri
b.1) i ratei
sono quote di costi e di ricavi economicamente già maturati, ma la cui manifestazione
finanziaria non è ancora avvenuta; i ratei attivi rilevano la quota già
maturata di ricavi futuri, mentre i ratei passivi rilevano la quota già
maturata di costi futuri.
Per esempio, concediamo in affitto un locale
aziendale dal 1/10/1996 al 1/2/1997, con liquidazione posticipata dell'importo
di euro 800,00.
Nel corso del 1996 non abbiamo nulla da
rilevare, dato che non si è verificata ancora la manifestazione finanziaria
(che avverrà il 1/2/1997); il 31/12, tuttavia, prima di chiudere i conti e
determinare il risultato economico dell'esercizio 1996, ci rendiamo conto del
fatto che una certa quota di ricavo è già maturata (dal 1/10/1996 al
31/12/1996) ma ancora non è stata registrata.
Ecco allora che il 31/12/1996 rileviamo tale
quota, detta appunto rateo (in questo caso attivo).
Graficamente possiamo visualizzare il
problema con questo schema :
1 9
9 6 1 9
9 7
1/10 . 31/12 1/2
La quota maturata nel 1996 (detta appunto
rateo ed indicata in neretto nel grafico precedente) è pari a euro 600,00,
ottenuti con la proporzione :
800 :
4 = x
: 3
euro mesi euro mesi
Se, infatti, l'affitto per i quattro mesi dal
1/10/1996 al 1/2/1997 (ottobre, novembre, dicembre, gennaio) è di euro 800,00,
in proporzione l'affitto di competenza del 1996 (cioè soltanto tre mesi) sarà
di euro 600,00.
b.2) Durante il corso dell'esercizio, noi rileviamo
le vendite e gli acquisti nel momento in cui viene emessa o ricevuta la
relativa fattura e quindi si manifesta il credito o il debito (manifestazioni
finanziarie).
Alla fine dell'esercizio, però, può capitare
che la vendita sia già avvenuta (e quindi il relativo ricavo sia di competenza
dell'esercizio) oppure l'acquisto si sia già verificato (e quindi il costo sia
di competenza), ma le relative fatture non siano state ancora emesse oppure
ricevute.
Poiché tali ricavi e costi, pur non avendo
ancora dato luogo ad una manifestazione finanziaria, sono evidentemente di
competenza economica dell'esercizio in chiusura, vanno allora rilevati avendo
come contropartita fatture da emettere e fatture da ricevere.
b.3) Alcuni costi e perdite che si manifesteranno
finanziariamente in futuro possono tuttavia essere, in tutto o solo in parte,
derivanti da fatti o motivi relativi all'esercizio in chiusura al 31/12. Non
sarebbe quindi corretto sul piano della competenza (e quindi dell'esatta
determinazione del reddito dell'esercizio) attribuire tutto il costo o la
perdita all'esercizio in cui si manifesteranno finanziariamente.
Per questo motivo, è corretto attribuire a
ciascun esercizio una quota del costo e della perdita futura, imputando un
accantonamento annuale ad un determinato fondo rischi (ad esempio, fondo rischi
su crediti, fondo imposte, fondo rischi su cambi, fondo responsabilità civile,
etc.) o ad un determinato fondo oneri futuri (ad esempio, fondo manutenzioni
cicliche).
Più esattamente, i fondi rischi sono costituiti in previsione di future perdite dovute
all'esito incerto di operazioni in corso nell'esercizio; i fondi oneri futuri sono invece costituiti per ripartire
economicamente costi la cui manifestazione finanziaria futura è certa ma
indeterminata come importo o come data.
