Oggetto: Parcheggio per autovetture
Studio del problema:
Un’industria elettronica ha richiesto la progettazione,
sviluppo e messa in punto nonché la fornitura di un “indicatore di posti per un parcheggio adibito alle autovetture” che
permetta la visualizzazione del numero di posti auto occupati all’interno di
un’autorimessa con un numero limitato a 9 posti auto disponibili in totale.
Il problema è quello di tenere un conteggio sempre
aggiornato dei veicoli presenti all’interno del garage fornendo contemporaneamente
una opportuna segnalazione visiva all’ingresso tramite il comando di un semaforo.
Si considerino i seguenti punti per dimensionare il
progetto:
1. si utilizzi il microcontrollore 80C31
con una EPROM 27C256 e una RAM 62256
sfruttando il minor numero di
componenti con la tecnologia TTL-HC alimentata a VCC=+5V
2. minimizzare il costo totale del
progetto, tenendo presente che il circuito stampato sarà inscatolato in un
contenitore di plastica
3. non si richiede la progettazione della sezione di alimentazione in quanto si
presuppone di averla già disponibile
come lo schema di Fig.1 ma un riduttore di
tensione da 12V a 5V in corrente
continua (FIGURA)
4. il numero massimo di posti auto che
l’autorimessa può contenere è limitato a 9 quindi si richiede l’utilizzo di un
solo display per visualizzare il numero di posti occup 828e41i ati
5. i due sensori ottici di rilevamento del
passaggio sono delle fotoresistenze che rilevano interruzioni del fascio di
luce proiettato da due piccoli faretti orientabili sul rispettivo sensore
disposti a una distanza di 20¸50 cm tra loro. In Fig.2 è possibile
vedere una piantina con la disposizione corretta delle lampadine, dei sensori e
delle lampade di segnalazione. Si ricordi che l’automobile in entrata del
garage deve percorrere uno stretto corridoio
6. dove risultano posizionati i 2 sensori
determinando in tal modo l’interruzione del fascio luminoso prima quello del
sensore A poi quello del sensore B. è importante per un
corretto funzionamento del
discriminatore di movimento mantenere la distanza dei 2 sensori non superiore
alla lunghezze della vettura, nel nostro caso si è scelto una
larghezza compresa tra i 20 e i 50 cm.
Le uscite dei 2 sensori confluiranno nel circuito denominato “discriminatore di
movimento”, in quanto stabilisce se il conteggio è
visualizzato sul display deve essere
incrementato di un’unità a seconda della
direzione di movimento dell’autovettura
7. le 2 lampadine utilizzate per i foto
sensori sono del tipo 12V/1W uno di colore verde per indicare la disponibilità
di posti auto ancora liberi ed un’altra di colore rosso per
indicare che il
parcheggio è esaurito
8. all’accensione del circuito si deve
azzerare automaticamente.
Analisi del sistema
Ricerca
del materiale e componenti
FOTORESISTENZE.
La
sigla LDR, significa Light Dependent Resistor (Resistenza che dipende dalla
luce, viene utilizzata per identificare un dispositivo che modifica il suo
valore resistivo in funzione della quantità di luce incidente. Queste
resistenze sono costituite da un materiale semiconduttore di tipo N composto,
quali il solfuro di cadmio (cd); oppure di materiali fotosensibili.(ossido di
selenio o di zinco).
La resistenza del dispositivo dipende dalla
superficie dell'elemento foto sensibile, dalla quantità di flusso L (lux)
incidente sull'unità d’area, nonché da una costante adimensionale a, e da una
costante K ( ohm/lux) caratteristiche d’ogni materiale e della tecnica
costruttiva adottata (per una fotoresistenza al CdS la costante a è compresa
tra 0,7 e 0,9).
La
relazione che esprime tale legame è la seguente:

dove:
K
è la resistenza presentata dalla fotoresistenza quando su di essa incide una
quantità di flusso luminoso unitaria.
