TEORIA DEI SEGNALI
Il
segnale è una grandezza elettrica variabile nel tempo
sulla quale viene caricata l’informazione.
Un segnale si dice determinato quando si conosce l’andamento del segnale ad ogni
istante, mentre si 737g66h dice aleatorio
quando l’andamento non è noto e se ne conoscono soltanto alcune caratteristiche
statistiche.
I segnali determinati vengono studiati con
mezzi matematici mentre quelli aleatori con metodologie statistiche. In base
alla propria forma d’onda, un segnale determinato può essere distinto in
analogico e digitale.
Un segnale è detto analogico o continuo se, la forma d’onda che lo rappresenta è una
funzione continua nel tempo cioè se può assumere in ogni istante un qualsiasi
valore compreso tra un massimo ed un minimo.
Un segnale è detto digitale o discreto se, a istanti prefissati, può assumere un
determinato valore fra una serie di valori possibili.
Un segnale è detto periodico se, a intervalli di tempo costanti, riprende a variare
con le stesse modalità. La caratteristica di periodicità deriva dal fatto che
il segnale assume valori uguali a intervalli di tempo uguali. L ’intervallo di
tempo T prende il nome di periodo
mentre il numero di periodi al secondo rappresenta la frequenza.
Un segnale determinato si dice a simmetria pari rispetto all’origine se
s(t)=s(-t) o a simmetria dispari se
s(t)=-s(-t).
Un segnale determinato si dice causale se
s(t)=o per t<0 oppure s(t)=0 per t<to dove to può essere diverso da 0.
Un segnale determinato s(t) si dice a durata limitata se esiste un intervallo
di tempo finito tale ke s(t) è nullo fuori da questo intervallo.
Il valor
medio di un segnale determinato calcolato nell’intervallo finito (t1,t2),
rappresenta il valore che il segnale mediamente assume in tale intervallo.
Un segnale determinato è detto alternativo quando è periodico e ha
valore medio nullo (Vm=0). Poiché un segnale alternativo ha valor medio nullo,
viene considerato il Vm in un semiperiodo.
Se l’energia Es ha valore finito il segnale si dice di energia.
Se la potenza Ps ha valore finito il segnale si dice di potenza.
Un segnale
costante è del tipo s(t)=A con A costante e -∞<t<∞. È un
segnale con simmetria pari e valor medio Vm=A con periodo To=∞.
Il segnale
a gradino è un segnale che assume un valore costante a partire da una prefissata
soglia temporale to, mentre al di sotto di essa è nullo. Il tempo di salita ts è
l’intervallo temporale necessario affinché il segnale passi dal 1°% al 90% del
valore costante A. l’istante di scatto tsc, è l’istante in cui il segnale
raggiunge il 50% del valore KA.
Il segnale sinusoidale è un segnale periodico
e alternativo caratterizzato da una forma sinusoidale.
L’impulso
ideale o di Dirac di durata T e di ampiezza A,
sottende con l’asse dei tempi un’area S pari a: S=A T
E quest’ultima rappresenta l’espressione
dell’impulso rettangolare in funzione dell’area che esso sottende sull’asse dei
tempi. Facendo tendere a 0 la durata dell’impulso, si ottiene un segnale su to di durata nulla,
ampiezza infinita e area pari a S, e prende il nome di impulso di Dirac.
Moltiplicando un segnale generico s(t) per l’impulso ideale unitario centrato
in to, si
ottiene un segnale ovunque nullo tranne che in to la cui area è S(to).
L’operazione di campionamento dei segnali
consiste nel prelevare, in corrispondenza di istanti temporali equidistanti tra
loro, campioni del segnale considerato.
Per poter trasmettere un’informazione
analogica mediante sistemi numerici si prelevano dei campioni in corrispondenza
di determinati istanti e si associano a ciascuno di essi una precisa e univoca
combinazione di codice analogico.
L’operazione
di campionamento consiste nel prelevare alcuni
campioni di un segnale continuo s(t) in corrispondenza di determinati istanti
temporali tn.
La serie di impulsi così ottenuta non conserva tutta l’informazione originaria
di s(t) ma, se gli istanti di campionamento hanno un’adeguata frequenza, il
segnale informativo può essere ricostruito correttamente, nel senso che dai
valori discreti si può riottenere la forma d’onda continua originale.
TEOREMA
DI SHANNON: un segnale, il cui spettro non contiene componenti superiori a una
frequenza fMAX, è completamente definito da
una successione di suoi campioni prelevati a una frequenza pari ad almeno 2 fMAX. La frequenza dei campioni che prende il nome
di PAM (pulse amplitude modulation) è
continua nell’ampiezza, in quanto ciascun campione può assumere uno qualsiasi
degli infiniti valori di s(t).
L’operazione
di quantizzazione è eseguita associando ad ogni
campione PAM il livello prefissato cui
essi più si avvicina, effettuando per tanto un’operazione di approssimazione.
Il campionamento naturale si differenzia da
quello istantaneo perché anziché utilizzare impulsi di Dirac si impiegano
impulsi rettangolari di durata τ breve ma finita, vengono prelevate
piccole porzioni di segnale.
Un segnale determinato può essere studiato
anche nel dominio della frequenza riportando in un grafico, denominato spettro,
i valori istantanei s(f) che esso assume in funzione della frequenza.
La rappresentazione nel dominio della
frequenza poggia i suoi fondamenti sullo sviluppo
in serie di Fourier cha a partire dalla forma d’onda di un segnale
periodico, consente di ricavare la relativa composizione spettrale.
Qualsiasi
segnale determinato s(t) periodico di periodo T può essere scomposto nella
somma di un termine costante e di un certo numero di segnali sinusoidali dei
quali il primo, avente lo stesso periodo di s(t) e quindi la stessa frequenza,
è chiamato prima armonica o fondamentale e gli altri, aventi periodi
sottomultipli di s(t) e quindi frequenze multiple, armoniche superiori.
Il coefficiente di ao, che rappresenta il termine
costane, costituisce il valor medio di s(t), mentre i coefficienti an e bn rappresentano le ampiezze delle
armoniche di ordine n. poiché la funzione coseno è di tipo pari mentre la
funzione seno è di tipo dispari, a seconda che s(t) sia un segnale di tipo pari
oppure dispari, risulteranno nulli i coefficienti bn oppure an.
Applicando alla precedente eq. s(t) le formule
di Eulero si può dimostrare che:
in cui i
coefficienti cn, che rappresentano le ampiezze delle armoniche costituenti il segnale
considerato risultano: