Alimentatore con uscita variabile
Obiettivo:
realizzare un alimentatore con l’uscita di tensione regolabile tra un valore
minimodi circa 0 ed un valore massimo pari a circa 15V e con una corrente
massima erogabi 242e48c le di 1A.
Il circuito:

Componenti:
C1 2200uF Condensatore
elettrolitico 50V
C2 10uF Condensatore
elettrolitico 50V
C3 22uF Condensatore
elettrolitico 50V
C4 100nF Condensatore
plastico
D1 Led
rosso
D2, D3
1N4001 Diodo
PR1 3A, 100V Ponte
raddrizzatore
R1 330Ω 1/4W
R2 2,2KΩ Potenziometro lineare
R3
1KΩ Trimmer
R4 1,8KΩ 1/4W
U1 LM317K Regolatore
variabile
Schema a blocchi:

Utilizzando un trasformatore per diminuire il
valore picco-picco della tensione di rete, si utilizza un ponte di Gretz per
raddrizzare l’onda sinusoidale in una doppia semionda; con i condensatori si
impediscono disturbi dalla variazione di tensione di rete e dalle variazioni
del carico. I diodi D2 e D3 servono per facilitare la scarica dei condensatori
C2 e C3 quando per esempio avviene un cortocircuito. Il regolatore di tensione
utilizzato è LM317K, in grado di fornire una tensione variabile da circa 0 a
15V; si può schematizzare nel seguente modo:
Il regolatore è realizzato in modo da mantenere costante la tensione
fra il terminale di uscita OUT e ADJ.
Questa tensione viene chiamata VREF
ed è pari a 1,25V.
Per il partitore di uscita vale quindi
l’espressione:
VO=VREF+R2*(IADJ+VREF/R1)=VREF*(1+R2/R1)+R2*IADJ
Siccome il valore della IADJ è
piuttosto basso circa 100uA, è possibile trascurare nell’equazione il secondo
addendo, sicché si può scrivere:
VO=1,25*(1+R2/R1)
In condizioni di minima erogazione di
corrente, cioè a tensioni elevate all’uscita (15V), la potenza dissipata si
abbassa in base alla relazione: PD=(Vi-VO)*IO.
Realizzazione: Dopo aver disegnato lo schema elettrico su un foglio, si ridisegna il
circuito sul DRAFT ORCAD assegnando i moduli adeguati ai componenti, poi su DOS
creiamo la NETLIST che carichiamo sul PCB e riposizionano i componenti come
nello sbroglio a mano. Stabilita la posizione dei componenti e le piste di
collegamento fra essi, si stampa il master del PCB, cioè il disegno delle
piste, su la carta da lucido. Per fare questo dobbiamo creare il file di PLOT
che viene utilizzato da un simulatore di plot per stampare il disegno anche con
una normale stampante. Dopo questo, si procede con la fase di realizzazione del
circuito stampato tramite il processo fotolitografico. Per prima cosa si
pulisce la basetta di rame con della lana di acciaio e dell’alcool, per
togliere le impronte e l’unto delle dita. Si applica il fotoresist
uniformemente su tutta la superficie; successivamente si fa seccare in un forno
a 100°C, poi si lascia raffreddare al buio.
Poi si mette la piastra e la carta lucida con
il disegno delle piste sulla base della macchina a raggi ultravioletti in modo
da far polimerizzare il fotoresist sul rame della basetta. Il fotoresist non
polimerizzato si può asportare ponendo
la basetta in una soluzione di acqua e soda caustica.
L’ultima fase comprende l’asporto della parte
di rame in cui il fotoresist non era polimerizzato, cioè che non appartiene
alle piste. Questo si effettua con la macchina per l’incisione, la quale
spruzza sulla piastra acido cloridrico che corrode il rame. Finita questa fase
possiamo forare la basetta con il trapano. Per il potenziometro e il trimmer
abbiamo dovuto fare fori leggermente più grossi, perché hanno i piedini più
larghi.
Collaudo:
applichiamo all’uscita dell’alimentatore un multimetro per misurare tensione e
corrente con un carico variabile, in cui la tensione deve rimanere il più
costante possibile.