
Scheda di lettura
dell’opera
Titolo: l’incendio alla
camera dei Lords e dei Comuni
Autore: Joseph Mallord William Turner
Data: 1835
Collocazione attuale: Cleveland,Museum of Art
Dimensione: 92,5 x 123 cm
Definizione
tipologica: olio su tela
Descrizione
dell’opera: il dipinto ritrae l’incendio che
distrusse il parlamento londinese nella notte il 16 e il 17 ottobre 1834:esso
offri uno spettacolo incomparabile alla folla che accorsa numerosa, tra i quali
Turner ,che con alcuni allievi sedette su una delle imbarcazioni che solcavano
il Tamigi,per studiare dal vivo la scena di catastrofe.
Gli schizzi a matita e ad acquarello
che tracciò in questa occasione provano che l’artista osservò la scena da molti
punti di vista,situati sia a livello dell’acqua sia a quello dei ponti.

Al centro dell’opera è rappresentato
l’edificio infuocato ,colto nel momento preciso in cui un repentino colpo di
vento fa piegare le fiamme verso l’acqua ,allontanandole dall’abbazia di Westminster,
le cui torri traspaiono bianche nella cortina di fumo che,insieme alle fiamme,
colma e definisce il cielo. L’intera scena risulta inquadrata da due quinte di
spettatori,l’una assiepata sulla riva del fiume e l’altra seduta a cavalcioni
della balaustra del Waterloo Bridge.
Nonostante il carattere “sublime”del
soggetto, Turner non trascura det 848b19i tagli realistici : ad esempio le nuove pompe
ad acqua dei pompieri ,che il battello a vapore, in primo piano a destra ,sta
rimorchiando sul luogo del disastro.
Forma e spazio: lo spazio ,ellittico come il campo visivo, è un’estensione
infinita,animata dall’agitarsi di forze comiche che coinvolgono gli oggetti in
vortici d’aria e turbinii di luce. La composizione “a vortice” esemplifica il
concetto dinamico cosmico che la cultura romantica eredita dall’illuminismo
inglese. Si tratta dell’idea che il movimento universale si sottragga al
controllo della ragione e possa rapire l’animo umano in situazioni di estasi
paradisiaca o precipitarlo nello sgomento,tanto più a guidarlo è un binomio
incontrollabile come fuoco e acqua.
Le coordinate spaziali ,più suggerite
che disegnate,sono la diagonale di barche che prosegue al di là delle fiamme,
il ponte di Westminster in leggera fuga sovrapposto dall’orizzonte,la mole
evanescente delle torri dell’abbazia ,lo scorcio di un edificio arrossato dal
fuoco e la sponda celata del Waterloo Bridge.
Forma e spazio sono ottenuti tramite
il colore,modulato a macchia. Invece delle gradazioni cromatiche originate
dalla mescolanza dei colori,Turner crea zone di colori puri; questi
interagiscono tra loro secondo la teoria goethiana,per la quale le tonalità
calde come il rosso,il giallo e il verde sono percepite come positive,in quanto
suggeriscono calore e allegria,mentre quelle fredde,come il blu e il
viola,producono sensazioni negative di ansia.
Turner e il sublime: Joseph
Mallord Turner è considerato uno dei maggiori rappresentanti della pittura
romantica. Nacque a Londra nel 1775 dove compì i primi studi, rivelando di
essere un precoce talento. Fu un pittore prolifico, non si stancò mai, in tutta
la sua vita, di produrre opere mirabili. Fin da giovanissimo fece numerosi
lavori a matita, unendo ai paesaggi naturali immagini pastorali e scene
storiche ai diversi generi tradizionali, tra i lavori a matita ad esempio La
cattedrale di Ely rappresenta un vero e proprio capolavoro.
Successivamente, attratto da quella che è la sua vera vocazione, si volse ai
colori, alla produzione delle incisioni quali mezzetinte poiché gli
consentivano una maggiore resa di chiari e scuri, di luci e ombre, come si
evince dal suo Liber studiorum pubblicato nel 1807. Nella sua evoluzione
artistica il suo interesse si volge dai soggetti storico-mitologici ai paesaggi
naturali, ed egli incentra la sua attenzione alla resa dei fenomeni atmosferici
ed effetti luministici, soprattutto, in seguito allo studio della teoria dei
colori di Goethe ed allo studio degli acquerelli del paesaggista Cozens, certo
di suscitare nello spettatore il senso del sublime. Tutto fu, da Turner,
osservato e interiorizzato prima ed espresso poi nella rappresentazione degli
elementi della natura tanto drammatici quanto sublimi. Prima dell'Ottocento il
sentimento del sublime era considerato come uno stato d'animo, il più elevato
possibile che l'uomo potesse provare nel riconoscere la sua piccolezza e
finitezza di fronte alla grandezza di Dio .
Hugh Blair ritiene che il sublime
“produce una sorta di innalzamento ed allargamento interiore. Solleva l'animo
al di sopra del suo stato abituale“ 1.
