
Introduzione
La capitale estense, nella seconda metà del Quattrocento, ha una cultura
artistica ben caratterizzata e di così lato livello da prendere il comando
anche di Bologna (Ercole I).
La pittura ferrarese sboccia subitamente dopo 222c25c lla metà del secolo, in un
terreno culturale propizio. Lionello d’Este è un principe illuminato e
Guarino da inizio allo studio Ferrarese.
Nella prima metà del Cinquecento si era
formata una fiorente scuola di miniatura. L’artista prediletto di Lionello è il
Pisanello, ma alla metà del secolo Ferrara è il punto d’incontro di quattro
correnti figurative: lo storicismo di Alberti, l’innovazione di Mantenga,
l’universalismo di Piero della Francesca e la ricerca dell’intensità profonda
del fiammingo Weyden.
La molteplicità delle fonti da luogo a soluzioni eclettiche come quelle
di Cosmè Tura: la sua pittura ha l’obiettivo di conservare una coerenza
perfetta in condizioni sempre più
difficili. E la condizione più difficile è quella di voler sommare due
perfezioni: quella meccanica medievale e la nuova perfezione intellettuale. Il
contatto continuo con l’ambiente mantovano è determinante per il Tura: il suo
problema si pone in termini chiari davanti all’altare di Donatello. Due cose lo
colpiscono: la straordinaria qualità luminosa che la materia acquista nel
tormento del modellato in quieto ed il pensiero dell’antico come mondo
misterioso. Il Tura pensa che il proprio compito sia quello di imitare tutte le
materie, e nel processo di imitazione purificarle a superiori livelli dell’essere.
Palazzo dei Diamanti (Biagio
Rossetti) – 1492
la parte più notevole del palazzo dei Diamanti, non è
tanto la facciata quanto i suoi spigoli, armati da solide paraste, e sopra lo
spigolo la più pungente sporgenza del balcone
d’angolo. Effetto di luce radente. Interamente ricoperto da oltre ottomila
pietre scolpite una per una in forma di diamante, l'edificio è uno dei più
belli e più celebri dell'architettura rinascimentale italiana. La pietra bianca
con venature rosa fa sì che, nelle diverse ore del giorno, il palazzo assuma
sfumature di colore e produca contrasti di luce e d'ombra ricchi di fascino e
di poesia. La sua posizione su di un incrocio di grande importanza, ne ha poi
consigliato la decorazione d'angolo, non sulla facciata, con le preziose
sculture a bassorilievo di Gabriele Frisoni e l'elegante balconcino.