La
resistenza varia da oltre 1Mohm (fino a 10M) in condizioni di oscurità a poche
decine di ohm con un'illuminazione di 1000 lux ( per esempio, luce emessa da
una lampada a incandescenza da 100W a 30cm).Le fotoresistenze possono essere
alimentate sia in corrente continua, sia in corrente alternata. Le
fotoresistenze presentano alcuni difetti quali la limitatissima banda passante,
dovuta all'alto tempo di ricombinazione delle coppie elettrone - lacuna. Una
fotoresistenza che viene oscurata dopo essere stata illuminata può impiegare
anche qualche secondo per riassumere il valore resistivo posseduto in
condizioni di oscurità. Il dispositivo non è quindi adatto per tutte quelle
applicazioni, quali la trasmissione dati, ove è richiesta un'elevata velocità
di commutazione. Le caratteristiche dinamiche della fotoresistenza utilizzata
in commutazione sono definite tramite due parametri: il tempo di salita (rise
time) e il tempo di discesa (fall time). Questi tempi sono misurati rilevando
come varia la corrente che scorre nel circuito di prova in risposta a un
impulso luminoso. I valori tipici dei due tempi sono compresi fra 15ms e 200ms.
APPLICAZIONI
Le
fotoresistenze sono utilizzate per realizzare apparecchiature per il controllo
della fiamma nei bruciatori a gas, come elementi rivelatori di presenza di
allarmi antintrusione e per la misura della temperatura a distanza e
dell'intensità luminosa. In questo caso specifico, questi dispositivi si è
servito per la progettazione di un indicatore di posti per un parcheggio adibito
alle autovetture.
SPECIFICHE
TECNICHE
-
Reazione spettrale di picco 530nm
-
Resistenza di cella: -a 10 lux 9KW -a 1000 lux 400W
-Resistenza
di oscurità (min.) 1MW
-Tensione
max di picco circa 320V
-Dissipazione
max. a 25°C 250mW
-Tempo
di salita nominale 18ms
-Tempo
di caduta nominale 120ms
CONDENSATORI
CERAMICI
Si
è utilizzato dei condensatori con un valore o capacità di 33pF.
Questi
sono una serie di condensatori ceramici a disco con K basso medio e alto,
indicati per applicazioni su schede a circuito stampato ad alta densità. Le
applicazioni includono filtri, circuiti, sintonizzatori, termocompensati,
accoppiamenti e disaccoppiamenti in circuiti di frequenza medio-bassa.
GENERALITA
SUL CONDENSATORE CERAMICO
I
condensatori ceramici possiedono buone caratteristiche elettriche, sono caratterizzati
da un basso angolo di perdita e, grazie all'elevato valore della costante
dielettrica del
materiale
utilizzato, possono essere realizzati di piccole dimensioni;presentano,
inoltre, un basso valore dell'impedenza parassita, per cui si rivelano particolarmente
adatti per tutti i circuiti elettronici che operano in radiofrequenza. I
condensatori ceramici non presentano notevoli caratteristiche di stabilità, per
cui si utilizzano solo nelle applicazioni che prevedono campi di variazione
della temperatura e della frequenza limitati. Il campo di valori della capacità
varia a 1pF a 470pF. In base a questa caratteristica i condensatori ceramici
sono suddivisi in due classi: quelli della II classe sono caratterizzati da un
coefficiente di temperatura non controllato, manifestando una scarsa stabilità
delle caratteristiche e presentano perdite non
trascurabili.
I
condensatori della I classe sono caratterizzati da un coefficiente di
temperatura controllato.
Il
valore del coefficiente di temperatura viene indicato con una sigla
alfanumerica o con un codice a colori. Il codice alfanumerico è composto da una
lettera (P o N, che indicano rispettivamente se il coefficiente di temperatura
è positivo o negativo) e dal valore del coefficiente compreso tra +100p.p.m./°C
e 1500p.p.m./°C. Il condensatore di tipo NP0, che presenta un coefficiente di
temperatura nullo, risulta quindi
estremamente stabile.
