Relazione Di
Elettronica
Scopo dell’esperienza:
Generare e visualizzare tramite l’
oscilloscopio i seguenti segnali:
Segnale continuo a 12V
Segnale continuo a ±12V
Segnale sinusoidale, quadro e triangolare con
valore picco-picco di 100mV e con frequenza di 1)10Hz; 2)1KHz; 3)10KHz;
4)100KHz; 5)2MHz.
Strumenti utilizzati:
Alimentatore stabilizzato duale, multimetro,
generatore di funzioni, oscilloscopio e cavetti di collegamento.
Alimentatore stabilizzato duale:
L’alimentatore stabilizzato converte la tensione
alternata di rete
(220V, 50Hz) in una tensione continua stabile
e indipendente dalle fluttuazioni di rete.
Lo schema a blocchi di un alimentatore
stabilizzato è illustrato in seguito 151h78b .
I primi tre blocchi costituiscono il
cosiddetto alimentatore non stabilizzato che comprendono:
–
il trasformatore, che ha il compito di abbassare la
tensione di rete;
–
il raddrizzatore che rende la tensione unipolare;
–
il filtro che spiana la tensione rendendola
approssimativamente continua.
La tensione fornita dal filtro presenta,
sovrapposta alla componente continua, una evidente ondulazione residua
(ripple), che è tuttavia accettabile in numerose applicazioni. Un quarto blocco
è il regolatore di tensione, questo ha inoltre la funzione di mantenere la
tensione di uscita il più possibile costante, indipendentemente dalla tensione
d’ingresso, dal carico e dalla temperatura.
L’apparecchio da noi utilizzato viene
chiamato duale perché è composto da due distinti alimentatori, che prendono i
nomi di MASTER e SLAVE. Questi tramite degli appositi pulsanti possono lavorare
singolarmente, in serie o in parallelo.
Nella parte inferiore sono presenti delle
manopole che ci permettono di regolare il valore di tensione o di corrente.
Infine si notano dei terminali di uscita a boccola cinque(di seguito
illustrate).
Multimetro:
Il multimetro è uno strumento che permette di
eseguire essenzialmente tre tipi di misura: di tensione (voltmetro), di
corrente (amperometro), di resistenza (ohmetro). Questo è alimentato da una
tensione di rete.
Oltre ai terminali di ingresso, è provvisto
di un display a più cifre (4 o 5 negli strumenti di uso più comune), che
fornisce l’indicazione della misura.
La struttura generale di un multimetro è
rappresentata dalla schema a blocchi illustrato di seguito.
Si possono notare dei pulsanti che permettono
di:
–
ON/OFF (accensione e spegnimento)
–
DCV (tensione continua)
–
ACV (tensione alternata)
–
DCA (corrente continua)
–
ACA (corrente alternata)
–
Ω (imposta la modalità ohmetro)
–
gli altri sei pulsanti, servono per regolare la
portata dello strumento)
Vediamo nel pannello frontale di un
multimetro i terminali di ingresso, sono costituiti da boccole destinate ad
alloggiare le due sonde necessarie per le misure.
Generatore di funzioni:
Il generatore di funzioni è un apparecchio in
grado di fornire segnali di tensione con forma d’onda diversa essenzialmente
sinusoidale, quadra e triangolare, in una gamma di frequenze che va dalle
frazioni di Hz alla decina di MHz.
La struttura a blocchi del generatore di
funzioni è illustrato di seguito. Un oscillatore, costituito da un comparatore
e da un integratore, genera direttamente i segnali ad onda quadra e
triangolare. Da quest’ultima forma d’onda viene ricavato il segnale sinusoidale
tramite un particolare circuito formatore.
La frequenza dei segnali può essere variata
mediante un selettore a scatti ed un disco graduato per la regolazione fine.
Uno stadio amplificatore–separatore impedisce
che variazioni del carico influenzino il funzionamento dell’oscillatore. Questo
stadio consente inoltre da sommare al segnale una componente continua
regolabile con la manopola do OFFSET.
Infine lo stadio attenuatore di uscita
provvede alla regolazione dell’ampiezza ed è comandato da una manopola.
Il suo pannello di controllo è diviso in
diversi settori di cui ognuno ha una propria funzione.
