LINGUA SPAGNOLA 1
PARTE 1: la grammatica
GRAMMATICA: diverse
accezioni:
1. il complesso delle strutture
fonologiche, morfologiche e sintattiche di una lingua;
2. la scienza che studia tali
strutture.
a. studio della
struttura della frase con speciale riguardo per sintassi e morfologia.
(accezione
più specifica)
b. descrizione
sistematica delle regole che governano il linguaggio in generale.
Include semantica, fonetica, fonologia e pragmatica = diversi livelli
di analisi linguistica.
(accezione più ampia, resa popolare da Chomsky)
SINTASSI: studio
delle combinazioni delle parole tra loro, della struttura della frase.
MORFOLOGIA: studio
della struttura della parola in termini di morfemi.
SEMANTICA: studio
del significato linguistico di morfemi, parole, enunciati.
FONETICA: scienza
che studia i suoni linguistici concreti (produzione, trasmissione, etc.)
FONOLOGIA: studio
dei sistemi di suoni nelle lingue.
Segmentale: vocali, consonanti…
Sopra-segmentale: tono, intonazione…
PRAGMATICA: studio
dei fattori che influenzano le scelte linguistiche di un individuo.
REGOLA/NORMA:
diverse accezioni:
1. qualcosa di imposto,
raccomandazione prescrittiva che regola l’uso corretto di una lingua;
2. generalizzazione fatta sulla base
dell’osservazione.
Distinzione tra
LENGUA e HABLA di Saussure (1916) = due facce della stessa medaglia.
LENGUA: sistema linguistico astratto
implicito in tutti i parlanti;
HABLA: le diverse infinite
manifestazioni concrete e materiali della lengua.
Secondo Coseriu,
tra lengua e habla c’è la norma nell’accezione 2.
Esistono concezioni
molto antiche di grammatica (Aristotele, Esotrace, Cicerone, scuola di pensiero
indiana).
La linguistica come
scienza autonoma nasce alla fine del XIII secolo.
ACCADEMIE:
organi/istituzioni preposti alla difesa della purezza della lingua.
Italia: Accademia della crusca
(‘500);
Francia: Académie Française (1635,
Richelieu);
Spagna: Real Academia Española (1713, su modello
di quella francese).
Scopo originario: fissare
voci e vocaboli della lingua castigliana nella loro maggior proprietà, eleganza
e purezza.
Scopo attuale: vigilare
affinchè i cambiamenti che inefivabilmente la lingua spagnola sperimenta non
rompano l’essenziale unità.
Lo spagnolo è molto diffuso geograficamente,
quindi è difficile imporre una norma unica. Si parla quindi di norma di
prestigio in termini pluralistici: esistono pià norme, tutte ugualmente valide.
Diverse scuole di
pensiero:
1. GRAMMATICA
NORMATIVA O PRESCRITTIVA: individua imponendole certe regole obbligatorie per
un uso corretto della lingua.
La norma è imposta.
Le prime grammatiche
sono di questo tipo (1400-1700).
Il linguaggio è un
bene da difendere e conservare.
Viene assunta a
livello ideale la varietà di lingua che gode di maggior prestigio (di solito la
lingua colta) e questa viene codificata in regole d’uso.
Il modello di
riferimenti è il latino: si applicano le categorie delle grammatiche latine
nella descrizione della lingua.
Grammatiche:
1492: Gramàtica de la lengua
castellana, Antonio de Nebrija;
1558: Gramàtica castellana,
Cristòbal de Villalòn;
1625:
Arte de la lengua española castellana,
Gonzalo Correas;
Grammatiche della
Real Academia Española:
1771: Gramàtica de la lengua castellana (la prima)
1931 (l’ultima)
2. GRAMMATICA
DESCRITTIVA: non si preoccupa di imporre norme, ha una prospettiva più
neutra/scientifica, descrive i comportamenti linguistici così come sono.
Oggi predomina: si
è imposta sempre più nel Novecento, anche se in alcuni paesi di forte
tradizione accademica c’è ancora molto il prescrittivismo.
La norma non è un
modello linguistico ideale e codificato di riferimento, ma la “realizzazione
comune della maggioranza dei parlanti”.
Non dà precetti da
seguire. Non stabilisce la supremazia di un modello linguistico su un altro.
