.1 INTRODUZIONE
.2 COS’E’ IL COMMERCIO ELETTRONICO
2.1 La definizione di commercio elettronico
2.2 Le
forme consuete di commercio elettronico
2.3 Le quattro principali applicazioni di
e-commerce
.3
IL COMMERCIO ELETTRONICO E L’AZIENDA
3.1 Opportunità e benefici
3.2 Le sette caratteristiche del e-commerce
.4 COME IDENTIFICARE DOMANDA E OFFERTA
4.1 Numero di host e domini
.5 GLI
UTENTI
5.1
Numeri di utenti collegati
5.2 Caratteristiche demografiche e comportamenti
degli utenti
5.3 Gli utenti in Italia
5.4 L’importanza delle comunità virtuali
.6
I SISTEMI DI PAGAMENTO NELL’E-COMMERCE
.7 GLI ASPETTI GIURIDICI DELL’ E-COMMERCE
.8 GLI ASPETTI FISCALI DELL’E-COMMERCE
Introduzione
al commercio elettronico
Quando un
risparmiatore italiano decide di affidare una parte dei propri risparmi al
mercato azionario non ha gli strumenti per acquistare direttamente le azioni
che ha individuato. Il piccolo risparmiatore si rivolge, di norma, alla propria
banca o a una società di intermediazione per ottenere la quantità di azioni
richiesta. Talvolta può richiedere l’acquisto a un determinato prezzo e questo
è uno dei pochi elementi di flessibilità che gli sono concessi. Egli opera sul
mercato dei titoli azionari attraverso l’intervento di un intermediario che
esegue il lavoro per suo conto.
L’intermediario ha accesso
pieno al mercato e vive delle commissioni derivanti dalle operazioni di
acquisto e di vendita compiute per i propri clienti. Questo non è evidentemente
un mercato elettronico. Per il piccolo risparmiatore il commercio di titoli
sulla piazza finanziaria si svolge con tutte le forme di intermediazione e di
comunicazione tipiche del mercato tradizionale.
Quando
invece l’operatore di una società autorizzata a fare trading alla Borsa di Milano preme un tasto di conferma per
l’acquisto di un titolo quotato a Piazza Affari, lo fa solitamente da una
scrivania di una banca; agisce stando davanti allo schermo di un Personal
Computer (P.C.) con una tastiera e un mouse e le sue decisioni sono la
conseguenza delle informazioni che riceve e della disponibilità di titoli
segnalata dal mercato in un dato istante. L’operatore può rispondere a un
prezzo di acquisto o di vendita proposto o può proporre egli stesso un prezzo
agli altri soggetti del mercato. Il mercato condivide la stessa rete di
acquisto e di vendita, la stessa classificazione dei prodotti, le stesse norme
di regolamentazione su cui vigilano le autorità. Ad ogni click del mouse, l’operatore
telematico muove dei beni (le azioni) e dei soldi (il controvalore) intestati
da un soggetto a favore di un altro. Il tutto avviene in modo integrato, in un
ambiente in cui l’informazione, l’incontro tra la domanda e l’offerta, la
transazione economica e “la consegna” della merce av 959i85j vengono sullo stesso mezzo.
Questo è un vero mercato elettronico.
Il Commercio
Elettronico non è quindi un’idea nuova, esiste da tempo e la borsa o i mercati
finanziari ne rappresentano gli esempi più illuminanti.
Vi sono
poi diverse forme di pagamento elettronico di beni e servizi che sono entrate
nella consuetudine della nostra vita: acquisti e pagamenti effettuati a
distanza sono il telepass delle autostrade, il bancomat e le carte di credito o
la ricarica di una scheda di un telefono cellulare.
La novità del
Commercio Elettronico dei nostri giorni, è che la Rete permette di creare un
nuovo mercato in cui operare a fini commerciali. Gli esempi dei sistemi di pagamento citati sopra si
riferiscono a tecnologie che hanno aumentato l’efficienza per la gestione delle
transazioni economiche. I beni vengono tuttavia identificati e acquistati in
modo tradizionale, nel mercato tradizionale. Oggi, con la Rete, qualcosa è
cambiato in modo più profondo e radicale.
Per fare incontrare la
domanda e l’offerta di beni e servizi abbiamo fino ad oggi utilizzato
prevalentemente le forme di comunicazione tradizionali: l’incontro
interpersonale, le lettere, il telefono. I P.C. ci sono serviti solo a
supportare la gestione dell’attività commerciale: calcolare e produrre bilanci
nella contabilità, scrivere e archiviare i contratti, gestire magazzino e
produzione, incrociare i dati. Oggi, invece, i P.C.
servono per comunicare: attraverso loro raggiungiamo, in un solo
istante, ogni angolo del pianeta e entriamo in comunicazione con altri computer
o con altre persone che lavorano dietro ai monitor. Ciò è possibile perché
quasi tutti i P.C. del mondo sono connessi tra loro attraverso la rete Internet
e presto altri dispositivi si aggiungeranno a comporre il tessuto nervoso del
nostro pianeta. Fino a qualche anno fa i P.C. erano oggetti isolati e non si
“parlavano” tra loro; se lo facevano era per condividere risorse locali come
una stampante,
un
server di rete, il fax, uno scanner.
Internet ha creato in pochi anni una grande piazza
dove ogni giorno le persone si incontrano, scambiano informazioni e
costruiscono relazioni: 250 milioni di persone in una sola piazza!
E’ evidente che da questo ambiente, prima o poi, devono nascere degli affari.
Al momento della “stretta
di mano” (naturalmente elettronica) emergono però alcuni problemi, mai
considerati prima:
ü Chi
c’è dietro a quel computer?
ü Chi
è quella persona che dice di voler comprare il mio bene?
ü Come
glielo mando, via Internet?
ü Come
farò a ricevere i soldi?
ü Siamo
sicuri che il contratto che stiamo stipulando sarà rispettato anche in caso di
problemi e d’insolvenza?
ü La
tassazione della vendita del bene in Rete come sarà applicata?
Ogni
volta che nascono nuove opportunità dobbiamo affrontare nuovi problemi, quindi
con queste premesse cerchiamo di capire cosa è il Commercio Elettronico.
COSA E’ IL
COMMERCIO ELETTRONICO
La definizione di
commercio elettronico
Esistono modi diversi per riferirsi
all’unico concetto di Commercio Elettronico: alcuni parlano di Commercio via
Internet, altri di commercio digitale, altri ancora delle stesse cose
utilizzando analoghe parole inglesi (come di e-business, e-commerce e altro).
Possiamo definire il commercio elettronico:
ogni iniziativa a supporto dell’attività
commerciale di un’azienda che venga svolta sulla rete Internet.
Vi sono chiaramente
grosse sfumature che si accompagnano a un concetto così generico ma tutte con
un comune denominatore: queste attività vengono svolte sulla rete Internet.
Le forme consuete
di Commercio Elettronico
A partire da questa
definizione vi sono diversi modi di interpretare in concreto l’idea generale. Per fare Commercio Elettronico nella forma anche parziale
non è strettamente necessario arrivare a vendere un bene via Internet. Per migliorare in
qualche misura l’attività commerciale attraverso la Rete, possiamo individuare
quattro modi fondamentali attraverso i quali si può arrivare a comporre una
soluzione concreta di Commercio Elettronico:
1. Migliorare l’efficacia della comunicazione aziendale verso
l’esterno, a fini di marketing o per ottenere una maggiore reattività: possiamo pensare al Commercio Elettronico come a una forma
di comunicazione dell’azienda attraverso la Rete. In questo caso Internet è un
mezzo per diffondere informazioni o dialogare con i propri interlocutori: i
clienti, la catena di vendita o i fornitori. La distribuzione di informazioni
attraverso la Rete comporta vantaggi di velocità, la possibilità di
aggiornamento dei dati e dei documenti in tempo reale, l’abbattimento dei costi
di trasporto.