Il campo di massima della frequenza è
rappresentato dai pulsanti di colore grigio chiaro presenti nel riquadro più
grande, sotto di questi è presente una manopola che permette di scegliere il
valore moltiplicativo per ottenere cosi la frequenza desiderata.
Poi abbiamo il trigger, sia interno che
esterno, in genere si utilizza quello interno.
Infine abbiamo la manopola AMPLITUDE che
regola l’ampiezza del segnale e un tasto ON/OFF per l’accensione e lo
spegnimento.
Oscilloscopio:
L’oscilloscopio è il più completo fra gli
strumenti di analisi usati in laboratorio poiché è in grado di visualizzare su
di uno schermo l’andamento nel tempo dei segnali elettrici.
Il cuore dell’oscilloscopio è costituito dal
tubo a raggi catodici. All’interno di un involucro rigido a vuoto spinto che
termina ad un estremità con uno schermo ricoperto interamente da uno strato di
sostanze luminescenti, i fosfori, sono racchiusi un cannone elettronico ed un
sistema di deflessione elettrostatico.
Il cannone elettronico, comprende un catodo
emittente, una griglia di controllo, un anodo e una serie di lenti di
focalizzazione, genera un sottile fascio di elettroni. Questi, dopo aver
attraversato il sistema di deflessione elettrostatico, vanno ad urtare lo
schermo eccitando i fosfori e producendo un punto luminoso (vedi figura
sottostante).
La struttura di principio dell’oscilloscopio
è illustrata seguentemente.
Il segnale da visualizzare Vi viene
inviato attraverso un attenuatore di ingresso all’amplificatore verticale e da
questo alle placchette di deflessione verticale.
La sua ampiezza e quindi l’altezza
dell’immagine viene regolata tramite la manopola V/DIV.
Un circuito di trigger, che può essere
comandato dal segnale Vi o da un apposito segnale esterno, attiva
tramite impulsi di comando il generatore della base dei tempi. IL segnale a
rampa da quest’ultimo viene amplificato dall’amplificatore e inviato alle
placchette di deflessione orizzontale.
L’oscilloscopio descritto è del tipo ad una
traccia; Normalmente gli oscilloscopi anno la possibilità di visualizzare
contemporaneamente due segnali di ingresso, ossia sono del tipo a doppia
traccia, un oscilloscopio a doppia traccia presenta due parti anologhe a quella
descritta.
L’operazioni preliminari da svolgere più
importante è quella della calibratura. Le parti fondamentali di questo
strumento sono:
–manopola T/DIV: che regola la durata della
rampa.
–manopola V/DIV: che consente di variare
l’ampiezza dell’immagine sullo schermo.
–manopola POSITION orizzontale che sposta il
segnale sull’asse delle x quella verticale che sposta il segnale sull’asse
delle y.
(Vedi figura in pagina successiva).
Svolgimento:
Per visualizzare il nostro primo segnale,
continuo a 12V, si è impostato l’alimentatore alla medesima tensione andando a
riscontrare un errore minimo di 0.01V, poiché verificando con il multimetro
questo indicava 12.01V.
In seguito si procede alla calibratura
dell’oscilloscopio e dopo questa operazione si effettuano i collegamenti con
l’alimentatore, impostando la manopola V/DIV a 5V.
In seguito visualizzato il segnale continuo
sull’oscilloscopio, la misurazione può considerarsi riuscita poiché il segnale
risulta spostato rispetto al punto di calibratura di 2.2 quadretti.
Per l’ultimo segnale da noi analizzato cioè
quello con valore picco–picco di 100mV e frequenza 10Hz, abbiamo prima
impostato la frequenza e il valore picco–picco suddetti sul generatore di
funzioni e dopo per vedere il valore efficace abbiamo collegato il generatore
al multimetro visualizzando sul display un valore efficace di 70.71mV.
Infine si è visualizzata sull’oscilloscopio
l’onda sinusoidale verificano l’esatta misurazione, poiché impostati i V/DIV a
50mV per ogni quadretto l’onda va da +2 a –2 quadretti sullo schermo.
Conclusioni:
In conclusione di questa esperienza, si deve
dire che le altre misurazioni elencate non sono state effettuate a causa del
cattivo funzionamento degli strumenti e per vari problemi riscontrati durante
l’esperienza.