POLITECNICO
DI TORINO
DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA
ELETTRICA
CORSO DI MACCHINE ELETTRICHE
RIFASAMENTO E FUNZIONAMENTO
IN PARALLELO DEI TRASFORMATORI
ESERCIZIO 1
1) Per il calcolo della tensione di alimentazione (U2) si fa riferimento alla seguente figura :
La si può 626c28g calcolare utilizzando la formula
della caduta di tensione industriale:
DU2 = a I2n [(R2CC
cos(
c )+ X2CC sin(
c)]= a I2n Z2CC[cos(
cc)cos(
c)+ sin(
cc)sin(
c)]=
= a I2n Z2CC[cos(
cc-
c)
o anche
DU2 = a
dove

dove il pedice “cc” si riferisce ai parametri
del trasformatore in corto circuito mentre il pedice “c” al carico.
Sostituendo questi valori nella formula 1 si
ottiene : DU2 =14,2 [V]
Si ricava la
tensione di alimentazione come:
U2=U20n-D U2=385,8 [V]
La potenza assorbita é semplicemente data
da: 
2) Il rendimento della
trasformazione é definito da
h = 
dove :

sostituendo questi valori nella formula si
ottiene :
=93.5%
3) Il rendimento massimo lo
si ottiene per

che sostituito nella formula del rendimento
parta al seguente risultato :
0,937
4) La situazione é
indicata nella figura seguente
La potenza reattiva assorbita dal condensatore risulta essere:

ed è anche vero che :

Uguagliando si ottiene : 
5) La variazione di
tensione sul carico risulta essere pari a :

6) Il rendimento della
trasformazione a rifasamento avvenuto risulta essere dato sempre da :
=
=0,942=94,2%
dove :

ESERCIZIO 2
CASO
1 :
Si sceglie come primo caso quello che
permette di sfruttare al massimo in corrente il trasformatore dato in partenza
(TA) ; ciò
significa che la corrente erogata da tale trasformatore sarà pari a quella
nomimale :

dal momento che il carico assorbe una
corrente pari ad :

allora la differenza di corrente dovrà essere
erogata dal trasformatore TB :

Viene tra l’altro richiesto che il
funzionamento in parallelo dei due trasformatori sia perfetto. A tale proposito
si possono imporre tre condizioni, di seguito riportate :
·
(parallelo ottimale
e imponendo che
)
·
(correnti
ed
siano in fase )
(corrente di circolazione nulla in modo tale che nel funzionamento a vuoto non ci siano
perdite).
Dalle prime due condizioni si può anche
ricavare che :

Possiamo a questo punto elencare i dati di
targa del trasformatore TB , accanto a quelli del trasformatore TA:
TA TB
AnA=72 [kVA] AnB=52
[kVA]
U1nA=3 [kV] U1nB=3
[kV]
U2n0A=400 [V] U2n0B=400
[V]
fnA=50 [Hz] fnB=50 [Hz]
VccA%=4,8% VccB%=4,8%
PccA%=3.2% PccB%=3.2%
P0A=2/3PccA
P0B=2/3PccB
Per quanto riguarda l’ultimo dato ,cioè le perdite nel ferro, questo
sarà differente per i due trasformatori dal momento che :

Calcoliamo ora il rendimento complessivo del parallelo
htot =
=94.3%
dove :

Per il calcolo della potenza assorbita dal carico si è reso necessaria la
conoscenza della tensione sullo stesso ,che è stata calcolata nel modo seguente :
DU = a
=17,4 [V]
da cui
UC=U20n-D U=382,6 [V]
La tensione di alimentazione del carico è
maggiore di 380[V] e questo soddisfa anche l’altra richiesta della traccia.
Possiamo ora calcolare i rendimenti dei due
trasformatori presi separatamente :
hA =
=94.28%
dove :

hB =
=94.3%
dove :

CASO
2 :
Imponiamo che la tensione di alimentazione
sul carico sia di 385[V]. è possibile calcolare la c.d.t. come :
DU =400-385
[V]= 15[V]
da cui è possibile risalire al fattore di carico :