Un esempio concreto di un’attività commerciale
di questo tipo rappresentato dal sito dell’UNI, L’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (http://www.unicei.it). Fino al 1997 l’UNI distribuiva a
tutti gli associati il catalogo delle norme in vigore su carta, un volume di
circa 400 pagine, simile a una guida telefonica di medie dimensioni. Dal 1998
il catalogo è stato portato su un CD ROM aggiornato ogni sei mesi e spedito per posta ai 6000
associati. Il supporto è cambiato (da cartaceo a elettronico) ma il servizio e
la fruizione delle informazioni sono rimasti invariati. Le norme UNI vengono
continuamente aggiunte al catalogo, al ritmo di circa 70 volte ogni mese.
Dall’inizio del 1996, UNI fornisce le stesse informazioni on-line, sul
sito Internet. Nel mese di febbraio 1999, 15.000 persone circa hanno consultato
il catalogo (a fronte dei 6.000 soci dell’Ente che lo ricevono su CD Rom) e il servizio di
ricerca è diventato la prima ragione di visita al sito dell’UNI. Il catalogo on-line
offerto da UNI è un tipico esempio di tutti i vantaggi che la comunicazione su
Internet produce per l’attività commerciale ordinaria. Il catalogo on-line
è considerato più vantaggioso per gli utenti, perché sempre aggiornato, meno
costoso e più immediato, raggiunge una base più larga di quella dei soli
associati, apre immediatamente le porte alla prenotazione di una norma, che
viene poi venduta e consegnata nei modi tradizionali. Il catalogo on-line
risponde anche a un’esigenza istituzionale di
UNI perché riduce la distanza tra l’ente e l’azienda, favorendo una
maggiore conoscenza dei temi della normazione tecnica tra le imprese italiane.
2. Agire sulla qualità del servizio al cliente, migliorando la
cura e l’assistenza di pre e post vendita: supportare l’attività commerciale con servizi migliori per il
cliente e, soprattutto, più integrati. Molti servizi erogati in Rete hanno
indubbi vantaggi di riduzione dei costi, maggior velocità di trasmissione e
miglior personalizzazione.

Il caso di Federal Express ha fatto
storia: fino al 1994 FedEx, il più grande corriere americano e mondiale, forniva ai
propri clienti il servizio di package tracking (individuazione del pacco in
viaggio) per telefono. Chiamando un numero verde, alcuni centralinisti erano in
grado di dire dove si trovava il pacco di un cliente. Il loro lavoro consisteva
nel cercare la posizione di un pacco nell’elaboratore centrale sulla base delle
indicazioni telefoniche del cliente. L’elaboratore aggiornava continuamente i
dati che affluivano da tutti i punti di smistamento. Dal 1994 FedEx ha
reimpostato il sistema spostando ogni cosa su Internet. Collegando i punti di
smistamento alla Rete ha reso più veloce e ricco il passaggio di informazione
in azienda e con l’esterno. Collegando alla stessa Internet il sistema centrale
di elaborazione dei dati ha permesso ai clienti di interrogare direttamente il
sistema con la semplice compilazione di un modulo on-line disponibile sul sito
Web. Niente più numeri verdi, intervento umano e reti diverse per
raccogliere e distribuire i dati: la sola Internet, la Rete delle Reti, è
diventata il supporto sul quale costruire e integrare i processi di
comunicazione aziendali e il servizio al cliente finale.

3. Ridefinire internamente i processi aziendali, utilizzando la
Rete per integrare su un unico supporto i flussi di lavoro con l’obiettivo di aumentare i vantaggi (efficienza,
riduzione dei costi): automatizzare gli ordini e le transazioni, coordinare in
tempo reale le esigenze dei clienti, la produzione e la logistica, le
disponibilità in magazzino.

Insieme a Yahoo!, la famosa
guida di ricerca del Web, uno dei simboli del successo delle giovani società
della Rete è Amazon. La più grande libreria del mondo, ha fatturato nel 1999
più di 1.550 milioni di euro di vendite esclusivamente condotte on-line,
è nata meno di quattro anni fa, in uno scantinato di Seattle. Il successo di
Amazon si deve all’intuizione del suo fondatore, Jeff Bezos: la possibilità di
accesso via Rete e in tempo reale ai maggiori cataloghi di libri degli Stati
Uniti. Senza la possibilità di verificare immediatamente via computer la
disponibilità di un titolo in qualche magazzino di un editore, Amazon non
avrebbe potuto raccogliere e gestire trentamila ordini al giorno e altrettanti
recapiti nelle case dei clienti. Se anche solo una parte di questo processo
avesse dovuto essere condotta in modo manuale (o con ritardi di qualche ora),
consultando cataloghi cartacei nessuno dei risultati sarebbe stato raggiunto:
né la velocità di esecuzione dell’ordine, né la possibilità di arrivare a
gestire volumi impressionanti di vendite, fattore che permette ad Amazon di
sperare in futuro in qualche profitto anche in presenza di margini di guadagno
molto più ridotti (fino al 40% di sconto sul prezzo di copertina di un libro
acquistato in una libreria tradizionale). La digitazione dei processi e la loro
integrazione sul solo canale elettronico, sono i fattori competitivi più
ambiziosi che oggi un’azienda può porsi per preparare l’entrata nel Commercio
Elettronico.
4. Utilizzare la Rete come vero e proprio canale di vendita,
sul quale sia possibile individuare i prodotti d’interesse ed effettuare la
transazione economica. Permettere ai
visitatori del sito di fare veri e propri acquisti: dall’identificazione dei
prodotti alla raccolta degli ordini, dal pagamento on-line attraverso un
sistema offerto dal sito fino alla consegna dei prodotti acquistati.
Anche
se è evidente che l’ultimo punto rappresenti la vera anima dell’idea del
Commercio Elettronico, non è detto che i primi tre non portino già di per sé
significativi vantaggi. Anzi, può essere vero il contrario: procedere
immediatamente verso l’ambizione di realizzare il quarto punto senza aver
tenuto conto dei precedenti, può essere fonte di problemi imprevisti e di
scottanti insuccessi.
Le quattro
principali applicazioni del commercio elettronico
Occorre tenere
presente una distinzione di base: non vi è un’unica forma di Commercio
Elettronico, perché l’ambiente nel quale si svolge l’attività commerciale e i
soggetti coinvolti possono avere natura diversa. Il Commercio Elettronico si
può rivolgere al cliente finale, all’agente, alla filiale internazionale o al
fornitore; Per questo motivo possiamo individuare quattro tipi diversi di
Commercio Elettronico:
Il Commercio
elettronico tra aziende (Business-to-Business)
Con questa tipologia indichiamo
un’attività in Rete a supporto delle transazioni commerciali tra aziende.
I soggetti coinvolti sono aziende che si servono del lavoro di altre aziende
per trasformare i loro prodotti. Il Commercio Elettronico tra aziende non tocca
gli utilizzatori finali dei beni e dei servizi prodotti. Le esigenze e le forme
tipiche che esso assume sono riassumibili nelle seguenti caratteristiche:
ü
i rapporti
commerciali coinvolgono un numero limitato di soggetti (talvolta un gruppo
chiuso);
ü la selezione dei prodotti è operata sulla base di una comune
classificazione;
ü gli importi delle transazioni sono mediamente elevati e
vengono gestiti in modalità off-line.