Vediamo alcuni esempi di scritture di
imputazione :
- in
data 1/9 l'azienda ha contratto un mutuo passivo di euro 20.000,00 al tasso del
12% con interessi pagabili in via posticipata in data 1/3 e 1/9 di ogni anno;
L'1/9, all'atto dell'ottenimento del mutuo,
rileviamo l'aumento del nostro conto corrente bancario ed il contemporaneo
sorgere di un debito per mutui passivi
|
01/09
|
|
BANCA XYZ C/C
|
20.000,00
|
|
|
|
|
MUTUI PASSIVI BANCARI
|
|
20.000,00
|
Il 31/12 rileviamo la quota di interessi
passivi maturati economicamente dal 1/9 al 31/12, pur non avendo ancora avuto
la relativa manifestazione finanziaria
1 9 9
6
1 9 9 7
1/9
31/12 1/3
Utilizzando la consueta formula per il
calcolo dell'interesse semplice (tempo espresso in mesi), si ottiene l'importo
:
20.000 X 12 X 4
x =
--------------------------------- =
800,00
1200
La registrazione sul libro giornale sarà
dunque :
|
31/12
|
|
INTERESSI PASSIVI SU MUTUI
|
800,00
|
|
|
|
|
RATEI PASSIVI
|
|
800,00
|
- al
31/12 risultano pervenute merci per il valore di euro 450,00, delle quali non è
stata ancora ricevuta la fattura
|
31/12
|
|
MERCI C/ACQUISTI
|
450,00
|
|
|
|
|
FATTURE DA RICEVERE
|
|
450,00
|
- al
31/12 risultano venduti prodotti dal valore di euro 765,00, per i quali non è
stata ancora emessa la fattura
|
31/12
|
|
FATTURE DA EMETTERE
|
765.000,00
|
|
|
|
|
PRODOTTI FINITI C/VENDITE
|
|
765.000,00
|
- fra
tre anni è prevista la manutenzione ciclica degli impianti industriali
dell'azienda, per un costo complessivo stimato in euro 900,00; al 31/12 si
imputa la quota parte di competenza dell'esercizio, pari appunto ad un terzo,
cioè euro 300,00
|
31/12
|
|
ACCANTON. MANUT.CICLICHE
|
300,00
|
|
|
|
|
FONDO MANUTENZIONI CICL.
|
|
300,00
|
c) le
scritture di storno o di rettifica
Rinviano ai futuri esercizi costi e ricavi (o
quote di costi e di ricavi) che hanno avuto nell'esercizio la loro
manifestazione finanziaria, ma la cui competenza economica è in tutto o in
parte attribuibile ad esercizi futuri.
Le più comuni sono le seguenti :
-
rimanenze di magazzino (merci, materie prime, materiali di consumo,
semilavorati, prodotti in corso di lavorazione, lavori in corso, etc.)
-
risconti attivi e passivi
c.1) Poiché la competenza economica dei costi
si attribuisce all'esercizio in cui i relativi fattori produttivi hanno
partecipato alla gestione consentendo l'ottenimento dei corrispondenti ricavi,
ne consegue che le merci, le materie, etc., che non sono state vendute o
utilizzate nell'esercizio (e che quindi formano le rimanenze finali di magazzino) rappresentano costi che non sono di
competenza dell'esercizio, ma casomai dei futuri esercizi, ai quali vanno
rinviati.
Con la scrittura di fine esercizio si
stornano quindi dai costi di acquisto o produzione quei costi che non sono di
competenza dell'esercizio, indicando altresì nel patrimonio il valore del magazzino
tra le Attività quale costo sospeso.
c.2) I risconti
rappresentano quote di costi e di ricavi la cui manifestazione finanziaria è
già avvenuta nel corso dell'esercizio (ed è stata quindi già rilevata), ma la
cui competenza economica è futura. I risconti attivi rinviano costi, i risconti
passivi rinviano ricavi.
Per esempio, l'azienda ottiene un magazzino
in affitto dal 1/11/1996 al 1/6/1997, con liquidazione anticipata dell'importo
di euro 700,00.
L'1/11 si rileva la manifestazione
finanziaria per l'intero importo; al 31/12, tuttavia, ci si rende conto che una
parte dell'affitto pagato (e registrato in contabilità) non è economicamente di
competenza dell'esercizio, ed esattamente la quota del periodo che va dal
1/1/1997 al 1/6/1997.
Al 31/12, quindi, rinvieremo al 1997 tale
quota, detta appunto risconto (in questo caso attivo, in quanto storno di un
costo).