Parte da un corpus
di dati ricavati dalla lingua parlata e scritta (più la prima, perché la
seconda è una cristallizzazione della lingua parlata e quindi più tipica della
grammatica prescrittiva). E ne deduce
regole, norme (nell’accezione 2).
Secondo Coseriu è
la scienza della norma.
Rappresentanti:
Salvà (1831)
Bello (1847): sudamericano.
Epoca
critica: indipendenza delle colonie -> timore che il mondo spagnolo potesse
perdere la sua unità linguistica. Scrive una grammatica di riferimento per gli
americani che imparano lo spagnolo.
Scopo:
scoprire e descrivere lo spirito che soggiace a tutte le varietà di spagnolo,
la “teorìa particolar” che distingue lo spagnolo dalle altre lingue.
C’è
formulazione ante litteram del principio di immanenza di Saussure = l’oggetto dell’analisi
linguistica è il sistema lingua a prescindere dal contenuto e dal parlante.
Lenz (1915): grammatica psicologista
e contrastiva.
Ogni
lingua esprime i fatti del mondo con una percezione personale e diversa dalle
altre.
Compare
le strutture alle altre lingue, volendo facilitare l’apprendimento di lingue
straniere.
Gili Gaya (1943): grammatica
psicologista, ma psicologia infantile, non sociale come Lenz.
Fernàndez Ramìrez (1951): grammatica
composita, mette insieme tanti tipi diversi.
Nel 1999 esce la
“Gramàtica descriptiva de la lengua española”
della Real Acadèmia Española, scritta da 73 grammatici di tendenze diverse.
3. GRAMMATICA FUNZIONALE: vuole spiegare come funziona la lingua.
Il maggior esponente e fondatore in Spagna è Emilio Alarcos Llorach (anni
’60).
Diversi orientamenti:
Scuola di Oviedo;
Scuola di Santiago de
Compostela;
Scuola di Leòn.
Il punto di partenza è lo STRUTTURALISMO:
Fa capo a Saussure.
Diverse tendenze:
1. Circolo linguistico di Praga (anni ‘20/’30):
fonologia; visione funzionale della lingua = vuole individuarne le funzioni;
2.
Glossomatica (Copenaghen): sviluppa le idee di Saussure in un sistema rigoroso:
3. Funzionalismo martinettiano: il fondatore è Andè
Martinet; fonologia diacronica; nozione di economia in linguistica = massimo
rendimento con i minimo sforzo.
Analisi della lengua a prescindere dall’habla.
Principio di immanenza.
Lingua intesa come strumento di comunicazione, istituzione umana.
Principio della doble articulaciòn = un enunciato può essere diviso in
due livelli:
1. unità minime dotate
di significato: morfemi;
2. unità minime prive di
significato: fonemi.
4. GRAMMATICA
GENERATIVISTA: opposta al funzionalismo.
Anni ‘50/’60,
Chomsky (USA).
La lingua è
interna, un oggetto fisico all’interno della mente umana.
La lingua è
individuale: prima che nella comunità di parlanti di trova nell’individuo.
Esiste una
grammatica generale che si è adattata alle singole lingue.
La facoltà del
linguaggio è geneticamente determinata: ogni bambino alla nascita ha già questo
patrimonio genetico che è la lingua.
=> Esiste una
grammatica universale innata a partire dalla quale il generativismo deduce le
regole particolari delle varie lingue. La struttura profonda è comune, cambia
quella superficiale secondo regole generative.
5. GRAMMATICA
COGNITIVA: i fenomeni grammaticali riflettono lo stato delle cose nel mondo
così come percepite dal parlante. Il linguaggio è la formalizzazione
dell’immagine del mondo che ha il parlante.
6. GRAMMATICA
PRAGMATICA: si focalizza sull’uso effettivo della lingua.
Il parlante è
all’origine.
Grammatiche:
Reyes, “El abecè de la pragmatica”;
Gomez, “El español coloquial en la conversaciòn.
FASI:
Anni Trenta: fonetica;
Anni Quaranta e
Cinquanta: morfologia;
Anni Sessanta: sintassi;
Anni Settanta e Ottanta:
semantica;
Anni Novanta:
pragmatica.