Il Commercio
elettronico per i consumatori finali (Business-to-Consumer)
Questa modalità è la più nota e
riguarda la fornitura di beni e servizi direttamente all’utente finale
tramite la Rete. Molti casi famosi della Rete riguardano questa forma di
commercio via Internet,caratterizzata da:
ü
i prodotti sono
offerti ai tutti i clienti della Rete
ü
la classificazione
dei prodotti è operata dal sito e presentata al cliente
ü
gli importi delle transazioni
sono contenuti (mediamente intorno ai 100 Euro)
ü
i pagamenti sono
preferibilmente effettuati on-line
I vantaggi principali del B-to-C sono: la
velocità, l’ampiezza della scelta e la personalizzazione del servizio.

Il Commercio
elettronico tra consumatori finali (Consumer-Consumer)
Questa modalità è la più
recente forma di Commercio Elettronico, salita alla ribalta dell’attenzione e
della popolarità grazie al forte sviluppo sulla Rete dei siti di aste on-line.
Su questi siti gli utenti della Rete possono scambiare tra loro prodotti
secondo il modello dell’asta. I siti d’aste on-line fanno propri alcuni
elementi caratteristici della comunicazione in Rete:
ü
il sito d’asta
eroga e amministra l’ambiente in cui gli utenti interagiscono
ü
gli utenti si
registrano nell’ambiente al fine di fornire le informazioni necessarie per
garantire l’identità dei soggetti coinvolti nella trattativa
ü gli importi della transazione sono contenuti come nel B-to-C
ü
la scelta e
l’esecuzione della transazione commerciale è lasciata alle parti che l’asta ha
fatto incontrare
Il Commercio
elettronico intra-aziendale (Intra-Business)
È questo il caso che coinvolge
un’azienda con sedi distribuite sul territorio o un insieme di aziende
appartenenti allo stesso gruppo. In tali situazioni le esigenze di scambio di
beni e servizi all’interno delle unità della struttura possono essere
soddisfatte attraverso la Rete ed essere accompagnate da una rendicontazione
economica. Le principali caratteristiche del commercio intra-aziendale sono
molto simili a quelle del B-to-B con la restrizione che di norma il
gruppo di soggetti coinvolti è rigorosamente chiuso, la classificazione dei
prodotti è già data e la transazione economica passa in secondo piano (può essere
eseguita a distanza di tempo, a consuntivo).

IL COMMERCIO
ELETTRONICO E L’AZIENDA
Internet
è qualcosa di più di un semplice sistema per comunicare e scambiare
informazioni: diventa un vero e proprio mercato laddove è possibile operare a
certe condizioni e secondo stili e modelli di business ben precisi. Si creano
cosi opportunità e benefici che appaiono immediatamente evidenti:
Opportunità per le
imprese Benefici
per la clientela
• Presenza globale • Scelta globale
• Competitività migliorata • Qualità del servizio
• Produzione di massa • Prodotti e servizi personalizzati
• Snellimento della catena dell’offerta • Rapida risposta alle necessità
• Sostanziale riduzione dei costi • Sostanziale riduzione dei
prezzi
• Nuove opportunità di business • Nuovi prodotti e servizi
Il raggiungimento dei risultati
è frutto di una revisione dello stile di comunicazione e dell’attività
commerciale dell’azienda. Alcuni elementi fondamentali dell’economia di
Internet sono individuabili nelle caratteristiche che analizziamo di seguito.
1ª Caratteristica:
globalizzazione naturale della rete
Il mercato della
Rete è un mercato globale. Altri mercati sono oggi definiti globali per via di
un graduale processo di internazionalizzazione dell’economia e della finanza
che si è verificato in modo progressivo negli ultimi decenni. Operare senza
barriere geografiche, su un mercato di dimensione mondiale, è oggi una seria
sfida per molte aziende italiane.
Sulla Rete tutto è globale: la
registrazione dei nomi commerciali (i domini) ha un valore globale, l’accesso
alle informazioni, il mercato dei clienti e quello dei fornitori, la
comunicazione e i pericoli di spionaggio industriale. Un’azienda che vuole
operare sulla Rete, tuttavia, può anche scegliere di indirizzarsi al solo
mercato nazionale o locale. L’opportunità più rilevante che offre Internet,
però, è la capacità di operare direttamente in ogni punto del pianeta, su scala
locale o globale, sostanzialmente a fronte di medesimi impegni di investimento,
d’impianti e di personale.
2ª Caratteristica:
bassa barriera di ingresso nel mercato
Entrare sul mercato
digitale non richiede investimenti in infrastrutture onerose. Il costo per il
lancio di una banca su Internet è circa 200 volte inferiore a quello di una
nuova banca con sportelli sul territorio. Il costo di design e redazione
di una buona rivista in Rete non supera i 51.645 euro e non contempla quasi
alcun costo di stampa e di distribuzione, oltre agli oneri di raccolta delle
copie invendute. Molti altri business possono, oggi, essere condotti in
Rete con investimenti di partenza ridotti rispetto alle modalità tradizionali.
Ciò genera due conseguenze:
1. il
livellamento delle opportunità offerte ai diversi attori del mercato: sulla Rete, un buon negozio di libri on-line messo in
piedi da due ragazzi in gamba si trova a competere ad armi pari con grandi
gruppi affermati e conosciuti nel mercato tradizionale;
2. l’affollamento
dell’offerta e la comparsa di una concorrenza finora sconosciuta: la bassa barriera di ingresso combinata con la globalità
della Rete descritta al punto precedente produce un mercato più competitivo e
un’offerta più aggressiva . D’altra parte, per molte
aziende italiane si aprono improvvisamente nuove opportunità e mercati interessanti
in luoghi lontani dove la Rete è già molto matura, come Giappone e America
settentrionale, a costi decisamente contenuti. La bassa barriera di ingresso è
quindi una sfida e un’opportunità allo stesso tempo. Il livellamento degli
strumenti dei soggetti in gioco è un elemento importante nel mercato digitale e
produce un rimescolamento delle carte in un gioco finora legato alla
territorialità e a rapporti consolidati dalla vicinanza geografica.
3ª Caratteristica:
disintermediazione dei rapporti commerciali
La Rete mette in
discussione l’attuale struttura dei canali distributivi perché, in linea di
principio, fornisce un contatto diretto tra il cliente e il produttore, senza
alcuna ulteriore mediazione. Negli ultimi anni sono nate e cresciute
velocemente molte aziende che hanno impostato una modalità di vendita a
distanza, raccogliendo direttamente gli ordini via Internet e distribuendo i
prodotti attraverso corrieri e servizi di logistica ben integrati con il Web.
Il vantaggio di tale approccio è ben misurabile in termini di:
ü
marketing: l’azienda viene a conosce direttamente i propri clienti
finali;
ü
riduzione dei
costi: accorciando la catena di
distribuzione e gli intermediari in gioco, il produttore che vende direttamente
può aumentare i margini o aggredire il mercato con prezzi migliori;
ü
maggior raggio
d’azione: la disintermediazione si
accompagna al ridimensionamento della rilevanza dei fattori geografici. Il
mercato potenziale che si raggiunge con la vendita diretta sulla Rete è, in
genere, più esteso di quello coperto da una rete di vendita geografica.