1 9
9 6 1 9
9 7
1/11
31/12
1/6
La quota di competenza del 1997 (detta
appunto risconto ed indicata in neretto nel grafico precedente) è pari a euro
500,00, ottenuti con la proporzione :
700,00 :
7 = x
: 5
euro mesi euro mesi
Se, infatti, l'affitto per i sette mesi dal
1/11/1996 al 1/6/1997 (novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile,
maggio) è di euro 700,00, in proporzione l'affitto di competenza del 1997 (cioè
per soli cinque mesi) sarà di euro 500,00.
Vediamo alcuni esempi di scritture di
rettifica :
- al
31/12, a seguito di inventario fisico, si rileva la presenza nel magazzino di
materie prime valutate euro 2.600,00 e di prodotti finiti valutati euro
7.900,00
|
31/12
|
|
MAGAZZINO MATERIE PRIME
|
2.600,00
|
|
|
|
|
RIMANENZE FINALI MAT. PR.
|
|
2.600,00
|
|
31/12
|
|
MAGAZZINO PRODOTTI FINITI
|
7.900,00
|
|
|
|
|
RIMANENZE FINALI PROD. FIN
|
|
7.900,00
|
- in
data 1/09 l'azienda ha preso in affitto per sei mesi un magazzino da un
privato, pagando in via anticipata il canone pari a euro 1.200,00
L'1/09, al momento del pagamento del canone,
rileviamo la variazione finanziaria (diminuzione di cassa) e la variazione
economica (il costo, in questo caso un fitto passivo)
|
01/09
|
|
FITTI PASSIVI
|
1.200,00
|
|
|
|
|
CASSA
|
|
1.200.000,00
|
Il 31/12 rinviamo al futuro esercizio la
quota di fitti passivi che economicamente non sono di competenza, e cioè la
parte relativa al periodo che va dal 1/1 al 1/3, pari a euro 400,00
1 9
9 6
1 9 9 7
1/9
31/12
1/3
La registrazione sul libro giornale sarà :
|
31/12
|
|
RISCONTI ATTIVI
|
400,00
|
|
|
|
|
FITTI PASSIVI
|
|
400,00
|
d) le
scritture di ammortamento
Per ammortamento
si intende il processo contabile di ripartizione dei costi pluriennali. Infatti,
dal momento che alcuni costi partecipano ai processi produttivi per più
esercizi, non sarebbe economicamente accettabile imputare tali costi
integralmente nell'esercizio in cui sono
stati acquisiti.
Ecco allora che al 31/12 di ciascun esercizio
viene imputata la sola quota di competenza, detta quota di ammortamento, mentre la restante parte viene rinviata ai
futuri esercizi.
La quota di ammortamento viene determinata
sulla base della durata presunta del periodo in cui il fattore produttivo
parteciperà ai processi produttivi; ad esempio, se un macchinario dal costo di
euro 3.000,00 ha una vita utile economica
di cinque anni, la quota di ammortamento annua sarà pari ad un quinto (cioè
al 20%) del costo, quindi a euro 600,00.
Le quote di ammortamento, anno dopo anno, si
vanno a sommare nel fondo ammortamento;
la differenza tra il valore iniziale (detto "costo storico") ed il
fondo ammortamento viene detta "valore
netto contabile" ed indica in via approssimativa il valore attuale del
fattore produttivo.
Tornando all'esempio precedente, dopo tre
anni il fondo ammortamento del macchinario sarà pari a euro 1.800,00 (tre quote
annue da euro 600,00 ciascuna), per cui il suo valore netto contabile sarà pari
a euro 1.200,00 (differenza tra il costo storico di euro 3.000,00 ed il fondo
ammortamento di euro 1.800,00).
Vediamo alcuni esempi di scritture di
ammortamento :
- al
31/12 si calcolano le quote annue di ammortamento dei seguenti costi
pluriennali : impianti 10% (costo storico euro 7.456,00), fabbricati 3% (costo
storico euro 90.000,00), macchinari 20% (costo storico euro 12.000,00)
|
31/12
|
|
AMMORTAMENTO IMPIANTI
|
745,60
|
|
|
|
|
FONDO AMM.TO IMPIANTI
|
|
745,60
|
|
31/12
|
|
AMMORTAMENTO FABBRICATI
|
2.700,00
|
|
|
|
|
FONDO AMM.TO FABBRICATI
|
|
2.700,00
|
|
31/12
|
|
AMMORTAMENTO MACCHIN.
|
2.400,00
|
|
|
|
|
FONDO AMM.TO MACCHINARI
|
|
2.400,00
|
Vediamo adesso un esempio che illustri il
passaggio dalla situazione contabile redatta al termine delle normali scritture
d'esercizio alla situazione contabile finale che consenta la determinazione del
risultato economico dell'esercizio e del connesso patrimonio di funzionamento. Tale passaggio avviene appunto grazie alle
scritture di assestamento.
Al 31/12 la situazione contabile dell'impresa
XYZ presentava, fra gli altri, i seguenti valori (importi espressi in euro) :
|
MERCI C/ESISTENZE INIZIALI
|
265.020,00
|
|
|
MERCI C/ACQUISTI
|
1.624.860,00
|
|
|
RESI SU VENDITE
|
34.270,00
|
|
|
SCONTI PASSIVI SU EFFETTI
|
11.540,00
|
|
|
INTERESSI PASSIVI BANCARI
|
3.560,00
|
|
|
SALARI E STIPENDI
|
142.390,00
|
|
|
ONERI SOCIALI
|
56.430,00
|
|
|
PREMI ASSICURATIVI
|
8.200,00
|
|
|
CONSULENZE LEGALI
|
13.700,00
|
|
|
MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
|
10.600,00
|
|
|
ALTRI COSTI PER SERVIZI
|
6.350,00
|
|
|
MERCI C/VENDITE
|
|
2.155.970,00
|
|
RESI SU ACQUISTI
|
|
79.630,00
|
|
ABBUONI E RIBASSI ATTIVI
|
|
43.130,00
|
|
|
|
|
|
TOTALI
|
2.176.920,00
|
2.278.730,00
|
Operiamo adesso le opportune scritture
contabili di assestamento e determiniamo il reddito dell'esercizio sulla base
dei valori sopra indicati e considerando i seguenti dati :
a) le rimanenze finali di merci vengono
valutate euro 298.700,00;
b) il 21/11 sono stati scontati effetti
scadenti in data 11/03, su cui la banca ha calcolato sconti per euro 220,00;
c) sul c/c aperto presso la banca YYY sono
maturati interessi passivi per euro 2.800,00 e spese di tenuta conto per euro
240,00; sul c/c aperto presso la banca XXX sono maturati interessi attivi per
euro 870,00 e spese di tenuta conto per euro 170,00;
d) il T.F.R. maturato nell'esercizio è pari a
euro 15.530,00;
e) i premi assicurativi comprendono il premio
annuo di euro 5.475,00 pagato in data 27/10;
f) si considera un generico rischio di
insolvenza sui crediti verso clienti pari a euro 2.260,00;
g) le quote di ammortamento sono pari a euro
14.600,00 per gli automezzi ed a euro 11.120,00 per le attrezzature;
h) il fitto del locale di euro 3.000,00
riferito ai mesi di dicembre, gennaio e febbraio sarà pagato alla fine di
febbraio.
Le scritture contabili di assestamento da
effettuare sono le seguenti :
|
31/12
|
a
|
MAGAZZINO MERCI
|
298.700,00
|
|
|
|
|
MERCI C/RIMANENZE FINALI
|
|
298.700,00
|
|
31/12
|
b
|
RISCONTI ATTIVI
|
140,00
|
|
|
|
|
SCONTI PASSIVI SU EFFETTI
|
|
140,00
|
|
31/12
|
c
|
INTERESSI PASSIVI BANCARI
|
2.800,00
|
|
|
|
|
COMMISSIONI BANCARIE
|
240,00
|
|
|
|
|
BANCA YYY C/C
|
|
3.040,00
|
|
31/12
|
c
|
BANCA XXX C/C
|
700,00
|
|
|
|
|
COMMISSIONI BANCARIE
|
170,00
|
|
|
|
|
INTERESSI ATTIVI BANCARI
|
|
870,00
|
|
31/12
|
d
|
T.F.R.
