PABLO PICASSO (1881-1973)
Pablo,Diego,José,Francisco
de Paula, Juan Nepomuceno,Crispin,Cristiano de la Santissima Trinidad,Ruiz y
Ricasso è il complicatissimo nome completo di colui che, più semplicemente è
passato alla storia col nome di Pablo Picasso.
Pablo
nasce nel 1881 a Malaga, in Andalusìa. Il padre, insegnante nella locale scuola
d’arte, lo avviò precocemente all’apprendistato artistico, dimostrando uno
straordinario talento, tanto che ,a soli 14 anni,espose un primo dipinto presso
una mostra 454g68e di Barcellona,ottenendo il consenso della critica.
Nel
1891 frequentò la Scuola d’Arti e Mestieri di La Coruna,in Galizia,ma già nel
1895 venne ammesso all’Accademia di Belle Arti di Barcellona; due anni dopo
frequentò anche la prestigiosa Accademia Reale San Ferdinando di Madrid.
Negli
ultimi anni del secolo torna a Barcellona.Sono anni di grande confusione
interiore,segnati dai primi di una lunga serie di amori burrascosi.Ma sono
anche gli anni in cui Ricasso getta le basi della sua produzione artistica.
Nell’autunno
del 1901 la pittura di Picasso, che non aveva maturato ancora uno stile
personale,oscillando tra l’ammirazione per Cezanne e le tematiche
Post-Impressioniste,ebbe una svolta decisiva. Si inaugurò,infatti,il cosiddetto
periodo blu ,che si protrarrà fino al 1904; si tratta di un tipo
di pittura giocato tutto sui colori freddi,quasi che gli occhi dell’artista
fossero velati da un cristallo azzurrato.
A
partire dal 1905 subentra la calda gradazione dei rosa. Ha così inizio la fase
del cosiddetto periodo rosa.Al mondo degli sfruttati e degli emarginati
del periodo blu si sostituiscono soggetti circensi.
Gli
ultimi mesi del 1906 segnano la cosiddetta epoca negra,nel corso della
quale l’artista si interessò della scultura africana e polinesiana.
Nel
1907,infine,l’artista espone Les demoiselles d’Avignon ,l’opera
considerata la capostipite del
movimento cubista. Nasce il Cubismo,in collaborazione al lavoro di Georges
Braque; questa si caratterizzerà come la nuova arte del Novecento.
Alla
fase analitica (1909-1911),nel corso della quale i dipinti di Picasso,non
firmati, risultano spesso indistinguibili da quelli di Braque, segue poi la
fase sintetica(1912-1913),durante la quale si precisano anche le diversità
stilistiche dei due artisti.
Dopo
la Prima Guerra Mondiale, a grandi dipinti monumentali, Picasso alterna riprese
di Cubismo sintetico, interessandosi intanto di grafica e di scenografia; negli
anni Trenta allarga l’esperienza surrealista anche alla scultura,introducendo
fantasiose costruzioni in filo di ferro o in materiali eterogenei.
La
posizione politica di Pablo era sempre stata democratica ed antifascista.
Perciò,nella Germania di Hitler alcune sue opere,insieme a moltissime altre di
grandi artisti espressionisti tedeschi,vennero pubblicamente bruciate sulle
piazze come esempio di arte degenerata.
Pablo
Picasso muore a Mougins, in Francia, in una delle numerose proprietà nelle
quali era solito soggiornare a periodi alterni nel corso dell’anno. Era l’8
aprile del 1973 e la notizia fece in un baleno il giro del mondo. Con lui
moriva il più grande artista del Novecento.
L’opera
che mette in risalto, a mio punto di vista, la riflessione sugli orrori della
guerra è Guernica.
E’ la
protesta, carica di accenti tragici contro la violenza e la morte, un’opera
piena di forte significato politico e sociale. Picasso, che si era schierato
con i repubblicani nella Guerra Civile, scelse questo tema per il quadro che il
Governo Repubblicano lo aveva incaricato di raffigurare per l’Esposizione di
Parigi del 1937. Venne a conoscenza dell’atroce bombardamento effettuato
dall’aviazione tedesca sulla popolazione di Guernica nel 26 aprile del 1937:
decise di rappresentare questa tragedia sulla tela a lui commissionata.
La
realizzò in poco meno di due mesi e, grazie ad alcune foto della pittrice Dora
Maar, si conoscono le varie tappe del suo lavoro. Già in giugno, la grande tela
fu collocata nel Padiglione Spagnolo della Esposizione.
Il
quadro passò poi al Museo di Arte Moderna di New York. Fino al 1981 non é
potuto arrivare in Spagna, al Museo del Prado, se non dopo lunghe trattative
con gli eredi del pittore. L’attenzione è suscitata dalla semplificazione
cromatica a solo due colori, il bianco e il nero, ed il miscuglio di grigi; e,
soprattutto, il carattere scardinato delle figure: donne, una delle quali regge
il figlio morto tra le braccia, un guerriero morto ed abbattuto sul suolo, un
cavallo e un toro, in quello che si vuole vedere in simbolo di Spagna, e una
colomba, quella della pace, ferita mortalmente.Per la sua carica tragica e
per il suo sentimento contro la guerra, si considera questa tela simbolo
dell’arte del nostro tempo.
In
questo rendere udibile, attraverso i soli strumenti della pittura, il rombo
della guerra e le grida delle vittime innocenti è tutto il carattere e la
grandezza del Picasso maturo che non esita a schierarsi con la democrazia e la
civiltà,contro ogni forma di fascismo e dittatura.
Ancora
una volta torna straordinariamente attuale l’insegnamento id Goya,verso il
quale l’artista catalano non ha mai cessato di sentirsi debitore; infatti, “Il
sonno della ragione genera mostri”.