
PREMESSE:
Per
videoterminale si intendono tutte quelle apparecchiature elettroniche che
permettono all’operatore di interagire con altre apparecchiature. Comunemente viene definito monitor.
E' necessario subito chiarire che il VDT di
per sé non provoca disturbi, ma e' l'uso non corretto che viene fatto della
macchina la causa dell'insorgere di eventuali malesseri. Per quanto riguarda i
pericoli inevitabili legati all'uso del VDT studi sull'argomento hanno fugato
gli allarmi eccessivi ed infondati inerenti ad esempio alle
"radiazioni" ed ai campi elettromagnetici.
Con il Decreto Legislativo 626/94 lavorare
correttamente con il videoterminale , il cui acronimo è VDT , non è più lasciato alla discrezione degli
u 939d36j tilizzatori e dei datori di lavoro ma diventa un obbligo ben definito. La
stessa legge prevede che gli addetti ai videoterminali vengano "informati
e formati".
Normalmente l'attività al VDT e' di due
tipi:
l'operatore immette tramite tastiera dati che legge su un supporto cartaceo
l'operatore non ha necessità di leggere supporti cartacei e quindi sposta lo
sguardo solo dalla tastiera al monitor e viceversa.
E' evidente che in ambedue i casi l'operatore deve effettuare delle regolazioni
per ottimizzare la situazione di lavoro. Se le regolazioni non vengono
effettuate in maniera corretta si ha la possibilità che insorgano disturbi. Di
seguito verranno trattate tutte le altre principali cause di malessere causate
dallo scorretto utilizzo del videoterminale e le caratteristiche che deve
presentare il luogo di lavoro.
LE CONDIZIONI
AMBIENTALI:
Microclima
e la qualità dell’aria:
Le condizioni ambientali sfavorevoli possono
causare disturbi quali:
• secchezza delle mucose degli occhi o della
gola dovute a scarsa umidità o cattiva qualità dell’aria per la presenza di
inquinanti (fumo di sigarette, sostanze chimiche rilasciate dagli arredi e
dall’uso delle fotocopiatrici);
• situazioni di mancato comfort dovuti a
temperatura troppo alta o troppo bassa o per
la presenza di correnti d’aria fastidiose che
colpiscono una zona circoscritta del
corpo (ad es. la nuca, le gambe).
Il comfort termico è un aspetto importante per
chi utilizza il videoterminale.
Negli uffici si raccomanda una temperatura di
almeno 18 °C d’inverno (18-22 °C) mentre nel periodo estivo è importante che la
differenza tra la temperatura interna e quella esterna non superi i 7 °C.
L’umidità relativa deve essere compresa tra il
40% e il 60%.
Il ricambio d’aria deve essere adeguato. Quando
c’è un impianto di condizionamento,
devono essere rispettate le quantità minime di
aria esterna di rinnovo e devono essere
presenti sistemi di filtrazione e depurazione
dell’aria.
I filtri hanno la funzione di purificare l’aria
esterna e l’aria di ricircolo.
I più comuni rischi di un impianto di condizionamento
sono legati:
all’inquinamento dell’aria per insufficiente
manutenzione (sostituzione o pulizia filtri) e all’inquinamento biologico
dell’unità di umidificazione.
E’ necessario che la postazione di lavoro non
sia posta in vicinanza di fonti di calore
radiante (gli elementi degli impianti di
riscaldamento, le finestre nel periodo estivo) e
che sia evitata la presenza di correnti d’aria
fastidiose (provenienti da porte,finestre,
bocchette di
ventilatori, ecc…).
IL CORRETTO POSIZIONAMENTO DEL VIDEO TERMINALE:
Posizionare il monitor, la tastiera, il mouse e
il leggio porta documenti in modo corretto è di fondamentale importanza per
assicurare il comfort durante il lavoro ed evitare disturbi.
I
DISTURBI DOVUTI ALLA LUCE:
Per eliminare i riflessi, l’abbagliamento e i
contrasti eccessivi di chiaro-scuro provocati dalla luce diurna sullo schermo:
- occorre evitare sorgenti con forte luminosità
nel centro del campo visivo dell’operatore (sole, lampada) e/o la presenza di
superfici con una eccessiva capacità riflettente (lucide);
- davanti e dietro il monitor non devono esserci
delle finestre, pertanto negli
uffici con due pareti ad angolo finestrate, una
di esse deve essere schermata;
la direzione principale dello sguardo
dell’operatore deve essere parallela rispetto alle finestre.