|
15.530,00
|
|
|
|
|
DEBITI PER T.F.R.
|
|
15.530,00
|
|
31/12
|
e
|
RISCONTI ATTIVI
|
4.500,00
|
|
|
|
|
PREMI ASSICURATIVI
|
|
4.500,00
|
|
31/12
|
f
|
ACC.TO RISCHI SU CREDITI
|
2.260,00
|
|
|
|
|
FONDO RISCHI SU CREDITI
|
|
2.260,00
|
|
31/12
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g
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AMMORTAMENTO AUTOMEZZI
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14.600,00
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FONDO AMM.TO AUTOMEZZI
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14.600,00
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31/12
|
g
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AMMORTAMENTO ATTREZZAT.
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11.120,00
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FONDO AMM.TO ATTREZZAT.
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|
11.120,00
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31/12
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h
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FITTI PASSIVI
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1.000,00
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RATEI PASSIVI
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1.000,00
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NOTE
b)
lo sconto passivo si riferisce ad un periodo di 110 giorni di cui solo 40 di
competenza dell'esercizio, per cui dividendo 220,00 euro per 110 giorni e
moltiplicando per 70 si ottiene la quota che non è di competenza
dell'esercizio, cioè il risconto attivo;
e)
il premio assicurativo si riferisce ad un periodo di 365 giorni, di cui
soltanto 65 di competenza dell'esercizio, per cui, dividendo 8.200,00 euro per
365 giorni e moltiplicando per 300, si ottiene la quota non di competenza;
h)
il fitto sarà pagato alla fine di febbraio, ma la quota relativa a dicembre è
di competenza dell' esercizio per 1.000,00 euro, ottenute dividendo 3.000,00
euro per 3 mesi e moltiplicando per 1 mese.
I valori di bilancio sono adesso i seguenti
(indichiamo in neretto i valori cambiati ) :
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MERCI C/ESISTENZE INIZIALI
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265.020
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MERCI C/ACQUISTI
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1.624.860,00
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RESI SU VENDITE
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34.270,00
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SCONTI
PASSIVI SU EFFETTI
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11.400,00
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INTERESSI
PASSIVI BANCARI
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6.360,00
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SALARI E STIPENDI
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142.390,00
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ONERI SOCIALI
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56.430,00
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PREMI
ASSICURATIVI
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3.700,00
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CONSULENZE LEGALI
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13.700,00
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MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
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10.600,00
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ALTRI COSTI PER SERVIZI
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6.350,00
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COMMISSIONI
BANCARIE
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410,00
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T.F.R.
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15.530,00
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ACCANTON.RISCHI
SU CRED.
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2.260,00
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AMM.TO
AUTOMEZZI
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14.600,00
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AMM.TO
ATTREZZATURE
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11.120,00
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FITTI
PASSIVI
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1.000,00
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MERCI C/VENDITE
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2.155.970,00
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RESI SU ACQUISTI
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79.630,00
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ABBUONI E RIBASSI ATTIVI
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43.130,00
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INTERESSI
ATTIVI BANCARI
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870,00
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MERCI
C/RIMANENZE FINALI
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298.700,00
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TOTALI
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2.220.000,00
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2.578.300,00
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Le scritture di assestamento hanno
trasformato i valori di conto (che
non prendono in considerazione la competenza economica, ma solo la
manifestazione finanziaria) in valori di
bilancio, idonei alla corretta
determinazione del risultato attribuibile all'esercizio. Nell'esempio proposto,
il risultato economico d'esercizio è quindi un utile pari a euro 358.300,00,
ottenuto dalla differenza tra i componenti positivi (2.578.300,00) ed i
componenti negativi (2.220.000,00) di competenza dell'esercizio.