ARTE EGIZIA
Cronologia storico-artistica
grazie ad alcuni ritrovamenti e a testi
scritti (soprattutto le liste dei re, come quella elaborata dal sacerdote
Manetone, di epoca Tolemaica) possiamo dividere la storia egiziana in tr 818c21i enta
dinastie, succedutesi nell’arco di tre millenni. In tutto questo periodo,
l’arte egiziana è rimasta sostanzialmente immutata, a parte qualche carattere
peculiare di determinate epoche.
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EPOCA
PROTOSTORICA –I / II DINASTIA (3200-2780 a.C. circa)
CAPITALE:
THINIS
NECROPOLI: ABIDO
ARTE: oggetti in oro, argento, rame; pettorali
e tavolette ad uso cosmetico decorati a bassorilievo (es. la Tavoletta
del re Narmer, identificato con il primo faraone Menes,
unificatore dell’Alto e del Basso Egitto).
La
tomba (mastaba, “panca” in arabo) era una bassa
costruzione a forma di trapezio, realizzata in mattoni crudi squadrati, sotto
alla quale era scavata la stanza mortuaria.
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ANTICO REGNO -III / VI DINASTIA (2780-2280 a.C. circa)
CAPITALE: MEMFI (dio: RA)
NECROPOLI: SAQQARAH, GIZAH
ARTE: in quest’epoca si configura la
concezione religiosa che sta alla base di tutta la cultura egiziana antica,
dalla politica all’arte. La teologia è strettamente legata alla capitale del
periodo, per cui si parlerà di teologia memfita, di teologia tebana, etc.,
ognuna delle quali connessa a determinate iconografie: lo stile delle pitture e
dei rilievi tombali, così come quello delle statue raffiguranti divinità e
sovrani, risponde a criteri estremamente rigorosi, con i volti e i corpi di dèi
e faraoni intesi come astratte idealizzazioni, lontane dal dettaglio realistico
e le immagini dipinte o scolpite a bassorilievo sulle pareti sono inquadrate
entro un reticolo precedentemente predisposto con lo scopo di mantenere le
corrette proporzioni. Tutto questo con lo scopo di esprimere, attraverso l’arte
(considerata come la prosecuzione della creazione originaria), il perfetto
stato di equilibrio sul quale si basa il volgersi dell’universo e, quindi,
l’eterna staticità dell’unità del Paese (incarnata dalla figura del sovrano,
trasposizione terrena della divinità). Con l’architetto Imhotep (“Colui
che viene in pace”) nasce la tipologia della tomba a piramide (primo esempio è
il complesso funerario del faraone Zoser a Saqqarah, con la piramide
a gradoni). L’epoca delle grandi piramidi è la IV dinastia (piramidi
di Cheope, Chefren, Micerino a Gizah, dove il complesso monumentale è
completato dalla Sfinge, il cui corpo leonino –alto 20 metri e
lungo 74- è stato scolpito nella collina rocciosa presente sulla piana, e poi
rivestito con pietre squadrate).
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Primo periodo
intermedio: l’unità del Paese si sfalda e l’autorità
faraonica è quasi nulla, dominano i vari signori locali. L’arte, non più
soggetta ai rigorosi canoni di corte, perde la rigida schematicità dovuta alla
concezione politico-religiosa dell’Antico Regno e si vivifica con i più liberi
caratteri dell’arte delle province.
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MEDIO REGNO -XI / XII DINASTIA (2134-1778 a.C.
circa)
CAPITALE:
TEBE, poi MEMFI
ARTE: dopo la riunificazione dell’Egitto, ad opera del sovrano Mentuhotpe,
della XII dinastia (l’undicesima appartiene ancora ai nomarchi, i vari
signori locali che si divisero l’impero), l’arte egiziana assorbe quei
caratteri di maggior morbidezza ed eleganza delle forme tipiche dell’arte
provinciale. La tomba (non più concepita a piramide) rappresenta la massima
espressione di regalità, perciò sia le sepolture dei nomarchi, sia quelle dei
faraoni della dinastia seguente gareggeranno in sontuosità: un esempio è il tempio
funerario di Mentuhotpe a Deyr el-Bahari, singolare costruzione
articolata in cortili e terrazze che unisce la tradizionale forma della tomba
scavata nella roccia con l’idea faraonica della piramide.
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Secondo periodo
intermedio: nuova rottura dell’unità dell’Egitto e
decadenza politica e culturale. Dominazione –a partire dalla XV dinastia- di
una popolazione straniera di origine semitica, gli Hyksos.
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NUOVO REGNO -XVIII / XX DINASTIA
(1557-1185 a.C. circa)
CAPITALE: TEBE
(dio: AMON=AMON-RA)
NECROPOLI:
VALLE DEI RE, VALLE DELLE REGINE -PRESSO TEBE.
ARTE: i principi tebani riconquistano l’unità del Paese e fondano la XVIII
dinastia; il dio Amon, antica divinità di Tebe, viene innalzato a dio nazionale
–assimilando tutte le altre divinità precedenti, in particolare il dio del
Sole, Ra (divenendo così Amon-Ra, al quale vengono innalzati i templi
monumentali di Karnak e di Luxor, ampliati anche in epoche successive).
Si riprende la concezione dell’epoca precedente, il Medio Regno, e si
costruiscono templi funerari come il tempio della regina Hatshepsut,
nella Valle delle Regine, scavato in parte nella roccia similmente al tempio di
Mentuhotpe e poco lontano da esso, con terrazze porticate a vari livelli
successivi, innalzantisi per mezzo di rampe fino all’alta parete rocciosa.