Si individuano, però, alcuni,
svantaggi:
·
la localizzazione geografica della vendita
rappresenta un fattore di stabilità e un elemento qualificante nel servizio al
cliente. Vendere sulla rete Internet
significa raggiungere immediatamente un bacino di potenziali clienti enorme, ma
anche esporsi a una maggiore mobilità degli acquirenti e una minore fedeltà
dovuta all’assenza di vincoli geografici. Alcuni prodotti e alcune tipologie di
clienti, inoltre, percepiscono la vicinanza fisica come un valore importante
del servizio;
·
molte aziende sono organizzate in modo da
dipendere fortemente dalla catena distributiva e di vendita geografica. La possibilità di annullamento della catena consentito dalla
Rete può rappresentare in molti casi una minaccia più forte dell’opportunità
offerta;
·
la completa disintermediazione è un mito
irrealizzabile: anche sulla Rete si sviluppano nuovi
intermediari i più famosi sono i motori di ricerca che permettono alle aziende
di essere conosciuti sul Web .
4ª Caratteristica:
l’integrazione della comunicazione e dei processi
Questa
caratteristica è legata al tipo di flusso di comunicazione e di lavoro che
un’azienda può mettere a disposizione quando opera nell’ambiente della Rete.
L’interconnessione degli uffici e delle persone attraverso i terminali della
Rete facilita la cooperazione tra soggetti diversi e conduce a una profonda
revisione dei processi aziendali. La natura distribuita della Rete e, al tempo
stesso, la sua forte spinta all’interazione tra le persone in gioco facilitano
la comunicazione tra soggetti diversi e migliorano la gestione della catena del
lavoro.
5ª Caratteristica:
l’interattività della comunicazione
La comunicazione
sul Web è interattiva,cioè si può
dialogare con il mezzo di comunicazione e ricevere delle risposte. L’unica
forma altrettanto ricca e diffusa di comunicazione a distanza a due vie è
quella telefonica. Le altre forme di comunicazione di cui è pervasa la nostra
vita sono mono direzionali (la TV, i giornali e le riviste, la radio). La
comunicazione in Rete è basata su uno scambio di informazioni e non semplicemente sull’invio di informazioni. Questo elemento è
estremamente rilevante nel complesso della strategia di presenza di un’azienda
in Rete perché esige un radicale ripensamento del modo di dialogare con il
proprio mercato.
L’interattività della
comunicazione porta ad alcune conseguenze fondamentali: la Rete non è solo un
mezzo per diffondere informazioni ma un’occasione per costruire e mantenere le
relazioni: con la Rete si può raggiungere il proprio mercato tanto facilmente
quanto il mercato raggiunge l’azienda. È necessario essere pronti a dialogare e
non solo a comunicare perché il cliente (potenziale o esistente) può contattare
l’azienda sul Web e sollecitare una risposta o un intervento. L’interattività
crea dialogo e su queste basi si può instaurare e curare una relazione:
molto merito del successo dell’e-commerce passa attraverso questo punto
fondamentale. Un sito quindi deve essere un luogo interattivo e capace di
coltivare una relazione personale con il visitatore.
Occorre tener presente che nel nostro paese
la cultura della cura del cliente si è affermata con fatica. Qualcosa
lentamente si muove e, per esempio, si trovano sempre più numeri verdi per
facilitare la comunicazione dei clienti con un’azienda o comportamenti
aziendali sempre più aperti e disponibili con l’esterno.
Se chiamate un numero verde in
orario di ufficio qualcuno vi risponde e sa assistervi o spiegarvi meglio
un’offerta. Questo stile costituisce un elemento qualificante nel servizio al
cliente. Analogamente esistono siti Web aziendali che offrono indirizzi di
posta elettronica a cui si invita a scrivere per ogni informazione. Purtroppo,
troppe volte capita di scrivere e non ottenere alcuna risposta: come un numero
verde a cui non risponde mai nessuno. La mancata erogazione di un servizio
promesso non è un elemento qualificante per l’azienda che lo propone, sarebbe
più opportuno non proporlo del tutto. L’orientamento alla qualità del servizio
e l’attenzione al cliente sembrano fare fatica anche sulla Rete...
La Banca Popolare di Sondrio, come diverse altre banche in Italia, dispone di un servizio di Internet
HomeBanking (“SCRIGNO”)
lanciato nel 1997.Attraverso “SCRIGNO” un cliente della Banca può oggi usufruire di una gamma di
servizi addirittura più ricca di quella offerta abitualmente da uno sportello
tradizionale: ad esempio è in grado di consultare l’estratto dei propri
rapporti di conto corrente e/o di deposito titoli, analizzarne le operazioni su
un arco storico di 13 mesi, aggregarle in comparti omogenei, ricercarle con
opportuni “motori”, disporre bonifici e giroconti. Con una immagine divertente
ed efficace, il responsabile dei sistemi informativi della Popolare spiega che
“l’operazione SCRIGNO” o comunque e in generale, i collegamenti di Internet
Home Banking, “trasformano” i clienti in esperti operatori della banca in grado
di effettuare direttamente da casa, affrancati da vincoli di spazio, tempo e
strumento, un notevole numero di operazioni anche complesse, il tutto a costi
decisamente contenuti. Internet è un “canale” per distribuire servizi migliori
in modo più veloce ed efficace. “Per una Banca come la nostra - afferma Pier
Giorgio Picceni - l’uso di Internet consentirà di ridurre, nel medio termine, i
costi dei servizi in modo sensibile, senza contare poi che le persone che
utilizzano “SCRIGNO”, potendo operare con tranquillità 24 ore su 24 al
manifestarsi delle loro esigenze, effettuano - nella stessa unità di tempo -
più operazioni rispetto a quelle che avrebbero eseguito presso lo sportello
tradizionale. Nel giro di pochi mesi “SCRIGNO” è diventato un caso che si è
imposto all’attenzione di tutta la struttura: in un anno di attività ha
raccolto oltre 2000 contratti di accesso con possibilità di consultazione di
circa 4.500 rapporti. Poco meno del 50% degli utenti di “SCRIGNO” è
rappresentato da aziende: il dato mette in luce l’utilità del servizio sia per
la clientela business sia per quella privata. La Banca sta investendo parecchio
nelle nuove tecnologie di comunicazione perché l’esperienza di “SCRIGNO” va
delineando la rilevanza strategica della virtualizzazione dei processi bancari
che banalizza, se non annulla, vincoli, limiti e condizionamenti del “territorio”
e dell’insediamento “fisico”.
6ª
Caratteristica: velocità delle informazioni
La forma digitale
dell’informazione genera alcune conseguenze formidabili nel modo di trattare
l’informazione, che riassumeremo nell’unica parola “velocità”. La velocità riguarda
i tempi ridotti, la facilità e il basso costo con cui si può produrre,
aggregare, copiare e distribuire qualsiasi prodotto sia fatto di bit.
Con Internet la raccolta e l’accesso all’informazione da parte dell’utente
diventano semplici e veloci come il click di un mouse. Da parte di chi la fornisce, la produzione di informazione può
ancora comportare costi e tempi significativi ma la copia e la distribuzione
dei prodotti fatti di bit attraverso Internet sono costi marginali che
tendono a zero all’aumentare dei volumi trattati.
7ª Caratteristica:
la distribuzione di informazione
Sulla Rete si può
distribuire e vendere informazione allo stato puro. Con questo termine si intende distinguere tra l’informazione e
il supporto fisico sul quale viene distribuita l’informazione. Spesso, la
vendita di informazione è associata alla vendita di un prodotto fisico.