SPECIFICHE TECNICHE
TEMPERATURA
DI FUNZIONAMENTO da -25°C a +85°C
RESISTENZA
DI ISOLAMENTO maggiore di 1000MW
RIGIDITA' DIELETTRICA 2,5V di lavoro (1sec)
TENSIONE NOMINALE 50V
MEMORIA
EPROM
La memoria EPROM
è una particolare memoria ROM programmabile dall’utente più volte. La
programmazione della EPROM avviene cancellando il precedente contenuto esponendo
il chip, dotato di una finestrella al quarzo trasparente per un tempo di circa
venticinque minuti a raggi ultravioletti, mentre la scrittura delle nuove
informazioni viene applicando tensioni di valore elevato nella cella
selezionata dalle linee di indirizzo. La carica elettrica intrappolata nella
cella di memoria rappresenta lo 0 logico; tale carica staziona finchè non si
applica una sorgente di luce ultravioletta che permette la dispersione delle
cariche. La cancellazione con tali raggi porta tutte le celle di memoria a 1.
IL MICROPROCESSORE
Un
microprocessore è un sistema elettronico complesso, integrato in un unico chip
governato da un automa esecutore, che nel caso specifico prende il nome di
Unità di Controllo (o anche Sequencer). Intorno
all'Unità di Controllo sono essenzialmente presenti una ALU, per l'esecuzione
delle operazioni logico‑matematiche, ed alcuni registri con funzioni di
memorizzazione temporanea dei dati. Un microprocessore ha bisogno di essere
collegato anche a dispositivi esterni di supporto, fra i quali le memorie.
Nella memoria esterna deve essere scritta la successione di istruzioni che il
microprocessore deve interpretare, una di seguito all'altra, per adempiere
anche a funzioni molto complesse desiderate, così come nella memoria saranno
posti eventuali dati su cui deve lavorare. Cambiando la serie di istruzioni,
ovvero quello che è denominato il programma,
in memoria, si possono ottenere da tutto il sistema, funzioni di calcolo o
di controllo di processo molto sofisticate con una flessibilità estrema.
L’Unità
di Controllo deve interpretare le istruzioni, come si è detto, e governare con
le sue uscite, che assumono il ruolo di segnali di controllo, sia i dispositivi
interni che quelli esterni, in modo da realizzare il compito richiesto. Per
assolvere nel modo migliore a questa funzione è necessario che alcuni segnali
emessi dai dispositivi controllati ritornino alla Unità di Controllo.
SISTEMI A MICROPROCESSORE
Un microprocessore insieme
con i suoi dispositivi di supporto esterni costituisce quello che viene
definito un sistema a microprocessore. Un
calcolatore è un tipico sistema a
microprocessore.
Dall'analisi sin qui fatta, dovrebbe risultare evidente che un sistema a
microprocessore non è altro che un grosso automa a stati finiti programmabile;
più di stati veri e propri dovremmo però parlare di fasi, ovvero di sequenze di
transizioni fra stati che, generando opportuni segnali di comando, attuano
particolari operazioni.
Le fasi
principali del funzionamento dell'automa calcolatore, più propriamente del suo
«cuore», il microprocessore, sono:
Ø
una fase di reperimento e lettura
dell'istruzione in memoria;
Ø
una fase di decodifica dell'istruzione;
Ø
una
fase di esecuzione dell'istruzione.
Al termine di queste
operazioni il microprocessore torna a leggere una nuova istruzione.
Mentre le prime due fasi
sono compiute sempre in identico modo, quella di esecuzione
dell'istruzione
dà luogo ad azioni diverse che dipendono dal particolare tipo di istruzione
decodificata.
Caratteristiche dell’8051
·
la CPU è ottimizzata per le
operazioni di controllo a 8 bit
·
la rom ha una capacità di 4Kbyte
di memoria interna.
