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ALESSANDRO MANZONI (1785-1873 )

letteratura

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ALESSANDRO MANZONI (1785-1873 )

La poetica del Manzoni è incentrata su due cardini: il vero e la morale.Il vero rappresenta la realtà a cui ogni intellettuale deve attenersi nelle sue opere. L’autore distingue in quest’ambito il vero storico dal vero poetico. Il primo impone di basarsi esclusivamente sulla storia, a cui bisogna attenersi scrupolosamente.

 Il secondo è quel tanto di invenzione che è consentito al poeta (solamente riguardo a fatti secondari) ma che deve risultare verosimile e perfettamente coerente al contesto storico-culturale.

La morale è l’insegnamento che deve scaturire da ogni opera. Vero e morale sono pertanto due principi complementari: insegnare è efficace solo se ci si basa sulla verità in quanto essa ha “quell’alone di serietà che rende i fatti accaduti vivi e suggestivi anche se trattano di fatti dolorosi.

Lo stile utilizzato è innovativo. Inventa, con gli Inni Sacri, una poesia religiosa che non ha precedenti; modifica il genere tragico, eliminando le unità di tempo e di luogo ed interpretando personalmente l’unità d’azione (Lettre à M. Chauvet); i Promessi Sposi rappresentano il primo esempio di romanzo storico in Italia.

"Sentir, riprese, e meditar: di poco
esser contento: da la meta mai
non torcer gli occhi: conservar la mano
pura e la mente: de le umane cose
tanto sperimentar, quanto ti basti
per non curarle: …….."

da "Carme in morte di Carlo Imbonati" (vv. 40-45)

Altro elemento degno di riguardo nell’ambito della produzione del Manzoni e dato dal ruolo che l’Eroe assume nel suo pensiero.

L’eroe per Manzoni si differenzia da quello degli autori precedenti in quanto è riscattato dalla religione che assicura, dopo la morte, l’inizio della vera vita dove Dio sarà garante della giustizia e dove colpe e meriti saranno valutati.

Per comprendere il significato dell’eroe per questo autore romantico prendiamo in esame i principali personaggi : Ermengarda, Adelchi, che da il nome alla maggiore delle tragedie dell’autore e Renzo , protagonista dei Promessi Sposi.
Ermengarda, definita unica eroina romantica, è un personaggio molto commovente, dilaniata da un amore totalizzante per il marito Carlo. Questo sentimento è tipicamente romantico, è infatti globale, vissuto in maniera pudica e inespressa e rappresenta, per lei, un ideale per sempre perduto che si scontra con la realtà, che la tormenta e le comporta sofferenza acuta che non può essere attenuata.
E’ un’eroina triste, malinconica, che non si rassegna e che agisce secondo il criterio del sentimento, a differenza di Carlo e Desiderio che si comportano in maniera utilitaristica.

La sua sconfitta è meno dura di quella di Ortis (eroe sconfitto di Foscolo) non solo perché la sua morte non è procurata ma perché Ermengarda arriva alla morte certa di accedere a un’altra vita, consolata dalla provvida sventura e convinta che Dio l’aspetti per abbracciarla. Adelchi è un esempio di eroe romantico perché in lui si dibattono due anime: quella del principe guerriero e quella del cristiano che non vuole combattere una guerra di conquista contro il Papa che egli sente ingiusta.

Egli è dunque travolto da una vicenda di cui si sente responsabile, mentre nel suo cuore vive una delusa brama di bontà e giustizia.  Adelchi definito antitesi del padre, è dubbioso insicuro ,dilaniato e condannato all’inattività; questo non perché sia un debole ,ma perché il suo dissidio è profondo. Adelchi, uno degli ultimi eroi romantici, attivo e combattivo è convinto che la giustizia si possa realizzare nella storia grazie all’impegno di molti.

La sua figura si può definire come un “Ortis convertito” al Cristianesimo.
Il destino comune all’ Ortis e ad Adelchi è caratterizzato da infelicità e sconfitta. Adelchi tuttavia non è un ribelle, ma una vittima.

Diversa è invece la situazione dei Promessi Sposi;la vicenda di Renzo,infatti, viene definita romanzo nel romanzo .