Tuttavia, quando compriamo un giornale non acquistiamo della carta ma della
informazione; quando compriamo una videocassetta non acquistiamo un oggetto di
plastica ma un film che ci interessa (che, in definitiva, è sempre informazione). La stessa cosa può dirsi per la musica, il software, un
catalogo di prodotti, una fattura, i soldi, un biglietto aereo ecc… tutti beni
traducibili in una serie di bit e quindi informazione. La Rete permette di distribuire informazione e basta. Non
c’è bisogno di un supporto fisico per distribuire l’informazione su Internet
perché sulla Rete ciò che circola è già di per sé fatto di bit. Ciò significa che la velocità di distribuzione
e di creazione di informazione è maggiore perché svincolata da ogni supporto
fisico e da ogni caratteristica legata alla logistica. Vi è un esempio molto
interessante in merito che mostra come la digitalizzazione e la velocità di
trasporto dei bit sulla Rete può rivoluzionare un intera industria. Di recente
si è cominciato a parlare di MP3, un nuovo standard di codifica digitale della musica. La
possibilità di vendere e recapitare brani musicali via Internet ha portato
alcuni operatori a cercare di sfruttare il nuovo canale distributivo con nuove
iniziative on-line.
Vitaminic (http://www.vitaminic.it) è una recente iniziativa italiana
nata dal lavoro di tre giovani professionisti della Rete nella primavera del
1999. Vitaminic è un sito a due facce: per l’utente appare come un contenitore
nel quale è possibile individuare e scaricare files musicali, codifica MP3 di migliaia di
canzoni presenti negli indici del sito. Per le band che intendono promuovere le
proprie opere, Vitaminic è un luogo su cui depositare i files delle canzoni,
classificandole secondo una struttura ad albero predefinita, simile a quella di
un sito a directory, corrispondente a circa 150 diversi generi musicali. In
questo modo Vitaminic opera seguendo il modello delle comunità virtuali, un luogo
di incontro e scambio tra appassionati di un medesimo settore: da un lato chi
fornisce la musica e dall’altro chi ne fruisce. Oggi si tratta di una comunità
con decine di migliaia di frequentatori ma il passo è breve perché Vitaminic
diventi anche un mercato, luogo di incontro tra domanda e offerta di un bene
particolare. Nell’ottobre del 1999, infatti, Vitaminic ha offerto ai
musicisti la possibilità di vendere i propri brani musicali: un musicista può
decidere quali brani vendere e fissarne il prezzo (tipicamente nell’ordine
delle pochi euro). Gli utenti selezionano i brani, possono sentirli in modalità
streaming e bassa qualità (in formato Realaudio) e quindi decidono se
scaricare la versione in MP3, di qualità sonora molto maggiore. Se un brano è
in vendita, al momento della richiesta del file MP3 si deve pagare la somma
stabilita dal musicista. Gli sviluppi futuri di Vitaminic vanno proprio
nella direzione del commercio elettronico: oggi il sito vive con gli introiti
pubblicitari; con lo sviluppo dell’attività commerciale sul sito, Vitaminic
incasserà per ogni vendita una commissione pari al 50% dell’importo.

Ciò che capita oggi
per la musica, potrebbe avvenire domani per altri settori commerciali.
L’impatto sarà forte su tutti quei prodotti che si possono distribuire in
formato digitale ma, in qualche misura, l’esempio dell’MP3 si può anche applicare ad altri settori industriali dove la
disintermediazione commerciale diventa un formidabile vantaggio competitivo.
L’informazione connessa alla vendita può viaggiare sulla Rete con evidenti
vantaggi di integrazione e di velocità. Disintermediando o no, la rete Internet
gioca comunque un ruolo fondamentale nel processo di distribuzione
dell’informazione, nella raccolta degli ordini e nell’assistenza di
post-vendita. Un tale servizio diminuisce in modo significativo i costi di
trasmissione dell’informazione e aumenta la velocità complessiva del ciclo di
vendita.

COME IDENTIFICARE DOMANDA E OFFERTA
La Rete è uno mezzo di
comunicazione di massa relativamente giovane. Si è affermata al grande pubblico
nel giro di soli cinque anni e tuttora cresce con ritmi molto sostenuti. Al di
là delle questioni legate ai semplici numeri, è oggi importante avere anche
elementi precisi sulla composizione sociodemografica del suo pubblico. Tali
informazioni sono particolarmente importanti per chi intende fare E-commerce.
Partiamo dai numeri per arrivare a dare anche un profilo socio demografico e di
utilizzo.
Numero di host e
domini
Il
parametro più idoneo per stimare la diffusione di Internet é il numero di host,
cioè il numero macchine connesse alla Rete. Gli host possono essere dei P.C., router,
server altri dispositivi contraddistinti da un indirizzo di rete
Internet assegnato univocamente dalle autorità competenti nelle diverse zone
del mondo. (Il RIPE per l'Europa e l'APNIC per l'area asiatica del Pacifico)L'importanza
del censimento degli host è duplice: da un lato il loro numero indica
"l'affollamento" della Rete, espresso in numero di oggetti collegati
ai quali si attribuisce una qualche funzione (server Web, server di
posta, router, client ecc...), dall'altro rappresenta una
quantità oggettivamente misurabile fino alla singola unità. Il calcolo del
numero di host è un modo per stimare il numero di calcolatori, e dunque
di persone, collegate alla rete Internet. Il censimento di aprile 2000 indica
in quasi 77 milioni gli host a livello mondiale, in crescita di circa
50% rispetto all'anno precedente.
Si stima quindi
a 250 milioni di unità la popolazione di utenti Internet su tutto il pianeta.
Seguendo la crescita recente degli host é possibile ricavare il numero
attuale di utenti Internet in Italia e quello atteso per gli anni a venire,
come mostrato nel grafico seguente:
La crescita della Rete è
costante fin da tutti gli anni ‘80, anche se a quei tempi l'ambito di
riferimento di Internet era riferito alla sola comunità accademica e della
ricerca scientifica. La crescita degli host, come quella degli utenti, è
un fenomeno che non ha eguali nella storia: non vi è mai stata altra evoluzione
che abbia seguito uno sviluppo esponenziale per venti anni con tassi di
crescita vicini al 100% annuo. I tassi oggi sembrano raffredarsi, e non
potrebbe essere altrimenti, ma la crescita resterà tuttavia significativa nei
prossimi anni.
Un secondo sistema per ottenere
informazioni sulle dimensioni della Rete è il calcolo del numero dei domini.
I domini di secondo livello (nome registrato sulla Rete nell'ambito di un dominio di
primo livello. Per esempio, IT e COM sono domini di primo livello mentre
ferrari.it, unioncamere.it o microsoft.com sono domini di secondo livello)
possono essere interpretati come il numero di organizzazioni presenti sulla
Rete.
L'analogia suggerisce di pensare al numero di domini in relazione
all'offerta di informazione, di prodotti o di servizi presente in Internet,
mentre il numero degli host é legato alla domanda di informazione e di servizi
da parte degli utenti della Rete.
Il
rallentamento recente della crescita relativa negli host non è rilevabile
nel numero di domini. Questi crescono in misura sempre maggiore e pongono
alcuni grossi problemi legati al modo di regolarne l'assegnazione e
l'amministrazione.
I
domini di secondo livello più ambiti (quelli di natura commerciale e registrati
"sotto .com") si contano ormai in diverse centinaia di migliaia di
unità e non permettono in molti casi di registrare nomi di aziende e prodotti
già prenotati.( Non possono ovviamente coesistere nomi identici, per ragioni
tecniche: la Ferrari che produce l'omonimo spumante non può registrare il
dominio ferrari.it essendo questo già di proprietà della nota casa
automobilistica). In Italia la situazione è diversa perché l'assegnazione dei
domini è un processo che incontra maggiori controlli da parte dell'autorità di
registrazione NIC (http://www.nic.it). Tuttavia, anche nel nostro
paese la crescita delle organizzazioni presenti sulla Rete con un proprio nome
è in continuo aumento. Diverse aziende del nostro paese (il 30% secondo i dati
Metanews) registrano il nome sulla Rete in domini diversi dal .it,
principalmente nei domini transnazionali .com, .net e .org.