-I posti di lavoro al videoterminale sono da
sistemare, per quanto possibile, nelle zone del locale lontane dalle finestre;
- In caso di irradiazione del sole occorre
oscurare le finestre (per es. con veneziane, pellicole antisolari o tende di
tessuto pesante).
I problemi di abbagliamento o di riflessi devono
essere eliminati per evitare che inducano ad assumere una posizione errata.
IL
RISCHIO PER LA VISTA:
i disturbi della vista sono di tipo
transitorio ed eliminabili con interventi correttivi appropriati. Una
particolare attenzione deve essere posta dagli operatori che hanno superato i
40 anni e che iniziano ad avere principi di presbiopia legata all'età.
CORRETTA
DISTANZA VISIVA:
La maggior parte degli operatori preferisce una
distanza visiva minima che varia da 50 a 80 cm lavorando su schermi delle
dimensioni abitualmente in uso: per schermi di 15 pollici è raccomandabile una
distanza di 60 cm, per uno schermo di 16 pollici 70 cm e per uno di 17 pollici
80 cm. Per gli schermi molto grandi, come quelli utilizzati nelle postazioni di
lavoro CAD, sono da prevedere distanze maggiori.
I
DISTURBI DELLA VISTA:
Essi
sono :bruciore , lacrimazione, secchezza , senso di corpo estraneo ,
ammiccamento frequente , fastidio alla luce , pesantezza , visione sdoppiata,
stanchezza alla lettura. Questi disturbi reversibili nel loro complesso
costituiscono la sindrome da fatica visiva (astenopia) che può insorgere in
situazioni di sovraccarico dell'apparato visivo.
I DIFETTI DELLA VISTA:
I
principali difetti visivi non sono causati dall'uso del VDT ma possono, in
talune
condizioni,
contribuire a far comparire i disturbi astenopici.
È
importante correggere adeguatamente tali difetti, anche lievi, per evitare un
ulteriore sforzo visivo durante il lavoro.
DISTURBI MUSCOLO
SCHELETTRICI:
Essi sono : Senso di peso , senso di fastidio , dolore ,
intorpidimento , rigidità (collo, schiena, spalle, braccia , mani). Cause:
•Posizioni di lavoro inadeguate per l'errata scelta e disposizione degli arredi
•Posizione di lavoro fisse e mantenute per tempi prolungati anche in presenza
di posti di lavoro ben strutturati:
•Movimenti rapidi e ripetitivi delle mani per l'uso di tastiera e mouse:
Nelle posizioni muscolari statiche , ad esempio quando si digita a braccia non
appoggiate, ai muscoli arriva meno sangue del necessario: il muscolo mal
nutrito si affatica e diventa dolente.
PER
PREVENIRE I DISTURBI MUSCOLO SCHELETTRICI BISOGNA SEGUIRE QUESTI SEMPLICI
CONSIGLI SUL POSIZIONAMENTO DEL CORPO:
Ø
Utilizzare solamente
le apposite poltrone che hanno il sedile e lo schienale regolabile, ed i cinque
piedi di appoggio.
Ø
Regolare l’altezza
in modo da avere le gambe appoggiate a terra o sul poggiapiedi con angolazione
di 90°.
Ø
Se nella posizione
corretta non si arriva a poggiare i piedi a terra, o se può aiutare ad assumere
una posizione più comoda, richiedere la fornitura di pedane poggiapiedi
regolabili.
Ø
Regolare l’altezza
in modo da avere le braccia appoggiate sul tavolo di lavoro e che abbiano un
angolo di 90°.
Ø
Regolare lo
schienale con un angolo che può variare a piacimento tra 90° ed i 110°.
LO STRESS:
Lo stress lavorativo si determina quando la capacità
di una persona non sono adeguate rispetto al tipo e al livello delle richieste
lavorative. Il tipo di reazione ad una data situazione dipende anche dalla
personalità del soggetto: lo stesso tipo di lavoro può risultare soddisfacente
, monotono o complesso in personalità diverse. I disturbi che si manifestano
sono di tipo psicologico e psicosomatico: mal di testa , tensione nervosa,
irritabilità , stanchezza eccessiva , insonnia , digestione difficile , ansia ,
depressione. Negli operatori al VDT il contenuto di lavoro monotono e
ripetitivo , l'uso di mezzi software ed hardware inadeguati , il carico di
lavoro ecc: sono la maggiore causa dello stress lavorativo. Per evitare lo
stress e l’affaticamento mentale dell’operatore il modo migliore è modificare
l’organizzazione del lavoro prevedendo una rotazione su più mansioni oppure
suddividendo i compiti tra più operatori in modo da rendere più vario il
contenuto del lavoro, e garantendo agli operatori punti di assistenza per
risolvere i problemi di utilizzo e gestione del software.