Renzo è impegnato in una "ricerca" ed è soggetto a una sorta di "educazione". E’ un personaggio che si evolve perché vive diverse esperienze, è costretto a cambiare, ad adattarsi alle situazioni, a maturare e a modificare la sua personalità.
Questa ricerca, oltre che sostenuta dalla volontà di ricongiungersi con la donna cui è promesso, si carica di valori etico-ideologici e di significati simbolici, dal momento in cui si trasforma in un’esperienza dei meccanismi prevaricanti della giustizia e del potere.
Durante il romanzo la ricerca si svolge parallela alla maturazione di Renzo, grazie ad una serie di progressive trasformazioni come quelle di ordine morale, intellettuale e sociale che mutano la figura del personaggio dalla situazione di partenza a quella finale.
Durante il romanzo Renzo assume ruoli diversi ( fuggitivo, viaggiatore, pellegrino e cercatore) ma tutti collegati con il suo tipo di eroe "cercatore".
Renzo è definito il "vero protagonista" dei Promessi Sposi Lucia,invece, altra protagonista, non subisce un’evoluzione perché non si trova mai a contatto con il mondo esterno, rimane sempre chiusa all’interno delle quattro mura famigliari e del piccolo paese di provincia e per questo non ha bisogno di cambiare e di adattarsi alle diverse e svariate situazioni.

Leggendo le opere poetiche di Manzoni si nota che i tipi di personaggi descritti nelle tragedie e nelle odi non sono più gli stessi presi in esame nei Promessi Sposi.

Infatti, i protagonisti delle opere in poesia sono grandi e famosi personaggi, come Napoleone, e popoli storicamente ben definiti, come i Longobardi; nel romanzo,al contrario, Manzoni rivolge la sua attenzione al mondo dei contadini, degli osti, dei traghettatori, insomma a tutta quella gente umile e di "piccolo affare".
Comunque, anche nelle opere poetiche i poveri sono sempre coloro che subiscono le ingiustizie, soffrono le grandi sciagure e pagano le colpe dei potenti.

Ma come il sol che, reduce,
l’erta infocata ascende,
e con la vampa assidua
l’immobil aura incende,
risorti appena i gracili
steli riarde al suol;
ratto così dal tenue
obblio torna immortale
l’amor sopito, e l’anima
impaurita assale

 

Sgombra, o gentil, dall’ansia
Mente i terrestri ardori;
leva alll’Eterno un candido
pensier d’offerta, e muori:

 

Te collocò la provida
sventura in fra gli oppressi:
muori compianta e placida;
scendi a dormir con essi:
alle incolpate ceneri
nessuno insulterà.

Cit. da "Adelchi" (coro atto IV)­

 

Tuttavia,la riflessione del Manzoni, nell’Adelchi, assume toni cupamente pessimistici nel segnalare l’incapacità del singolo individuo di abbandonare o perlomeno mutare la funzione benevola o negativa che il volere di Dio gli ha assegnato nella Storia.

La morale dell’inazione o inattività di Adelchi,precedentemente accennata, è formulata come conseguenza di questa riflessione attuata dall’autore lombardo; inoltre Adelchi desidera la sconfitta o la morte per potersi liberare dal conflitto tra ideali e realtà.

In questo senso, nell’Adelchi si trova l’esistenza di una visione provvidenziale della storia umana,con la rivisitazione del tema romantico del dolore e dell’infelicità.

In ogni caso, il pessimismo del Manzoni si rivela di portata più ampia nei Promessi Sposi; infatti, ogni tentativo dei personaggi di realizzare qualcosa con la propria volontà si rivela fallimentare.

Arbitro assoluto della vita umana e unico conoscitore del bene e del male è Dio,anche di quel male che nasce dal bene e di quel bene che nasce dal male.

Il mezzo di cui si serve Dio per influire sulla vita dell’Uomo è la “Provvidenza”; questo non comporta la rinuncia di Manzoni al cosiddetto libero arbitrio ,poiché la Provvidenza offre comunque e a chiunque l’occasione di agire moralmente e di realizzare un ideale di vita cristiana attiva e partecipe.

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