Talvolta vi sono alla base esigenze di immagine e di campo d'azione
(alcune multinazionali vedono troppo limitante legarsi al solo dominio .it),
altre volte la scelta dipende dal fatto che la registrazione nei domini
transnazionali é più veloce e meno regolamentata. In conseguenza di
questo fatto si deve ritoccare il numero del grafico precedente e indicare un
numero di circa 100.000 organizzazioni italiane presenti in Rete con un dominio
di proprietà.

GLI UTENTI
Numero di utenti collegati
Il
calcolo del numero degli utenti di Internet può essere fatto con metodi
statistici o censuali. La stima si può basare su alcuni indicatori precisi
(come il numero degli host) o su indagini campionarie volte a stabilire la
percentuale di utenti in un determinato universo rappresentativo (per esempio,
la popolazione in Italia sopra i 16 anni). La stima, che quindi ha un margine
di errore, è poi resa ulteriormente difficile all’interpretazione dalla
genericità con la quale usualmente si definisce “l’utente di Internet":
è evidente che esso deve essere definito in relazione a cosa fa sulla Rete e
alla frequenza con cui vi accede (l'accesso medio, una volta al giorno o una
volta al mese, definisce due utenti molto diversi). Nella definizione più larga
del termine, un utente Internet è un individuo che abbia accesso alla posta
elettronica per almeno una volta ogni mese. Il numero di tali utenti a livello
mondiale è ricavabile da dati forniti da molte fonti e ottenuto con diversi
metodi di indagine (numero degli abbonati dei maggiori provider, numero
di host, risultati delle indagini campionarie compiute attraverso
sondaggi telefonici, ecc).
I
risultati delle stime più autorevoli di inizio 2000 portano a un numero
variabile tra i 130 e i 160 milioni di utenti a livello mondiale. Quando si
prende in considerazione l'utente del World Wide Web che accede alla
Rete più volte alla settimana, vi è un maggior consenso tra le stime e il
numero si riduce. Oltre a essere più attendibili, tali numeri sono anche
molto più indicativi per comprendere meglio le potenzialità del commercio
elettronico: sono questi utenti, infatti, che usufruiscono a pieno dei servizi
della Rete e sono interessati a fare acquisti su Internet. I medesimi
dati relativi alla realtà italiana a primo trimestre 2000 indicano in circa
cinque milioni gli utenti italiani che si connettono alla Rete con frequenza
almeno settimanale. Circa la metà, intorno a 2,5 milioni di persone, sono
utenti quotidiani della Rete.
Caratteristiche demografiche e comportamenti
degli utenti
Le caratteristiche demografiche
degli utenti Internet sono state oggetto di studio da diversi anni e in
Italia si sono rivelate difficili a causa della bassa penetrazione della Rete e
quindi dell’alti costi di individuazione del campione.
Il
profilo degli utenti della Rete è tuttavia ben conosciuto negli Stati Uniti:
chi accede a Internet come utente maturo è una persona relativamente giovane,
tra i 25 e i 35 anni se accede alla Rete da casa e tra i 35 e i 44 se vi accede
dal lavoro. Unico dato in sensibile aumento è la presenza femminile, che però,
si attesta sul 30% della popolazione totale. La provenienza socioeconomica
degli utenti è di livello medio-alto così come quella culturale (maggioranza di
laureati e diplomati). Nel mondo delle
aziende, l'applicazione più utilizzata e popolare rimane la posta
elettronica. L'uso della posta nelle aziende si affianca, in modo naturale,
agli altri sistemi di comunicazione usuali (telefono, fax, lettera). Per quanto riguarda l'informazione generica o
specializzata, attraverso la posta elettronica é possibile essere informati in
tempo quasi reale e con possibilità di rimandi sul Web per approfondimenti. E'
interessante l'attenzione che raccoglie l'email negli utenti business:
non è utilizzato solo per scambiare informazioni, ma anche come mezzo di
informazione (con l'utilizzo di mailing list).
Secondo Deloitte & Touche, il mail è destinato a
diventare, per il 74% dei dirigenti americani, una delle principali fonti di
informazione nel 2005 rispetto ai quotidiani (con il 50%) e alla TV (con il
34%).
L'attenzione
che gli utenti business rivolgono verso il WWW è dedicata essenzialmente alla
ricerca di aziende e di prodotti e al lavoro di gruppo. Secondo diverse
ricerche, l’utente professionale del Web passa gran parte del tempo a cercare e
leggere materiale informativo.
Gli utenti Internet in Italia
Da recenti
ricerche condotte in Italia nei primi mesi del 2000, risulta che una famiglia
italiana su quattro possiede un P.C. (e al nord il dato sale a più della metà
delle famiglie). All'inizio del 2001 si sono raggiunti i 10 milioni di utenti
occasionali della rete di cui 5 milioni usano la rete più di una volta alla
settimana. Gli utenti italiani vengono definiti secondo le seguenti
caratteristiche: gli uomini sono in
rapporto 3 a 1 sulle donne; le donne sono sempre più presenti sulla rete
(crescita del 77% rispetto a settembre 1999); la classe di età è tra i 18 e i
34 anni.
La maggior parte degli utenti ha un
titolo di studio (è diplomato o laureato, nell'80% dei casi). La popolazione
della Rete vive principalmente nei centri urbani medi e grandi; è impiegata
quadro o libero professionista in circa la metà dei casi.
Due
utenti Internet su tre si collegano alla Rete da casa e quasi la metà dal posto
di lavoro. Solo l'8% lo fa da scuola o dall'università. Il tempo medio di
connessione si avvicina alle 4 ore a settimana.
Il
dato é interessante perché permette di raffrontarlo con il consumo di altri
media.
In
confronto al tempo totale speso dagli italiani davanti alla TV, la Rete ne
assorbe una minima parte, poco meno del 2%. Tuttavia, esaminando l'utente della
Rete a livello mondiale, l’utilizzo di Internet é quantitativamente paragonabile
a quella dei giornali, radio o TV.
Tra tutti gli utenti del Web,
la percentuale varia dal 6.6% al 32% del totale per chi compie acquisti on-line.
In Italia si ferma a 180.000 e, rispetto al gruppo generico degli utenti
Internet, ha un’ulteriore preponderanza di uomini con un reddito più elevato.
Un altro dato rilevante è relativo alla provenienza geografica: il 59% risiede
nel Nord-Est d’Italia.

Una ricerca condotta da CommerceNet dal
1995 al 1999 indica le seguenti voci come problemi più sentiti da parte di chi
usa la Rete per acquistare prodotti:
Per chi offre prodotti sul Web le difficoltà maggiori sono
evidenziate :
1.nell’
integrazione del sito Web con il sistema informativo gestionale esistente in
azienda;
2.
nella mancanza di supporto da parte del management che stenta a capire come
procedere con le iniziative di commercio elettronico;
3.
nella struttura aziendale non adeguata al cambiamento richiesto dall'attività
commerciale su Internet;
4.
nella mancanza di fiducia nella Rete e nell’eccessivo rischio imprenditoriale.
L’importanza delle comunità virtuali
Le nuove tecnologie
comportano un cambiamento radicale e costituiscono l’aspetto più visibile di
uno sviluppo tecnologico che interessa la scienza e l’economia quanto il
quotidiano e delinea uno scenario che può informare e mutare lo spazio in cui
agire socialmente ed economicamente.