·
La RAM ha una capacità di 128byte
per dati.
·
Ha la capacità di avere una
memoria indirizzabile al massimo di 64Kbyte
·
Ci sono 4 porte di ingresso e di
uscita ognuna di queste è composta da 8 linee. In tutto avremmo 32 linee tra
I/O
·
Ci sono 5 linee di interruzione 3
interne e 2 esterne.
All’interno della struttura
c’è ALU e il program counter, l’Accumulatore., stack pointer, registro di stato
che sono dei registri fondamentali esterni.
PORT1
Serve a ricevere anche la
parte bassa dell’indirizzo durante la programmazione della EPROM interna e
durante la verifica della ROM
PORT2
Contiene le funzione
secondarie, i piedini 10 e 11 che ricevono e trasmettono alla porta seriale;
12 e 13 sono le 2 linee di
interruzione esterna;
14 e 15 sono gli ingressi
per il timer contatore 0 e contatore 1
16 e 17 sono i PIN di
scrittura e di lettura per la memoria RAM esterna
18 e 19 sono gli ingressi
dell’invertente dell’oscillatore;
20Vss= 0V
PORT2
Ingresso di dati
bidirezionali a 8 bit che serve a emettere la parte alta dell’indirizzo durante
le operazioni su memoria esterna
PSEN (29) à
Program Store Enable (livello basso) è il segnale di lettura per la memoria ROM
esterna
ALE (30) à
Address Latch Enable, segnale di abilitazione attivo alto quando su PORT0 e
PORT2 è disponibile un indirizzo valido durante un accesso alla memoria esterna
sia ROM che RAM
EA (31) à
External Access se viene portato a 0 permette di utilizzare la sola memoria
esterna ROM escludendo i 4Byter di ROM interna. Se viene forzato a livello alto
permette di indirizzare la ROM anche interna fino a 64kbye
PORT0
Serve come BUS multiplo per
trasferire la parte bassa dell’indirizzo e i dati durante un accesso alla
memoria esterna
40àVcc=
alimentazione
Resetà
per effettuare il reset bisogna tenere per circa 2 secondi il tasto peremuto (2
colpi di ck) l’azione del reset porta a livello alto il PORT 1 2 3.
ISTRUZIONI dell’ 8051
Riga di testo:

pippo: mov A, 10 ; carica nel registro A il
valore 10
A B C D
a) pippo: è l’etichetta o nome va da 1 a 6
caratteri, si inizia con una lettera e sono seguite dai due punti (:).
b) mov è una operazione o istruzione di
trasferimento dati che contiene il codice mnemonico dell’istruzione
c) A,10 sono gli operandi. Il campo operandi
contiene i dati su cui opera l’istruzione, possono essere contenuti in
registri, celle di memoria o costituiti da dati inunediati.
d) “
;carica nel registro A il valore 10” è il commento per ogni riga di testo che
deve essere preceduto dal “;“
Non c’è una distinzione tra
lettere maiuscole o minuscole, tranne le parole chiave che devono essere in
Maiuscolo.
nop è un istruzione che non fa nessuna operazione, è
usato per ritardare di 1 microsecondo.
Le istrnzioni vengono compiute uil o al massimo 2 cicli macchina, fanno
eccezione però, MUL e D]L che hanno bisogno di 4 cicli macchina.
Registri deII’8051
Registri SFR
I)ACCUMULATORE [A,ACC]: è un registro
generale che serve per accumulare dati risultanti da un gran numero di
istruzioni. è un registro a 8-Bit.
2) B Register
[Bl: viene utilizzato soprattutto per MUL e DIV; viene utilizzato anche come 90
registro temporaneo; è a 8-Bit.
3) DATA
POINTER [DPTRJ: è a 16-Bit; questo registro è possibile suddividerlo in 2
registri da 8-Bit ciascuno chiamati DPH e DPL. Come dice il nome è usato a
puntare (indirizzare) i dati. È utilizzabile soprattutto per indirizzare i dati
nella memoria esterna.