FARE
PREVENZIONE: ESERCIZI DI RILASSAMENTO E
ALTRE
RACCOMANDAZIONI:
muoversi
di più
Chi
lavora abitualmente al videoterminale deve approfittare di qualsiasi occasione
per muoversi e cambiare la posizione seduta. Ci sono lavori che si possono
sicuramente eseguire in piedi (per es. telefonare). Inoltre in ufficio è
preferibile usare le scale anziché l’ascensore.Tutto ciò favorisce la
circolazione sanguigna e il metabolismo e fa bene alla colonna vertebrale e
alle giunture. Per questo motivo è opportuno variare frequentemente attività,
come ad esempio recuperare i fogli dalla stampante, archiviare la
documentazione o consultare un collega in un’altra stanza. Inoltre, mentre si
lavora al videoterminale, è bene cambiare spesso la posizione delle gambe.
Le pause
Il
Decreto legislativo n. 626/94 e successive modificazioni prevede, all’art. 54,
per i lavoratori “addetti al videoterminale”, pause di 15 minuti ogni
due ore di lavoro.
Non
sono da considerare come pause le attese relative ai tempi di elaborazione del
software in quanto esse non consentono nessun riposo, anzi possono persino
provocare ulteriore stress.
Fare
la pausa durante il lavoro al videoterminale significa interrompere il lavoro,
alzarsi e muoversi. Sarebbe opportuno dedicare una parte della pausa a esercizi
di rilassamento e stretching o per eseguire un breve training degli occhi. In
ogni caso, occorre distogliere lo sguardo dallo schermo e lasciarlo vagare
altrove, cercando di guardare oggetti lontani, chiudere e aprire più volte le
palpebre per stimolare la secrezione lacrimale.
Lavoratrici gestanti
Nelle
lavoratrici gestanti possono insorgere disturbi dorso-lombari dovuti a
variazioni posturali legate alla gravidanza. Pertanto a fini preventivi è
opportuno modificare temporaneamente le condizioni o l’orario di lavoro al
videoterminale, come previsto dal decreto legislativo n. 151/2001, che ha
abrogato e sostituito il decreto legislativo n. 645/96 e costituisce il Testo
unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della
maternità e della paternità.
Conclusioni:
Per i lavoratori che utilizzano il video terminale è
opportuno su consiglio di esperti, eseguire degli esercizi di stretching per
diminuire l’affaticamento e i diversi problemi di postura legati a questo
lavoro.
Se questi esercizi dovessero causare
inaspettatamente dei disturbi è opportuno rivolgersi al medico.
ARTICOLI IMPORTANTI DEL DECRETO LEGISLATIVO 626/94:
Art. 52
(Obblighi
del datore di lavoro)
1.
Il datore di lavoro, all’atto della valutazione del rischio di cui all’art. 4,
comma 1, analizza i posti di lavoro con particolare riguardo:
a)
ai rischi per la vista e per gli occhi;
b)
ai problemi legati alla postura ed all’affaticamento fisico o mentale;
c)
alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.
2.
Il datore di lavoro adotta le misure appropriate per ovviare ai rischi
riscontrati in
base
alle valutazioni di cui al comma 1, tenendo conto della somma ovvero della
combinazione
della incidenza dei rischi riscontrati.
Art. 54
(Svolgimento
quotidiano del lavoro)
1.
Il lavoratore, qualora svolga la sua attività per almeno quattro ore
consecutive, ha diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause
ovvero cambiamento di attività.
2.
Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva
anche aziendale.
3.
In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui
al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti
ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.
4.
Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite
temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la
necessità.
5.
È comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all’inizio ed al termine
dell’orario di lavoro.
6.
Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della
risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli
effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di
lavoro.
7.
La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell’orario di
lavoro e, come tale, non è riassorbibile all’interno di accordi che prevedono
la riduzione dell’orario complessivo di lavoro.