La Rete è lo
spazio che deve essere costruito. Essere presenti sulla Rete vuole, quindi,
dire essere costruttori di nuove relazioni sociali ed economiche e di nuovi
ambiti in cui esse accadono. L’immaterialità delle relazioni comporta dunque
l’identificazione di nuove regole “geografiche” in cui collocare anche i
rapporti economici.
Lo
spazio fisico e la dimensione corporea dei rapporti sociali vengono sostituiti
da nuovi spazi e nuove modalità di interazione: mailing list, virtual
community, … sono i nuovi luoghi di incontro della società
virtuale. Le comunità virtuali possono infatti essere definite
“nuclei sociali che nascono nella rete”; oppure, riprendendo
questa definizione e sottolineando l’aspetto quasi geografico del termine,
possono essere descritte come “i luoghi del ciberspazio nei quali gli
individui organizzati in gruppi aperti di discussione condividono gli stessi
interessi e percepiscono una coesione tra di loro e con il mezzo digitale che
permette loro di comunicare”.

Pickwick (www.pickwick.it)
é un circolo letterario sul Web. Gli interessi dei visitatori del sito sono
legati alla letteratura e ai libri. Nel panorama dell'informazione libraria,
Pickwick é uno dei tanti siti Internet ma fin dalle origini ha voluto sfruttare
appieno le potenzialità offerte dalla Rete: l'interazione e la partecipazione.
L'idea di fondo é parlare di libri e far parlare chi ama leggere e scrivere. Il
sito si caratterizza per la sua "non convenzionalità": Pickwick é
costruito attorno a servizi abbastanza unici, non coincidenti con quelli che si
fanno tipicamente sulla carta, come le recensioni, le interviste o la
pubblicazione di inediti. Su Pickwick si dà ampio spazio alle proposte dei lettori
e il visitatore può partecipare agli itinerari, al "dite la vostra",
giocare in spazi "ludici" aperti alla partecipazione su concorsi
letterari: dall'intervista immaginaria al personaggio in cerca d'autore,
all'ipse dixit (una frase scoperta da qualcuno in un certo libro e che gli
altri devono individuare). Pickwick ha una redazione che crea un minimo di
contenuto ma non tutto. Il resto del contenuto é armonizzato dal sito in
un prodotto coerente ma buona parte
della ricca informazione presente sul sito é stimolata o creata dalla stessa
Rete: sono i partecipanti alla comunità che segnalano novità, creano gli
indovinelli e partecipano ai concorsi, mandano racconti per fare conoscere le
loro qualità di scrittori dilettanti. L'obiettivo del servizio é quello di
creare e consolidare una comunità virtuale, un'audience qualificata a
cui indirizzare messaggi pubblicitari e opportunità d'acquisto senza scadere
nello stile dell'intrusione. Un appassionato di Pickwick può essere ben
disposto verso una pubblicità che gli fornisce un servizio di informazione per
conoscere le novità di prodotti o manifestazioni.
La
logica della comunità virtuale é quella di ricostruire on-line tutte le
fasi della vita quotidiana, aggregando un mercato specifico che condivide non
solo gli interessi ma anche un certo stile di comportamento.
Lo
sviluppo di una comunità che ruoti attorno al proprio sito di commercio
elettronico, è l’equivalente di costruire un villaggio intorno ad un negozio.
La nascita e la crescita di una comunità può essere frutto di un’azione attiva
dell’azienda che inserisce tra i servizi del sito quelli tipici delle comunità
virtuali (forum, mailing list, chat, …). Ma perché possa
esistere una comunità è necessario che essa risponda ad esigenze reali degli
utenti di Internet. I navigatori vi possono partecipare con diverse motivazioni
(ricerca di informazioni, attivazione di relazioni,ecc.) ma, in ogni caso,
tutti si aspettano di non essere “utilizzati”. La caratteristica fondamentale
di una comunità virtuale è infatti di essere un libero punto di scambio di
informazioni, suggerimenti, consigli. Tale caratteristica non deve mai essere
forzata dall’azienda.

I
sistemi di pagamento per il commercio elettronico
Il successo del
commercio elettronico è strettamente collegato alla possibilità di effettuare
transazioni sicure. Questo comporta una maggiore fiducia del consumatore finale
e il raggiungimento di un livello accettabile di sicurezza nelle transazioni business-to-business. Nel panorama dei sistemi di pagamento impiegati in
ambiente telematico, occorre procedere con una prima distinzione tra metodi di
pagamento tradizionali e soluzioni studiate su misura per il Commercio
Elettronico.
Nel primo caso (pagamenti off-line) è improprio parlare di Commercio Elettronico in quanto la
transazione non si conclude esclusivamente on-line. È il caso di
pagamenti per contrassegno o per vaglia postale nella forma tipica per il business-to-consumer
e di pagamento via bonifico bancario a
seguito della ricezione di una fattura nel caso del business to
business. Attraverso la Rete si sceglie
e si ordina il prodotto o il servizio, ma il pagamento avviene in anticipo o
alla scadenza prestabilita con il merchant.
Il pagamento on-line avviene invece utilizzando lo stesso mezzo sul quale viene
effettuato l’ordine d’acquisto. Internet integra anche la transazione
finanziaria. Nel caso del B-to-C la forma più comune è il pagamento con
carta di credito, nel B-to-B sta prendendo piede la formula del Telepay.
Lo scenario di riferimento, cioè l’ambiente di commercio elettronico vede un
acquirente, connesso a Internet da un PC remoto, che accede ad un negozio
virtuale su un sito Internet. Il gestore del negozio on-line, ricevuto
l’ordine d’acquisto, deve richiedere autorizzazione per procedere con il
pagamento. Le parti coinvolte in una transazione commerciale con carta di
credito sono:
- Il titolare della carta (card-holder);
- Il venditore del bene/servizio (merchant);
- l’ente finanziario cui il merchant si appoggia (aquirer);
- il gateway di pagamento, cioè
il software che gestisce la transazione;
- la società che ha emesso la carta di credito (issuer);
- le Authority competenti al rilascio del certificato
digitale.

Nel contesto italiano
la modalità più diffusa e la più semplice forma di pagamento sicuro è l’SSL (Secure Socket Layer). È uno standard impiegato dalla maggior parte dei siti di
commercio elettronico; si tratta di un protocollo aperto e non proprietario
progettato per gestire la trasmissione sicura dei dati su Internet. Tale
protocollo può essere supportato dai principali browser senza l’aggiunta di
programmi specifici né la richiesta di password. Le pagine protette di un
negozio virtuale sono contrassegnate da un lucchetto (Netscape Navigator) o da
una chiave (Microsoft Internet Explorer). Nel transitare dal browser al sito le
informazioni vengono criptate per evitare possibili intercettazioni. Introdotto
nel 1994 dalla Netscape Communication Corp, SSL riduce i rischi di
violazione dei dati trasmessi on-line. La crittografia impiegata garantisce
riservatezza, integrità, autenticazione. Gli acquisti in modalità SSL
sono assimilabili a quelli per corrispondenza. Non vi è la certezza
dell’identità di chi effettua la transazione e quindi il titolare della carta
può ricusare l’operazione visibile sull’estratto conto mensile. Si tratta,
comunque, un sistema efficace soprattutto per il cosiddetto acquisto di
impulso, il che giustifica il largo uso che ne viene fatto da molti siti di
successo.