4) PROGRAM
COUNTER [PC 1: è composto da 2byte. È un indirizzo a 2byte che punta alla
locazione di
memoria
dove 8051 va a leggere la istruzione da eseguire prossima, e poi si incrementa.
5) STACK
POINTER (SPI: è a 8-Bit punta all’inizio della catasta. Lo stack cresce verso
gli indirizzi alti della memoria RAM.
6) PSW(registro di stato) [PSW]: è a 8-Bit disposti come in figura;
Indirizzamento
I metodi di indirizamento consentono di acceder in
maniera più o meno sofisticata all’operando sul quale esguire un istruzione. La
potenza di un microprocessore non dipende esclusivamente dalla ricchezza del
set di istruzioni ma anche dalle molteplici modalità di indirizzamento dei
dati. Un indirizzaemntedo si dice immediato quando l’operando contiente il
dato; si dice diretto se l’operando contiene l’indirizzo del dato, si dice
indiretto se l’operando contiene l’indirizzo del dato; si dice indicizzato
quando l’indirizzo del dato è la somma tra l’operando e il contenuto del
registro indice di indirizzamento più o meno potenti.
Subroutine
Quando in un programma si deve ripetere più volte un
certo gruppo di istruzioni come in questa esperienza, è conveniente definire a
parte un sottoprogramma chiamato subroutine costituito da un gruppo di
istruzioni da eseguire ogni volta che il programma principale ne fa richiesta.
Si ottengono in questo modo due vantaggi: una migliore leggibilità del programma
principale ed un risparmio di memoria.
Realizzazione del prototipo con relative misure
Per realizzare il circuito si
è dovuto procurare il materiale da usare, calcolando i valori delle resistenze,
da utilizzare nel nostro progetto:
Per
calcolare la resistenza sul LED rosso si è dovuto usare la seguente formula:
Per
calcolare la resistenza sul LED verde si è usato la seguente formula:
Siccome si è ottenuto un valore di resistenza che non esiste in
commercio si è dovuto normalizzare questo valore a quello esistente più vicino
e quindi siamo passati da un valore di 960W ad un valore di 1KW.
Successivamente si è dovuto calcolare le
resistenze di base dei transistor.
Per fare questo si è utilizzato la seguente
formula:

Anche in questo caso si è dovuto normalizzare il valore della
resistenza, portandolo da un valore di 1645W ad un valore di 1.5KW
Analisi
dei costi
Dopo aver
realizzato lo schema elettrico completo, si è dovuto documentare sui componenti utilizzati.
|
N°
|
Denominazione
|
Sigla
|
Tipo
|
Codice
|
Costo
|
|
1
|
U1
|
80C31
|
MICROCONTROLLORE
|
249-7248
|
|
|
1
|
U2
|
74AHCT573
|
DREGISTER
CMOS
|
300-754
|
|
|
1
|
U3
|
27C256
|
MEMORIA EPROM
|
322-3739
|
|
|
1
|
U4
|
62256
|
SRAM
|
267-7836
|
|
|
1
|
U5
|
74HC00
|
INTEGRATO AND
CMOS
|
642-749
|
|
|
1
|
U6
|
74HC14
|
TRIGGER
DI SCHMITT
|
332-9001
|
|
|
1
|
U7
|
7447
|
DECODER
TTL SCHOTTY
|
305-406
|
|
|
1
|
U8
|
MAX232
|
|
|
|
|
2
|
C2..C3
|
|
CONDENSATORI
33pF +-5%
|
829-277
|
|
|
1
|
C1
|
|
CONDENSATORE
10mF +-5%
|
228-6947
|
|
|
1
|
Y1
|
|
CRISTALLO
11.0592Mhz (CMAC)
|
130-8850
|
|
|
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|
Collaudo
finale con inizio della produzione