
Una recluta dell’esercito romano riceveva
solitamente una somma di denaro sufficiente a procurarsi il necessario fino
alla località in cui era stanziata la legione.
Gli
addestramenti consistevano nel sapere
allestire un campo, marciare per svariai giorni con l’equipaggiamento al
completo(30-40 chili) e nell’utilizzo delle armi.
Se
non era in corso una campagna militare i soldati conducevano una tranquilla e
monotona esistenza al campo base 535i87f e venivano spesso impiegati per la costruzione
di opere pubbliche.
Fra
i soldati era molto diffuso il culto del dio Mitra che esaltava il coraggio e
la forza fisica.
Una
volta che i soldati raggiungevano la cinquantina potevano ottenere il congedo e
scegliere fra un premio in denaro o un pezzo di terra da poter lavorare.
Parlando
dell’equipaggiamento militare vi leggerei un brano tratto dalla Guerra Giudaica
di Flavio Giuseppe:
“I fanti sono ricoperti di corazze e di elmi
e portano una spada appesa su ciascun fianco, quella di sinistra assai più
lunga mentre quella di destra non più di un palmo. I fanti scelti che
attorniano il comandante portano una lancia ed uno scudo rotondo; il resto dei
legionari un giavellotto ed uno scudo
oblungo e inoltre una sega, un cesto, una piccozza e una scure, e poi una
cinghia, un trincetto e una catena, e cibo per tre giorni, sicchè poco manca
che i fanti siano carichi come le bestie da soma.
I cavalieri portano
una spada sul fianco destro e impugnano una lunga lancia, uno scudo è posto
obliquamente sul fianco del cavallo, e in una faretra sono riposti tre o più
dardi dalla punta larga grandi non meno delle lance; l’elmo e la corazza sono
uguali a quelli di tutti i fanti.
L’armamento dei
cavalieri scelti della squadra del comandante non differisce in nulla da quello
dei cavalieri del resto della legione.”
Esaminando più dettagliatamente le varie
armi che costituiscono l’equipaggiamento base possiamo ridurre il tutto a
cinque elementi: il gladio, il pilum, la lorica, l’elmo e lo scutum.
Nel
III secolo a.C. i romani vennero a contatto con le popolazioni iberiche e da
loro appresero l’utilizzo del gladio, nome latino che sta ad indicare la spada.
La
spada spagnola era un’arma lunga circa 60 cm., forgiata con un metallo migliore
di quello italico e con una forma tendente ad allargarsi verso la punta.
Era
molto maneggevole negli scontri ravvicinati e poteva essere usata per colpire
il nemico sia di taglio che di punta e veniva utilizzata dopo il lancio dei
pila, che mettevano fuori uso gli scudi dei nemici e ne riducevano le difese.
Il
pilum, ovvero il giavellotto, era usato dalle prime file dei manipoli e veniva
scagliato prima dello scontro diretto.
Era
un’arma di concezione tipicamente romana ed era costituita da un’asta in legno
di circa 130 cm. con una parte terminale in ferro( la punta) di 70 cm.
l
gladio e il pilum erano i principali strumenti offensivi, ma ve ne erano alcuni
destinati alla difesa.
Il
più importante di essi era la lorica, l’armatura base che difendeva dai colpi
di striscio e dalle frecce la cui forza era stata smorzata.
Ve
ne erano due tipi: il primo era quello più “costoso” e se lo potevano
permettere solo i triari e i princeps, mentre quello più economico era diffuso
principalmente fra gli hastati.
Il
primo modello era una casacca di maglia di ferro lunga fino alla coscia, dotata
di due spallacci metallici: il secondo, fornito dallo stato si riduceva a due
placche metalliche di 30 cm di lato fissate al petto e alla schiena tramite delle corregge di cuoio.
L’elmo, che era destinato a coprire una
delle parti più importanti del corpo, si differenziava anch’esso a seconda
delle possibilità economiche di chi lo possedeva.
I
tipi erano tre: l’elmo di origine celtica, elmo montefortino, con paranuca e
guanciali, l’elmo attico, con guanciali e visiera, e quello di tipo etrusco -
corinzio, con una copertura del volto integrale.
Tutti
i soldati erano soliti decorare i loro
copricapi con pennacchi sgargianti, che avevano lo scopo di intimorire il
nemico.
Infine
vi era lo scutum che era di legno ed aveva un origine celtica: aveva
prevalentemente una forma ovoidale, con una altezza di 120 cm e 80 cm di
larghezza.
Non
erano decorati, ma dipinti con colori sgargianti: avevano inoltre dei rinforzi
metallici sui bordi, per i colpi di taglio, dove c’era l’impugnatura ad una
sola mano ed un rinforzo a spina di legno lungo tutta la sua lunghezza.
Gli
strateghi romani avevano inventato una efficacissima formazione per gli
assalti, conosciuta anche come testuggine.