GLi
ASPETTI GIURIDICI DEL COMMERCIO ELETTRONICO
La normativa sul Commercio Elettronico si trova ancora ad uno
stadio iniziale; gli aspetti da considerare sono molteplici; si va dal
riconoscimento della validità delle transazioni in formato elettronico (quindi
gli aspetti contrattuali, ordini, conferme, ecc.) alla tassazione (dove e
quando tassare?!), alle norme di protezione del consumatore, e così via. Manca
una esauriente disciplina del fenomeno, ma nel nostro ordinamento sono presenti
alcune norme sull’argomento: l’art.21 del d.lgs. 31 marzo 1998, n.114, contiene
un esplicito riferimento al commercio elettronico e affida al Ministero delle
Attività produttive un ruolo di promozione e diffusione delle vendite
on-line. In particolare il Ministero è chiamato a sostenere una crescita
equilibrata del commercio elettronico, a tutelare gli interessi dei consumatori
che effettuano acquisti tramite internet, a favorire campagne d’informazione e
di apprendimento per gli operatori del settore.
L’art.21 è
l’unico del d.lgs. 114 che tratta del commercio elettronico, ma non detta
alcuna disciplina in materia. Alcuni chiarimenti in proposito sono stati
forniti in una apposita circolare (n. 3487/C del 2000) il cui contenuto viene
riassunto di seguito.
Lart.4 del d.lgs.
114/1998 definisce il commercio all’ingrosso, il commercio al dettaglio e le
forme speciali di vendita tra le quali rientrano le vendite per
corrispondenza o tramite televisione o tramite altri sistemi di
comunicazione. Il commercio elettronico rientra per tanto tra le forme
speciali e qualora sia svolta nei confronti del consumatore finale è soggetta
alla medesima disciplina cui sono soggetti i dettaglianti (comunicazione
al Comune, inizio attività non prima di 30 gg. dal ricevimento della
Comunicazione da parte del Comune, possesso dei requisiti morali ecc.) Per gli
operatori che intendono svolgere attività di vendita on-line, sia
all’ingrosso che al dettaglio, la circolare prevede la possibilità di
utilizzare un solo sito, purché in esso siano destinate aree distinte per
l’attività all’ingrosso e quelle per il dettaglio: “in tal modo, infatti, il
potenziale acquirente, è messo in condizione di individuare chiaramente le zone
del sito destinate alle due tipologie di attività.”
Per quanto riguarda
il problema della tutela del consumatore nei rapporti contrattuali che si
instaurano su Internet: si applicano le norme in materia di contratti negoziati
fuori dai locali commerciali (d.lgs. n.15/1992) e quelle relative alla
protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza (d.lgs. 22 maggio
1999, n.185, che dà attuazione a una direttiva europea). Gli aspetti salienti
sono i seguenti:
1.
informazioni per il
consumatore: fornire al
consumatore informazioni chiare e comprensibili in particolare sull’identità
del fornitore, sulle caratteristiche del bene, sul prezzo, sulle spese di
consegna e alle modalità di pagamento;
2.
conferma scritta
delle informazioni: le informazioni
vanno confermate per iscritto;
3.
modalità di
esercizio del diritto di recesso: il diritto
di recesso si esercita entro 10 gg con comunicazione scritta;
4.
esecuzione del
contratto: il contratto va eseguito
entro 30 gg. dal giorno successivo a quello in cui il consumatore ha trasmesso
l’ordinazione.

Aspetti
fiscali del commercio elettronico
Sotto il profilo
fiscale, il commercio elettronico coinvolge in generale tutte le principali
forme di prelievo: diritti e dazi doganali, IVA e imposte sul reddito.
Pertanto,
l’operatore che decida di intraprendere un’attività di commercio elettronico o
di affiancarla all’attività esercitata normalmente, deve pianificare le proprie
scelte esaminando attentamente i vantaggi e gli svantaggi derivanti
dall’applicazione delle regole fiscali. La Commissione europea ha
iniziato ad interessarsi delle problematiche fiscali relative al commercio
elettronico non appena questo fenomeno ha cominciato a svilupparsi in maniera
significativa.
In un provvedimento comunitario
dell’8 aprile 1997, intitolato “Un’iniziativa europea in materia di
commercio elettronico”, l’organo europeo ha fornito un primo contributo
alla soluzione dei complessi problemi legati allo sviluppo del nuovo settore,
partendo dal presupposto che:
1 - L’IVA e i dazi doganali sono tributi armonizzati
2 - L’imposta sul valore aggiunto, per le sue caratteristiche
intrinseche di imposta sugli scambi e di imposta sui consumi, rappresenta il
tributo di riferimento a livello comunitario.
È per questi motivi che nel
provvedimento programmatico sopra citato è stato deciso di favorire la crescita
del settore senza però discriminare il commercio elettronico rispetto al
commercio tradizionale. In particolare la Commissione europea ha deciso di:
ü
non introdurre
imposte nuove o supplementari ma di adattare l’IVA;
ü
considerare la
fornitura di un prodotto in forma digitale un servizio anche se riguarda beni
virtuali;
ü
garantire la
neutralità dell’imposta mediante la tassazione dei servizi forniti per il
consumo all’interno dell’Unione europea e la detassazione di quelli in uscita
dall’Unione europea ma con diritto a deduzione dell’IVA assolta sugli acquisti;
ü
facilitare l’osservanza
della normativa per ridurre gli oneri superflui possibilmente attraverso un
consenso internazionale;
ü
facilitare la
gestione delle formalità fiscali anche attraverso il riconoscimento della
fatturazione elettronica;
ü
assicurare il
controllo sull’esecuzione effettiva degli obblighi fiscali ed il versamento
dell’imposta sulle forniture elettroniche ricevute nell’Unione europea.
Inoltre, l’intensificarsi della
collaborazione in materia fiscale tra la Commissione europea e l’OCSE dopo un primo approccio a
carattere più che altro teorico di cui sono testimonianza i documenti comuni
approvati nel corso delle conferenze di Turku, di Ottawa e di Parigi,
si è sviluppata al punto da portare all’individuazione di alcuni principi
fondamentali da far applicare ad un livello il più possibilmente allargato.
In un importante documento del
1998, il Comitato degli affari fiscali dell’OCSE si è impegnato a:
ü
evitare la doppia
imposizione e la non tassazione delle forniture elettroniche ;
ü
uniformare il
criterio di tassazione nel luogo del consumo;
ü
creare sistemi
appropriati per la riscossione delle imposte all’importazione senza intralciare
la consegna dei beni al consumatore ;
ü
prevedere adeguate
misure per il controllo e la riscossione delle imposte ,
ü
studiare sistemi appropriati
per la registrazione delle imprese per i controlli fiscali;
ü
semplificare il
sistema impositivo e ridurre i costi degli
adempimenti ;
ü
estendere gli
accordi esistenti.
Anche l’OCSE intende pervenire
ad un sistema fiscale neutrale, in modo da non influenzare, ostacolare o
avvantaggiare oltremodo lo sviluppo del commercio elettronico. Tuttavia, la
strada verso una soddisfacente regolamentazione del settore si presenta ancora
lunga e difficile, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione dell’IVA
sulle forniture on-line, i rapporti con i vari intermediari che si inseriscono nella
compravendita, la determinazione del luogo di produzione del reddito,
i controlli sul corretto adempimento dell’obbligazione tributaria.
Ciò
premesso, per quanto concerne le fattispecie in qualche misura già coperte
dalla vigente normativa, occorre individuare le relative norme applicabili. Per
quanto attiene alle norme non disciplinate, bisogna rifarsi ai principi
elaborati in sede internazionale.
