La rivoluzione industriale
Una nuova forma di energia: il vapore
La rivoluzione industriale fu innanzitutto una grande
trasformazione dei rapporti sociali, ma sarebbe stata impossibile senza i
progressi della tecnica e l'uso di una nuova forma di energia: il vapore.
La sostituzione delle macchine mosse dalla
corrente di fiumi e torrenti (energia idraulica) in uso da secoli con le
macchine a vapore, il rapido sviluppo delle ferrovie e quello, più lento, della
navigazione a vapore dettero per tutto l' 656b16g Ottocento un grande impulso alla
produzione e agli scambi.
La forza del vapore era stata utilizzata sin
dalla prima metà del Settecento per azionare le pompe che nelle miniere
evitavano l'allagamento delle gallerie. La prima macchina a vapore impiegata a
questo scopo fu messa regolarmente in funzione nel 1712. Era stata progettata
da Thomas Neweomen e si chiamava `macchina atmosferica».
Nel
1769 James Watt (1736-1819) perfezionò questa macchina rendendola più potente
ed economica. In seguito, mentre le prime macchine compivano solo un movimento
verticale, egli riuscì ad adattarle per far muovere una ruota. Questo permise
di far muovere ogni sorta di macchine, oltre alle pompe. Watt non fu solo un
inventore, ma anche un industriale: associato a Matthew Boulton, dal 1775 al
1800 sfruttò i propri brevetti e in venticinque anni la ditta produsse circa
500 macchine adatte a vari usi, compreso quello nelle filande di cotone.
Nell'Ottocento, la costruzione di macchine
a vapore fu ancora perfezionata, soprattutto allo scopo di ottenere una
pressione maggiore. Tra l'altro ciò rese possibile la costruzione delle prime
locomotive.
Le ferrovie nacquero dall'applicazione
della forza del vapore al sistema da molto tempo in uso nelle miniere e nelle
fonderie di servirsi di vagoncini trainati da cavalli o spinti a braccia lungo
binari di legno. In un primo tempo la macchina a vapore era fissa e serviva a
trascinare i vagoncini con un cavo.
Nel 1804 Richard Trevithick realizzò una
prima ferrovia per le fonderie di Pen-y-Darran, nel Galles del sud; era lunga
15 km e aveva binari di ghisa. Lo stesso Trevithick nel 1808 presentò a Londra
in un recinto circolare una locomotiva che per uno scellino faceva provare ai
curiosi la novità del treno, a 20 km l'ora.
Altre locomotive furono costruite in
quegli anni, ma i costruttori che ebbero più successo furono George Stephenson
(1781-1848) e suo figlio Robert. Nel 1824 essi crearono una fabbrica di
locomotive, che furono impiegate sulle prime linee inglesi e poi anche
esportate in altri paesi.
Una prima linea ferroviaria progettata da
George Stephenson fu aperta al traffico soprattutto di merci, nel 1825. Molto
più importante però fu la Liverpool-Manchester, di circa 53 km, aperta nel
1829. Gli Stephenson con la loro locomotiva the Rocket (il razzo) vinsero la
gara organizzata per scegliere il miglior mezzo di trazione alla velocità media
di 23 km l'ora.
Ci furono anche applicazioni del vapore a
veicoli su strada, ma molto più importante fu l'origine della navigazione a
vapore, addirittura precedente alle prime ferrovie. Negli ultimi due decenni
del Settecento imbarcazioni a vapore furono costruite in Francia, negli Stati
Uniti e in Gran Bretagna.
Nel 1802 lo scozzese William Symington
realizzò la Charlotte Dundas per la navigazione nel canale FirthClide e nel
1818 1 Henry Bell costruì The Comet, primo vapore commerciale regolarmente in
servizio in Europa. Nel 1807 in America il Clermont di Robert Fulton aveva
risalito il fiume Hudson da New York ad Albany e nel 1823 c'erano un centinaio
di battelli a vapore in Gran Bretagna e molti di più negli Stati Uniti.
I progressi della navigazione a vapore
furono però più lenti di quelli delle ferrovie. Anche se nel 1819 una nave
americana, la Savannah, traversò l'Atlantico servendosi in parte della sua
macchina a vapore (il resto del viaggio fu fatto a vela), si dovette aspettare
ancora quindici anni per avere un regolare servizio transatlantico a vapore,
con la Creai Western, in grado di compiere la traversata in una quindicina di
giorni.