Data la magnificenza di tale sentimento, si riteneva che potesse essere
raggiunto solo dai generi artistici più elevati quali la poesia epica o le
grandi opere estetiche con soggetto religioso. Con Turner invece il sublime
comincia ad essere espresso anche attraverso i paesaggi naturali che suscitano
nello spettatore sensazione panica o di grande pericolo, producendo emozioni
così potenti da far sentire nell'animo umano una modificazione drammatica. Il
sublime cambia così di significato in Turner, è il sentimento di commossa
suggestione che si prova assistendo ai grandi fenomeni del mondo esterno quali
tempeste marine violente, grandi nevicate, piogge impetuose, anche grandi
montagne rupestri o vallate molto impervie.
John Constable come Turner è
considerato uno dei principali pittori paesaggisti del primo Ottocento.
Constable però è sostanzialmente un empirista, è versatile verso il dato
oggettivo che è reso attraverso grandi macchie e rapide pennellate ma dove
chiaramente i dati fisici quali alberi, nuvole sono ben delineati, in una
pittura composta, atta a rappresentare il visibile e il reale di chiara matrice
neoclassica. Lo spettatore, nel contemplare le sue visioni serene ed idilliache,
prova un notevole appagamento estetico e un soddisfacimento del gusto, non
certo un senso di timore. Constable sembra rispondere così alle tematiche del
“Bello “teorizzate da Immanuel Kant nella Critica del giudizio.
In Turner, invece, confluiscono
gli impeti dello Sturm und Drang, nel suo bisogno urgente di ritorno
alla natura, nelle relazioni umane e nella sua esaltazione della vita umana
vissuta nella sua immediatezza e in tutta la sua spontaneità e fatta, appunto,
di impeto e assalto.
Intanto in Europa, il sublime si
affermava nella visioni profetiche e negli inconsci tormentati di William
Blake, nel senso di profonda solitudine dell'uomo di Caspar David Friedrich che
osserva sconfortato la desolazione della sua esistenza nel baratro di una
vastità spaziale tanto grande da provocare vertigini.
Il sublime cambia di significato
in Turner: lo si prova assistendo ai grandi fenomeni del mondo esterno quali
tempeste marine violente, quali grandi nevicate impetuose.
Già nel 1796 all'età di ventun anni dipinse il primo quadro a olio Pescatori
in mare, che rappresenta un peschereccio in serie difficoltà nel tentativo
di galleggiare sui flutti agitati e increspati, sui quali grava un cielo oscuro
e minaccioso. Nel realismo del dipinto, dove gli elementi umani e naturali sono
chiaramente delineati, si evincono i temi fondamentali dell'estetica di Turner
e del Romanticismo. La barca, nel suo roteare nel vortice creato dall'acqua,
provoca nello spettatore un senso di solidarietà nei confronti dei pescatori e
un forte sentimento di timore per la loro sorte, nonché smarrimento nei
confronti di un infinito spaziale: tutto ciò che produce un sentimento di
sublime nello sperdersi nell'immensità del cielo e del mare.
Successivamente tale tematiche
sono rese ancor più evidenti, come si vede ad esempio nel dipinto Il
naufragio: barca di pescatori che cercano di salvare l'equipaggio del 1805.
Al tempo Turner aveva vissuto la tristissima malattia della madre le cui crisi
di nervi l'avevano condotta alla pazzia e all'ineluttabile morte; esperienze
queste che insieme alle altre, forse, indussero il pittore a ritenere inutile
la lotta dell'uomo contro il destino. Il dipinto rappresenta ancora il
combattimento strenuo dei pescatori contro il mare in tempesta. Grande rimane
il senso di impotenza dell'uomo contro cui sembra accanirsi la natura fisica.
Questa ultima è per gli Sturmisti non armonica e serena, ma caratterizzata da
una energia creatrice infinita che si agita attraverso continue tensioni e
contraddizioni. A ciò corrisponde specularmente la natura umana che non è, come
gli Illuministi ritenevano, arida razionalità, bensì sentimento, istinto,
passione.
L'uomo realizza pienamente se
stesso solo quando riesce a dare libero sfogo alle passioni che si agitano
dentro la sua anima travagliata, quando avverte un senso di finitezza e
fragilità, e prova il sentimento del sublime: smarrimento e piacere nello
stesso tempo, dovuto allo spettacolo di grandi sconvolgimenti atmosferici e
all'apparizione di straordinari fenomeni naturali.
Nel 1812 Turner è ormai un
pittore famoso, professore di prospettiva alla Royal Accademy. Ha compiuto
numerosi viaggi in Galles, in Inghilterra settentrionale, in Scozia e in
Cornovaglia. Queste esperienze di vita personale lo avevano portato ad
osservare la natura nei suoi diversi aspetti e a vedere i paesaggi nelle
svariate manifestazioni. Così in Bufera di neve: Annibale e il suo esercito
attraversano le Alpi, il sublime è reso in tutta la sua suggestione. Una
terribile bufera tempesta le montagne, e minaccia Annibale e i suoi uomini.