Noto il fattore di carico andiamo a determinare la corrente erogata dal
trasformatore TA :

Con Ic = 310.56[A] già calcolata prima ,si avrà che :

Si deduce quindi che i due trasformatori sono
praticamente identici.
Calcoliamo ora i rendimenti :
htot=
=94.4%
dove :

Ovviamente in questo caso i rendimenti
parziali sono uguali a quello complessivo.
Confrontando le due soluzioni si nota come la
seconda soluzione risulti essere più cautelativa per eventuali sovraccarichi.
Per calcolare il rendimento che si potrebbe
ottenere con una singola macchina di potenza adeguata possiamo effettuare il
seguente ragionamento.
Nella formula del rendimento di un
trasformatore abbiamo al numeratore la
potenza erogata che risulta essere proporzionale ,tramite il prodotto tra
tensione e corrente ,alla quarta potenza della dimensione lineare :
Al denominatore troviamo invece lo stesso
termine ,che costituisce il numeratore, sommato alle potenze perse per effetto
Joule ed a quelle nel ferro che
dipendono dalla terza potenza della dimensione lineare:

Pertanto sostituendo nella formula del
rendimento avremo :

in questa espressione
rappresenta una
costante a parità di condizioni di carico.
Supponiamo ora che la macchina che deve
sostituire il parallelo dei due trasformatori abbia una potenza pari a quella
erogata dal parallelo esaminato nella seconda soluzione, ed abbia ovviamente
una diversa dimensione lineare che indicheremo con l’. Per questa macchina potremo allora scrivere
che :
Visto che il carico risulta essere lo stesso
allora potremo scrivere che :
Rimane quindi da calcolare il rapporto tra le
dimensioni lineari ,ma per le considerazioni fatte in precedenza potremo
scrivere che :

Sostituendo nella formula precedente si
ricava che :

Si può ora osservare che essendo

dove (Vol) indica il volume di uno dei due trasformatori collegati in
parallelo. Si nota quindi che scegliendo un’unica macchina si hanno vantaggi sia in termini di
rendimento che in termini di materiale utilizzato.
ESERCIZIO 3
a) La formula che
consente di calcolare la corrente di circolazione è la seguente :

supponendo ora che le cadute di tensione sui
parametri trasversali siano uguali ,nella formula si potrà semplificare il
secondo addendo .La relazione che quindi useremo sarà la seguente :

In queste relazioni il apice “ ’’ ” sta ad
indicare che stiamo lavorando supponendo di aver trasportato tutti i parametri
al secondario.
La formula 1 può essere riscritta nel
seguente modo :

Bisogna ora calcolare le impedenze che
compaiono al denominatore in modulo e fase .Per le fasi abbiamo che :

Per i moduli abbiamo invece :

Quindi sostituendo nella formula della
corrente di circolazione si ottiene :

b) La potenza dissipata
a vuoto può essere calcolata come la somma delle potenze perse per effetto
Joule e nel ferro in entrambi i due trasformatori :

Quindi in definitiva avremo :

c) Per il calcolo della
tensione di alimentazione facciamo riferimento al seguente circuito :
Questo circuito per il teorema di Thevenin si
può rappresentare nel modo seguente:
Dobbiamo a questo punto calcolare sia il
valore di U20eq che quello
dell’impedenza equivalente.
Possiamo scrivere che :

Per calcolare il generatore di tensione
equivalente si potrebbe applicare il principio di sovrapposizione egli effetti oppure in modo molto più
semplice scrivere che :

Come si vede l’angolo della tensione è molto
piccola e quindi d’ora in poi la considereremo reale.
Possiamo a questo punto calcolare la caduta
di tensione industriale :

e quindi la tensione di alimentazione del
carico sarà pari ad :

d) Calcoliamo prima di
tutto i rendimenti dei singoli trasformatori. A tale proposito ci serve prima
effettuare i seguenti calcoli :


In base a questi dati si ottiene :


Il rendimento complessivo sarà invece :