In alcuni casi,
torna la tipologia della piramide come sepoltura regale (es.Piramide di
Tutankhamon, ritrovata nel 1923 nella Valle dei re).
Il gusto artistico
ripropone la tradizione formale del Medio Regno, acquistando ulteriore
ricchezza nella ricerca di una decorazione preziosa e nell’eleganza raffinata
dell’insieme e dei particolari –perdendo monotonia in favore di una leggiadra
vitalità data da un cauto realismo, soprattutto riscontrabile nella
realizzazione delle pitture tombali (es. pittura della tomba di Nebamon, con
scene di caccia e di danze; pittura del tempio funerario di Hatshepsut,
con la descrizione del paese di Punt con la raffigurazione particolareggiata di
piante, case, animali).
Rivoluzione
amarniana:
il faraone della
XVIII dinastia Amenhotep IV attua un importante rivolgimento
politico-artistico: resosi conto dell’eccessivo potere dei sacerdoti di Amon,
li esautora in favore di una nuova religione, legata al culto di Aton, il disco
solare (un dio materiale, tangibile, identificato col sole stesso, dispensatore
di vita). Il sovrano cambia il proprio nome in Akhenaton (o Ekhnaton, “colui
che è utile ad Aton”) e fonda una nuova capitale, Akhetaton (“orizzonte di
Aton”, oggi conosciuta col nome arabo di Tell el-Amarna), modificando i dettami
artistici di corte: anche l’iconografia regale ricerca i temi privati,
intimistici, ritraendo la serena vita quotidiana del re e della sua sposa, ma
questo anche scavando nella personalità di coloro che vengono ritratti, senza
idealizzazioni (viene abbandonato l’ideale di bellezza dei modelli precedenti
dando risalto ai lineamenti, in cerca del carattere: es. il ritratto di
Nefertiti, ove si fondono eleganza e naturalismo, oppure la statua
di Ekhnaton, che riproduce le sue vere fattezze). Questo periodo durò
solo 17 anni: dopo la morte del sovrano i sacerdoti di Amon ripresero il potere
e gli echi della rivoluzione di Amarna si spensero nel tempo.
Periodo
ramesside:
Ramses II, della
XIX dinastia, vince gli Ittiti nella grande battaglia di Qadesh in Siria e
stabilisce il definitivo predominio egiziano sulle coste asiatiche, sancendo la
potenza egizia contraendo matrimonio con la figlia del re ittita. Si apre un
periodo di straordinario fulgore politico e artistico per l’Egitto: Ramses II è
stato il più grande costruttore del Nuovo Regno, iniziatore di una politica
edilizia senza precedenti, caratterizzata dalla magnificenza e dall’immensità
delle proporzioni (es.:sala ipostila di Karnak, Ramesseum
–il tempio funerario di Ramses- ed i due templi di Abu Simbel).
In questo periodo di restaurazione sia politica, sia artistica (la volontà è
quella di cancellare definitivamente il ricordo di Ekhnaton) si sviluppa il
tipo canonico della pianta del tempio: tale costruzione consiste, esternamente,
nella facciata monumentale detta pilone (costituito da due alte torri
rastremate, poste ai lati del portale) e, internamente, in un cortile
porticato, nell’ipostilo (sala a colonne con copertura piana), nel vestibolo e
nel santuario.
Altri esempi
dell’architettura di età ramesside sono il tempio fortezza di Medinet
Habu (tempio funerario costruito sotto Ramses III, cinto da un
colossale muro rafforzato da torrioni e ornato da monumentali figurazioni a
rilievo) ed il tempio di Khonsu a Karnak.
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Terzo periodo
intermedio: i sacerdoti di Tebe prendono il potere
definitivamente e proclamano lo Stato Divino di Amon (corrispondente alla XXI
dinastia) finché alcuni militari libici si insediano sul trono dell’Egitto
fondando la XXII dinastia. Ma Nubiani e Assiri conquistano il Basso Egitto e
Tebe viene saccheggiata.
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EPOCA TARDA 663-30
a.C.
Quest’epoca si
caratterizza per l’alternarsi, sul suolo egiziano, di dominazioni straniere e
di riscosse nazionali: prima il trono faraonico viene conquistato dai persiani
(con i sovrani Assurbanipal, Cambise, Artaserse), poi dai greci la conquista di
Alessandro Magno è del 323 a.C.), poi dai romani (30 a.C.).
ARTE: la classe sacerdotale resta ancorata alla ripresa dei motivi
tradizionali (es.arte saitica, della città di Sais, la cui caratteristica è il
gusto per l’arcaismo e l’imitazione dell’antico) mentre le classi colte
propendono per i ritratti realistici e per l’individualistica rappresentazione
del soggetto (es.i potenti ritratti del funzionario Mentemhet,
governatore di Tebe, o le meravigliose teste verdi, in granito
verde scuro, ritratti di grande forza espressiva). Con la contaminazione romana
si perderà definitivamente il tipico carattere egiziano (es. ritratti del
Fayyum, dipinti su tavola o su tela deposti sul volto del defunto,
molto lontani dalla tipologia schematica della convenzione formale egiziana).
I templi che
vengono edificati in questo periodo sono quelli di Dendera, di Kom Ombo,
di Edfu, oltre all’importante complesso degli edifici di File
(periodo romano) al quale Traiano aggiunse l’elegante chiosco. Durante l’età
romana si diffonde moltissimo il culto per gli animali (es. statuette
della dea Bast, dalle fattezze feline).