Tutti soggiacciono esterrefatti e sgomenti a tale accadimento, con gli occhi
cercano una via d'uscita guardando da lontano l'Italia quale ancora di
salvezza. Il dato realistico cede il passo al dato più astrattivo, le immagini sono
meno nitide e le forme cominciano a sfaldarsi. L'opera è fortemente innovativa,
la linea dell'orizzonte si curva fino a diventare una spirale avvolgente. Per
sublimare il paesaggio, compie uno studio attento e minuzioso nonché
scientifico della natura. Felicemente rappresentato con un nuovo linguaggio
dove crea nuove unità di forme e di movimento e dove scardina completamente la
prospettiva tradizionale. Adesso è il mondo del cosmo infinito e
incommensurabile ad essere rappresenta E COME TALE LA PROSPETTIVA, PROPRIA
DEL MONDO GEOMETRICO MISURABILE, RISULTA DEL TUTTO INAPPROPRIATA. La nebbia, la
neve, la stessa luce sembrano convogliarsi in un vortice, l'intero universo si
offusca avviluppandosi su se stesso e tutto è allusivo dell'imminente
apocalisse.
Intanto Turner continua i suoi
viaggi che lo condurranno in Belgio, nella valle del Reno e in Olanda nonché in
Italia, dove conobbe la pittura veneta che gli consentì di sperimentare nuovi
effetti luministici, inoltre fu in Belgio e in Scozia. Per giungere in
quest'isola dovette compiere un viaggio in un'isola di nome Staffa. Il viaggio
avvenne mentre c'era brutto tempo e da questa vicenda nacque il dipinto La Staffa, la grotta
di Fingal. Il senso di paura è grande, molta è la meraviglia dello
spettatore che assiste inerme alle onde contorte in un complesso dinamico,
provando un senso di estasi e un sentimento sublime.
Ma l'arte di Turner è pienamente
matura nel dipinto La tempesta di neve, del 1842. Intanto continua a
viaggiare e a produrre grandi opere artistiche che avevano suscitato
ammirazione ma anche disprezzo in chi non comprese il suo genio e la sua
portata innovativa.
Turner, nella Tempesta di neve, che rappresenta un'imbarcazione a vapore
sorpresa da una bufera di neve, trascende il dato realistico per inscenare
sulla tela una visione travolgente e altamente poetica della natura. Il
battello sembra voler lottare titanicamente contro la furia della tempesta, ma
inutile risulta ogni sforzo contro la potente maestosità della natura, così
come nulla p&uograve; il progresso umano e la scienza contro la forza
smisurata e sovrana dell'universo. Nel guardare la tempesta che con grande
impeto e veemenza infierisce contro il battello, lo spettatore si sente
anch'egli in pericolo. Il quadro supera, adesso del tutto, l'aspetto
descrittivo- realistico per assumere dei connotati suggestivi-evocativi, i
vortici di acqua, aria, luce, colore, come turbini in movimento rapido,
travolgono il battello, coinvolgendo lo spettatore che prova, nell'assistere a
tale spettacolo grandioso, un sentimento sublime. Lo stesso Turner volle
sperimentare su di sé tale sentimento all' età di settantasette anni, facendosi
legare all'albero maestro di una nave e attraversando letteralmente l'occhio di
un ciclone durante una tempesta. L'opera appare come la perfetta
trasfigurazione della tematica filosofica del sublime teorizzata da Immanuel
Kant che nella Critica del giudizio, considera il sublime derivato non
dal rapporto dialettico tra sensibilità e intelletto, ma dalla tensione
conflittuale tra sensibilità e ragione. Il sentimento del sublime si prova sia
quando si è di fronte all'infinitamente grande quale, appunto, infinito
temporale o spaziale, sia quando si è di fronte agli spettacoli straordinari
della natura.
In Turner i grandi paesaggi e le
eccezionali realtà fenomeniche producono il Sublime che non è proprio
dell'oggetto percepito ma del soggetto che contempla tutto ciò, trascendendo
dal dato fenomenico. Il sublime si trova così in bilico tra estetica e etica.
Nella tempesta di neve l'universo tutto è attraversato e coinvolto da
forze esteriori cosmiche che producono moti interiori nell'uomo, il quale, al
pari dell'aria e dell'acqua, sembra essere risucchiato dal movimento a spirale
che avviluppa l'intero cosmo. Ora si avverte il contrasto tra il contingente
schiacciato dall'assoluto e il relativo mortificato dall'eterno.
Esteticamente anticipa i paesaggi
dell'impressionismo, innalza la natura a livello molto elevato dandole piena
dignità estetica, ottenendo anche, una forte risposta del soggetto a carattere
emozionale.
Ma alla rivalutazione della natura, corrisponde anche la pessimistica
consapevolezza della precarietà dell'uomo a cui non rimane altro che
l'inesorabile morte.
Il sublime e la vitalità, in
Turner, sono anche nell'immagine tristissima della vecchia nave che aveva
combattuto eroicamente a Trafalgar contro Napoleone, simbolo di un'era storica
tramontata di cui rimane, come unica vestigia della gloria vissuta unica
immagine decadente, metafora della caducità dell'uomo che attende la morte
inesorabile.